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Risultati da 16 a 30 di 565

Discussione: Modena e dintorni

  1. #16
    Deutschland uber alles L'avatar di doctor who
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    non c'e nessuno che controlla.
    Grazie Max!

  2. #17
    Scancheratore gialloblù L'avatar di Matte1979
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Nerz Visualizza Messaggio
    Per andare in via Farini dove posso parcheggiare oggi con la storia del blocco del traffico?
    Se trovi per miracolo in Piazza Roma. Sennò vai sui viali e te la fai a piedi. Oppure il Novi Pork
    "Ebagua l’abbiamo perso perché lui mi ha detto che la notte ha sognato che doveva andare a Bari" (A. Caliendo)

    "Scusateci per la carne ma ogni tanto gli sponsor non ci pagano in contanti ma con la loro merce" (A. Gigliotti)

  3. #18
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    L’autoarticolato che trasportava un container è uscito di strada verso le 12
    In azione task force di vigili, pompieri e grosse gru. Ma solo verso le 19 il via libera

    Tir occupa la tangenziale:
    la città va al rallentatore

    Il vero blocco del traffico, ieri, giovedì, è stato causato da un autoarticolato che dalle 12 sino alle 19 ha occupato la tangenziale Mistral: si è messo di traverso, con la motrice nel fosso e il carico, un pesante container contenente un essicatoio per ceramica diretto in Algeria, a sbarrare il passaggio. E l’intero tratto della tangenziale, o meglio della Modena-Sassuolo tra le uscite 16 e 17 è rimasto off limit. Mentre la Municipale si è subito mobilitata nel deviare il flusso del traffico (le vetture ad esempio venivano fatte uscire verso la Motorizzazione per poi rientrare in tangenziale all’uscita successiva) con numerose pattuglie sul posto collocate già all’inizio della rotonda del Raffaello, i vigili del fuoco ieri mattina avevano iniziato le operazioni si sgombero e i primi interventi. Ma per spostare il container, pesantissimo, era necessaria una attrezzatura potente: e così si sono messe al lavoro alcune gru. Da una banale uscita di strada (conducente rumeno medicato al pronto soccorso e fuori pericolo) a una città rallentata per tutta la giornata. Perché nel frattempo era uscito gasolio che aveva invaso il fossato, quindi sul posto Arpa ed Hera, poi sono state sistemate segnaletica e guard rail. Poi alle 19 finalmente il via libera.

  4. #19
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    impegno di spesa a favore dei “soggetti deboli”

    Seimila euro per inserire i sinti nelle case

    Un impegno di spesa di 6mila euro per l’individuazione di soluzioni abitative e accompagnamento all’inserimento sociale in nuovi contesti abitativi di soggetti deboli, in particolare sinti. L’Unione Terre d’Argine ha approvato questa determinazione dirigenziale che ha per oggetto la convenzione con il Consorzio di Solidarietà sociale di Modena, per l’individuazione di soluzioni abitative e accompagnamento all’inserimento sociale in nuovi contesti abitativi di soggetti deboli, in particolare appartenenti alla comunità sinta. La convenzione si riferisce al periodo che va da ottobre a dicembre. «Avrebbero potuto andare presso qualsiasi agenzia di affitti, avrebbero speso meno e sarebbe stato più facile trovare una casa per i nomadi - commenta sarcasticamente il consigliere comunale di Forza Italia, Roberto Benatti - Occorre ritornare con i piedi per terra: il vero problema sociale è aiutare i contribuenti onesti a sostenere il pagamento delle bollette, adesso che si accende il riscaldamento». (s.a.)

  5. #20
    Deutschland uber alles L'avatar di doctor who
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    Citazione Originariamente Scritto da geppo Visualizza Messaggio
    impegno di spesa a favore dei “soggetti deboli”

    Seimila euro per inserire i sinti nelle case

    Un impegno di spesa di 6mila euro per l’individuazione di soluzioni abitative e accompagnamento all’inserimento sociale in nuovi contesti abitativi di soggetti deboli, in particolare sinti. L’Unione Terre d’Argine ha approvato questa determinazione dirigenziale che ha per oggetto la convenzione con il Consorzio di Solidarietà sociale di Modena, per l’individuazione di soluzioni abitative e accompagnamento all’inserimento sociale in nuovi contesti abitativi di soggetti deboli, in particolare appartenenti alla comunità sinta. La convenzione si riferisce al periodo che va da ottobre a dicembre. «Avrebbero potuto andare presso qualsiasi agenzia di affitti, avrebbero speso meno e sarebbe stato più facile trovare una casa per i nomadi - commenta sarcasticamente il consigliere comunale di Forza Italia, Roberto Benatti - Occorre ritornare con i piedi per terra: il vero problema sociale è aiutare i contribuenti onesti a sostenere il pagamento delle bollette, adesso che si accende il riscaldamento». (s.a.)
    oramai e' follia pura.
    Grazie Max!

