Pagina 2 di 7 PrimaPrima 1234 ... UltimaUltima
Risultati da 16 a 30 di 98

Discussione: La ricerca è influenzata dai suoi finanziatori?

  1. #16
    Considerato opinionista del ruzzolone L'avatar di Giallobalordo
    Data Registrazione
    Feb 2008
    Messaggi
    8,856

    Predefinito

    Mo è tardi, ma audere, con rispetto, ma il metodo????
    Ma chi lo giudica il metodo, tu?
    O la "comunità scientifica"?

  2. #17
    nederlandse superbontdier L'avatar di audere est facere, mtrfckr
    Data Registrazione
    Apr 2008
    Messaggi
    5,031

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Giallobalordo Visualizza Messaggio
    Mo è tardi, ma audere, con rispetto, ma il metodo????
    Ma chi lo giudica il metodo, tu?
    O la "comunità scientifica"?
    aspetta: io non sto parlando di come deve essere la scienza, ma di come a me sembra che funzioni la scienza, nei termini più generali possibili. un interrogativo che è diverso da quello che si riferisce a quello che serve politicamente o economicamente la scienza. questi sono problemi della politica o dell'economia.
    parto dal seguente presupposto: nella società si è connvinti che i casi in cui uno scienziato manipoli i risultati della sia ricerca per venire incontro ad interessi di parte siano casi-limite. deve essere così, altrimenti non si avrebbe confidenza nella scienza, cosa che invece, più o meno, si ha.
    detto questo, il problema per la scienza è quello dei requisiti per cui un un'affermazione possa presentarsi come verità scientifica, per poi essere accettata o meno. la situazione si fa delicata quando si afferma un sapere nuovo, o quando si afferma un sapere che devia da quello che già esiste, o che lo critica. E' in questo momento che si passa ad un'osservazione di secondo ordine, l'osservazione da parte di Y dell'ossservazione di chi X che propone un sapere nuovo. Osservazione di Y che ha il problema di selezionare questo sapere come vero o falso. (Al contrario, il sapere che non rappresenta una novità, passa senza grandi esami, fino a quando qualcuno lo problematizza, certamente). Allora, si parla di verità solo quando l'affermazione di X non può essere ricondotta a voleri, interessi particolari di X o altro, perchè altrimenti io, Y, non sarei vincolato all' verità di questa affermazione, o meglio all'offerta di validità di questa affermazione. non sarei tenuto prenderla per buona e nemmeo a falsificarla. L'immenso apparato di teorie e prescrizioni metodologiche ha questo significato, neutralizzare l'influsso delle azioni sul risultati delle ricerche, poichè solo così questi risultati possono essere presentati come verità.
    quindi il metodo non è che sia un requisito per produrre verità, ma è un requisito per poter produrre affermazioni che accampino pretese di verità. certamente in questo senso la validità del metodo è trattata come i risultati che attraverso il metodo si producono: se il metodo non si discosta da quelli che sono accettati al momento, non ci si pongono grandi problemi: basta solo comunicarlo, questo metodo e siamo a posto. se, al contrario, si discosta in modo importante, viene esaminato in base alla sua capacità di fare quello a cui serve, ossia neutralizzare l'influsso delle azioni sui risultati. sì, in effetti il metodo lo giudica l'osservatore scientifico, che non deve essere necessariamente uno scienziato, ci mancherebbe. l'osservatore sceintifico viene inteso come l'osservatore che si pone il problema della verità delle affermazioni, anzi della pretesa di verità delle affermazioni. che si pone questo problema piuttosto che quello della bontà, della bellezza ecc ecc.
    se in età newtoniana, il problema del metodo riguadava la produzione di verità.ed al metodo di chiede di eliminare interferenze soggettive, permettendo di giungere alla verità oggettiva del mondo. a me sembra che oggi il problema della scienza, con il disfacimento delle idea stessa di verità sia piuttosto quello della legittimità delle pretese di verità (verità certamente provvisorie, anche se ci si illude che non lo siano). questo problema, per adesso, magari in futuro cambierà, viene risolto con il rendere disponibile all'osservazione altrui che si è osservato tenendo conto dello stato della ricerca, mostrando di avere applicato un metodo che mi permette di dire "questo vero". anche i preti lo dicono, o i moralisti, ma la loro pretesa di verità non ha legittimità scientifica. ripeto, non è la verità il problema, il problema sono piuttosto le possibilità di successo, provvisoriom, di una comunicazione che pretende di essere accettata come vera.

    My fair Modenese, if we are marked to die, we are enough to do our city loss; and if to live,
    The fewer men, the greater share of honor.
    God’s will, I pray thee wish not one man more.
    Rather proclaim it, modenese, through my host,
    That he which hath no stomach to this fight,
    Let him depart. We would not die in that man’s company that fears his fellowship to die with us.

  3. #18
    Considerato opinionista del ruzzolone L'avatar di Giallobalordo
    Data Registrazione
    Feb 2008
    Messaggi
    8,856

    Predefinito

    Sei più logorroico di me.

    Faccio un esempio. Rimane un esempio, non entrerei nel merito, ma vedi tu.

    Seguendo un po' su internet i siti più "senzionalistici", aprrebbe che la ricerca iniziale sull'AIDS, in particolare quella che ha definito lil legame tra HIVe AIDS, uno è un virus l'altro una sindrome, sia stata svolta con una leggerezza disarmante, senza rispettare nessun "canone" scientifico proprio nel metodo, ma Rockfeller ci ha messo la pilla (e forse anche i finanziatori di canna rina non si sono tirati indietro) e il mondo scientifico ha accettato come verità assodata qualcosa che non è mai stata dimostrata, per quello che si intende dimostrare.

    Questo per dire innanzitutto che i tuoi continui distinguo cercando, alla fine, in modo un po' naif, di astrarsi dal dibattito plitico ed immaginare che, almeno come obiettivo, esista la possibilità di immaginarsi una ricerca scientifica fine a se stessa, alla ricerca di una sorta di vero provvisorio, per me sono le difficoltà di quelal corrente di pensiero, alal quale tu apri appartenere, che vorrebbe porsi come sommo centro culturale, staccato da tutto, non moralista, no appassionato, solo osservatore interessato.

    Per ciò che riguarda il mio pensiero, la ricerca in se non mi interessa, anche esistesse, sarebeb un esercizio di metodo, appunto.
    La ricerca serve a definire strategie di dominio e di ribellione, ogni ricerca che si sia mai fatta.
    Se si fa una ricerca sugli ogm, ciò serve per modificare strategie produttive, di marketing, di diffusione culturale.
    Io credo che in un contesto in cui essita una, chiamiamola, ideologia, una visione del mondo,che si contrappone per interessi ad altre sue simili, la ricerca serva ad essa per definire i limiti, gli obiettivi, la strategia.

