Pagina 1 di 38 12311 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 15 di 565

Discussione: Modena e dintorni

  1. #1
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    71,244

    Predefinito Modena e dintorni

    La denuncia: «Venne ricoverato in stato confusionale
    Lasciò la sua camera a Baggiovara e fece pure l’autostop»

    «Anche mio padre
    poteva finire
    come Primo Zanoli»

    di Marco Pederzoli «Anche mio padre si allontanò dall’ospedale di Baggiovara senza che nessuno lo notasse e, dopo avere raggiunto il centro città, fu riportato solo dopo diverse ore al nosocomio dalla polizia». È questo quanto ha riferito ieri alla Gazzetta di Modena Roberta Mazzi, la quale dopo essere venuta a conoscenza del vicenda del castelnovese Primo Zanoli, il 64enne scomparso di notte e ritrovato dopo 34 mesi in un vano tecnico dello stesso ospedale modenese, ora racconta la sua storia, dagli esiti differenti da quelli di Zanoli, ma senz’altro paragonabili nella dinamica iniziale. «Nel maggio 2010 - racconta la modenese Roberta Mazzi - mio padre Umberto, allora 86enne e già affetto da Alzheimer, venne ricoverato d’urgenza all’ospedale di Baggiovara per un’emorragia cerebrale, o più precisamente un ematoma sottodurale, per il quale fu operato d’urgenza. L’operazione andò bene e, dopo un paio di settimane, mio padre era già in grado di alzarsi in piedi, anche se erano già frequenti in lui episodi di stato confusionale, dovuti appunto all’Alzheimer». «Ebbene - continua Roberta Mazzi - verso fine maggio succede che esce dall’ospedale e, secondo quanto abbiamo potuto ricostruire a posteriori, ha fatto un paio di autostop sulla via Giardini, prima di raggiungere via Pagani, dove abitava un tempo. Il morbo di Alzheimer infatti, che gli faceva ricordare episodi della sua vita più remota rispetto a quelli della vita più recente, lo aveva condotto nella strada dove aveva vissuto da giovane». «Fortunatamente, intervennero a soccorrerlo due poliziotti, che dopo alcune ricerche negli ospedali della città lo ricondussero all’ospedale di Baggiovara, dove in teoria avrebbe dovuto rimanere ricoverato». «Mi telefonò poi l’ospedale, per dirmi che mio padre era stato riportato in reparto, quando io non sapevo naturalmente che era sparito. Ora - prosegue la Mazzi - quell’episodio, solo per un caso fortuito, non ebbe conseguenze; mio padre è infatti morto lo scorso anno. Non avevo ancora pensato di avviare una causa contro l’ospedale di Baggiovara, ma dopo l’episodio che, pochi mesi dopo mio padre, è capitato al signor Zanoli, senz’altro adesso valuterò la possibilità di adire le vie legali. Attualmente, ho già contattato il mio avvocato per studiare la pratica e sono disponibile anche a mettermi in contatto con la famiglia Zanoli, per studiare eventualmente una strategia comune». Su questo caso è intervenuto anche Bruno Rinaldi, candidato consigliere alla Regione nelle fila della lista Ncd-Udc, commentando: «Un caso di questo tipo è grave, due casi sono intollerabili. Nel caso di Umberto Mazzi è stata evitata la sorte del signor Zanoli solo per una fortunata serie di coincidenze. Ritengo grave che, all’epoca dei fatti, non fossero posti in essere gli adeguati controlli per evitare la fuoriuscita di pazienti senza capacità di intendere e volere». «Sarebbe bene che l'autorità ospedaliera - conclude il consigliere regionale Bruno Rinaldi - invece di avventurarsi in rimpalli di responsabilità, fornisse per trasparenza i dati sul numero di pazienti scappati. Tutto questo - conclude Rinaldi - va meglio a definire una quadro della sanità modenese che, anche per tanti altri motivi, è sconfortante».