  6. #21
    fonte certa L'avatar di Lex
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    dipende dalle camere di quelle case, se sono a gas faccio pure io un bonifico come donazione volontaria
    Citazione Originariamente Scritto da modenaest Visualizza Messaggio
    le battaglie perse sono le mie preferite
    sennò sarei un tifoso della giuve , micca del modena
    ROMANO SGHEDONI È IL MIO PRESIDENTE

  7. #22
    Deutschland uber alles L'avatar di doctor who
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    dai di becero razzismo.

    Vergogna!!!
    Grazie Max!

  8. #23
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    L’INDAGINE IL PM STA DECIDENDO A CHI NOTIFICARE GLI AVVISI DI GARANZIA

    Ecco il cavedio in cui morì Zanoli


    La squadra mobile ha consegnato la lista dei possibili indagati

    SONO GIORNI di attesa, questi, per i familiari di Primo Zanoli. Aspettano, ora che è stato ritrovato, di poter dare degna sepoltura al 64enne scomparso nella notte tra il 30 e 31 dicembre 2011 all’ospedale di Baggiovara e trovato cadavere 2 anni e 10 mesi dopo, all’interno del nosocomio. Era finito in un cavedio, un vano impianti che comunica con l’esterno solo attraverso un condotto che esce dal tetto.
    E proprio dal tetto del blocco 8 dell’ospedale di Baggiovara l’agenzia investigativa, incaricata delle ricerche dall’Ausl, ha calato la telecamera che ha scoperto il corpo di Zanoli. La sonda è stata mandata giù per una ventina di metri fino al piano terra dove ci sono le camere ardenti dell’ospedale. Messa in orizzontale, la sonda ha poi ripreso le spoglie del paziente scomparso.

    NELLE immagini che vi proponiamo si vede il condotto da cui è precipitato Zanoli, il quale sarebbe caduto nell’unica voragine presente: un buco che si trova al secondo piano dell’ospedale, in un’area grezza non lontano dal reparto di Neurochirurgia in cui era ricoverato. Un’area mai utilizzata dall’azienda Usl che doveva essere off limits per i non addetti ai lavori ma alla quale, evidentemente, Zanoli, che la sera della scomparsa era in stato confusionale, ha avuto accesso.
    Per la scomparsa e conseguente morte di Zanoli gli agenti della squadra mobile hanno individuato una rosa di possibili responsabili, un elenco di nomi (pare 4 o 5 posizioni) ora sottoposti all’attenzione del pm Luca Guerzoni, che in questi giorni dovrà decidere chi iscirvere sul registro degli indagati in vista dell’autopsia.

    NELL’ELENCO ci sarebbero alcuni dirigenti Ausl presenti all’epoca in cui Zanoli scomparve. La Procura, che ipotizza il reato di omicidio colposo, dovrà valutare anche la posizione dei due infermieri che quella notte erano in servizio in Neurochirurgia e che, chiamati per un’emergenza al pronto soccorso, persero di vista Zanoli a cui era stato anche somministrato un calmante. Per loro potrebbe profilarsi l’accusa di abbandono di incapace o di omessa vigilanza. Solo dopo la notifica degli avvisi di garanzia, che saranno spediti appunto per garantire il contraddittorio tra le parti, potrà essere effettuata l’autopsia.
    Poi il 64enne, coltivatore diretto in pensione di Castelnuovo, sposato e padre di due figlie, potrà finalmente riposare in pace.
    Valentina Beltrame

  9. #24
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    BOMPORTO PROSEGUONO INTANTO CONTROLLI E MONITORAGGI SUGLI ARGINI PER VERIFICARE EVENTUALI CRITICITÀ
    Allerta meteo per temporali, rischio frane e allagamenti
    — BOMPORTO —
    NUOVA ALLERTA della Protezione civile per i temporali in arrivo in Emilia-Romagna. In particolare, avverte l’Agenzia regionale, sono «a rischio frane e allagamenti le zone dei bacini del Secchia e del Panaro, in provincia di Modena». L’allerta è valida dalle 19 di stasera fino alla mattina di martedi.
    Sul nostro territorio - sottolinea l’allerta - sono possibili «danni alle opere idrauliche, di difesa e di attraversamentoe alle attività antropiche in prossimità dell’alveo, in seguito all’innalzamento dei livelli idrometrici con possibile superamento della soglia 2».
    E’ proseguita intanto nelle scorse ore, in diversi comuni attraversati da Secchia e Panaro, una campagna di controlli e monitoraggio sugli argini per verificare eventuali criticità.
    L’attività riguarda i comuni di Modena, Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Castelfranco Emilia, Concordia, Finale Emilia, Nonantola, S.Possidonio, S.Prospero, Ravarino e Soliera. E nei prossimi giorni si attiveranno progressivamente tutti gli altri comuni per avere, entro metà novembre, un monitoraggio completo ed omogeneo.
    Coordinato dalla Protezione civile della Provincia, il monitoraggio coinvolge i Comuni attraverso i loro gruppi comunali e le associazioni di volontariato di Protezione civile e degli Ambiti territoriali di caccia, attraverso i volontari coadiutori.
    Alle squadre di monitoraggio viene chiesto di individuare e segnalare eventuali criticità quali frane, smottamenti, fessurazioni e tane e, con l’aiuto dei coadiutori, di individuare la specie animale che abita le tane censite.
    Le schede compilate verranno poi trasmesse alla Provincia e ad Aipo che dovrà poi intervenire con lavori ad hoc.

  10. #25
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    Un’altra sentenza
    fa scricchiolare
    le multe per lo Ztl

    di Carlo Gregori Ztl, miniticket e citypass: anche a Reggio Emilia un giudice di pace ha dato ragione a un automobilista contro il Comune che lo aveva multato per aver dimenticato di rinnovare il permesso ed essere entrato ripetutamente di fatto senza autorizzazione. Il giudice di Reggio ha infatti ritenuto legittima solo la prima multa, in quanto il Comune non aveva ricordato al cittadino la scadenza del rinnovo. A Modena il giudice di pace De Roberto aveva riconosciuto per la prima volta il fondamento degli argomenti avanzati da due avvocati civilisti (Vescovini e Bulgarelli) contro le tre multe della polizia municipale a un professionista residente in centro, che ai primi di febbraio era entrato con lo Ztl scaduto in quanto non aveva pagato il miniticket. Il residente multato si era difeso dicendo che si trattava di una pura dimenticanza e infatti aveva poi sanato, pagando la quota annuale. Ma il Comune ha continuato a pretendere il pagamento della multa per il mancato rinnovo di quella che è stata definita una convenzione tra privati, tra il singolo residente in centro obbligato a pagare il miniticket e il gestore della sosta, Modena Parcheggi. Nel caso modenese il giudice ha ritenuto corretto l'argomento dei ricorrenti: il professionista era passato sotto le telecamere di Citypass e quindi si trattava di un transito e non di una sosta. Argomento che ha portato il giudice di pace ad annullare le multe e il Comune a resistere in appello. Il Tribunale di Reggio Emilia ha respinto l'appello proposto dal Comune che aveva sanzionato un automobilista per aver dimenticato di rinnovare alla scadenza il proprio permesso Ztl ed essere entrato ripetutamente senza autorizzazione. Il Comune aveva sanzionato l'automobilista per ogni accesso nella Ztl, prassi comune anche a Modena. Il giudice reggiano ha ritenuto legittima una sola sanzione ritenendo che tutti i singoli e successivi accessi alla Ztl avessero tratto origine dalla prima e unica colpevole omissione del mancato rinnovo del permesso. Dunque, la condotta censurabile sarebbe unica. Tra le circostanze che il Tribunale ha ritenuto rilevante vi è la mancata comunicazione da parte del Comune della scadenza del permesso. Mancanza riscontrata anche a Modena e che ha portato molti a non ricordare di rinnovare il miniticket. Sul punto si legge nella sentenza reggiana: “Oltre che unico, il rilievo di colpa è altresì quantomeno sfumato, stante l'oggettiva difficoltà di ricordarsi di un permesso della durata superiore di un anno tanto più che, in passato e proprio per evitare casi simili a quello cui è processo, l'Amministrazione aveva sempre provveduto a segnalare tale scadenza, ciò che invece non ha poi fatto nel caso che qui occupa”.

  11. #26
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    Donna scomparsa da giorni
    E la casa è piena zeppa di rifiuti


    E’ una pensionata di 77 anni. La porta era chiusa con dei lucchetti

    di VALENTINA REGGIANI
    QUALCUNO ricorderà quella donna di 36 anni, trovata in un’abitazione del quartiere Vomero, a Napoli, segregata tra i rifiuti. Oppure l’anziana 76enne di Udine, morta in ospedale dopo essere stata trovata dai pompieri in un letto, circondata da due metri di pattume. Episodi al limite e difficilmente comprensibili nel 2104 e da cui, soprattutto in una città come Modena, ci si sente lontani. Eppure ieri, i vigili del fuoco hanno scoperto a pochi chilometri dal centro un appartamento ricoperto di ogni genere di rifiuti, tra generi alimentari, vestiti e scatoloni, tra i quali si temeva potesse nascondersi il cadavere dell’anziana proprietaria. La porta del piccolo appartamento, situato al primo piano di un palazzo di via Carlo Alberto dalla Chiesa, nel quartiere popolare, risultava chiusa dall’esterno con una lunga serie di lucchetti. I pompieri hanno impiegato diverso tempo per riuscire ad entrare, ma subito si sono trovati d’innanzi a cumuli infiniti di rifiuti, alcuni alti fino al soffitto. Quando la porta è stata forzata, dai locali bui è uscito un tanfo insopportabile, tanto che per rientrare nell’abitazione i vigili del fuoco hanno indossato tute e mascherine. Nel corso del sopralluogo, al quale hanno preso parte anche carabinieri e polizia municipale, fortunatamente non è stato rinvenuto il corpo della donna, che però risulta scomparsa dallo scorso giovedì. Il suo nome è Vanda Tomei, pensionata di 77 anni e nessuno, fino a ieri sera, era in grado di stabilire che fine avesse fatto.
    Lo sgomento, però, nasce dalle condizioni in cui questa signora (con problemi di salute) era abituata a vivere e, a quanto pare, come testimoniano i vicini, da anni, nonostante la presenza di due figli in buona salute. Sono stati proprio questi ultimi, un uomo e una donna, a presentarsi in questura per denunciare la scomparsa dell’anziana madre che pare non rispondesse da giorni al cellulare, anch’esso rinvenuto tra i rifiuti dell’appartamento. «La figlia ieri si era trovata davanti tutti quei lucchetti — racconta la vicina — ed aveva provato ad entrare ma, da quel che sappiamo, non si è recata subito a sporgere denuncia, né si è informata sulla presenza della strana chiusura. A noi inquilini i figli non hanno chiesto nulla, nonostante nessuno vedesse Vanda da giorni». I residenti parlano di una signora sola e schiva, dai cui occhi si percepiva la necessità di sostegno e cure.
    DOPO il sopralluogo nell’intero stabile, i pompieri, utilizzando la scala hanno provveduto a rimuovere e a mettere in sicurezza alcuni vasi pericolanti, accatastati sulla finestra della donna. Entrambi i figli inoltre, una volta giunti sul posto, sono stati sentiti dai militari e dagli agenti della polizia municipale che ora, insieme ai servizi sociali, dovranno stabilire come mai la signora anziana e malata vivesse in quelle condizioni. Non si esclude neppure che i figli debbano rispondere di abbandono di incapace, visto lo stato di incuria in cui versava la pensionata. Al momento, però, non vi è nulla di certo, se non la scomparsa di Vanda Tomei e le condizioni igienico sanitarie drammatiche con le quali la stessa, sicuramente inconsapevolmente, aveva imparato a convivere.
    «Mai vista una cosa simile», hanno dichiarato i pompieri entrando nell’appartamento. Infatti i vigili del fuoco sono arrivati sul posto nel primo pomeriggio, alle 14 circa ed hanno lavorato fino alle 16, spostando decine di scatoloni e sacchetti, colmi di spazzatura. Il sopralluogo è stato minuzioso, proprio al fine di scongiurare il rinvenimento del corpo della donna, che si temeva potesse essere caduta a terra, a seguito di un malore. Quel che lascia perplessi è che la stessa sia riuscita, nonostante l’età ed i problemi di salute, ad allontanarsi da casa per così tanto tempo, lasciando addirittura il telefonino nell’appartamento. Chiunque, dalla foto, dovesse riconoscerla, è pregato di rivolgersi alle forze dell’ordine.


    - - - Aggiornato - - -

    L’AFFONDO DEI 5 STELLE «SIAMO SDEGNATI E ARRABBIATI»

    «Muzzarelli, basta assumere
    gli amici nel tuo staff»


    La replica: «Persone capaci, fate solo bassa demagogia»

    «MUZZARELLI basta, per favore basta». E’ un comunicato di fuoco quello diffuso ieri dal Movimento 5 stelle riguardo alle nuove assunzioni del sindaco sia in qualità di primo cittadino che di neo-presidente della Provincia. Nomi che i grillini contestano in quanto ‘amici’ rimasti a piedi, a cui Muzzarelli ha trovato un nuovo posto in tempi record. Ultima in ordine di tempo Elisa Casalgrandi «segretaria del circolo Pd di Cognento e assunta, a spese di collettività, nello staff personale del sindaco».
    «Non riusciamo più a trattenere lo sdegno e la rabbia — continuano i 5 Stelle —. Tanti di noi attivisti non si erano mai interessati di politica cittadina e rileviamo con disappunto tutta la sfacciataggine dell’amministrazione nelle assunzioni di persone amiche». E la lista fatta dai grillini è lunga: «L’ex presidente della Provincia Sabattini sistemato come presidente della nuova società Autostrada Campogalliano-Sassuolo (che evidenzia così il suo ruolo di fabbrica di poltrone e inutilità esistenziale). Il portavoce di Muzzarelli in campagna elettorale, Stefano Bellentani, assunto come portavoce del gabinetto del si (90.000 Euro in tre anni)». E poi ancora: «La moglie del sindaco di Reggio Emilia: Maria Sergio, come dirigente al settore pianificazione territoriale e trasformazioni edilizie». Il M5s cita poi Luigi Costi «ex sindaco Pd della terremotata Mirandola, entrato come dirigente» e l’ex assessore provinciale Gozzoli «assunto nello staff personale del presidente della Provincia Muzzarelli. (circa 2.000 Euro netti al mese: un altro premio fedeltà)». Infine la domanda scomoda: «In Provincia è prevista l’assunzione di un altro addetto stampa ancora da identificare : ci aspettiamo l’ennesimo amico?».
    «E’ mai possibile — concludono i 5 Stelle — che in Comune e in Provincia a Modena con migliaia di dipendenti non si riescano ad individuare professionalità capaci di ricoprire le stesse mansioni degli esterni? La disoccupazione cresce e tanti non hanno neppure un ‘lavoro sociale’ da 500 Euro al mese. Padri di famiglia che vengono al nostro banchetto, che conosciamo, e che chiedono dignità».
    A stretto giro ecco la risposta del diretto interessato, Muzzarelli, che difende a spada tratta le sue scelte: «Il dato certo e incontrovertibile è che dopo i miei interventi di razionalizzazione ed efficientamento delle strutture il Comune risparmierà 130mila euro e la Provincia 260mila euro. Ho diminuito i dirigenti e garantito risparmi, e continuerò a farlo. Quante alle nomine, a parte quella di Sabattini della quale ho appreso dai giornali — sottolinea ancora il sindaco — sono tutti incarichi fiduciari e a tempo determinato. Il punto è un altro: ho scelto, in sostituzione di altri e senza costi aggiuntivi, persone capaci, oneste e per le quali nutro la massima fiducia, e chiedo rispetto». Poi l’affondo: «Dovrei scegliere altri perché mi vengono segnalati dal M5S? Se mi propongono la lottizzazione dei posti, dico loro chiaramente che è quanto di più lontano dalla cultura meritocratica in cui credo. E quanto alla citazione dei padri di famiglia — conclude — è bassa demagogia di un Movimento che propagandava la decrescita felice, e ora che c’è la decrescita si accorge che non è per nulla felice».
    vi.ma.

  12. #27
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    più che altro c'è da chiedersi se è necessario avere gente presidente di società come quella dell'autostrada sassuolo campogalliano, a sto punto facciamo pure quello dello stradone da limidi a soliera
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    le battaglie perse sono le mie preferite
    sennò sarei un tifoso della giuve , micca del modena
    ROMANO SGHEDONI È IL MIO PRESIDENTE

  13. #28
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    Aimi pranza nel ‘club’
    Leoni a quota 80mila


    L’elenco degli ‘scontrini’ dei due esponenti Pdl

    UNA persona ‘normale’, scorrendo l’elenco dei rimborsi chiesti dai consiglieri regionali, anche modenesi, non può non provare un senso di vertigine. Sì, vertigine, perché parliamo di cifre che di questi tempi fanno la differenza eccome: pranzi e cene da migliaia di euro, ‘chilometri’ di rimborsi chilometrici, munifici investimenti in pubblicità. Lasciamo parlare gli scontrini, in questo caso quelli dei nostri due consiglieri del fu Pdl, Enrico Aimi e Andrea Leoni. Ricordiamo che i due fanno parte del folto gruppo di politici (41 su 49 eletti) accusati di peculato dalla procura di Bologna: avrebbero speso — dicono i pm — soldi pubblici per fini privati.
    PARTIAMO da Aimi, candidato anche a queste elezioni e, negli ultimi cinque anni, vicepresidente dell’Assemblea regionale. Scorrendo la lista ci si imbatte, in meno di due mesi, in due grosse spese, entrambe di 4800 euro circa. I soldi sono andati alle grafiche Sigem, azienda modenese. Abbiamo chiesto ad Aimi di spiegarci a cosa gli sono serviti questi ‘servizi’, ma non ricorda bene: stiamo parlando di una spesa fatta più di quattro anni fa. Le ipotesi: «volantini, inviti, la rassegna stampa». Ma non è chiaro. A gennaio del 2011 la Sigem spunta un’altra volta: rimborso di quasi quattromila euro.
    Inizia, a questo punto, un elenco davvero sorprendente: quello dei pranzi e delle cene. Quasi tutti al ristorante del Club La Meridiana di Casinalbo. A maggio sono due, trecento euro in totale. A giugno c’è una domenica da un milione di vecchie lire al ristorante Il Calcagnino di Formigine. Si torna a Casinalbo sotto Natale, con questo ritmo: il 27 novembre Aimi paga 2500 euro; il giorno dell’Immacolata, l’8 dicembre, e quello precedente, se ne vanno altri duemila euro. Poi c’è il 10 dicembre, l’11, il 15, il 17 e il 19. Una ‘full immersion culinaria’ che costa in totale — stiamo parlando di meno di trenta giorni tra novembre e dicembre — ottomila euro. Spiega il consigliere: «Sotto Natale abbiamo organizzato degli incontri per spiegare agli elettori cosa avevamo fatto e per decidere, insieme a loro, cosa fare». Perché proprio alla Meridiana? Non esiste un posto più economico? «Non è vero che quel ristorante non è economico. E poi è una location che si presta bene a questi eventi». E’ necessario invitare tutti a pranzo o a cena? «Il mio è un elettorato che lavora — spiega Aimi —, le iniziative si fanno a quell’ora». La mente vola, solo per fare un esempio, ai grillini modenesi che, da tempo, si trovano al Dalton cafè di Modena, zona industriale nord, e fanno ‘elaborazione politica’ a costo zero.
    IL SECONDO consigliere dell’ex Pdl, Andrea Leoni (che non si ricandida per la Regione) ha speso, in totale, quasi 30mila euro in più del collega. Pesano, in particolare, i rimborsi chilometrici, ma anche le spese per i ristoranti e alcune consulenze. Più volte, nell’elenco, si trovano rimborsi etichettati come ‘omaggio’: fiori, oggetti di artigianato, un acquisto fatto in un negozio di telefonia (per pochi euro, probabilmente un accessorio) quaranta euro spesi da Mediaworld. Leoni, nei due anni finiti sotto indagine (2010 e 2011) ha anche pagato una società carpigiana che realizza siti internet e ha fatto alcuni corsi legati all’informatica. Abbiamo cercato il consigliere al telefono sia lunedì che ieri, ma non siamo riusciti a parlare con lui.
    Qualche curiosità, per chiudere con ‘leggerezza’. I due si sono fatti rimborsare anche il McDonald’s: Leoni ha speso quasi nove euro, Aimi 14. Il primo si è anche regalato una ‘carezza’ romana: un break (3.50 euro) da Giolitti, celebre pasticceria della capitale.
    Davide Miserendino


    - - - Aggiornato - - -

    I viaggi a Roma di Vecchi,
    le cene e gli hotel di Richetti


    I rimborsi contestati ai consiglieri del Pd

    di ROBERTO GRIMALDI
    GLI avvisi di fine indagine contengono la lista della spesa, vale a dire tutte i rimborsi che, a parere dei magistrati, non avevano ragione di essere richiesti. In casa Pd, il riferimento è ai consiglieri del Pd Luciano Vecchi e Matteo Richetti. Simile la formulazione degli inquirenti nei loro confronti: si contestano spese «giustificate come inerenti l’attività di consiliare» ma in realtà legate a «iniziative di genere diverso, quali costi sostenuti per la partecipazione ad attività del partito anche al di fuori dell’ambito regionale, ovvero spese esclusivamente personali, con ciò trattenendo denaro attribuito quale contributo per il funzionamento e l’attività istituzionale dei gruppi per scopi diversi da quelli previsti dalla legge».
    Per capirci: se sono un consigliere del Pd e partecipo ad un congresso organizzato dal partito in Costa Smeralda, non posso scaricare le spese di viaggio, hotel e ristorante sui fondi assegnati ai gruppi in Regione. Devo pagare di tasca mia o accordarmi con il partito stesso. Si tratta di due attività diverse. Se invece in qualità di consigliere regionale partecipo ad un convegno in cui si parla di sanità in Emilia-Romagna, allora posso scaricare i costi sul gruppo, poiché sto svolgendo un’attività inerente al mio incarico, che mi permette di informarmi e svolgere al meglio le mie funzioni.
    A LUCIANO Vecchi vengono contestati soprattutto viaggi in treno: sempre uguale il prezzo, 58 euro, che coincide con il tragitto Bologna-Roma sulle varie «frecce» di Trenitalia. Il periodo preso in esame va dal 24 giugno 2010 al 19 dicembre 2011. In pratica un anno e mezzo. I viaggi sono 75, con una media di quattro al mese: tra andata e ritorno, Vecchi andava a Roma circa due volte al mese. A questo si aggiugnono spese per il taxi nella capitale e pranzi o cene in risoranti, con spese che vanno dai 40 ai 60 euro. Nessun altra spesa, se non libri acquistati alla Feltrinelli e messe sul conto del gruppo consiliare. Non si conoscono i titoli. Su questi viaggi, Vecchi ha già risposto: gli viene contestato di andare a Roma per questioni non inerenti al ruolo di consigliere. Vecchi ha risposto al nostro giornale, dicendo invece che si recava nella capitale per svolgere la propria funzione istituzionale di eletto in Regione: «Quando ci si occupa di materia fiscale o questioni legate all’Europa è normale recarsi nella capitale», ha detto. La sua posizione verterà proprio su questo: l’accusa gli contesterà viaggi privati, lui dovrà dimostrare che invece il suo incarico prevedeva frequenti spostamenti all’ombra del colosseo.
    Diversa la posizione di Matteo Richetti: a lui vengono contestate cene al ristorante Il Veliero. In alcuni casi gli si fa notare che manca la motivazione degli incontri conviviali. Chi conosce Modena sa che il ristorante è di fronte al Palazzo Europa, sede di incontri e convegni dell’area politica a cui il parlamentare modenese fa riferimento. Non è difficile immaginare che proprio quel ristorante fosse la sede delle cene che seguivano incontri di natura politica. Anche in questo caso, per i magistrati, evidentemente, quegli incontri al ristorante seguivano meeting di natura politica ma legata al partito e non al ruolo di consigliere regionale. Vengono segnalare cene saltuarie anche in altri ristoranti: l’Oktoberfest e il Nettuno a Fiorano, il Carisma e la Brace a Maranello, la Cantina a Sassuolo, la Piazzetta a Maranello. Le spese andavano dai 20 ai 177 euro. L’accusa specifica che pranzi e cene erano consumati spesso nel suo luogo di residenza e altrettanto spesso in giornate festive. Insomma, secondo l’accusa non avevano nulla di istituzionale.
    POI, PER Richetti, come già spiegato in altre occasioni c’è in ballo anche un pernotto a Riva del Garda, per partecipare all’iniziativa «And the leader is». Si contestano due soggiorni con due fatture rimborsate: una da 104 euro emessa dall’hotel Liberty per il suo pernottamento con la moglie e una da 426 euro per tre notti trascorse da Richetti all’hotel Rivatour. In quel caso si trovava là per partecipare alla manifestazione. In tutto gli vengono contestati 530 euro per spese in hotel, 300 euro per l’iscrizione all’iniziativa e 3.648,90 euro per spese al ristorante per le quali mancano le motivazioni. L’accusa specifica che le spese di ristorazione erano consumate spesso nel suo luogo di residenza spesso in giornate festive.


    - - - Aggiornato - - -

    Un solo indagato per la morte di Zanoli
    E’ un tecnico dell’Ausl, vertici ‘graziati’


    Baggiovara, avviso di garanzia a un geometra. Oggi comincia l’autopsia

    di VALENTINA BELTRAME
    SI è ridotta al lumicino, fermandosi a un solo nome, la lista dei possibili indagati per la scomparsa e morte di Primo Zanoli, il 64enne di Castelnuovo trovato morto il 30 ottobre - dopo 2 anni e 10 mesi dalla sparizione - in un cavedio dell’ospedale di Baggiovara. Fino a ieri il pm Luca Guerzoni aveva notificato un unico avviso di garanzia per omicidio colposo, limitando l’elenco proposto dalla polizia: il destinatario è un tecnico dell’Ausl. Un geometra referente dell’ufficio tecnico-manutenzione. Nessuna figura apicale dell’azienda sanitaria in servizio all’epoca, quindi, è stata ritenuta incriminabile per la disgrazia dal pm. E, scendendo con le gerarchie, nemmeno i due infermieri che quella maledetta notte tra il 30 e 31 dicembre 2011 persero di vista Zanoli sono quindi indagati: il paziente, ricoverato in Neurochirurgia, scomparve verso l’1.30 dopo aver assunto un sedativo e cadde nel cavedio.

    LA NOTIFICA dell’avviso di garanzia è arrivata ieri pomeriggio all’ufficio legale dell’Ausl, che ha dato incarico all’avvocato Andrea Mattioli di assistere il dipendente. Sia il difensore dell’indagato sia l’avvocato Lorenzo Muracchini, che rappresenta la famiglia di Zanoli, nomineranno un consulente per l’autopsia, il cui incarico sarà confertio oggi alle 15 in Procura. Solo oggi si saprà quindi se ci sono altri indagati oltre al geometra. Il difensore di quest’ultimo ha ingaggiato il dottor Sabino Pelosi di Modena. L’esame autoptico sul corpo del 64enne - che si terrà all’istituto di Medicina legale - inizierà subito o, al massimo, domani, e sarà indispensabile per capire come sia morto il paziente precipitato nella voragine. I quesiti posti dal pm riguardano la data e le cause della morte, ma anche eventuali responsabilità per le cure prestate a Zanoli. Il dubbio, straziante soprattutto per i familiari, è che Zanoli non sia deceduto sul colpo per la caduta da una decina di metri, poiché il suo corpo ormai mummificato è stato trovato in un angolo del cavedio e non sulla perpendicolare del condotto. Sempre oggi sarà conferito l’incarico per effettuare sui resti di Zanoli l’esame del Dna, che verrà confrontato con il campione già prelevato dalla figlia Barbara.

    PROPRIO Barbara è cauta sul fatto che nessun dirigente Ausl sia finito sul registro degli indagati: «Vorrei capire come si è arrivati a questo nome, aspettiamo», dice. Dopo l’autopsia, il corpo del 64enne potrà finalmente trovare sepoltura. Zanoli, reduce da un ictus e disorientato, quella notte si allontanò dal reparto e raggiunse, secondo la ricostruzione della polizia, un’ala grezza e inutilizzata dell’ospedale.
    L’ipotesi è che sia uscito dal nosocomio e che sia quindi entrato nell’ex cantiere aprendo una porta esterna. Sarebbe quindi caduto nella voragine del cantiere, un condotto dell’aria che collega il tetto al piano terra delle camere ardenti, blocco 8. Si tratta di un cavedio che trapassa tutti i piani, compreso quello in cui è entrato Zanoli. Un’area che doveva essere chiusa ai non addetti ai lavori ma a cui il paziente ha avuto inspiegabilmente accesso. Precipitato a terra, quel cavedio lo ha tenuto nascosto per quasi tre anni, finché una intuizione dell’agenzia investigativa Sheridan ha permesso di ritrovarlo. Gli investigatori privati hanno calato una sonda dal tetto nel cavedio, uno dei pochissimi luoghi inesplorati, scoprendo il cadavere.

  14. #29
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    FRATTURE a braccia e costole e una ferita alla testa. Sono queste le principali lesioni riportate da Primo Zanoli nella caduta nel cavedio dell'ospedale di Baggiovara, dove è stato trovato il 30 ottobre 2014 da un investigatore privato, dopo 2 anni e 10 mesi dalla scomparsa dal reparto di Neurochirurgia. Ieri all'istituto di Medicina legale di Modena si è tenuta l'autopsia sul corpo dello sfortunato 64enne, precipitato nel cavedio da un buco presente in un'ala grezza dell'ospedale, un ex cantiere a cui il paziente ha evidentemente avuto accesso, in un momento di disorientamento, sebbene dovesse essere chiuso. All'autopsia hanno partecipato i consulenti della famiglia Zanoli, nominati dall'avvocato Lorenzo Muracchini, e quelli dell'unico indagato per omciidio colposo, un geometra referente per la sicurezza dell'ospedale difeso dall'avvocato Andrea Mattioli. Gli esami radiografici hanno evidenziato fratture agli omeri e alle costole, compatibili con la caduta, ma non mortali. C'è però anche una lesione alla testa, oltre all'ematoma provocato dall'ictus per cui era ricoverato, che potrebbe essergli stata fatale. Per capire se dalla caduta al decesso siano trascorse ore, cioè se Zanoli sia morto dopo una lunga agonia, bisognerà attendere altri esami e la riunione di tutti i consulenti, compreso quello del pm, che si riuniranno tra un mese per confrontarsi e quindi chiarire le cause precise del decesso. I dati raccolti durante l'autopsia dovranno essere confrontati inoltre con quelli della Scientifica. Non è stato possibile, infine, effettuare analisi tossicologiche pioché il corpo mummificato dal tempo era privo di plasma. Sempre ieri, inoltre, è stato avviato l'esame del Dna per avere la certezza che si tratti di Zanoli. val. b

  15. #30
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
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    VADEMECUM

    Al via 7.8.novecento: è aperta la caccia ai cimeli del passato
    Confagricoltura in assemblea
    Lavori Duomo, nessuna forzatura
    Orario continuato dalle 10 alle 1915.000 metri quadri in 2 padiglionie oltre 260 gli antiquari
    Unimore, ricerca su piante e qualità

    La kermesse fino a domenica a Modena Fiere

    «Tutto il fascicolo sui fondi pubblici assegnati per il tormentato restauro del Duomo è stato trasmesso alla Procura regionale della Corte dei conti, nonché alla sezione regionale di controllo della stessa Corte. In attesa dei risultati del lavoro della magistratura contabile, il Governo nega sia la forzatura di legge sia, illegalità nel comportamento della direzione regionale dei Beni culturali.
    A fare la differenza di un vino non è solo il Dna, ma anche dove la pianta cresce, vale a dire il terreno e l'ambiente circostante. A dirlo è uno studio condotto nell'ambito del progetto Ager (Agroalimentare e ricerca), finanziato da un pool di 13 fondazioni italiane, tra cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena coordinato dai ricercatori del dipartimento di scienze chimiche e geologiche dell'Università di Modena.
    IN BREVE
    NE BASTA uno solo per arredare una casa intera. Il pezzo raro, introvabile, il monile proveniente da epoche lontane, oppure l'oggetto pop da collezionare e custodire con gelosia. Per chi è a caccia del mobile o del complemento d'antiquariato e modernariato, l'appuntamento è a 7.8.Novecento, la mostra mercato che da 28 anni richiama visitatori, appassionati ed estimatori del passato in programma fino a domenica a ModenaFiere. Da quest'anno la kermesse entra sotto l'egida esclusiva di ModenaFiere, che la organizza col Patrocinio dell'Associazione Antiquari Modenesi, Associazione Mercantico, F.I.M.A. e del Comune. Il nuovo corso di 7.8.Novecento offre una manifestazione molto variegata: l'area espositiva, raddoppiata rispetto alle scorse edizioni, si estende su 15.000 mq articolati sui due padiglioni della fiera e nel grande atrio centrale; qui oltre 260 antiquari italiani e stranieri propongono in 420 stand statue antiche, sontuosi mobili del Settecento, gioielli, tappeti, arredi per la casa e il giardino, pezzi di collezionismo, vintage, antiquariato o design, fino a suppellettili di uso comune. Ben 50 di loro sono antiquari di Modena e provincia. Ma quali sono le nuove tendenze dell'antico? Ora va molto lo shabby chic, dicono gli organizzatori della kermesse: «Mobili e complementi antichi, vissuti, dalle tinte chiare e dal sapore country, a cavallo tra lo stile provenzale e l'arredamento di un cottage british». E i giovani? «Chi arreda la prima casa è molto interessato al modernariato, in particolare agli arredi che vanno dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. L'antiquariato tradizionale tiene come forma di investimento: oggi mobili importanti e particolarmente antichi (del 600-700) sono acquistabili a prezzi più accessibili. Vengono quindi scelti come forma di eredità da lasciare a figli e nipoti».
    Oggi, al ristorante Vinicio in via Emilia Est, assemblea generale di Confagricoltura. Il programma prevede alle 9.30 una parte riservata ai soli soci e alle 11 la relazione della presidente Eugenia Bergamaschi, la proclamazione del nuovo presidente, del collegio dei revisori dei conti e del collegio dei probiviri alle 11.30, alle 11.45 l'intervento del segretario nazionale del Sindacato Pensionati Angelo Santori e alle 12 le conclusioni del presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi.

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