    Il metodo non serve ad una fava, o melgio, non garantisce in alcun modo che la ricerca sia stata condotta correttamente, o ancora, visto che questo metodo deve essere giudicato da qualcuno che in qualche modo, formalmente o per dato di fatto, ha il potere di giudicarne le potenzialità di condurre la ricerca ad una sorta di verità provvisoria, ovverossia la correttezza, è nella pressione politica su chi deve giudicare che si gioca la partita delle correttezza del metodo, non sul metodo stesso.Pensare che in qualche modo la forma, la legge, le regole, gli iter, i controlli, possano garantire in qualche modo una omogeneità di selezione, è l'errore tipico dei cosiddetti liberali. Un errore a voler esser buoni, un assioma che serve poi a mantenere le fila dell'opinione pubblica, a voler essere realisti. Infatti rispetto a quello che dici tu il meccanismo è proprio inverso.
    Per far si che la sceinza sia creduta, come una religione, serve legittimarla, e la si legittima proprio con la fola del metodo.
    La ricerca ha potenza modificatrice solo in funzione del potere reale che la sorregge. E solo all'interno di tale ragionamento la si può inquadrare.

    Pensare davvero che, anche in teoria, esista una sorta di "iter" per la validazine delel teorie valide e non valide, è ridicolo e negato dalla storia.

    Infine, anche se tu lo affronti all'inizio, a me concettualmente che in una ricerca vengano porattye modifiche da qualcuno che non è il ricercatore oppure che tutto il dominio della ricerca sia del ricercartore stesso, non mi cambia nulla. non ho mai creduto che un opera possa essere frutto delel mente di un singolo. Anche mebntre io scrivo questo che sto scrivendo, l'unica realtà è ciò che scrivo, nella sua veste grafica direi. Per il resto, che lo stia scrivendo io di mio pugno o che mi stiano obbligandoa scriverlo con una pistola puntata al capo, nulal cambia sulla veste grafica diq uello che scrivo.

    Ne modifca l'interpretazine, ma li, appunto, si enter sempre nel campo della politica, in senso lato. Diffido dai ricercatori indipendenti.

  4. #19
    Maulwurf L'avatar di canna-rina
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Località
    Salzburg/Modena
    Messaggi
    6,735

    Predefinito

    Logorroici per l´anima del cazzo, mangiatori di soldi pubblici e simili: avete poi deciso durante la riunione del soviet privato del balordo se la mia ricerca é stata influenzata dai padroni cattivi? Se avete preso una posizione, possiamo passare a parlare di quale scollatura mi convenga presentare alla conferenza di storia della medicina, che mi sembra un tema piú appropriato alle vs. competenze culturali ed intellettuali, senza rispetto parlando - o meglio, col rispetto che voi avete tributato a me -.

    Mit freundlichen Grüßen
    F.R. BA, MA.

    (in realtá sono sovvenzionata dall´industria dei pop corn e delle patatine).
    Conservo un sano scetticismo ed un incallito pessimismo, il tutto condito da un imperante fastidio
    Contro il calcio moderno, scatena l'inferno!

    Playlist centenario http://www.youtube.com/playlist?list=PLCB583E0B5964FA9D
    Con me le partite si vincono sempre ... 3 - 3
    BASTA CREPATE TUTTI IO SONO DI MODENA E TIFO MODENA....... CHE MORTE VI COLGA TUTTI PERBENISTI , BUONISTI ,SPORTIVI , MERDE IN GENERE , SIETE LA MORTE DEL CALCIO!!! (cit. doctor who)

  5. #20
    Considerato opinionista del ruzzolone L'avatar di Giallobalordo
    Data Registrazione
    Feb 2008
    Messaggi
    8,856

    Predefinito

    Mzza se sei suscettibile.
    E dir che il tema dovrebbe interessarti.

    Sul non rispetto, mi pare che qui nessuno abbia mancato a te di rispetto.
    Mai che tu contribuisca con qualcosa di pertinente, ma dico mai.

    Evita dis crivere. Se ti paice cazzeggiare, o scrivere della tua scoppatura, fallo. Qui si parla di ricerca, in un pos iniziato da te.
    Non ti va, evita. ma che cosa ti incazzi? ma quale soviet?
    Ma te hai capito più o meno, prima di parlar di soviet, che Audere se ci fosse ancora fvoterebbe Zanone? Detto ciò, resta inteso che a me leggeere audere ed erriko da assai gusto. Mi mancano i post di Pippo, e lo ammetto, anche di aghera.

    Callaghan quando ne ha voglia contribuisce, ma ne ha voglia molto di rado.

    Di te non si capisce, non dico come haio fatto a diventar ricercatrice, ma proprio a laurearti.

    Poi la scollatura sceglila te.
    E il bello che ce l'hai con i baroni, tu, che così in giovane età ti poni nell'ottica del "che cazzo aprlate voio che io sono ricercatrice so da dio il tedesco ho le tette grosse e parlo alle conferenze". Na spocchia assurda.
    Minchia gli ex comunisti cacciati dal aprtito sono na cosa terribile.

  6. #21
    nederlandse superbontdier L'avatar di audere est facere, mtrfckr
    Data Registrazione
    Apr 2008
    Messaggi
    5,031

    Predefinito

    rispondo (la società è complessa, e la complessità la si "smonta" solo con molte parole, non fartene un cruccio, io non me lo faccio)

    Citazione Originariamente Scritto da Giallobalordo Visualizza Messaggio
    Sei più logorroico di me.

    Faccio un esempio. Rimane un esempio, non entrerei nel merito, ma vedi tu.

    Seguendo un po' su internet i siti più "senzionalistici", aprrebbe che la ricerca iniziale sull'AIDS, in particolare quella che ha definito lil legame tra HIVe AIDS, uno è un virus l'altro una sindrome, sia stata svolta con una leggerezza disarmante, senza rispettare nessun "canone" scientifico proprio nel metodo, ma Rockfeller ci ha messo la pilla (e forse anche i finanziatori di canna rina non si sono tirati indietro) e il mondo scientifico ha accettato come verità assodata qualcosa che non è mai stata dimostrata, per quello che si intende dimostrare.
    ricerche eseguite a "comando" ce ne sono state e ce ne saranno sempre. l'esempio che fai tu, partendo dal presupposto che le cose siano andate così, ma sarebbe in ogni caso interessante anche come esempio ipotetico, io lo leggo così: una ricerca accampa pretese di verità (scientifica), le quali vengono accettate a prescindere, senza grandi verifiche (magari perchè avanzate da professoroni o cose simili). questo è un caso in cui il sistema della scienza si fa guidare da altri, diciamo così codici, che non sono quelli della verità scientifica. son o quelli della gerarchia, perchè se così dice X xhe lavora a Y deve essere verol quelli dell'interesse economico ecc ecc. accade, senza essere storici se ne trovano esempi. diventerebbe un problema se accadesse sempre, perchè metterebbe in crisi la capaictò della scienza di svolgere la sua funzione, ossia produrre comunicazioni che pretendono di essere vere. quanto a lungo durerebbe la confidenza verso la scienza (confidenza nel senso di fiducia aproblematica, come quella che ti fa alzare al mattino facendo come se non ti potesse accadere niente)? fino a che punto si prenderebbe per buona la verità proposta dagli scienziati, senza che la rischiosità di questa scelta non fosse percepita tanto acutamente che il fidarsi o meno diventerebbe un problema? ma qui si parla di evouzioni della società possibili, che però non mi sembra siano osservabili. forse si ha ancora confidenza nella scienza perchè le magagne devono venire a galla, ed è sempre possibile che un sistema, anche la scienza, si evolva ad una velocità e dal di fuori non ci se ne accorge subito, e quindi si crede che la sceinza sia una cosa quando ne è un'altra. chissà. ricerca ulteriore deve essere fatta, come si dice di solito.

    Questo per dire innanzitutto che i tuoi continui distinguo cercando, alla fine, in modo un po' naif, di astrarsi dal dibattito plitico ed immaginare che, almeno come obiettivo, esista la possibilità di immaginarsi una ricerca scientifica fine a se stessa, alla ricerca di una sorta di vero provvisorio, per me sono le difficoltà di quelal corrente di pensiero, alal quale tu apri appartenere, che vorrebbe porsi come sommo centro culturale, staccato da tutto, non moralista, no appassionato, solo osservatore interessato.
    no, qui l'astrazione dalla politica non c'entra niente. perchè io ho scritto su come capita che nella società circolino della comunicazioni che pretendono si essere vere indipendentemente da un atto di voltà individuale. pretendono, dico. il problema sociale da risolvere è quello, l'accettabilità della pretesa di verità. spiego meglio quello che penso: dicendo quello che dico sopra, non escludo assolutamente che possa esistere una ricerca politicizzata. dirò di più, se si osserva la ricerca dal punto di vista politico, non esiste ricerca non politicizzata. alcuni dicono che la pretesa di neutralità nasconda complicità con il potere dominante in tutte le sue declinazioni. un po' come la storia del pacifismo, no? il problema è questo: una ricerca politicizzata, diciamo unaricerca che cerca di riabilitare la figura di renato altissimo (!). ok, è una ricerca politicizzata, in modo esplicito. però nel omento in cui si presenta come ricerca scinetifica e non come libretto di propaganda, deve porsi il porblema di fare accettare quello che dice come verità. ecco qui sta il mio discorso. nessuna astrazione dalla politica.
    per la morale: le do un significato tecnico, nel senso di codice attravrso cui vedere il mondo nei temrini di buono/cattivo. in questo senso neanche tu, da quello che mi sembra sei un moralista.


    Per ciò che riguarda il mio pensiero, la ricerca in se non mi interessa, anche esistesse, sarebeb un esercizio di metodo, appunto.
    La ricerca serve a definire strategie di dominio e di ribellione, ogni ricerca che si sia mai fatta.
    appunto per questo. nella nostra socità siamo un po' "sgamati". cioè una ricerca per essere efficace come strumento di dominio e ribellione non può limitarsi a dire cose, così, senzsa essere "corazzata" contro l'osservazione critica di chi è pronto a dire "tutte cazzate". ecco a cosa serve il metodo. mentre scrivo direi che non siano troppo lontani.
    Se si fa una ricerca sugli ogm, ciò serve per modificare strategie produttive, di marketing, di diffusione culturale.
    Io credo che in un contesto in cui essita una, chiamiamola, ideologia, una visione del mondo,che si contrappone per interessi ad altre sue simili, la ricerca serva ad essa per definire i limiti, gli obiettivi, la strategia.

    Il metodo non serve ad una fava, o melgio, non garantisce in alcun modo che la ricerca sia stata condotta correttamente, o ancora, visto che questo metodo deve essere giudicato da qualcuno che in qualche modo, formalmente o per dato di fatto, ha il potere di giudicarne le potenzialità di condurre la ricerca ad una sorta di verità provvisoria, ovverossia la correttezza, è nella pressione politica su chi deve giudicare che si gioca la partita delle correttezza del metodo, non sul metodo stesso.Pensare che in qualche modo la forma, la legge, le regole, gli iter, i controlli, possano garantire in qualche modo una omogeneità di selezione, è l'errore tipico dei cosiddetti liberali. Un errore a voler esser buoni, un assioma che serve poi a mantenere le fila dell'opinione pubblica, a voler essere realisti. Infatti rispetto a quello che dici tu il meccanismo è proprio inverso.
    Per far si che la sceinza sia creduta, come una religione, serve legittimarla, e la si legittima proprio con la fola del metodo.
    riprendo quello scritto sopra. nella nostra società religione e scienza non si legittimano allo stesso modo. guarda che ceredo che proprio quello che scrivi tu lo dimostra in modo evidente. la nostra capacità di osservazione, di osservare le osservazioni non è quella di 1000 anni fa. i le pretese di verità della scienza non si legittimano in base all'autorità di X o Y che parla. ci sarebbe sembre qualcuno pronto a metterle in discussione. perchè non ci sono punti di osservazione privilegiati. la divinità non parla più agli uomini, neanche vestita dare o da prete. si legittimano in base al metodo. in base a che cosa altro potrebbero? cioè tu (tu ipotetico) che leggi un libro di filosofia politica o di storia o di zootecnica, cosa ti porta ad accettare le pretese di verità accampate da chi scrive? che scriva cosa che ti piacciono? o che servano politicamente? cioè puoi auspicare che quelle idee trovino diffusione perchè politicamente ti servono, ma non le accetti come verità per questo motivo. il succo del mio discorso è questo. il metodo non è granché come base per pretese di legittimità? per adesso si è trovato quello. per adesso non esistono equivalente funzionali. oh, questo è un punto di vista è a-politico, nel senso che è compatibile,se ci pensi ,con qualsiasi opzione politica, tranne che con quelle dei farisei, ovvero dei sepolcri imbiancati oppure dei fascisti. tutte le altre, dico tutte possono benissimo convivere con una teoria così, funzionalista

    My fair Modenese, if we are marked to die, we are enough to do our city loss; and if to live,
    The fewer men, the greater share of honor.
    God’s will, I pray thee wish not one man more.
    Rather proclaim it, modenese, through my host,
    That he which hath no stomach to this fight,
    Let him depart. We would not die in that man’s company that fears his fellowship to die with us.

  7. #22
    nederlandse superbontdier L'avatar di audere est facere, mtrfckr
    Data Registrazione
    Apr 2008
    Messaggi
    5,031

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da canna-rina Visualizza Messaggio
    Logorroici per l´anima del cazzo, mangiatori di soldi pubblici e simili: avete poi deciso durante la riunione del soviet privato del balordo se la mia ricerca é stata influenzata dai padroni cattivi? Se avete preso una posizione, possiamo passare a parlare di quale scollatura mi convenga presentare alla conferenza di storia della medicina, che mi sembra un tema piú appropriato alle vs. competenze culturali ed intellettuali, senza rispetto parlando - o meglio, col rispetto che voi avete tributato a me -.

    Mit freundlichen Grüßen
    F.R. BA, MA.

    (in realtá sono sovvenzionata dall´industria dei pop corn e delle patatine).
    veramente io avevo chiesto un indice del libro, e ancora meglio un sunto della presentazione. anche la presentazione intera. soviet? solo a nominarlo mi espellerrebero dal country club, altro che dal partito. rispetto? vabbé a me la tua, detto fancamente, sembra proprio una frignata. parlo per me: propongo un'osservazione sul concetto di indipendenza (che a me pare una cazzata, lo coonfermo) e manco di rispetto a te? non capisco il nesso. anche se avessi fatto quello che non ho fatto, diciamo nella peggiore della ipotesi se avessi detto che la tua ricerca mi sembra una cazzata, argomentando il tutto, ti avrei mancato di rispeetto? cos'è, sei corporativista? al massimo capisco che possa essere antipatico per te che la discussione si sia spostata lontana dal libro. ma non credo che tu abbia aperto una discussione meramente pubblicitaria. sarebbe ridicolo. vedo adesso: ma ti sei firmata conle tua qualifiche di studio? perchè? poi: nessun parere sulla scollatura. non mi interessa. fai te. cos'è una competenza intellettuale? e una culturale? in ognii caso nessun parere sulla scollatura. non mi interessa. fai te. poi non vado oltre
    @gbalordo: ZANONE? niente da fare, ruba da rutelliani. al massimo pannunzio, spinelli e.rossi per restare alla genealogia del PLI. ma il mio preferito, per ora, è gobetti. ma dico che lo dico da tifoso, perchè anche la sua analisi sociologica è lacunosa.forse se fosse vissuto di più (parlo dell'incontro con gramsci). chissà. però insegue una bella chimera. poi marx, certo, ma non era un politico. del resto, in generale, però, non è che il voto mi esalti. capisco a cosa serve, ma poco più. in questo non sono d'accordo con i COMPAGNI. come in altre cose. ma siamo fuori tema e mi fermo

    My fair Modenese, if we are marked to die, we are enough to do our city loss; and if to live,
    The fewer men, the greater share of honor.
    God’s will, I pray thee wish not one man more.
    Rather proclaim it, modenese, through my host,
    That he which hath no stomach to this fight,
    Let him depart. We would not die in that man’s company that fears his fellowship to die with us.

  8. #23
    nederlandse superbontdier L'avatar di audere est facere, mtrfckr
    Data Registrazione
    Apr 2008
    Messaggi
    5,031

    Predefinito

    [QUOTE=erriko;342367]
    va bene, ma quale metodo? a un certo livello di complessità è molto difficile riconoscere quanto un metodo sia più vlaido di un altro, e inoltre, molto spesso la dimostrazione della validità di un metodo dipende dalle risorse investite per farlo. in questo senso forse una decisione autonoma sul metodo la possono prendere solo i vecchi ricercatori, magari già professori, che però sono passati attraverso una serie di filtri attraverso i quali in qualche modo si saranno adeguati a passare. quindi, va bene giudicare in base al metodo, ma quanto è ristretto il campo delle possibilità fra le quali devi giudicare, tu ultimo fruitore di un prodotto scientifico?
    ma io non intendo dire che il metodo sia importante per scoprire la verità. ci mancherebbe. per me la verità si "inventa". dico che il metodo è la base per avanzare pretese di veirtà, in una società dove, come non mai, c'è capacità di critica (osservazione di osservazioni). certo la religione ha pretese di verità, ma che non si rendono disponibili all'osservazione. lucifero osserva Dio, e cade.

    [/B]bah, io conopsco diversi figuri, che sicuramente faranno carriera in accademia, che pubblicano libri (quando li scrivono loro) per un pubblico di max 15 lettori, tutti ovviamente , chiamiamoli "opinon leader". L'università italiana è tremenda, soprattutto se guardiamo ai dipartimenti di storia. è emblematica la vicenda della Oral historyitaliana: se ti vcapiuta di andare a un convegno sulla storia orale, magari fuori europa, ti rendi conto che dalle americhe, dall'africa postcoloniale, dall'oceania, ritengono la "scuola italiana" dotata di uno spessore allucinante, un'avanguardia, e la ricerca storica basata su fonti orali nell'università italiana fino a dieci anni fa praticamente non si faceva. Molti dei suoi elementi più illustri sono rimasti fuori dall'accademia (tipo Gianni Bosio o Cesare Bermani), oppure insegano altro (tipo Sandro Portelli). l'università è na roba da circolo, praticamente.
    non so, l'ampiezza del pubblico non credo che influenzi la scientificità di un'opera. fino a quando l'opera non la legge nessuno. qui la scientificità perdere rilevanza perchè non vengono comunicate pretese di verità-manca la comunicazione, quindi i presupposti. magari l'opera la leggono dopo mille anni,. e qui cambia di nuovo il discorso

    siamo d'accordo. ma un sostegno che ti permette di campare senza fare altro che ricerca è già rilevante. un sostegno molto maggiore non è più un sostegno. diventa qualcos'altro (sto parlando in generale, non della ricerca di cannarina, che che mincha ne so).
    bè, certo. ma sai anche tu, visto che conosci l'ambiente universitario, che già un finanziamento che ti consente di vivere di ricerca sia una rarità. io quindi avevo in mente un range più ristretto, dove vivere di ricerca è, diciamo, il top. in Italia, che un team di tre persone, diciamo un ricercatore assunto dall'uni con i suoi mesi-uomo, una borsa di ricerca avanzata, un ricercatore a tempo determinato per due anni fanno 27+18+15 k all'anno, moltiplicato per gli anni senza le attrezzature ed i lavori "accessori". di fronte a questi costi, se li confronto con i fondi che vengono concessi, concordo sul fatto che finanziamenti che superano queste cifre, in discipline umanistiche per i tempi che corrono sono certamente sospetti

    My fair Modenese, if we are marked to die, we are enough to do our city loss; and if to live,
    The fewer men, the greater share of honor.
    God’s will, I pray thee wish not one man more.
    Rather proclaim it, modenese, through my host,
    That he which hath no stomach to this fight,
    Let him depart. We would not die in that man’s company that fears his fellowship to die with us.