    - - - Aggiornato - - -

    Caso Zanoli, Il magistrato fa eseguire controlli sul punto di caduta nell’ala vuota

    Baggiovara, nuovi sopralluoghi

    Caso Zanoli: il sostituto procuratore Luca Guerzoni sta studiando i primi rapporti arrivati dai sopralluoghi della polizia sul punto di caduta dell'agricoltore 64enne di Castelnuovo. Si tratta del varco al secondo piano dell'ala inutilizzata di Baggiovara: è un dato ormai assodato. Sul posto sono tornati agenti della Scientifica e anche un funzionario della Medicina del Lavoro che hanno studiato quel punto non frequentato dell'ospedale. La planimetria cercata dalla Squadra mobile della Questura potrà dare una spiegazione esatta del possibile percorso fatto da Zanoli nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 2011: dalla camera nella quale era degente fino al punto di caduta che, dopo un volo di dieci metri, lo ha chiuso nel cubicolo dell'aerazione adiacente alle Camere ardenti, il punto in cui è morto ed è stato trovato giovedì scorso, 34 mesi dopo la scomparsa. Se pare altamente improbabile che Zanoli sia uscito e rientrato dalla struttura ospedaliera - era in camice e fuori quella notte c'erano 6 gradi sotto zero - più probabile pare invece che dal terzo piano dove si trovava sia sceso entrando in quell'ala, anche se il portone di accesso non è così vicino al varco non protetto della caduta. Proprio lo stato di quella zona abbandonata pare un aspetto complesso da risolvere in tempi brevi, perché bisogna capire se in quel momento c'era qualche attività cantieristica o ci lavorasse qualche ditta impiantistica, dato che in quel periodo in tutto l'ospedale erano in coso lavori di varia natura. Quindi, per gli avvisi di garanzia, anche se i tempi saranno brevi, bisognerà attendere che questi aspetti siano chiariti. Dopodiché gli indagati potranno nominare difensori e consulenti e si potrà passare alla fase dell'autopsia. Intanto si attende l'esito dell'analisi comparata del Dna dalla Medicina legale. Carlo Gregori

  2. #2
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    71,244

    Predefinito

    «Abbiamo i bilanci in ordine, ma da Roma continuano a chiederci sacrifici»
    Il messaggio per Delrio, atteso a Bomporto: «Gli 80 euro li stiamo pagando noi»


    Muzzarelli va alla guerra
    «Ci trattano da coglioni»

