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Risultati da 31 a 45 di 565

Discussione: Modena e dintorni

  1. #31
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    «Palazzine in via Nonantolana, il Comune ci ha abbandonato»

    I residenti al sindaco: «Promesse non mantenute, assediati dai tossici»

    di VINCENZO MALARA «GENTILE sindaco, le riscrivo per l'ennesima volta, perché la situazione case di via Nonantolana' non è ancora chiara. La mia famiglia e soprattutto i miei figli sono ormai increduli, perché inutilmente illusi di un imminente cambiamento di casa». E' una lettera dura quella recapitata a Gian Carlo Muzzarelli dai residenti sopravvissuti' nelle palazzine di via Nonantolana 221, area tristemente famosa per essersi trasformata in un piccolo pezzo d'inferno a due passi dalla città, rifugio per tossici, spacciatori e prostitute. Dopo tanto penare, il limbo durava da quasi 5 anni, a settembre sono intervenute le ruspe che hanno demolito due dei tre edifici ex Acer, ormai abbandonati. Una la palazzina rimasta in piedi dove sono rimaste ad abitare quattro famiglie. Famiglie (i vecchi inquilini Acer hanno traslocato altrove nel 2009), che da anni aspettano invano di raggiungere un'intesa economica col Comune per potere comprare casa altrove. La demolizione aveva l'obiettivo di ripulire la zona, ma al momento gli effetti non si vedono. Al punto che i residenti continuano a sentirsi abbandonati nel degrado più profondo. E dire che l'accordo, in particolare con una famiglia, sembrava a un passo. I primi di agosto il neo-insediato Muzzarelli, infatti, aveva preso in mano la vicenda convocando in Municipio gli inquilini esasperati, con la promessa di una soluzione a breve termine. «Abbiamo accettato con fatica, da più di un mese, la proposta che lei in data 6 agosto ci ha fatto pubblicamente e nonostante la sua rassicurazione sui tempi dei pagamenti scrivono gli abitanti nella lettera siamo ancora qui senza risposte». E la desolazione non molla la presa, in uno spaccato disagiato che resta profondo. «Dopo la demolizione delle palazzine parallele alla nostra, i drogati e le prostitute si sono trasferite sotto le nostre finestre che si affacciano di fronte ai garage rimasti abbandonati e di proprietà del Comune. Rimane, inoltre, l'abbandono di 23 case sempre dell'amministrazione. Siamo proprio impossibilitati ad aspettare ancora inutilmente per altro tempo, vittime di una pubblica amministrazione sorda al nostro richiamo di aiuto. Le ricordo prosegue la missiva che la nostra famiglia non chiede né l'elemosina, né un aiuto economico e né una casa popolare, perché consapevoli di quanti vivono in condizioni più disperate di noi. Questo disagio, come lei sa, però non l'abbiamo creato noi». E il senso di asfissia, circondati da balordi e bidoni di plastica ricolmi di siringhe, sta raggiungendo livelli insopportabili. «Uno dei miei figli conclude la residente ha iniziato ad avere fobie, ansie e paure, vergogna di portare un amico a studiare a casa, per colpa del degrado che si è creato intorno a noi. Dove arriveremo?».


    - - - Aggiornato - - -

    LA REPLICA«Sono in corso tutte le procedure burocratiche»

    «SE LA FAMIGLIA ha definitivamente accettato l'offerta del Comune, allora sono in corso le normali procedure burocratiche per liquidare la somma pattuita». Replica così l'amministrazione alla lettera inviata dalle famiglie di via Nonantolana al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, in cui denunciano di essere state ancora una volta abbandonate, assediate da spacciatori e prostitute. Ad agosto il primo cittadino aveva incontrato gli stessi residenti delle palazzine promettendo una soluzione a breve termine. «Proveremo a concordare una transazione definitiva di alienazione dell'immobile aveva sottolineato Muzzarelli o una soluzione che consenta il trasferimento provvisorio in appartamenti in affitto per poi tornare in via Nonantolana a demolizione ultimata». Successivamente era stata poi raggiunta una vera e propria intesa economica, su cui però i residenti attendono ancora un ok definitivo. vi.ma.

  2. #32
    Dittatore di gradinata L'avatar di occhiamandorla
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    vai Muzza crediamo in te!!! Noi ti abbiamo votato e noi ci crediamo !

  3. #33
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    La volontà è quella di arrivare, gradualmente, ad un’unica azienda che copra più province

    Ausl, stipendi dei manager all’esame Renzi

    Un solo manager per più province? Questo è il piano al quale sta lavorando la Regione - che nomina i direttori - per le aziende Usl dell’Emilia Romagna, come riferito anche ieri da Repubblica. In Romagna è già successo tra Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna, seguendo quello che Renzi vorrebbe razionalizzare: Andrea Des Dorides è il super-manager che con 149mila euro copre quattro aziende. Nel 2013 erano 19 i manager emiliani e hanno portato a casa in stipendi oltre 2,6 milioni di euro (lordi). Una cifra rilevante, anche se il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin a Bologna ha sottolineato che «il problema non sono gli stipendi, ma il fatto che una parte deve essere vincolata agli obiettivi da raggiungere». Le retribuzioni variano, ma non sono legate all’estensione delle province e al numero di cittadini serviti. Francesco Ripa di Meana, ad esempio, dg della Ausl di Bologna, l’anno scorso ha incassato 178.642 euro, bonus compresi. Cifra di poco superiore a Paolo Saltari di Ferrara, che arriva a 172.687 euro. Ma l’Ausl ferrarese ha un terzo degli abitanti di Bologna. Anche sotto le due Torri le sorprese non mancano. Nonostante stia per partire la Città metropolitana, le Ausl restano due: a quella di via Castiglione si somma l’azienda sanitaria di Imola, guidata da Maria Lazzarato per 167.477 euro l’anno (il suo contratto è stato rinnovato fino al 2017). Nel resto della via Emilia ognuno ha il “fortino” sanitario e relativo direttore generale (di nomina regionale). A Modena c’è Mariella Martini (154.937 euro), a Parma Massimo Fabi (172.687 euro), a Piacenza Andrea Bianchi (149.772 euro), a Reggio con identico stipendio per il dirigente Fausto Nicolini.

  4. #34
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    Sono i canoni degli inquilini morosi: persone o società che occupano immobili municipali e sono in ritardo con i pagamenti

    Al Comune “mancano” 300mila euro

    di Stefano Luppi Ogni anno, secondo dati ufficiali, il Comune spende 2 milioni e 300 mila euro - cifre in calo - per affittare circa 140mila metri quadri di immobili, mentre incassa nello stesso tempo poco meno di quattro milioni di euro dalle locazioni dell'ingente patrimonio pubblico. Ma c'è un “ma” di non poco conto. Si tratta, per quanto riguarda gli affitti attivi, dei “morosi”, ossia di coloro che non pagano le rate contando sul fatto che il Comune non sfratta. E non si tratta, si badi bene, di famiglie che magari vanno incontro a licenziamenti. Siamo nel campo delle attività commerciali, che pure in via generale non godono di un buon momento con molti negozi che chiudono, come ha illustrato una recente inchiesta del nostro giornale. Il Municipio è creditore di alcune centinaia di migliaia di euro, affitti che deve riscuotere soprattutto da negozi posti in centro storico. Alla Gazzetta risulta che questa cifra sia compresa tra i 200 e i 300mila euro, un bel “tesoretto” che potrebbe essere utilizzato in mille modi nel bilancio che si sta predisponendo con fatica. I negozi indietro con le rate “condominiali”, anche di anni, sarebbero almeno una decina, pressoché per intero collocata in centro storico. Se i negozi pagassero forse si potrebbero usare i soldi entrati per pagare il recente bando pubblico per gli inquilini non colpevoli, ma purtroppo in crisi causa il momento economico difficile. Il Municipio viene incontro a queste persone, in particolare famiglie, che vanno incontro alla morosità, non essendo appunto in grado di provvedere al pagamento del canone di locazione a causa di una consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. Per motivi che si immaginano: licenziamenti, cassa integrazione e gravi malattie. I contributi andranno dai 500 ai 3 mila euro e saranno erogati dai Servizi sociali del Comune direttamente agli inquilini grazie a finanziamenti che provengono dal fondo appositamente istituito dalla Regione Emilia Romagna. La ripartizione di questo fondo ha destinato a Modena circa 264 mila euro, di cui quasi 150 mila euro in questa prima fase. «L'ammontare complessivo delle risorse disponibile per questo avviso non è di grande entità - commenta l'assessore al welfare Giuliana Urbelli - ma questi contributi vanno ad aggiungersi a quelli già erogati per oltre un milione di euro a più di 300 famiglie in difficoltà nel pagamento del canone di locazione per motivi legati alla situazione occupazionale». Le domande vanno presentate in forma di dichiarazione sostitutiva, compilate unicamente su moduli predisposti dal Comune di Modena, all'ufficio Servizi per la casa e l'abitare sociale del settore Politiche sociali, in via Cesare Costa 13 nei giorni di ricevimento del pubblico: lunedì e giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 17.30

  5. #35
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    L’uomo è un detenuto in permesso condannato per aver accoltellato un avvocato in una rapina. È in neurorianimazione

    Pedone travolto di notte: è gravissimo

    di Carlo Gregori Un pedone falciato nella notte e ora ricoverato in gravi condizioni. Teatro del grave incidenti è la via Vignolese, vicino a San Damaso. L’investito, ora in gravissime condizioni, è un detenuto triestino uscito dal carcere per un permesso premio di due giorni: si tratta di Felice Damiano, già condannato a quattro anni di carcere per aver accoltellato un avvocato e un barista. L’incidente che lo ha visto vittima, dalle conseguenze drammatiche, è successo intorno alle 21.30 di sabato sera in circostanze ancora da chiarire. Quasi di fronte al distributore di carburante Tedeschini, prima di San Damaso, in un punto particolarmente buio Damiano, triestino 40enne, stava passeggiando. Anche se detenuto, poteva stare fuori dal luogo di reclusione due giorni con permesso speciale. Non è affatto chiaro se fosse arrivato in auto se aspettasse a piedi qualcuno in quel tratto isolato. Fatto sta che improvvisamente è passata una Fiat guidata da un turco residente a Modena e lo ha investito in pieno. Un urto che ha gettato violentemente a terra il 40enne. Il turco si è fermato e ha chiamato i soccorsi. Poco dopo è arrivata un'ambulanza del 118 che ha soccorso il ferito, lo ha caricato e lo ha trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell'ospedale di Baggiovara dove le condizioni del pedone sono apparse critiche. Il triestino è stato sottoposto a visita medica e prime medicazioni e poi mandato al Reparto di neurorianimazione dove si trova tuttora sotto stretta sorveglianza medica e in prognosi riservata. Illeso il conducente turco. Sul posto, la polizia stradale di Modena. Gli agenti hanno iniziato i rilievi e smistato il traffico dal punto dell'investimento. Ora si dovrà chiarire innanzitutto perché il triestino si trovava sul ciglio della strada in un punto poco visibile. Il turco ha detto alla stradale che non lo aveva visto perché vestito di scuro. Nel 2007 Felice Damiano era stato condannato dal gup di Trieste al termine di un processo con rito abbreviato a quattro anni di carcere e due di colonia agricola per aver accoltellato durante una rapina in un supermercato triestino l'avvocato Walter Zidarich e il barista Massimiliano Curet. La pena inflitta era severa ma lo stesso giudice aveva concesso all'imputato gli arresti domiciliari a patto che Felice Damiani li scontasse in un alloggio dell'ex Ospedale psichiatrico di San Giovanni, messogli a disposizione dall'Azienda sanitaria giuliana. Un'ultima possibilità di cambiare vita, quella offerta dal giudice, per archiviare una carriera criminale lunghissima, avviatasi quando era ancora minorenne. Ora lotta tra la vita e la morte.

  6. #36
    osservatore cantieri stradali L'avatar di SUPERCALDAIA
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    Aree F a Modena, via libera a nuovi 354 alloggi

    Approvata la variante che prevede case in via Fratelli Rosselli. E dall’opposizione accuse di speculazione edilizia
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    14 novembre 2014
    Si parla di Aree F ed in consiglio comunale sembra di fare un salto nel passato, alla precedente consigliatura. Cambiano i protagonisti, ma la battaglia sul cemento è immutata, tra chi parla di sviluppo sostenibile per rispondere alla domanda di alloggi e chi contesta la variante del sindaco parlando di speculazioni edilizie. Al centro del contendere la variante al Piano operativo comunale (Poc) e al Regolamento edilizio e urbanistico (Rue) relativo all’Area F, per metà nel comparto di via Fratelli Rosselli e via San Giuliano, nei pressi della scuola La Carovana.

    leggi anche:
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    Maletti: «Aree F a Modena? D’accordo col sindaco»
    La presidente del consiglio comunale: «Ci confrontiamo, magari a qualcuno non piace. I tagli al bilancio sono un problema»

    IL PIANO. Nel dettaglio, è prevista una nuova area residenziale con 354 nuove abitazioni sviluppate in 22 fabbricati di massimo di quattro piani oltre al piano terra: la metà degli alloggi previsti (178 abitazioni, pari a 12.375 metri quadrati) in edilizia convenzionata (95 per l’affitto e 83 per la vendita a prezzi calmierati) e 176 alloggi, su 13.200 metri quadrati, in edilizia libera. Il comparto si svilupperà all’interno di quattro direttrici viarie e relativi percorsi ciclo/pedonali, che lo delimitano a nord, est e ovest, mentre a sud il lotto confina con strada San Giuliano. Una ulteriore strada pubblica attraverserà il comparto con direzione nord-sud.

    SPAZI VERDI. La quota residenziale, sia libera che convenzionata, si sviluppa in forma di corti, che racchiudono oltre 10 mila metri quadrati di verde di vicinato. Sono inoltre previsti altri 27 mila metri quadrati destinati a servizi di interesse collettivo. È infine prevista la realizzazione di 518 parcheggi tra pertinenziali e pubblici, oltre ai garage delle abitazioni, e attività del settore terziario al piano terra degli edifici posti su via Fratelli Rosselli e sulla dorsale stradale nord del comparto per un totale di 675 metri quadrati.

    CONSIGLIO DIVISO. I grillini e il resto dell'opposizione dicono no alla variante. Ieri in consiglio comunale il documento è stato approvato con voto favorevole del Pd e contrario di M5S, CambiaModena, Per me Modena, Udc, FI e Ncd. Ma soprattutto è andato in onda lo scontro sulle ormai note aree F, anche se il clima in Municipio non ha raggiunto le temperature che si erano registrate in passato quando di case per la giunta si occupava l'ex assessore Daniele Sitta. DURI I GRILLINI. I grillini ieri hanno criticato aspramente, dicendo che la scelta della giunta Muzzarelli di intervenire attraverso una variante Poc non sarebbe idonea. E l'argomento era “delicato” anche politicamente visto che nell'ultima campagna elettorale sul fronte Pd Francesca Maletti, ex assessore e oggi presidente del consiglio comunale, litigava con Muzzarelli anche su questo argomento. Ma sul fronte della maggioranza tutto è filato liscio, mentre la minoranza si è scatenata. Bortolotti cappogruppo 5 stelle: «Di fatto la giunta per il nuovo comparto di via Rosselli cambia la destinazione d'uso, ma lo fa con variazione al Psc. Non si può cambiarlo continuamente perché quello è uno strumento strategico mentre operazioni come questa sono solo aggiornamenti inadeguati. È assurdo governare così. In tutto si immetteranno nel corso del tempo 3500 nuove abitazioni attraverso varianti Poc, uno strumento scaduto nel 2008 perché dura 5 anni. E poi la riqualificazione: ci sono a Modena 15mila case disponibili, molte vecchie, l'obiettivo deve essere intervenire qui, ma voi amministratore non sapete riqualificare. Infatti c'è degrado urbano e una visione miope generale». Bortolotti dà poi la sua versione del passato: «Nel 2008 Sitta presentò il progetto Modena Futura che poi mise da parte, ma si volevano costruire case fino all'Autosole per 80-50mila nuovi abitanti. Nel 2005 Sitta introduce il 20% di edilizia privata anche sulle aree F, nel 2007 aggiunge il 20% di edilizia convenzionata. Tutto ciò è nella delibera ieri approvata dunque si procede con le idee di Sitta».

    IL SINDACO CONTRATTACCA. Poco dopo il sindaco interviene sul tema. «Oggi ho sentito comizi - attacca il sindaco - ma la realtà è diversa perché ricordo che in Italia ci sono stati 800mila licenziamenti, 14mila aziende in meno, tutto drammatico. Per fortuna ci sono gli incentivi fiscali del governo per le riqualificazioni. Noi garantiamo a tutti una casa di classe A, con accessi per gli handicappati (il sindaco usa questo termine, ndr.) e ci si concentra anche sul recupero del patrimonio che è un altro aspetto fondamentale. Restiamo alla città compatta, abbiamo detto no alle costruzioni in Aristotele e Cannizzaro ad esempio, inoltre facciamo cultura urbanistica perché costruiamo dove le infrastrutture ci sono». Il sindaco prima lancia una “frecciatina” all'ex assessore Querzé - prima era in giunta oggi vota no - poi parla del treno Gigetto. Lascia intravvedere una possibile futura fermata in zona Rosselli e dice: «In Regione sono sensibili al tema: quella linea la valorizziamo senza dubbio ed entro tre anni con il nuovo bando cambieranno tutti i treni». Stefano Luppi

  7. #37
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    a modena ci sono 7000 appartamenti sfitti , allora mi devono spiegare cosa cazzo scostruiscono ancora.

    non e' che lo fanno per far lavorare le coop rosse di costruzione in difficolta'????

    ahahhahahahahahahahahahah e tacopina vuol costruire a bologna... ahahahahaahahahahahahahahah
    Grazie Max!

  8. #38
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    La Procura ipotizza la mancata bonifica ambientale sotto la sede bolognese. I legali: «Sarà sicuramente tutto archiviato»

    Hera, indagato il presidente Tommasi

    Reati ambientali. Questa l’ipotesi di reato che campeggia sulla copertina del fasciolo aperto dalla Procura di Bologna a carico di Tomaso Tommasi di Vignano, presidente di Hera, nell'ambito dell'inchiesta rispolverata domenica dalla trasmissione “Report” di Rai 3 sulla presunta presenza di scorie tossiche nei terreni sottostanti la sede della multiutility in viale Berti Pichat a Bologna. Il fascicolo è affidato al pm Giuseppe Di Giorgio: i carabinieri del Noe hanno già effettuato sopralluoghi sul posto per acquisire la documentazione relativa allo smaltimento dei rifiuti tossici. L’indagine è partita da una doppia denuncia risalente alla tarda primavera. La prima, a quanto si apprende, accusa la multiutility e arriva dal titolare della società Cogefer, in trattativa da lungo tempo e poi in contenzioso con Hera sull'acquisto di un lotto di terreno nell'area, per edificarlo. La trattativa si interruppe e sulla rescissione del contratto è in atto una causa civile tra le due parti. L'imprenditore, Corrado Sallustro, ha denunciato Hera perché si ritiene danneggiato dalla presenza del materiale pericoloso in un'area confinante a quella dove sarebbe dovuto sorgere il cantiere. La contro-denuncia di Hera Spa, firmata dal presidente Tomaso Tommasi di Vignano (assistito dall'avvocato Guido Magnisi), respinge le accuse, ritenendo a propria volta l'immagine della società danneggiata da ipotesi calunniose. I legali di Hera confidano in una rapida archiviazione del procedimento a carico dell'azienda e contestualmente nell'esercizio dell'azione penale nei confronti di Salustro. L'indagine di Procura e carabinieri, comunque, avanza con accertamenti documentali. Per verificare la presenza delle scorie occorrerebbe procedere con carotaggi nel terreno. Non è escluso che si possano fare, ma una difficoltà è rappresentata dal fatto che l'area dove si dovrebbe scavare è edificata. La notizia dell’indagine ha avuto un immediata eco mediatica. E nel primo pomeriggio di ieri la multiutility (della quale il Comune di Modena è uno dei soci) è dovuta intervenire ufficialmente per fornire il suo punto di vista sull’intera vicenda. Una presa di posizione che mira a tranquillizzare i dipendenti e ad assicurare che non ci sono pericoli o irregolarità. «Ad oggi - scrive Hera in una nota - sono stati eseguiti e validati dall'ente di controllo diversi interventi di risanamento, effettuati principalmente tramite scavo e rimozione dei terreni e dei materiali contaminati, che hanno portato al risanamento di circa un terzo dell'intera area aziendale». L’azienda prosegue assicurando che non ci sono rischi per salute di cittadini e lavoratori dovuti alla presenza di inquinamento nel suolo sotto la sede di Bologna, in viale Berti Pichat. «A garanzia della sicurezza e salute dei lavoratori - prosegue infatti la nota del Gruppo - nonchè dell'ambiente e per tutto l'arco di tempo che porterà al complessivo risanamento del sito, da una decina d'anni è in essere uno specifico piano di monitoraggio dell'acqua sotterranea e, dal 2009, dell'aria nei vari ambienti; tutte le attività di monitoraggio vengono svolte da terzi e in pieno coordinamento con Comune di Bologna, Arpa, Ausl, Provincia di Bologna. Tutte le analisi, raccolte in una relazione consegnata semestralmente agli enti di controllo, hanno costantemente escluso qualsiasi profilo di rischio per i lavoratori e per i cittadini, in quanto conformi ai valori di riferimento di legge». Secondo gli impegni assunti con l'accordo di programma, ad oggi «sono stati completati i primi sei lotti, mentre sono già stati assegnati con gara i lavori del settimo lotto, che verrà avviato nelle prossime settimane, non appena conseguiti gli ultimi permessi operativi. Con il completamento degli interventi sul suolo di tale lotto, previsto per il 2015, sarà stato completato il risanamento di oltre il 60% dell'area. I lavori nella parte restante verranno completati nel biennio 2017/2018».

  9. #39
    fonte certa L'avatar di Lex
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    a modena ci sono 7000 appartamenti sfitti , allora mi devono spiegare cosa cazzo scostruiscono ancora.

    non e' che lo fanno per far lavorare le coop rosse di costruzione in difficolta'????

    ahahhahahahahahahahahahah e tacopina vuol costruire a bologna... ahahahahaahahahahahahahahah
    magari sono "sfitti"
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    le battaglie perse sono le mie preferite
    sennò sarei un tifoso della giuve , micca del modena
    ROMANO SGHEDONI È IL MIO PRESIDENTE

  10. #40
    Deutschland uber alles L'avatar di doctor who
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    a modena ci sono 7000 appartamenti sfitti , allora mi devono spiegare cosa cazzo scostruiscono ancora.

    non e' che lo fanno per far lavorare le coop rosse di costruzione in difficolta'????

    ahahhahahahahahahahahahah e tacopina vuol costruire a bologna... ahahahahaahahahahahahahahah
    magari sono "sfitti"
    cazzo vuoui dire??
    Grazie Max!

  11. #41
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    non e' che lo fanno per far lavorare le coop rosse di costruzione in difficolta'????

    ahahhahahahahahahahahahah e tacopina vuol costruire a bologna... ahahahahaahahahahahahahahah
    ma noooo cosa vai a pensare

  12. #42
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    sì fanno così dappertutto...costruiscono per poi lasciare vuoto. A modena con coop rosse, a milano con non so chi etc.....etc....
    I comuni prendono gli oneri di urbanizzazione, è tutto correlato.
    http://img229.imageshack.us/img229/3081/554352tittilooneyge8.jpg

  13. #43
    fonte certa L'avatar di Lex
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    non e' che lo fanno per far lavorare le coop rosse di costruzione in difficolta'????

    ahahhahahahahahahahahahah e tacopina vuol costruire a bologna... ahahahahaahahahahahahahahah
    magari sono "sfitti"
    cazzo vuoui dire??
    che sono affittati ma non denunciati
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    le battaglie perse sono le mie preferite
    sennò sarei un tifoso della giuve , micca del modena
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  14. #44
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    a modena ci sono 7000 appartamenti sfitti , allora mi devono spiegare cosa cazzo scostruiscono ancora.

    non e' che lo fanno per far lavorare le coop rosse di costruzione in difficolta'????

    ahahhahahahahahahahahahah e tacopina vuol costruire a bologna... ahahahahaahahahahahahahahah
    magari sono "sfitti"
    cazzo vuoui dire??
    che sono affittati ma non denunciati
    si ma non tutti , magari un 15%
    Grazie Max!

  15. #45
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    Graziano Nanetti, 43 anni, ingegnere, è spirato per un raro problema cardiaco
    I genitori fanno causa all’ospedale privato nel Milanese dove era stato visitato

    Curato per una cervicale
    muore a casa poco dopo

    di Rino Filippin È entrato al pronto soccorso la sera. Al medico ha detto di avere dolori al collo, ai denti e anche allo sterno. Dopo alcuni controlli tra cui l’esame del sangue e l’elettrocardiogramma, è stato dimesso con la diagnosi di cervicalgia. Il medico del pronto soccorso l’avrebbe poi congedato prescrivendogli un antidolorifico. Il paziente il pomeriggio dopo è deceduto per “dissecazione aortica”. La vittima è Graziano Nanetti, carpigiano di 43 anni, ingegnere informatico e da qualche anno residente a Milano per motivi di lavoro. Ed è stato al pronto soccorso dell’ospedale privato convenzionato “Multimedica” di Sesto San Giovanni, che Nanetti si è recato, accompagnato dalla sua ragazza, per un controllo. «Aveva passato il pomeriggio in palestra - raccontano straziati dal dolore i genitori, Tiziano e Marisa, in città noti artigiani del tessile - dove, a un certo punto, non si è sentito bene. Il medico presente l’ha invitato ad andare all’ospedale per un controllo perché i sintomi potevano suscitare una certa preoccupazione». Così verso le 20 di domenica 9 novembre si è presentato all’ospedale. Dopo i controlli un sospiro di sollievo e un sorriso: «Tanta paura per una cervicale», avrebbe detto scherzando l’ingegnere. «La mattina dopo - raccontano ancora i genitori - aveva deciso di riposare e di riprendere a lavorare dal pomeriggio. La sua fidanzata l’ha chiamato alcune volte, poi a un certo punto non c’è più stata risposta». A quel punto un amico è andato a suonare il campanello e quando ha capito che doveva essere accaduto qualcosa di grave ha fatto intervenire i pompieri che hanno trovato il 43enne steso sul divano privo di vita. «Siamo sotto choc - dicono Marisa e Tiziano - ma dobbiamo reagire affinché sia fatta giustizia. Secondo noi non è possibile dimettere una persona con i dolori tipici di un problema cardiaco. Sappiamo che nostro figlio è stato colpito da una malattia rara e imprevedibile, ma a nostro modo di vedere non doveva essere dimesso: se fosse stato trattenuto in osservazione...». L’autopsia, alla presenza anche del medico nominato dalla famiglia della vittima, ha accertato che non si trattava proprio di una cervicalgia. «È scritto nero su bianco - dice il padre Tiziano - che si è trattato di una dissecazione dell’aorta (patologia caratterizzata dallo slaminamento della tonaca media del vaso sanguigno con formazione di un secondo lume detto “falso lume” ndr). Noi abbiamo scelto le vie legali contro l’ospedale perché riteniamo che dimettere nostro figlio con quei sintomi si sia trattato di una negligenza. Un’azione che abbiamo deciso per evitare che casi simili si ripetano. I medici non devono essere superficiali o frettolosi con i pazienti. Se nostro figlio fosse stato ricoverato - concludono - a quest’ora forse sarebbe ancora vivo».

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