  9. #24
    Considerato opinionista del ruzzolone L'avatar di Giallobalordo
    Data Registrazione
    Feb 2008
    Messaggi
    8,856

    Predefinito

    Provo a ridurre la mole di scritto, per ragini di tempo.

    Io quello che non condivido è proprio il concetto secondo il quale se SEMPRE la scienza disattendesse la correttezza metodologica, e quindi in sostanza non scoprisse nulla, non creasse realtà utili, nascerebbe disaffezione.

    Il processo è inverso. Intanto premetto cheintendevo, nel mio post, dire che come la religione, anche la scienza, necessità di una legittimità che viene prima della verifica empirica. Non dicevo certo che i meccanismi sono gli stessi. Al limite posso dire che i monoteismi sono stati l'autostrada nella quale la sceinza ha potuto accellerare il suo cammino veros il dominio delle menti e dei corpi.

    Dicevo, processo inverso.
    Io dico, la scienza non ha milgiorato di una visrgola la vita degli uomini.
    Tu dici no, e me lo dimostri con canoni (che so, l'età dell ammortalità media ecc...) che da quando hai 3 anni vengono sbandierati da tutti gliorganismi di propaganda occidentale come dimostrazione che la scienza è progresso, futuro, benessere.
    Quindi la dimostrazione è tautologica.
    Il metodo.. corretto. ma chi lo dice se è corretto?
    Chi controlla i controllori?
    L'opinione pubblica? Non fatemi ridere. Chi?

    No, funzina così. la scienzaa ha prevalentemente scopi militari e di dominiio. la medicina ha distrutto qualunque approccio di prevenzine e le ditte farmaceutiche hanno interessi che con la salute non c'azzeccano na fava.
    Quello che serve è dar l'idea che però sia vera, funzioni, e sia controllabile.

    Ed ecco il metodo. Se tu fai na ricerca, ecco che ci sarà una comunità di scineziati che verificherà che la tua ricerca sia metodologicamente corretta. Questo legittima la scienza, insieme al fatto che ora si vola, esistono la radio e la corrente elettrica. Poi, che tutto ciò abbia portato il mondo sull'orlo del collasso ambientale, non è importante, è importante che di quetso nessuno dia la colpa alla scienza, che fa ricerche sul breve, sa milgiorarsi, e nel futuro qualcosa inventerà.

    Crei realtà provvisorie, vero, che vanno però smempre a rinforzare questo sistema di creazione di realtà, che non è eterno, ha poche centinaia di anni, non è ovunque, e non sarà per sempre. E' funzionale ad una determinata struuttura sociale ed ad un sistema di governo, la democrazia, che richiede un apparato ideologico molto più forte e capillare, totalitario direi, che ogni altro sistema di governo al mondo.

    La differenza tra la ricerca "corretta" e quella "scorretta" è una differenza che io colgo, certo, e capisco quello che dici, ma siamo sempre nell'ambito del gioco delle parti nell'ambito di una stessa assunzione di fondo.
    Ma sarebbe da interrogarsi su quelle barriere che oggi permettono di esprimere opinioni "ribelli", come dici te, solo dopo aver accettato il metodo di chi ti domina, ovverola ricerca scentifica affrontata con metodo riconosciuto come corretto. se no, come dici tu, subito ti accusano di idr sciocchezze.

    Come facevano, quale scienza utilizzavano, i contadini ribelli, i pagani russi, i guerrieri celti, per interpretare il loro mondo?

    Se la società nella qwuale viviamo fosse una prigione, per assurdo, il metodo sarebbe come la torretta centrale del panopticum.. con il metodo non servono più controllori, ci pensiamo da noi. Non servono nemmeno sbarre.

    E forse il meccanismo anche qui è stato inverso: per un sistema che non ha più sbarre fisiche (la democrazia) serve una metodologia di coercizione all'ordine che passi pe altre vie.
    Oggi non abbiamo nemmeno più le parole, i vocabioli mancano, epr dir qualcosa di diverso da ciò che si può dire.
    Credo sia impossibile elaborare un concetto "antagonista" oggi.
    In questo il sistema occidentale di governo è sicuramente il sistema totalitario per eccellenza. 1984 di Orwell parlava di questo (libro per certi versi orrido, ma molto lucido, soprattutto quando descrive la bilingua).
    In pratuica, per riprendere orwell appunto, in un sistema monarchico, tu non puoi FARE certe cose, in un sistema totalitario grezzo come lo stalinismo, non puoi nemmeno dirle certe cose. In democrazia, non puoi nemmeno pensarle, nel senso che non sei più in grado di pensarle.

    Il metodo è ciò che garantisce la tenuta del giochino.

    PER ME.

    Non voglio concordare con te, solo marcare alcune differenze.

  10. #25
    nederlandse superbontdier L'avatar di audere est facere, mtrfckr
    Data Registrazione
    Apr 2008
    Messaggi
    5,031

    Predefinito

    breve, mai

    dici --> Quello che serve è dar l'idea che però sia vera, funzioni, e sia controllabile. proprio questo è il problema. qui parte ed arriva il mio discorso. problema nel senso sociale. cioè: come fa la scienza a comunicare accampando pretese di verità (accampando pretese) in una società dove, i tuoi post lo dimostrano, quelli di erriko anche, anche quello del nerz, essa non può pretendere di essere osservatore privilegiato, ma dove il suo osservare è osservato? l'unico modo, per ora, è quello di dire "oh, quello che dico è vero perchè l'ho osservato atttraverso il seguente metodo".

    Ed ecco il metodo. Se tu fai na ricerca, ecco che ci sarà una comunità di scineziati che verificherà che la tua ricerca sia metodologicamente corretta. --> non solo gli scienziati, anche tu, anche io. certo per quello che possiamo fare e che vogliamo fare (più possiamo che volgiamo, certo). perchè altrimenti il metodo avrebbe un equivalente funzionale nel "darsi un mano" corporativo

    La differenza tra la ricerca "corretta" e quella "scorretta" è una differenza...---> la differenza, non quello che scrivi no per me non ha un gran senso, anche perchè manca il suo referente (la verità oggettiva). il problema non è di correttezza, ma di efficacia comunicativa delle pretese di verità che devono essere accettate da chi non solo osserva il mondo, ma osserva tu come osservi il mondo.

    Ma sarebbe da interrogarsi su quelle barriere che oggi permettono di esprimere opinioni "ribelli", come dici te, solo dopo aver accettato il metodo di chi ti domina, ovverola ricerca scentifica affrontata con metodo riconosciuto come corretto. se no, come dici tu, subito ti accusano di idr sciocchezze. ---> guarda io qui credo che il problema non sia della scienza e delle sue strutture, ma sia un problema che sta al livello dell'accettazione della comunicazione. mi speigo: qualcosa che viene detto da una ricerca che indossa i panni della ricerca fatta con tutti i crismi metodologici in voga, si CONFIDA, in qualcosa detto da una ricerca attraverso metodi nuovi si ha FIDUCIA. per me non è una distinzioni da poco: la confidenza nasconde il rischio, la fiducia lo chiama in causa, quindi è chiaro che le possibilità di successo di una ricerca che si basa su un metodo accettato sia maggiore.
    altro tema, che tu sembri sottointendere, è quello dei temi della ricerca. cioè cosa si ricerca e cosa no. certamente a questo livello la ricerca scientifica si accoppia (in senso tecnico) con la politica. l'economia, la religione, il diritto. allora qui cambia molto il discorso e tutto quello che scrivi ci sta alla grande. però io distinguerei tra la funzione della scienza: produrre affermazioni che abbiano pretesa di verità e proporre criteri di osservazione del mondo in cui avere confidenza, facendo finta che non sia un atto di fiducia e prestazione della scienza per altri sistemi sociali: e qui ci sta di tutto

    Il metodo è ciò che garantisce la tenuta del giochino ---> è esattamente quello che dico io

    My fair Modenese, if we are marked to die, we are enough to do our city loss; and if to live,
    The fewer men, the greater share of honor.
    God’s will, I pray thee wish not one man more.
    Rather proclaim it, modenese, through my host,
    That he which hath no stomach to this fight,
    Let him depart. We would not die in that man’s company that fears his fellowship to die with us.

  11. #26
    Considerato opinionista del ruzzolone L'avatar di Giallobalordo
    Data Registrazione
    Feb 2008
    Messaggi
    8,856

    Predefinito

    non contino audere, quello che dici lo comprendo, perché tu scrivi chiaramente. io invece non riesco a comunicare quello che dico io. I nostri confini tra forma e sostanza non sono posizionati al medesimo posto.
    Comunque, in breve, direi,, che se il giochino tiene, io dico purtroppo. Quindi la correttezza del metodo è uno strumento del purtroppo.
    Quindi che una ricerca sia indipendente, per me, è fiorse peggio rispetta ad una ricerca pagata e pilotata bdalla nestlè.

    Oggi le informazioni son milioni, volano, girano, ma non si attaccano.

    Ma capisco quello che dici. E torna. tutto torna. del resto non può tornare, è come la matematica.

    Allora, ci son due rette che si incontrano all'infinito, capito? Se dici si li, il resto è fuffa.

  12. #27
    Maulwurf L'avatar di canna-rina
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Località
    Salzburg/Modena
    Messaggi
    6,735

    Predefinito

    In sintesi:
    tempo non ne ho, si vede anche dal genere di contributi che lascio, due cazzate di tifo e qualche stronzata...
    se avessi tempo, col cavolo che scrivo cose intelligenti su un forum gratis!
    balordo ed erriko mi mancano di rispetto nel momento in cui sostengono che la mia ricerca è sicuramente stata influenzata ( io vi dico di no, è la vostra parola contro la mia). Poi mi mancano ancora di rispetto nel momento in cui giudicano la mia intelligenza (no, ma dico, mi conoscete? tanto per cominciare. Se dovessimo giudicare la gente da quel che scrive su un forum...cazzarola...). Chi mi conosce sa che amo prendermi per il culo sul forum, mi diverto, sono narcisista (è solo uno dei miei disturbi, ne ho di peggiori!) e mi piace ridere anche in maniera sottoproletaria, stop, basta. Come dico ai miei amici austriaci: almeno non devo bere una cassa di birra per ridere!

    Due soggetti (uno dipendente pubblico che partecipa all'assegnazione di progetti, un altro dipendente di un istituto storico che peraltro E' TRA I PATROCINATORI DEL LIBRO, cazzarola...) si permettono di dire cose abbastanza sgradevoli per poi partire per la tangente. (quindi audere non c'entra una sega. O meglio, lui parte per la tangente, ma non ha scritto parole ingiuriose).

    Ci sono utenti che, non potendo riversare la loro cultura ed intelligenza altrove, hanno arricchito per anni il forum. Buon per loro: IO vedo il forum in maniera molti più leggera. Ho postato del libro perchè ad alcuni dovrebbe interessare, agli altri fa piacere far due battute sulla massaggiatrice, sulla maestrina, sul decollète, sul collega bavarese per passarsi due minuti.
    Inoltre IO uno stipendio fisso non ce l'ho, e non avrei nemmeno possibilità di avere un posto fisso per pagarmi ricerche, tanto per intenderci.
    Poi ci sono gli utenti che qua sopra riversano la loro frustrazione, magari prendendosela con chi conclude qualcosa...

    I colleghi non intervengono perchè sanno che la peggior punizione è fare incazzare ME, ma vi assicuro che non sono propriamente contenti degli sproloqui che vengono fatti qua. Partigiano, per dirne uno: è di là con problemi ben più grossi, ma non è precisamente felice di leggere delle puttanate. Quel libro è sostenuto dall'istituto di Modena in prima linea.

    Ah, nessuno mi ha espulso da alcun partito! Sempre per il discorso del conoscere le persone...ma che viaggi si fa la gente?

    visto che audere vuole l'indice, lo copincollo:

    Felicita Ratti, Premessa
    Michele Bellelli, Dalla pace alla guerra: strutture e personale sanitario a Reggio Emilia
    Fabio Montella, Modena e i suoi ospedali nella Grande Guerra
    Francesco Paolella, La neuro-psichiatria in Emilia-Romagna durante la Grande Guerra
    Fabio Montella, Chirurgia e chirurghi nella Prima Guerra Mondiale
    Felicita Ratti, «Qui sono diventati ‘spagnoli’ in molti». Storia sociale comparata della pandemia influenzale 1918-1919 nella provincia di Modena e nel Land Salisburgo
    Michele Bellelli, Aspetti e problemi dell’epidemia di spagnola a Reggio Emilia
    Fabio Montella, I mutilati e gli invalidi tra cura, rieducazione e controllo
    Mirtide Gavelli, Fiorenza Tarozzi, La casa di rieducazione professionale per mutilati e storpi di guerra di Bologna (9 aprile 1916 - 3 gennaio 1922)
    Conservo un sano scetticismo ed un incallito pessimismo, il tutto condito da un imperante fastidio
    Contro il calcio moderno, scatena l'inferno!

    Playlist centenario http://www.youtube.com/playlist?list=PLCB583E0B5964FA9D
    Con me le partite si vincono sempre ... 3 - 3
    BASTA CREPATE TUTTI IO SONO DI MODENA E TIFO MODENA....... CHE MORTE VI COLGA TUTTI PERBENISTI , BUONISTI ,SPORTIVI , MERDE IN GENERE , SIETE LA MORTE DEL CALCIO!!! (cit. doctor who)

  13. #28
    sordido zingaro stanziale L'avatar di erriko
    Data Registrazione
    Feb 2008
    Messaggi
    3,967

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da canna-rina Visualizza Messaggio
    In sintesi:
    tempo non ne ho, si vede anche dal genere di contributi che lascio, due cazzate di tifo e qualche stronzata...
    se avessi tempo, col cavolo che scrivo cose intelligenti su un forum gratis!
    balordo ed erriko mi mancano di rispetto nel momento in cui sostengono che la mia ricerca è sicuramente stata influenzata ( io vi dico di no, è la vostra parola contro la mia). Poi mi mancano ancora di rispetto nel momento in cui giudicano la mia intelligenza (no, ma dico, mi conoscete? tanto per cominciare. Se dovessimo giudicare la gente da quel che scrive su un forum...cazzarola...). Chi mi conosce sa che amo prendermi per il culo sul forum, mi diverto, sono narcisista (è solo uno dei miei disturbi, ne ho di peggiori!) e mi piace ridere anche in maniera sottoproletaria, stop, basta. Come dico ai miei amici austriaci: almeno non devo bere una cassa di birra per ridere!

    Due soggetti (uno dipendente pubblico che partecipa all'assegnazione di progetti, un altro dipendente di un istituto storico che peraltro E' TRA I PATROCINATORI DEL LIBRO, cazzarola...) si permettono di dire cose abbastanza sgradevoli per poi partire per la tangente. (quindi audere non c'entra una sega. O meglio, lui parte per la tangente, ma non ha scritto parole ingiuriose).

    Ci sono utenti che, non potendo riversare la loro cultura ed intelligenza altrove, hanno arricchito per anni il forum. Buon per loro: IO vedo il forum in maniera molti più leggera. Ho postato del libro perchè ad alcuni dovrebbe interessare, agli altri fa piacere far due battute sulla massaggiatrice, sulla maestrina, sul decollète, sul collega bavarese per passarsi due minuti.
    Inoltre IO uno stipendio fisso non ce l'ho, e non avrei nemmeno possibilità di avere un posto fisso per pagarmi ricerche, tanto per intenderci.
    Poi ci sono gli utenti che qua sopra riversano la loro frustrazione, magari prendendosela con chi conclude qualcosa...

    I colleghi non intervengono perchè sanno che la peggior punizione è fare incazzare ME, ma vi assicuro che non sono propriamente contenti degli sproloqui che vengono fatti qua. Partigiano, per dirne uno: è di là con problemi ben più grossi, ma non è precisamente felice di leggere delle puttanate. Quel libro è sostenuto dall'istituto di Modena in prima linea.

    Ah, nessuno mi ha espulso da alcun partito! Sempre per il discorso del conoscere le persone...ma che viaggi si fa la gente?

    visto che audere vuole l'indice, lo copincollo:

    Felicita Ratti, Premessa
    Michele Bellelli, Dalla pace alla guerra: strutture e personale sanitario a Reggio Emilia
    Fabio Montella, Modena e i suoi ospedali nella Grande Guerra
    Francesco Paolella, La neuro-psichiatria in Emilia-Romagna durante la Grande Guerra
    Fabio Montella, Chirurgia e chirurghi nella Prima Guerra Mondiale
    Felicita Ratti, «Qui sono diventati ‘spagnoli’ in molti». Storia sociale comparata della pandemia influenzale 1918-1919 nella provincia di Modena e nel Land Salisburgo
    Michele Bellelli, Aspetti e problemi dell’epidemia di spagnola a Reggio Emilia
    Fabio Montella, I mutilati e gli invalidi tra cura, rieducazione e controllo
    Mirtide Gavelli, Fiorenza Tarozzi, La casa di rieducazione professionale per mutilati e storpi di guerra di Bologna (9 aprile 1916 - 3 gennaio 1922)
    io sono allibito. ma stai scherzando o sei seria?

    primo, non mi sembra di averti mancato di rispetto, dimmi dove, almeno. la domanda sulla Novartis era mancanza di rispetto? allora siam già a posto.

    secondo, non sono dipendente di nulla. sono cocoprofago (è uno dei tre lavori che ho fatto quest'anno), e non c'entro nulla, peraltro, con l'istituto che ha patrocinato il tuo libro. ti sei informata male, peccato.

    i tuoi colleghi non son contenti, addirittura! pure loro! cioè, si fa un'osservazione su un patrocinio e la gente si offende. bah. e tu lo dici pure come se dovessimo temere qualche ritorsione. e la madonna... Partigiano fra l'altro mi conosce, e sa dove lavoro, quindi se è così incazzato mi può contattare quando vuole. anzi, mi fa piacere.

    "la Frustrazione di chi se la prende con chi conclude qualcosa", poi è il massimo. poi siamo noi che parliamo senza conoscere la gente?

    ascolta, la storia è semplice. se tu vieni qua sopra a parlare di una cosa che hai fatto tu, della cosa se ne discute. se poi alla prima critica ti devi trincerare dietro al fatto che non hai tempo, che qua scrivi solo cazzate, che comunque il tuo lavoro è inappuntabile perché tu nella vita hai realizzato qualcosa mentre tutti gli altri sono invidiosi di te, beh... che ci scrivi a fare qua sopra? fai un tuo sito dove pubblicizzi i tuoi successi e nessuno li può commentare. oppure filtrali prima, così sembra che son tutti d'accordo con te.

    che ti devo dire?
    Mi toglierete tutto, tranne la mia identità. (Anonimo)

  14. #29
    Maulwurf L'avatar di canna-rina
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Località
    Salzburg/Modena
    Messaggi
    6,735

    Predefinito Ok provo ad essere seria...

    Allora, la polemica è partita dal commento per cui difficilmente una ricerca a cui ha dato dei soldi Novartis può essere indipendente.
    Io (ovvio, la mia parola contro quella di erriko e balordo) ho detto: il progetto è un'idea di Montella (noto e bravo, come dice pippo).a cui ho messo poi mano io e si sono aggiunti altri "specialisti"(di cui due peraltro ci hanno lasciato a piedi un mese prima della consegna). I finanziamenti sono arrivati tutti a posteriori, addirittura Novartis ha accordato finanziamenti a libro praticamente ultimato.
    Addirittura non vi è un professore che abbia controllato i contenuti; dei tre curatori, Fabio è lo specialista 1gm in assoluto, Fra è uno storico della psichiatria borsista senza dottorato, io sono una giovane dottoranda con triennale e magistrale, ci siamo corretti fra noi.
    Non lo ha letto nemmeno partigiano, o un altro dirigente dell'istituto, o il mio relatore della magistrale, o la mia ex prof. Procacci, per dire. Se ci son delle cagate, è colpa nostra, e soprattutto mia che ho scritto l'intro che da l'impostazione scientifica.
    Potete non crederci, ci mancherebbe. Per chi ci crede, questa è una ricerca gestita dal basso, che ha ottenuto soldi a posteriori sulla base dei nostri curricula e del progetto presentato da noi, e non ha ritirato la mamina nemmeno di fronte alle defezioni di due nomi abbastanza importanti. Per chi non ci crede, si può ipotizzare anche un complotto della NATO.

    Non siete d'accordo? Ci può stare, ma qui si è partiti con delle prese di posizione in cui si presupponeva che la mia "verità" non potesse essere tale, fino ad arrivare a darmi della deficiente.

    Mi diverto un casino a far la deficiente, vedi lo scambio di battute con lex.
    Ma quali critiche avete fatto che uno possa controbattere? per ora ci sono in giro le 9 copie omaggio in possesso dei 3 relatori. L'indice è stato postato da le mezz'ora fa. Su quello invitiamo a criticare sulla pagina che abbiamo preparato su fb ( o anche qua, solo che in teoria qua si parlerebbe di Mo e dei modenesi più che di sanità).

    E' un po' più chiaro ora?
    p.s. siam in IsMo e ho anche il libro con me, per chi volesse dire qualcosa di intelligente ( anche contro di noi. Io per esempio non ho trovato 2 importanti documenti, e lo dico anche apertamente nel libro...)
    Conservo un sano scetticismo ed un incallito pessimismo, il tutto condito da un imperante fastidio
    Contro il calcio moderno, scatena l'inferno!

    Playlist centenario http://www.youtube.com/playlist?list=PLCB583E0B5964FA9D
    Con me le partite si vincono sempre ... 3 - 3
    BASTA CREPATE TUTTI IO SONO DI MODENA E TIFO MODENA....... CHE MORTE VI COLGA TUTTI PERBENISTI , BUONISTI ,SPORTIVI , MERDE IN GENERE , SIETE LA MORTE DEL CALCIO!!! (cit. doctor who)

  15. #30
    nederlandse superbontdier L'avatar di audere est facere, mtrfckr
    Data Registrazione
    Apr 2008
    Messaggi
    5,031

    Predefinito

    ecco qui, torno nelle righe

    Citazione Originariamente Scritto da Giallobalordo Visualizza Messaggio
    non contino audere, quello che dici lo comprendo, perché tu scrivi chiaramente. io invece non riesco a comunicare quello che dico io. I nostri confini tra forma e sostanza non sono posizionati al medesimo posto.
    Comunque, in breve, direi,, che se il giochino tiene, io dico purtroppo. Quindi la correttezza del metodo è uno strumento del purtroppo.
    anche io penso "purtroppo tiene", poco ma sicuro. se dico che la funzione della scienza non è servire l'economia ma comunicare pretese di verità, questo non esclude che la scienza possa essere asservita al potere economico, ma non come funzione, come prestazione
    Quindi che una ricerca sia indipendente, per me, è fiorse peggio rispetta ad una ricerca pagata e pilotata bdalla nestlè.
    ah certo, tu hai citato il panopticon, credo in senso foucaltiano. allora è certo più preoccupante il caso della ricerca che si dice indipendente perchè non problematizza la pervasività del potere. però non sarei iper-pessimista.
    ci sono ancora grandi capacità di osservare-le-osservazioni, nella società


    Oggi le informazioni son milioni, volano, girano, ma non si attaccano.
    uhm, qui devo scrivere un po'. lo scrivo in anticipo. sono d'accordo che le informazioni sono milioni. quelle che non sorprendono, che non rappresentano una grande novità in fin dei conti si attaccano. ma non contribuiscono a nessuna trasformazione. politicamente questo è, forse, un bene per un conservatore. ma dico forse perchè non conosco bene il pensiero conservatore. le informazioni che hanno maggiore potenziale trasformativo hanno a che fare con forti resistenze, diciamo strutturali. l'evoluzione, intesa in senso parziale come trasformazione, richiede persitenza e diffusione delle variazioni, e disponibilità di equivalenti funzionali, i quali rispondono ai problemi sociali in modo diverso. ovvero: ci possono essere anche catastrofi, nel senso di cambiamenti enormi in diversi sistemi. ma in questo caso io credo ci si trovi in una dimensione politica. la teoria può al massimo computare catastrofi come possibilità ma del resto, per ora, ha gli strumenti per trattare di funzione ed evoluzione. evoluzione sia nel senso di mantenimento delle strutture che di loro trasformazione, fatto salvo il sistema che attraverso esse si riproduce

    Ma capisco quello che dici. E torna. tutto torna. del resto non può tornare, è come la matematica.

    Allora, ci son due rette che si incontrano all'infinito, capito? Se dici si li, il resto è fuffa.

    My fair Modenese, if we are marked to die, we are enough to do our city loss; and if to live,
    The fewer men, the greater share of honor.
    God’s will, I pray thee wish not one man more.
    Rather proclaim it, modenese, through my host,
    That he which hath no stomach to this fight,
    Let him depart. We would not die in that man’s company that fears his fellowship to die with us.

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •