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Risultati da 16 a 30 di 56

Discussione: Corteo antifascista

  1. #16
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    una vera schifezza spero che non annullino stasera il concerto dei topi neri e la loro sublime poetica contro il sistema! sistema merda, w il metodo!
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  2. #17
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    Promuovere attività culturali per favorire la conoscenza e la diffusione del fenomeno della “musica alternativa” è uno degli obiettivi de La Terra dei Padri. Con il termine di musica alternativa di destra si intende, in Italia, un genere musicale nato alla fine degli anni sessanta vicino a tematiche sociali che vuole essere "alternativo" sia alla musica leggera, sia alla musica dei cantautori di sinistra. I temi maggiormente trattati sono le idee sociali della destra, la storia, la mitologia, la tradizione e l'Europa. Gli artisti che appartengono a questo genere sono generalmente di area. I Topi Neri, ospiti il 14 sera del nostro Circolo, esordiscono nei primi anni Novanta con la musicassetta “Generazione 90” e la partecipazione alla compilation “Fuori dal Ghetto”. Il gruppo era formato da Ambro, Enzo e Dario Bressan, si scioglie nel 1995. Del trio solo Dario prosegue la sua attività musicale da solista (nel 1995 pubblica la MC “I miei eroi”) e con il suo gruppo “Isola Bianca”, nel 1997 si riunisce coi “Nervi d’Acciaio” e pubblica il suo secondo nastro, nel 2000 esordisce in cd per poi unirsi agli Armco nel 2001. Nel 2013 al “concerto per Carlo”, viene chiamato a suonare Dario Bressan dove si presenta con Enzo (ex Topi Neri), Ricky (ex Ultima Frontiera) e Manul (Gesta Bellica) sancendo di fatto la prima uscita della ricomposizione dei Topi Neri che dall’anno successivo, con l’arricchimento di una voce femminile, torna a suonare in giro per l’Italia. “Vent’anni son passati, le chitarre impolverate, la grinta e la passione mai sopite”: e così i Topi Neri ci regalano il loro nuovo Cd “Inciso nel cuore”, 11 brani di cui 5 cover.
    Le singole esperienze dei componenti fuse insieme in un grande affiatamento per generare sonorità di ieri e di oggi, in un sound arricchito con il tocco (un po’ inusuale per i nostri ambienti) di strumenti come la tradizionale fisarmonica o il bangio. Una armonia tra musica è parole, testi scritte col cuore in unico accordo con la musica, sinonimo di professionalità musicale maturata e grande esperienza. Spiccano tra i nuovi brani “Fuori Ordinanza” armonizzata col classico brano militare “Silenzio fuori ordinanza”, e la canzone inno del gruppo “Topi Neri”. Ottimi anche gli arrangiamenti dei vecchi brani, la rivisitazione in chiave moderna de “Il Mercenario di Lucera” (scritto da Pierluigi Pingitore e Dimitri Gribanowsky nel 1968) le interpretazioni dell’ storico brano dei Topi neri “AN” o di “Steppa” degli Intolleranza, l’ormai classica versione di “Trama Nera” degli Amici del Vento, cantato nel 2013 al Concerto per Carlo, arricchita da una interpretazione in chiave goliardica e, infine, l’armonia della voce femminile in “Piccolo Attila” di Marconi, il cui testo, a seguire, riportiamo,
    PICCOLO ATTILA
    Iniziava l'estate di un anno fa
    e tranquilli eravamo noi
    quando entrammo ridendo in un prato che
    di strana gente brulicava già.

    Ci mettemmo seduti e dietro a noi
    solo l'erba si stendeva
    ma strisciavano a cento e a cento
    gli sciacalli nell'oscurità.

    Mille stelle in cielo splendevano
    alti alberi tutti intorno a noi
    dolci canti antichi suonavano
    Piccolo Attila parlava a noi.

    E diceva di verdi prati che
    di rugiada brillavano nel sol
    e guerrieri a cavallo intonavano
    le canzoni degli antichi eroi.

    Tutti in piedi ci alzammo e davanti a noi
    gli sciacalli già fremevano,
    avanzaron ghignando sicuri già
    d'inseguire schiene nude.

    Ma la mano di Piccolo Attila
    contro il cielo stellato si levò
    seminando il terrore calava giù
    l'orda buia non rideva più.

    E con la forza di un fiume in piena poi
    Caricammo e la terra sotto noi
    rimbombando tremava e gli alberi
    ondeggiavano nel vento.

    E mai più, mai più quel prato rivedrà
    una sera come un anno fa
    non si scioglierà mai la Compagnia
    ma c'è chi non è più sulla via.

    Come un'aquila ora vola lui
    sorridendo alle stelle e ancor più su
    e il suo flauto suonando ci guiderà
    verso l'alba che sicura è già.

    Iniziava l'estate di un anno fa
    e felici eravamo noi
    quando uscimmo ridendo da un prato che
    due occhi a mandorla non scorderà.
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  3. #18
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    che poi io ho cliccato per sentire questa musica alternativa e ho trovato una base folk con una cantante di piano bar, spero stasera possano sfogliare l'abbecedario della musica per trovare la definizione di alternative

    per dire questo è alternative folk

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  4. #19
    fonte certa L'avatar di Lex
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    questo NO




    forse dovrebbero essere più acculturati loro per parlare di cultura : /
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  5. #20
    Dittatore di gradinata L'avatar di occhiamandorla
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    No ci pensate voi Lex, paladini della cultura globale e portatori di democrazia....
    Mi ricorda qualcosa....
    Pietà....

  6. #21
    Deutschland uber alles L'avatar di doctor who
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    Patetici....e ovviamente il MUZZA era alla partenza del corteo......
    Doveva , partire per gli States e imparare come si fa un piano neve questo idiota ; mi risulta che per l'ennesimo anno disagi x un po' di brina e il sale usato x cuocere la pasta ai macachi che andiamo a prendere in mare ......

  7. #22
    Non-morto L'avatar di Guur
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    Comunque mi sono rinfrancato: visti i numeri delle due manifestazioni e' chiaro che ai Modenesi importa dell'Antifascismo piu' o meno quanto della situazione societaria del Modena.

    La vita non e' altro che una morte lenta... Ma sicura!

    If it looks like a duck and it quacks like a duck... it's a duck!


  8. #23
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    Da Guernica a Stella Nera, i manifestanti indignati: «Una pagliacciata fascista mascherata da cultura»

    Le voci del corteo: «Non devono ritornare»

    di Gaetano Gasparini Fra boati, parole d'ordine, un fiume di bandiere e sigle e qualche fumogeno sono scesi in piazza in meno di 200 al corteo antifascista convocato per sabato pomeriggio dal collettivo Guernica e dallo spazio libertario Stella Nera. Autonomi e anarchici insieme in un sodalizio antifascista rinsaldato dalle raccolte ai terremotati di Amatrice e in altre varie iniziative. Il collante: l'antifascismo. L'obietivo: la chiusura immediata, irrevocabile e definitiva del circolo “Terra dei Padri” che i militanti della sinistra radicale identificano appunto con il neo-fascismo e con le istanze della destra extraparlamentare di Forza Nuova e del Fronte Veneto Skinhead. “Mio nonno vi ha fatto un culo così”; “Uniti contro ogni fascismo: ora e sempre resistenza”; “La storia partigiana l'ha insegnato, il fascismo da Modena va cacciato”. Ad accompagnare questi cori un furgoncino con sound system degno delle migliori occasioni con musica militante a massimo volume: 99 Posse e Assalti Frontali. «E' un corteo comunicativo abbiamo portato famiglie e bambini in piazza, vogliamo che il quartiere si mobiliti contro un fascismo che cambia sembianze ma non i suoi contenuti di odio e intolleranza», dice Marcello, uno dei portavoce del Guernica. A fianco degli autonomi i collettivi anarchici Stella Nera e Libera. Ma tante sono state le adesioni individuali di persone non necessariamente organiche alle realtà di movimento ma che rifiutano l'apertura del circolo. Fra di loro, Adelmo Cervi: «Non è tollerabile girarsi dall'altra parte e lasciare che il fascismo prosperi impunito in una realtà come Modena, medaglia d'oro al valore militare della Resistenza», dice l'anziano militante. Presenti al corteo anche Sinistra Classe e Rivoluzione, gli studenti del Labum (Laboratorio Universitario Modenese). In coda, anche i Violenti Piovaschi di Carpi con la bandiera arcobaleno. Se gli studenti scandivano “Il 25 aprile non è una ricorrenza, ora e sempre Resistenza”, il gruppo di canzoni popolari antimilitariste guidato da un ex insegnante in pensione, Pina Giannico, affermava indignata che "Terra dei Padri non doveva neanche aprire, è un insulto alla memoria dei nostri partigiani: io che facevo le lotte del '68 mi trovo oggi a tornare in piazza”. Nonostante l'allarme generale, la manifestazione si è svolta pacificamente ma gli autonomi, che con gli anarchici hanno recentemente fondato la Rete Antifascista Modenese, promettono che è solo l'inizio. «Non ci stiamo ad assistere passivamente a questa pagliacciata fascista mascherata da circolo culturale: non vogliamo teste rasate nella nostra città. Terra dei Padri è un'associazione fondata su principi fascisti, razzisti e omofobi. Dietro alla facciata culturale c'è una chiara volontà di veicolare e imporre valori squadristi», dice Fulvia militante del Guernica. Con le famiglie e i figli piccoli a fianco degli antagonisti modenesi, bolognesi e cremonesi c’erano anche gli attivisti per il diritto alla casa ed ex occupanti degli stabili di via Bonacorsa e di Sant'Eufemia. «Siamo scesi in piazza per affermare la nostra contrarietà all'apertura del circolo fascista, l'Italia è un paese multietnico, gli italiani sono un popolo di migranti», dice Lazar, un padre di famiglia di origini magrebine da mesi confinato in 25 metri quadri negli appartamenti del quartiere in zona via Costellazioni: «Viviamo male, stipati con moglie e figli in piccole abitazioni, sono mesi che chiediamo soluzioni all'amministrazione ma evidentemente è più facile aprire sedi fasciste in città che aiutare chi una casa non ce l'ha», dice Lazar.

  9. #24
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    Clima tranquillo al circolo, nonostante il danneggiamento
    di un’auto. «Peccato per l’assenza dell’amministrazione»

    «Fare cultura scortati
    è una cosa assurda:
    No a certe etichette»

    La Terra dei Padri è una realtà. Il circolo di via Nicolò Biondo 297 è stato inaugurato ieri sera con oltre centoventi persone. Nessun simbolo fascista, soltanto tanti tricolori all’interno. Polemiche e danni, semmai, sono rimasti fuori. Un sostenitore di Scandiano ha raccontato di aver avuto l’auto danneggiata. «Eravamo arrivati in via Nobili - ha spiegato l’uomo - e non sapevamo bene dove fosse il circolo. Abbiamo visto questo gruppo di ragazzi: erano una quarantina, tutti giovani, vestiti di nero. Abbiamo pensato fossero ragazzi che andavano al circolo, così abbiamo parcheggiato e siamo scesi». A quel punto, qualcosa è cambiato. «Abbiamo capito che erano anarchici - ha ripreso l’uomo - perché avevano la bandiera rossonera. Hanno iniziato a insultarci e a roteare le cinghie. Ci hanno detto “Fascisti di merda! Tornate nelle fogne”. Quando abbiamo visto che c’era la polizia abbiamo capito dov’era il circolo». L’episodio sembrava concluso lì, ma c’è stato un seguito. «Abbiamo sentito un rumore - ha spiegato - era molto grosso come di un petardo. Abbiamo visto tutti i vetri dell’auto rotti». Gli stessi sono stati coperti da un sacco della spazzatura prima che l’auto venisse spostata. Nessuno tra i presenti e gli oltre centocinquanta tesserati accetta il termine “fascisti”, più volte ripetuto dagli oppositori. «Il fascismo è finito nel 1946 - ha ricordato Fabio Di Maio, uno dei fondatori - e la storia della destra italiana è molto più vecchia». Di Maio non si nasconde dietro l’ipocrisia. «Se il pensiero unico impone una professione antifascista a priori non siamo antifascisti - ha riconosciuto Di Maio - ma l’etichetta di fascisti non ha senso. Se la pregiudiziale di fascisti esiste ancora nel 2017 non c’interessa: siamo interessati a discutere di altro». «Se fare attività culturale di destra è peccato siamo peccatori», ha detto senza misure Marco Nora, tra i motori dell’organizzazione. Per lui è un'occasione persa la mancata presenza dell’amministrazione. «Abbiamo rotto un equilibrio a Modena - ha ripreso l’esponente - perché prima non era possibile riuscire a fare cultura di destra. Mi domando se è possibile che un gruppo di persone incensurate debba essere difesa per fare attività culturale! Il processo alle intenzioni ricorda un regime totalitario». Ancora rabbia è stata espressa da Franco Fiorini, il proprietario dei circa duecento metri quadri della sede. «Quei signori che scrivono sui muri dovrebbero metterci la faccia - ha detto Fiorini - io che colpa ne ho? Quando mio suocero dava il capannone a quelli del Partito comunista per gli attrezzi della Festa dell’Unità nessuno mai ha brontolato». «Mi chiedo chi è l’aggredito e chi l’aggressore», ha chiosato Antonio Spica. Per il rappresentante della Bassa i parlamentari del Pd «avrebbero fatto meglio a venire nel circolo, capire le attività, conoscere i fondatori e gli associati anziché schierarsi aprioristicamente contro il circolo. Il sindaco Muzzarelli ha detto di controllare il circolo senza spendere una parola contro i delinquenti del corteo…». Gabriele Farina

  10. #25
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    IL PRESIDENTE ANPI AL PRESIDIO IN PIAZZA TORRE

    Pacchioni: «Applicate
    le leggi contro i fascisti»

    La diffusione delle idee fasciste è vietata sia dalla costituzione che da due leggi. Ma la loro applicazione è rarissima. I parlamentari modenesi hanno il dovere di sollecitare il Parlamento: c’è troppa indifferenza e troppo lassismo. Mentre Aude Pacchioni, presidente dell’Anpi di Modena, pronuncia queste parole durante un discorso tanto diretto quanto appassionato, intorno a lei piazza Torre gremita tace. Il raduno “istituzionale” antifascista (di Anpi, Alpi e Fiap) è stato un’occasione per fare il punto su una situazione ormai sempre più evidente di diffusione di propaganda di estremisti di destra accentuata dall’apertura del circolo “Terra dei Padri”. Davanti al Sacrario dei Caduti con le sue centinaia di foto di giovani morti per motivi diversi ma uccisi dalle stesse mani, la Pacchioni si rivolge al circolo di estrema destra. «Questi giovanotti che credono di poter diffondere gli ideali del fascismo forse non capiscono, credono di un ideale che in realtà nel nostro Paese ha fatto solo lutti e disastri. Il loro circolo si chiama “Terra dei Padri” - dice prendendo una pausa - pensano a quei loro padri e nonni che hanno fatto soffrire questa città con le loro “attività”». «Pensate a quell’operaio della Fiat che era tra i 50 licenziati del 1950 perché facevano attività sindacali per difendere i lavoratori e che proprio a Modena Ovest fondò con altri il primo Villaggio Artigiano di Modena. Spero che non possa vedere cosa succede in quel capannoncino. Si rivolterebbe nella tomba pensando che lì dentro oggi si fa musica e cultura fascista». Il nemico principale della Pacchioni è però l’indifferenza: «Quando attacchiamo il fascismo non lo facciamo così, per qualche nostra volontà, ma richiamandoci a leggi dello Stato (Scelba e Mancino). Queste leggi devono essere rispettate dalle autorità - ha esclamato - le organizzazioni fasciste devono essere messe fuori legge. Ma qualcuno qui continua a pensare che si deve intervenire solo per questioni di ordine pubblicò. No, questo non è ordine pubblico. Queste formazioni sono fuori dalle regole democratiche e lo abbiamo anche detto con la nostra lettera aperta. I parlamentari modenesi devono far sentire la loro voce in Parlamento. Noi non siamo nostalgici; noi vogliamo solo che questa sia una democrazia e che le leggi siano rispettate. E non è solo un problema di memoria. Viviamo in un città piena di cippi che ricordano le stragi dei fascisti, siamo una città medaglia d’oro. Questi giovanotti ci devono rispettare». Non sono mancate parole per chi combatte il circolo con scritte offensive sui muri. «Sbagliano - ha detto categorica - dovevano venire qui con noi, non fare segnacci sui muri». L’invito della Pacchioni a impegnarsi per una diffusione della storia più recente nelle scuole è stato un tema affrontato anche dal vicesindaco Gianpietro Cavazza. Al presidio tantissime bandiere e delegazioni dell’Anpi di Modena e della provincia, e anche da Regio, compresa la storica bandiera “Sarsa”. E poi i partiti: Pd, Giovani Dem, Possibile, Pmli. Soprattutto tanta gente di sinistra che non si riconosce più nei partiti. «Sono qui con i miei amici per manifestare il nostro dissenso contro la Terra dei Padri», dice Alessandro Poggi dei Giovani Dem. «Torniamo in strada per mettere una pezza a una situazione preoccupante», spiega Renato Gherardini, ex staffetta partigiana a 13 anni. «Il circolo si dice culturale e il problema davvero culturale. Ha un’impostazione fascista», dice Davide Ferraresi di “Possibile”. «Il timore per me più grave è l’indifferenza che si sta diffondendo, non solo in Italia», sottolinea Valeria. Carlo Gregori

  11. #26
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    Bla bla bla bla......
    Gente fuori dal mondo mentre Modena muore tra mille problemi
    "Destra/sinistra BASTA" ( cit. )
    Gigliottin, Gigliottin....lui pagava i giocatori con la carne Manzotin, Gigliottin.........

  12. #27
    mudnes L'avatar di LUBOS
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    Finché c'è chi parla di comunisti ogni 3x2 as fa fadiga ad ander avanti.la storia ok non va dimenticata ci mancherebbe (tutta,rossi e fasci)però bona le' e avanti zio pover...queste manifestazioni comunque fan venire il latte alle ginocchia

  13. #28
    ricorda:dopo le Coop il nulla! L'avatar di NONNOBALLOTTA
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    Ok la colpa della pagliacciata/manifestazione di ieri è di Berlusconi e del Micio........
    Gigliottin, Gigliottin....lui pagava i giocatori con la carne Manzotin, Gigliottin.........

  14. #29
    Giornalista in missione di spionaggio L'avatar di indian76
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    Io se nn mi facevano leggere il trafiletto da mia suocera ieri neanche mi accorgevo della cosa.....e sono anche andato in giro in centro ieri pomeriggio e nulla che facesse pensare a questo episodio.
    Della serie: forse si sta esagerando anche solo a parlarne, la città e i cittadini non c'entrano nulla né col corteo né col circolo culturale, sono due "estreme" che di fatto influiscono ZERO.

  15. #30
    mudnes L'avatar di LUBOS
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