    «Qui siamo alla guerra, stavolta non stiamo zitti. Abbiamo le palle rotte. È la matematica che non regge: incassiamo 41, e nel 2017 Roma ne vuole 41. Farò sicuramente un'iniziativa pubblica quanto meno a Modena, penso a una serata per dire ai cittadini la verità». Così il sindaco e presidente della Provincia di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, “saluta” i parlamentari modenesi convocati ieri mattina in città per fare il punto sui tagli “impossibili” della legge di stabilità. Dopo giorni di appelli, sfoghi e numeri puntuali sul peso dell'accetta, Muzzarelli e i colleghi sindaci del territorio ricevono deputati e senatori per ammonire loro che, senza cambiamenti di rotta, questa volta si andrà a sbattere davvero. L'ex assessore regionale non ha pace, è furioso con la scelta di penalizzare gli enti locali presa dal governo: mostra slide, indica, modera il dibattito, pressa frontalmente deputati e senatori. Sabato è atteso a Bomporto il sottosegretario Graziano Delrio, anche a lui verrà mostrato il dossier modenese. Si sta pensando, magari, anche a come rivolgersi direttamente al premier Matteo Renzi. La situazione non è mai stata così grave. La Provincia, in particolare, sembra proiettata verso la chiusura vera e propria: già quest'anno: bisogna tagliare 10,5 milioni (con la legge di stabilità attuale) ma sembra una chimera poterlo fare senza trasferire o licenziare dipendenti. Il sindaco di Mirandola Maino Benatti (Pd), dal punto di vista dei Comuni, vuole essere altrettanto chiaro: «Stiamo rinunciando agli affitti per le caserme dei carabinieri, prima o poi la Corte dei conti verrà a chiederci di questi sconti. La manovra cerca di abbassare le tasse. Se vogliamo chiudere i bilanci, quest'anno le aumentiamo. Poi la percezione della gente sarà quella che sarà. E gli 80 euro - taglia corto il sindaco del terremoto di fronte ai deputati - sono una carità pagata dagli enti locali». Ad ascoltare ci sono nella vecchia sala del consiglio provinciale i parlamentari Pd Edoardo Patriarca, Giuditta Pini, Manuela Ghizzoni, Davide Baruffi, Cecilia Guerra. Manca il senatore dem Stefano Vaccari (si è giustificato), mancano i colleghi Cinquestelle Michele dell'Orco e Vittorio Ferraresi, manca Carlo Giovanardi (Ncd). «Prendo atto con rammarico che non ci sono, saranno impegnati a Roma», sussurra Muzzarelli a margine dei lavori. In Provincia dunque bisogna tagliare quest'anno 10,5 milioni, «Siamo arrivati a un milione toccando già la carne viva», chiarisce Muzzarelli, che continua: «Non sono in grado di tagliare oltre. A Modena servono 30 milioni sul sociale, 28 sulla scuola e quasi 14 su manutenzioni e ambiente. Intacchiamo anche questo? Ho 40 volontari del verde in città che percepiscono la tariffa di 32 anni fa, paghiamo loro la benzina. Senza di loro saremmo seppelliti dall'erba. E un nuovo milione per spazzare la neve dove lo troveremo? Sono incazzatissimo, non è uno sfogo il mio. È una questione di dignità. Abbiamo meno evasione di altri Comuni, ma predisporremo una task force ulteriore. Anche se non basterà». Di questo passo, allora, la prospettiva è che «il giorno dopo l'approvazione della Legge di stabilità la gente verrà a bussare ai Comuni, comprese le imprese edilizie che stanno chiudendo in questi giorni perchè non facciamo più manutenzioni». Roma, con la Legge di stabilità, alla Provincia chiede indietro 41 milioni nel 2017 tra Trascrizione e Rc auto: 23 nel 2015 e 32 nel 2016. «E se il risultato è che dobbiamo passare una scuola sotto la gestione di Roma, qualcuno comunque paga: restano soldi pubblici», chiosa il sindaco-presidente. In tutto questo, Il Sole 24 Ore oggi ha premiato Modena considerandolo un territorio, come altri in regione, dove la macchina degli incassi funziona bene e dove, in teoria, l'effetto della manovra governativa sarà in un qualche modo attutito: «Siamo premiati perchè siamo una delle poche realtà in italia che ha fatto già i bilanci secondo le nuove procedure, abbiamo via via accantonato nel tempo. Ci dicono che siamo virtuosi, ma continuano a tagliare: si fa la figura dei coglioni in Italia - tira le somme Muzzarelli - ad essere virtuosi».

  3. #3
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    71,244

    Predefinito

    Il tesoriere è Onelio Prandini: «Venga qui che gli spieghiamo la storia delle case del popolo»

    «Non daremo il nostro patrimonio a Renzi»

    Battaglia finale tra Renzi e le fondazioni ex Ds sul patrimonio immobiliare degli antenati del partito democratico? L’Espresso ha raccontato di una riunione per oggi al Nazzareno, convocata dal tesoriere nazionale, il deputato renziano Francesco Bonifazi. Il settimanale indica il tema di come riportare «sotto il controllo di Renzi il tesoro degli ex Ds, che dopo sette anni di vita del Pd ancora non è mai stato incamerato dal nuovo partito». A modena si parla ancora più tranchant. «A Bonifazi non daremo un euro. I beni degli ex Ds sono degli ex Ds. Si finanzino con le loro cene vip, piuttosto. Cosa vuole Bonifazi? Lui è il tesoriere del Pd. Se ci viene a trovare glielo spieghiamo di persona. E, già che ci siamo, gli rinfreschiamo un pò la storia delle case del popolo...». Così dice Onelio Prandini, dirigente della “Fondazione Modena 2007”, costituita il 19 settembre 2007 dopo la fusione fredda tra gli eredi del Pci e i cattolici dell'ex Margherita, si tratta della cassaforte modenese del patrimonio Pci-Pds-Ds, che a livello nazionale è stimata in valore oltre mezzo miliardo di euro. «Sì, avevamo saputo della convocazione - sorride Prandini, già parlamentare comunista e presidente nazionale Legacoop che coi suoi collaboratori resta in trincea - La Fondazione di via Acqui, con i suoi cinque milioni di euro di immobili, è quarta in Emilia-Romagna per consistenza patrimoniale dopo “Fondazione 2000” di Bologna, “Bella Ciao” di Ravenna e il “Tricolore” di Reggio. Il grosso della fondazione modenese è gestito dalla società immobiliare Sim, una controllata del partito che amministra gli ormai 40 immobili rimasti a disposizione e, quasi tutti, affittati ad un canone politico per le sedi del Pd. La logica è quella del partito vivo che paga l'affitto ad un partito defunto, ma tant'è. «Non abbiamo opere d'arte - prosegue Prandini - Avevamo 60 immobili, ora sono 42, 43. Sul mercato di oggi non valgono molto, supereranno di poco i cinque milioni di euro. Abbiamo ceduto quello che non era considerato più di interesse. È stata venduta la casa del giovane, il vecchio edificio culturale di viale Fontanelli, mancano ancora 2,5 milioni di euro di debiti da saldare, ma tutto è alla luce del sole».

  4. #4
    fonte certa L'avatar di Lex
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Località
    Léméd
    Messaggi
    26,438

    Predefinito

    leggo davvero "d'intorni"?
    Citazione Originariamente Scritto da modenaest Visualizza Messaggio
    le battaglie perse sono le mie preferite
    sennò sarei un tifoso della giuve , micca del modena
    ROMANO SGHEDONI È IL MIO PRESIDENTE

  5. #5
    Meretrice L'avatar di Marshall
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    1,627

    Predefinito

    patetici questi figli del partito, la provincia chiuderebbe o sarebbero necessari trasferimenti o licenizamenti dei dipendenti? ma povere bestie. fate sciopero con quelli di terni se non vi stangano merde




    "Non vi va bene amadei? benissimo. State fuori e non rompete le palle" (cit.)

    "I libri contabili non li facciamo vedere a nessuno se prima non ha fatto un’offerta vincolante, e finora nessuno l’ha fatta. Se i libri poi sono in ordine e l’acquirente si ritira paga la penale prevista, mentre se non fossero a posto sarebbe il venditore a pagarla" (cit. Martini)

  6. #6
    Deutschland uber alles L'avatar di doctor who
    Data Registrazione
    Jan 2011
    Messaggi
    31,103

    Predefinito

    che pena......
    Grazie Max!

  7. #7
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    71,244

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lex Visualizza Messaggio
    leggo davvero "d'intorni"?
    alle 7emezza di mattina può essere

  8. #8
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    71,244

    Predefinito

    LA POLIZIA È INTERVENUTA IN VIALE MONTE KOSICA, LE PROSTITUTE SAREBBERO DELLO STESSO GRUPPO

    Lucciole al Tempio, un altro blitz: denunce e fogli di via

    QUATTRO hanno ricevute il foglio di via, due, invece, sono state denunciate perché lo stesso provvedimento del questore non lo hanno rispettato. Sono questi i risultati di un controllo mirato che le volanti della polizia hanno eseguito lunedì sera contro la prostituzione in zona Tempio. Le lucciole fermate e controllate dagli agenti sono di origini bulgare, ungheresi e rumene. Al momento degli accertamenti, avvenuti in orario serale, le giovani erano tutte posizionate sui marciapiedi di viale Monte Kosica, ma il sospetto è che si tratti appunto del gruppo di che negli ultimi mesi ha preso a stazionare nella zona di via Ferrari, provocando le proteste dei residenti, che hanno dato vita anche a una raccolta firme rivolta ad amministrazione comunale e forze dell’ordine. Nei mesi scorsi, sul finire dell’estate, le lucciole hanno cominciato infatti ad esercitare la ‘professione’ anche in pieno giorno, già dalle ore del mattino, nelle vie immediatamente vicine al Tempio monumentale. Questo ha provocato una vera e propria mobilitazione dei residenti, cominciata con dei cartelli messi all’altezza della rotonda di via Ferrari dove si indicavano luogo e costi delle prestazioni. Proteste accese che hanno portato a una specifica ordinanza del questore, ma anche all’intervento diretto del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che ha iscritto il problema a un più generale intervento di riqualificazione dedicata al Tempio. Frutto di questo intervento, l’assemblea pubblica che si è tenuta all’ex cinema Principe, ad inizio ottobre, quando i residenti hanno potuto incontrare il primo cittadino per un confronto diretto sul come far rinascere la zona. Nel mentre la questura ha provveduto con numerosi blitz, e altrettante denunce, a smantellare la rete (pare in mano a un gruppo di ungheresi). Ecco perché le prostitute rimaste in attività in zona, hanno deciso di spostarsi dalle strade subito a ridosso di via Ferrari. L’intervento dell’altra sera, avvenuto appunto in viale Monte Kosica, dimostra appieno questo fatto.
    f.v.

  9. #9
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    71,244

    Predefinito

    Sedi di partito e locali sono il patrimonio della Fondazione 2007, ma non se ne parla di usarli per far rifiatare il partito

    I 40 immobili ex Ds che logorano il Pd

    L’ALTRA FACCIA DEL bilancio Della Dc resta la Fondazione Sias ma precisano che nessun immobile è legato al percorso finito con la Margherita
    È bastato ventilare l’ipotesi di un riequilibrio dei conti del partito andando a verificare la dote degli ex Ds per scatenare un autentico putiferio, politico e mediatico. Modena ha guardato, più col sorriso sarcastico di qualcuno che con l’occhio interessato di chi vuole contribuire al dibattito. Qui, di fatto, nessuno vuole pensarci: il patrimonio ex Ds resta nella Fondazione Modena 2007. Il Pd, insomma, anche se in difficoltà, può aspettare. Ieri Onelio Prandini è stato piuttosto chiaro: «A Bonifazi non daremo un euro. I beni degli ex Ds sono degli ex Ds. Si finanzino con le loro cene vip, piuttosto. Cosa vuole bonifazi? Lui è il tesoriere del Pd. Se ci viene a trovare glielo spieghiamo di persona. E, già che ci siamo, gli rinfreschiamo un pò la storia delle case del popolo...». Ma di cosa stiamo parlando? Cos’è che Renzi vuole portare sotto il controllo del Pd? A Modena stiamo parlando di una quarantina di immobili, molti dei quali rendono un affitto. La maggior parte, però, sono affitti simbolici pagati dal Pd, il partito, alla Fondazione Modena 2007, che si “limita” ad incassare le quote per sedi sparse in tutta la provincia. Di sede ne ha una anche la Fondazione 2007 che, guarda caso, ha la sua sede in via Divisione Acqui, dove per tanti anni i Ds hanno avuto la sede del partito. E che, guarda caso, in campagna elettorale era diventato il quartier generale di Gian Carlo Muzzarelli. Segno che, volendo, tra Pd e Fondazione 2007 non c’è tutta questa distanza. E così, in tempi di crisi per un Pd impegnato a salvaguardare il più possibile i suoi dipendenti ma con l’evidenza di una situazione in cui conti sono tutt’altro che rosei, c’è chi si chiede se questo modello possa funzionare ancora a lungo. Quello degli ex Ds è una cassaforte che pubblica tutti gli anni un resoconto finanziario. L’ultimo, quello del 2013, quantifica il patrimonio netto in un milione e seicentomila euro. La fondazione di via Acqui, con i suoi cinque milioni di euro di immobili, è quarta in Emilia-Romagna per consistenza patrimoniale dopo “Fondazione 2000” di Bologna, “Bella Ciao” di Ravenna e il “Tricolore” di Reggio. Il grosso della fondazione modenese è gestito dalla società immobiliare Sim, una controllata del partito che amministra gli ormai 40 immobili rimasti a disposizione e, quasi tutti, affittati ad un canone “politico” per le sedi del Pd. Il fronte ex Margherita, da qui la disputa, sembra essere più povero. A Modena e provincia non ci sono più mattoni legati alla «balena bianca» da conferire, eventualmente, al Pd. Lo fanno sapere dalla Fondazione Sias, l'organismo di «Servizi, iniziative e attività sociali» legato agli ex Dc. La fondazione è nata nel 2009 «senza fini di lucro» nel solco della vecchia società Sias fondata nel 1955 da Ermanno Gorrieri. Precisa parlando all’agenzia Dire Gian Carlo Succi, segretario della Fondazione Sias: «Nessun immobile legato al corso Dc-Popolari-Margherita è presente in provincia. Palazzo Europa, ad esempio, non c'entra nulla col partito. Gli ex Ds hanno ancora 42-43 immobili che non vogliono conferire al Pd? Sì, ho letto... Ma non ci sono proprietà “bianche” analoghe qui». Forse no. Quello che c’è è un partito che fatica e quando si parla di soldi, come nelle migliori famiglie, è più diviso che mai. Davide Berti @dvdberti ©RIPRODUZIONE RISERVATA

  10. #10
    Scancheratore gialloblù L'avatar di Matte1979
    Data Registrazione
    Jun 2010
    Località
    Modena
    Messaggi
    17,295

    Predefinito

    Qui siamo rimasti alla casa del popolo di Peppone...che tristezza!

    Poi uno che si chiama Onelio Prandini evoca di suo il vecchio PCI, la burocrazia, il partito
    "Ebagua l’abbiamo perso perché lui mi ha detto che la notte ha sognato che doveva andare a Bari" (A. Caliendo)

    "Scusateci per la carne ma ogni tanto gli sponsor non ci pagano in contanti ma con la loro merce" (A. Gigliotti)

  11. #11
    Super Meretrice L'avatar di pippo
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    6,717

    Predefinito

    [QUOTE=geppo;805977]La denuncia: «Venne ricoverato in stato confusionale
    Lasciò la sua camera a Baggiovara e fece pure l’autostop»

    «Anche mio padre
    poteva finire
    come Primo Zanoli»

    di Marco Pederzoli «Anche mio padre si allontanò dall’ospedale di Baggiovara senza che nessuno lo notasse e, dopo avere raggiunto il centro città, fu riportato solo dopo diverse ore al nosocomio dalla polizia». È questo quanto ha riferito ieri alla Gazzetta di Modena Roberta Mazzi, la quale dopo essere venuta a conoscenza del vicenda del castelnovese Primo Zanoli, il 64enne scomparso di notte e ritrovato dopo 34 mesi in un vano tecnico dello stesso ospedale modenese, ora racconta la sua storia, dagli esiti differenti da quelli di Zanoli, ma senz’altro paragonabili nella dinamica iniziale. «Nel maggio 2010 - racconta la modenese Roberta Mazzi - mio padre Umberto, allora 86enne e già affetto da Alzheimer, venne ricoverato d’urgenza all’ospedale di Baggiovara per un’emorragia cerebrale, o più precisamente un ematoma sottodurale, per il quale fu operato d’urgenza. L’operazione andò bene e, dopo un paio di settimane, mio padre era già in grado di alzarsi in piedi, anche se erano già frequenti in lui episodi di stato confusionale, dovuti appunto all’Alzheimer». «Ebbene - continua Roberta Mazzi - verso fine maggio succede che esce dall’ospedale e, secondo quanto abbiamo potuto ricostruire a posteriori, ha fatto un paio di autostop sulla via Giardini, prima di raggiungere via Pagani, dove abitava un tempo. Il morbo di Alzheimer infatti, che gli faceva ricordare episodi della sua vita più remota rispetto a quelli della vita più recente, lo aveva condotto nella strada dove aveva vissuto da giovane». «Fortunatamente, intervennero a soccorrerlo due poliziotti, che dopo alcune ricerche negli ospedali della città lo ricondussero all’ospedale di Baggiovara, dove in teoria avrebbe dovuto rimanere ricoverato». «Mi telefonò poi l’ospedale, per dirmi che mio padre era stato riportato in reparto, quando io non sapevo naturalmente che era sparito. Ora - prosegue la Mazzi - quell’episodio, solo per un caso fortuito, non ebbe conseguenze; mio padre è infatti morto lo scorso anno. Non avevo ancora pensato di avviare una causa contro l’ospedale di Baggiovara, ma dopo l’episodio che, pochi mesi dopo mio padre, è capitato al signor Zanoli, senz’altro adesso valuterò la possibilità di adire le vie legali. Attualmente, ho già contattato il mio avvocato per studiare la pratica e sono disponibile anche a mettermi in contatto con la famiglia Zanoli, per studiare eventualmente una strategia comune». Su questo caso è intervenuto anche Bruno Rinaldi, candidato consigliere alla Regione nelle fila della lista Ncd-Udc, commentando: «Un caso di questo tipo è grave, due casi sono intollerabili. Nel caso di Umberto Mazzi è stata evitata la sorte del signor Zanoli solo per una fortunata serie di coincidenze. Ritengo grave che, all’epoca dei fatti, non fossero posti in essere gli adeguati controlli per evitare la fuoriuscita di pazienti senza capacità di intendere e volere». «Sarebbe bene che l'autorità ospedaliera - conclude il consigliere regionale Bruno Rinaldi - invece di avventurarsi in rimpalli di responsabilità, fornisse per trasparenza i dati sul numero di pazienti scappati. Tutto questo - conclude Rinaldi - va meglio a definire una quadro della sanità modenese che, anche per tanti altri motivi, è sconfortante».

    - - - Aggiornato - - -

    C'è un giornale che concede spazio a questa roba?
    http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2008/02_Febbraio/21/SERBI/10.JPG

  12. #12
    PELIGROSO L'avatar di Demasiado
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Località
    Modna...
    Messaggi
    5,424

    Predefinito

    vi trattano da coglioni e fanno bene,
    http://img229.imageshack.us/img229/3081/554352tittilooneyge8.jpg

  13. #13
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    71,244

    Predefinito

    L’INCHIESTA SI TRATTEREBBE DI QUATTRO O CINQUE PERSONE, TRA CUI GLI EX VERTICI DELL’AUSL. PRESTO L’AUTOPSIA

    Morte di Zanoli, individuata la rosa dei possibili indagati

    SCREMATA la lista, che vedeva decine di nomi a rischio inchiesta, ne restano un pugno. Sono circa cinque le persone che finiranno sul registro degli indagati per la scomparsa e successiva morte di Primo Zanoli, il 64enne di Castelnuovo finito in un cavedio dell’ospedale di Baggiovara nella notte tra il 30 e 31 dicembre 2011 e ritrovato cadavere solo una settimana fa, a 2 anni e 10 mesi dalla sparizione. Per la morte del paziente, che secondo la polizia è precipitato nel condotto tramite un buco presente in un piano grezzo dell’ospedale, il pm Luca Guerzoni indaga per omicidio colposo. La rosa degli indagati sarebbe praticamente pronta ed è legata a doppio filo alla ricostruzione di quello che può essere accaduto quella notte. Zanoli, reduce da un ictus e disorientato, si è allontanato dal reparto di Neurochirurgia e poi ha raggiunto l’ala inutilizzata posta allo stesso piano, il secondo, evidentemente perché ha trovato una porta aperta. L’ipotesi è che sia uscito dall’ospedale e che sia quindi entrato nell’ex cantiere aprendo una porta esterna. Ecco perché la squadra mobile ha interpellato anche la vigilanza privata dell’ospedale. Ieri la polizia ha proseguito con gli ‘interrogatori’, ha cioè sentito alcune persone, coloro che tre anni fa hanno avuto a che fare con il cantiere, e i funzionari dell’Ausl tra cui i responsabili della sicurezza. Chi aveva le chiavi di quella porta? L’area era stata consegnata all’Ausl dalla ditta costruttrice? Pare che gli inquirenti siano riusciti a sbrogliare la matassa, a individuare cioè alcuni profili di responsabilità presunta, arrivando a una lista abbastanza ristretta di possibili figure da iscrivere sul registro degli indagati. Nei prossimi giorni sarà quindi conferito l’incarico alla Medicina legale per l’autopsia sul corpo ritrovato: il pm manderà a questo punto gli avvisi di garanzia per permettere agli indagati di nominare consulenti di parte. Pare inevitabile che a finire sotto inchiesta saranno i vertici Ausl dell’epoca. Un altro profilo accusatorio potrebbe riguardare gli infermieri che persero di vista l’anziano. Per loro il pm potrebbe ipotizzare l’abbandono di incapace.
    val. b.

  14. #14
    sclerotico gialloblu L'avatar di geppo
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    71,244

    Predefinito

    Varechina nella bottiglia d’acqua,
    cinquantenne rischia la vita


    Erogata da un distributore automatico, la Procura blocca l’intera partita

    di VALENTINA BELTRAME
    HA RISCHIATO di morire per aver bevuto un sorso d’acqua da una bottiglietta erogata da un distributore automatico. Un 56enne di Modena, M. M., addetto del centro smistamento Poste (estraneo al caso) di via delle Nazioni, nella notte tra giovedì e venerdì della settimana scorsa è stato salvato al Policlinico: era arrivato al pronto soccorso con bruciori allo stomaco per aver bevuto dell’acqua in cui, a quanto pare, c’era varechina. La bottiglietta da mezzo litro era stata comprata dall’uomo attraverso il distributore automatico, di quelli presenti in quasi tutte le aziende. Il 56enne stava lavorando, faceva il turno di notte come addetto alla lavorazione interna, quando ha deciso di prendere l’acqua.

    MAI avrebbe pensato che la bottiglietta fosse contaminata. Secondo la ricostruzione dei fatti, l’uomo ha svitato il tappo regolarmente chiuso, ha bevuto direttamente dalla bottiglia e si è accorto subito che l’acqua puzzava terribilmente di varechina.
    Così l’ha sputata. Ma non del tutto. E’ quindi corso al pronto soccorso del Policlinico dove è stato ricoverato nel reparto di Medicina interna-Area critica, dove si curano le intossicazioni. Qui è stato letteralmente salvato dai medici e l’altro ieri ha potuto lasciare l’ospedale. Dai sanitari è stato definito «un miracolato». Se avesse bevuto più acqua la situazione sarebbe precipitata.
    La bottiglietta è subito stata posta sotto sequestro e consegnata alle forze dell’ordine che hanno avviato indagini sul liquido e sullo stesso contenitore. Da indiscrezioni è emerso che si tratterebbe proprio di varechina. La bottiglia sarebbe integra anche se gli investigatori mantengono il massimo riserbo. La bottiglietta non sarebbe stata forata. Pare piuttosto che la varechina possa essere considerata il residuo del lavaggio delle bottigle di plastica da parte della ditta che si occupa dell’imbottigliamento. Del caso è stato informato il pm Claudia Natalini, che ha disposto il sequestro delle bottiglie del distributore automatico del centro di smistamento postale e anche l’intero ‘lotto’ di confezioni di una nota marca destinate alla nostra zona e province limitrofe. Il fornitore ha già bloccato le consegne mentre le bottiglie immesse sul mercato sono state ritirate per precauzione. Si indaga soprattutto sulla fase di imbottigliamento e quindi sull’azienda produttrice. Come detto, le Poste sono estranee ai fatti.

  15. #15
    Anomalia Gialloblù L'avatar di Il Nerz
    Data Registrazione
    Jan 2008
    Messaggi
    10,184

    Predefinito

    Per andare in via Farini dove posso parcheggiare oggi con la storia del blocco del traffico?
    "Per chi vive all'incrocio dei venti ed è bruciato vivo... per le persone facili che non hanno dubbi mai..." (F. De Gregori)
    "Bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà" (F. Guccini)
    "Ecco il mistero: sotto il cielo di ferro e di gesso, l'uomo riesce ad amare lo stesso, e ama davvero, senza nessuna certezza" (L. Dalla)

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •