Visualizza Versione Completa : Cronache Modenesi - *Topic Ufficiale*
Matte1979
04-01-2012, 08: 28
Oh bè, una soluzione si trova! O almeno io la troverei in 10 minuti...
doctor who
04-01-2012, 08: 34
e' solo una questione di volonta'....la modena accogliente......
lanciafiamme di notte mentre dormono e il gioco e' fatto.
sbagliato Micio... Di notte non trovi nessuno, sono tutti in giro a vuotare case... Per sicurezza organizzerei le pire verso mezzogiorno, quando riposano e fanno le braci davanti alla Cnh.
Ecco, potremmo aiutarli a fare le braci.
si potrebbe piazzare un presidio dei carabinieri fisso in quel parcheggio, così finalmente l'Epocale Piaga dei Tre Camper verrebbe debellata.
Facciamo partire una raccolta fondi Pro Arma.
Perchè spendere dei soldi quando con un paio di taniche risolvi tutto?
mah...
gli zingari facevano figli anche nei campi di concentramento. così a occhio non ti vedo attrezzato per lo sterminio...
doctor who
04-01-2012, 10: 01
si potrebbe piazzare un presidio dei carabinieri fisso in quel parcheggio, così finalmente l'Epocale Piaga dei Tre Camper verrebbe debellata.
Facciamo partire una raccolta fondi Pro Arma.
intanto l'altra notte hanno svaligiato 4 garage difronte a casa mia......
non sara' una piaga ma a rubare bici e cibo a gente che lavora.....rimane fastidioso.
se ti piacciono tanto perche' non te ne prendi 5/6 a casa tua???
mah...
gli zingari facevano figli anche nei campi di concentramento. così a occhio non ti vedo attrezzato per lo sterminio...
Sai, sono alle prime armi, non posso ANCORA fare pratica...
si potrebbe piazzare un presidio dei carabinieri fisso in quel parcheggio, così finalmente l'Epocale Piaga dei Tre Camper verrebbe debellata.
Facciamo partire una raccolta fondi Pro Arma.
intanto l'altra notte hanno svaligiato 4 garage difronte a casa mia......
non sara' una piaga ma a rubare bici e cibo a gente che lavora.....rimane fastidioso.
se ti piacciono tanto perche' non te ne prendi 5/6 a casa tua???
te hai degli ultras del verona a casa? non ho capito...
senza considerare il fatto che, come ho già detto un miliardo di volte, ho diversi amici zingari, e per un qualche periodo, qualcuno è stato anche ospite a casa mia. così come tanti amici non zinggari, peraltro. mi sembra normale. infatti vorrei evitarlo sto discorso, perché non c'entra nulla.
Sciapò... immagino che in quei periodi la bolletta dell'acqua sia rimasta bassissima...
doctor who
04-01-2012, 10: 10
si potrebbe piazzare un presidio dei carabinieri fisso in quel parcheggio, così finalmente l'Epocale Piaga dei Tre Camper verrebbe debellata.
Facciamo partire una raccolta fondi Pro Arma.
intanto l'altra notte hanno svaligiato 4 garage difronte a casa mia......
non sara' una piaga ma a rubare bici e cibo a gente che lavora.....rimane fastidioso.
se ti piacciono tanto perche' non te ne prendi 5/6 a casa tua???
te hai degli ultras del verona a casa? non ho capito...
senza considerare il fatto che, come ho già detto un miliardo di volte, ho diversi amici zingari, e per un qualche periodo, qualcuno è stato anche ospite a casa mia. così come tanti amici non zinggari, peraltro. mi sembra normale. infatti vorrei evitarlo sto discorso, perché non c'entra nulla.
sai da me hanno gia provato a rubare ...purtroppo per lui sono arrivato a casa.
cosa centra poi il verona? se ti piacciono tanto i nomadi prenditeli te e noi siamo contenti lo stesso.
Sciapò... immagino che in quei periodi la bolletta dell'acqua sia rimasta bassissima...
si sono tutte abbassate le bollette. mi hanno insegnato a fare gli allacci abusivi.
mica li ospitavo gratis...
Sciapò... immagino che in quei periodi la bolletta dell'acqua sia rimasta bassissima...
si sono tutte abbassate le bollette. mi hanno insegnato a fare gli allacci abusivi.
mica li ospitavo gratis...
Regolare.. potevi allacciare direttamente loro, all'alta tensione..
Sciapò... immagino che in quei periodi la bolletta dell'acqua sia rimasta bassissima...
si sono tutte abbassate le bollette. mi hanno insegnato a fare gli allacci abusivi.
mica li ospitavo gratis...
Regolare.. potevi allacciare direttamente loro, all'alta tensione..
bravo. sono ottimi conduttori, con tutti quei denti d'oro.
SUPERCALDAIA
05-01-2012, 08: 56
e le tasche piene di rame....
Elettricista 43enne ucciso a fucilate
Il corpo di Gerardino Di Stasio trovato dal fratello in casa all’Appalto. Il delitto risale probabilmente a diverse ore prima
di Saverio Cioce wSOLIERA A trovarlo è stato il fratello, arrivato di corsa dopo aver ricevuto la telefonata dai vicini di casa. Quando è entrato nella casa al piano terra di via Appalto 179, ieri attorno alle 18.30, ha visto subito quel corpo senza vita, con le ferite al petto. Anche se annientato dal dolore ha chiamato subito i carabinieri. Poco dopo partivano le indagini per trovare il responsabile di quello che fin da subito è parso un omicidio. Il cadavere a terra era quello di Gerardino Di Stasio, 43 anni, elettricista, con vistose ferite al petto. Il corpo rigido dava le prime indicazioni agli inquirenti per un delitto avvenuto molte ore prima. Forse - ma al momento è solo un’ipotesi - il colpo di arma da fuoco, potrebbe essere stato sparato il giorno prima.Fucile o pistola? Non si sa. Sulla porta non paiono esserci segni di effrazione. Se c’è stata una lite nessuno può dire nulla visto che gli unici inquilini della palazzina a poca distanza sono cinesi molto riservati. E appena i militari hanno chiesto loro i dettagli, nessuno della famiglia ha potuto dare indicazioni. «Non abbiamo sentito nulla di strano - hanno detto ai carabinieri - Nessun rumore, nessun grido». In effetti sono stati loro i primi a telefonare a uno dei fratelli di Gerardino per avvisare che c’era qualcosa che non andava. Avevano visto da una finestra del cortile che a terra c’era una persona, immobile. Quello che sembrava un possibile malore era invece un omicidio. Le ipotesi? Poche. «Comunque non riteniamo al momento possibili collegamenti con la malavita organizzata, con la camorra» ragionavano ieri gli inquirenti. Il collegamento con la Campania è lontano anche perché la vittima, come il resto della famiglia, si era trasferito a Soliera da decenni . Ognuno dei sei fratelli e sorelle di Berardino si è fatto nel tempo una professione e una famiglia. Quei sette fratelli erano l’orgoglio dei loro genitori: una famiglia unita, sempre, anche nelle difficoltà. Berardino, ad esempio, il più piccolo, restava sempre in contatto con gli altri anche se da tempo la sua vita privata aveva preso una china discendente. La moglie e i figli, rispettivamente di nove e due anni, erano tornati al paese in provincia di Avellino di cui erano originari. Un matrimonio sofferto il suo , che ancora non si era concluso, ma che comunque era compromesso, con scelte di vita molto distanti. Da tempo Berardino Di Stasio era rimasto a vivere da solo in quella grande casa dove prima viveva anche la madre. Poi, dopo la scomparsa del padre, lei aveva preferito andare a vivere da un figlio a Soliera. Così quei due piani oltre il piano terra erano diventati l’unico rifugio per l’elettricista, che aveva in basso il suo deposito e sopra l’abitazione e una sorta di laboratorio dove tutto si mescolava alla rinfusa. Solitario, abituato a fare tutto da solo, cercava di star dietro alle poche commesse che negli ultimi tempi si erano terribilmente assottigliate. Quando si trovava con gli amici al bar l’argomento fisso era sempre quello del lavoro che non si trovava più. Eppure ai bei tempi, sino a sei, sette anni fa, Gerardino Di Stasio aveva avuto anche dei dipendenti e la sua attività di piccolo imprenditore nel campo dell’impiantistica sembrava avviata verso traguardi brillanti. Non aveva mai sognato di diventare ricco, ma voleva garantire ai suoi cari l’agiatezza economica, quella sì. Invece a poco a poco la fortuna, il lavoro, gli avevano voltato le spalle. E lui aveva fatto altrettanto. Sempre più solitario, più taciturno, aveva dovuto prendere atto dell’uscita di scena della moglie che non riusciva più a stargli di fianco. La casa di famiglia all’Appalto, nel grappolo di case che stanno a pochi metri dai binari della ferrovia che porta a Mantova, era l’unico punto fermo di una vita difficile. Molto difficile. Quali fossero le sue compagnie, le persone che frequentava, è questione che le indagini cercheranno di appurare. I carabinieri cercano nel suo giro di conoscenti le tracce che potrebbero portare all’assassino.
Gerardino Di Stasio aus Düsseldorf...
Il solito pitroccio che non ha saldato il conto con gli usurai albanesi
Chissà se il fratello di Perna vanta dei crediti...
perna tiene una famigghia intoccabile
Auto blu, un serpentone di 768 vetture modenesi
Oltre due milioni e mezzo di euro i costi tra benzina, manutenzione e personale Percorso dieci volte il giro della terra. La mappa delle dotazioni ente per ente
Parcheggiate una dietro l’altra le auto pubbliche usate a Modena e provincia sarebbero un “serpentone” lungo almeno tre chilomentri, ben di più di via Emilia da Est e Ovest. Il chilometraggio consumato per la sola città di Modena invece copre una decina di volte il percorso tra la terra e la luna e quasi un centinaio di volte il giro della circonferenza terrestre. Sono infatti 435 per il capoluogo e 333 per il Modenese i mezzi – quasi tutti “grigi” come vedremo – pubblici che le varie amministrazioni utilizzano ogni giorno per le loro attività. Un vero e proprio esercito di motori sui quali il ministero della Pubblica Amministrazione - quello per intenderci fino a novembre diretto dal vulcanico Renato Brunetta, mentre oggi è ministro il tecnico Giuseppe Patroni Griffi - ha deciso di vederci chiaro. L’ufficio denominato “Formez Pa” ha infatti stabilito che la scadenza per consegnare i dati di quelle che genericamente vengono indicate come auto blu è il 20 gennaio. A quella data, secondo la direttiva governativa dell'agosto 2011, lo Stato dovrebbe avere la fotografia chiara di quello che accade nell'ambito della gestione dei mezzi pubblici. La nostra provincia ha risposto in massa al censimento e solo 7 comuni su 47 ancora non avevano risposto al 2 gennaio scorso. I dati, messi uno accanto all'altro, sono piuttosto impressionanti perché sono oltre tre milioni e 600mila (3683301) i chilometri ogni giorno percorsi a Modena dai mezzi "nostri". Decine di volte, come detto, il giro della terra o il percorso Terra-Luna. E anche il costo è di tutto rispetto, sfiorando i due milioni e mezzo di euro tra carburante consumato, costo del personale utilizzato e manutenzione/acquisto dei mezzi medesimi. Ma davvero quasi mai, almeno qui, si tratta di auto autenticamente “blu” secondo la definizione data dal governo. L'unica in città, secondo i dati spediti a Roma dagli enti stessi nei mesi scorsi, così definibile è quella usata dal rettore dell’Università Aldo Tomasi e da sei altre persone. Un mezzo per la verità non molto utilizzato se si tiene conto che il nostro ateneo è suddiviso tra Modena e Reggio ed ha un personale che supera le 1500 unità. Le auto grigie invece sono in tutto 434 (il dato è riferito all'anno 2010) e sono calate dalle 439 del 2009. Certo i costi, soprattutto in tempi di crisi, e i chilometri sono ancora molti. Questo il resoconto dei vari enti. Camera di Commercio. Dispone di due auto di piccola cilindrata (le grigie) che nel 2010 hanno percorso appena 8593 km per un costo del piccolo parco auto di 2221 euro. Comune di Modena. I mezzi grigi, usati perlopiù dai funzionari dei settori tecnici e dei servizi sociali, sono in tutto 91 (89 nel 2009) cui se ne aggiungono 51 a noleggio e leasing. Nel 2011 sono state comprate 11 auto per 87957 euro spesi (17260 per mezzi della polizia municipale), mentre il costo del personale adibito a queste attività è appena di 41169 euro. Ben 536073 i km percorsi (più 124458 km per il noleggio) per una spesa indicata in 164767 euro in calo di mille euro rispetto l'anno precedente. Policlinico. Otto mezzi, tre "autisti" per 3000 euro di costo; 23245 km percorsi con una spesa di 36mila euro in totale. Provincia. Le auto sono 83 (erano 86 l’anno prima) e 7 quattro ruote sono state comprate nel 2010 (81706 euro), le persone dedicate sono due per 75495 (l’autista costa 37735 euro). Km 706200 km per 146014 euro ogni anno. Università. All’auto blu se ne aggiungono 13 grigie (erano 15). Il costo di manutenzione è di 7924 euro e la blu ha percorso in un anno 8000 km (così preciso il dato?), mentre sono 126546 quelli delle grigie. I costi in tutto superano di poco i 50mila euro comprese auto a noleggio. Ausl. Ben 237 i mezzi e tre autisti con questa qualifica che costano ogni anno alle casse pubbliche sanitarie 87322 euro. I km percorsi sono 2150186 per un costo di un milione e 643mila euro. Stefano Luppi
Comune per Comune quanto ci costa il parco macchine
Ci sono amministrazioni che hanno fatto evidenti errori nella comunicazione al ministero della Funzione Pubblica
Sono sei le auto blu indicate in provincia dagli stessi enti interessati al monitoraggio governativo. Sono collocate, secondo i dati forniti da Formez Pa del ministero della Funzione Pubblica, a Sassuolo – addirittura tre – a Fiorano, a Concordia e a Castelfranco. Ovviamente si tratta di errori di compilazione nella schedatura, peraltro semplice, perché qualche comune addirittura indica la presenza di auto “blu blu” che secondo la codifica sono di alta rappresentanza. Dati più chiari, e veritieri, per quanto riguarda le auto grigie usate ogni giorno: 324 per i 39 comuni che hanno fornito le indicazioni, in netta crescita rispetto al 2009 visto che erano 300. La spesa totale è di 703mila 650 euro. Il dato forse che più colpisce è comunque quello dei chilometri percorsi, superiori al milione e mezzo. Quattro volte la distanza tra terra e luna. Ci si può divertire anche a fare un calcolo sul consumo della benzina in base ai chilometri: con i costi del 2010 solo questa costa 121mila euro. Gli altri 500mila del totale sono per i mezzi in sé. Ecco i dati. Bastiglia: 2 auto grigie e un dipendente parzialmente impiegato specificamente. Sono 12mila i km percorsi per 2627 euro di benzina. Bomporto. 2 grigie, 30450 km percorsi per un costo di 4382 euro. Camposanto. Due auto (una è dei vigili), 11353 Km percorsi per un totale di, 2200 euro. Carpi. All’auto blu presa a noleggio per sindaco e assessori si associano 37 mezzi di uso quotidiano. Il costo del lavoro dell’autista è di 40mila euro annui. 152648 i chilometri percorsi. I costi: la blu 10788 euro (nel 2009 erano 13000), le grigie 60441 euro (erano 78242). Castelfranco. Sedici le grigie (4 della polizia locale) a cui si associa una blu che ha percorso 7964 km (le grigie invece 52136). Oltre 15mila euro spesi in tutto. Castelvetro. Sei mezzi, un autista che costa 8700 euro l’anno per percorrere 50mila chilometri. La spesa è di 10795 euro. Cavezzo. È indicata una sola auto. Novi. 6 le grigie, 75mila km percorsi, il costo arriva a 10mila euro. Concordia. Dell’auto blu indicata possono usufruire in tre, poi ci sono 4 grigie (2 dei vigili), 2 gli autisti presenti per 21mila chilometri (5090 più 16700), spesa auto di 5mila euro scarsi. Fanano. Cinque grigie, un autista, 21mila km, 13920 euro la spesa. Finale. 8 macchine, 3309 km, ben 19586 euro le spese. Fiorano. Alla Blu (9700 km percorsi) si associano 11 grigie (4 dei vigili) per 13876 km. In tutto costano oltre 80mila euro. Formigine. 23 i mezzi per un totale di 105747 km e una spese indicata in 23134 euro. Frassinoro. Quattro auto, 34890 km oltre diecimila euro le spese. Guiglia. Indica due auto e nessun altro dato. Lama Mocogno. 4 auto, con un autista cui vanno 6663 euro, 29616 km per 5495 euro di costo. Maranello. Dodici mezzi, una persona adibita che costa quasi 7mila euro. Sono 62221 i km e 12352 gli euro spesi. Marano. Due mezzi per circa 15 mila chilometri, un autista (30265 euro) e spese per 3mila euro. Medolla. Tre auto, 15mila km, 4696 euro. Mirandola. 16 auto (9 dei vigili), un autista per 13620 euro, 56300 km, 10800 euro spesi. Montecreto. Due mezzi, 8mila km (così preciso il conto?). Montefiorino. 2 auto, 19560 km percorsi, 2844 euro. Montese. 8 auto, 66571 km, 15799 ( da 24571 del 2009) euro. Nonantola. 11 auto con due autisti, 8mila euro spesi. Palagano. 5 auto, 24216 km, 6086 euro. Pavullo. 18 auto (6 dei vigili), 1 autista per 3900 euri , 85600 km con 17408 euro. Pieve. 5 grigie, 50000 km, 3367 euro la spesa. Prignano. 4 auto, 40000 km, 7760 euro. Ravarino. 2 auto, 18156 km, 8mila euro spesi (in calo). San Cesario. 4 auto, 12300 km, 6mila euro. San Felice. 5 auto, un autista (30850 euro), 55493 km, 7852 euro. San Possidonio. 2 mezzi, 8168 km, 2707 euro. San Prospero. Tre mezzi, 13896 km, 4800 euro. Sassuolo. Indica un’auto blu-blu e 3 blu (evidentemente un errore di comunicazione allo Stato) oltre a 42 grigie. L’autista costa 36975 euro. I chilometri percorsi in tutto sono oltre 160mila e la spesa supera i 50mila euro. Savignano. Sette mezzi per 40000 km e 8295 euro spesi. Serramazzoni. 9 auto, un autista, 40899 km percorsi, spesi 15308 euro. Soliera. 7 auto, 42000 km, oltre 12mila euro. Spilamberto. Tre auto, 28000 km, 5357 euro. Vignola. Sei auto, 35140 km, 9852 euro, in netto calo rispetto al 2009. (s.l.)
Willy Coyote
13-01-2012, 23: 56
AMBIENTE
Polveri sottili, la solita beffa del giovedi senz'auto
Superamenti rilevati in città proprio nel giorno di blocco del traffico, come già avvenuto diverse volte. E' una manovra davvero necessaria per l'ambiente?
.Ven, 13/01/2012 - 12:52 — Redazione Modena
Le centrali di rilevamento della qualità dell'aria non lasciano dubbi. La situazione di Modena continua nel suo trend negativo di sforamenti, relativi alla concentrazione di polveri sottili PM10, che resta sempre troppo elevata. Gli ultimi dati pubblicati da Arpa Emilia-Romagna, relativi alla giornata di ieri giovedi 12 gennaio, raccontano la triste storia del quarto sforamento dall'inizio dell'anno: una media decisamente preoccupante se consideriamo che il limite è posto a 35 superamenti all'anno.
Oltre al danno la beffa. Il nuovo sforamento – registrato nelle zone di via Giardini, parco Ferrari e Albareto – arriva proprio il giornio di blocco del traffico, la manovra concordata per le giornate di giovedi dalle Amministrazioni per ovviare all'inquinamento dell'aria. Non è la prima volta che ciò accade, sollevando perciò legittimi dubbi sulla necessità di questo provvedimento. Posto che il problema della qualità dell'aria c'è e non accenna a placarsi, probabilmente le soluzioni andrebbero ricercate lungo altre strade, dal momento che il blocco parziale del traffico non influisce - ed ironicamente peggiora - la situazione.
Superamenti dei limiti, oltre che a Modena, sono stati registrati anche nelle aree di Fiorano e Maranello, mentre non sono disponibili i dati relativi al comune di Carpi. Più virtuosi invece Sassuolo e Vignola, dove i livelli di pm10 restano sotto le soglie di guardia. Se neppure le condizioni atmosferiche vengono in aiuto, per l'aria modenese si preannuncia un anno davvero difficile.
Willy Coyote
13-01-2012, 23: 56
AMBIENTE
Polveri sottili, la solita beffa del giovedi senz'auto
Superamenti rilevati in città proprio nel giorno di blocco del traffico, come già avvenuto diverse volte. E' una manovra davvero necessaria per l'ambiente?
.Ven, 13/01/2012 - 12:52 — Redazione Modena
Le centrali di rilevamento della qualità dell'aria non lasciano dubbi. La situazione di Modena continua nel suo trend negativo di sforamenti, relativi alla concentrazione di polveri sottili PM10, che resta sempre troppo elevata. Gli ultimi dati pubblicati da Arpa Emilia-Romagna, relativi alla giornata di ieri giovedi 12 gennaio, raccontano la triste storia del quarto sforamento dall'inizio dell'anno: una media decisamente preoccupante se consideriamo che il limite è posto a 35 superamenti all'anno.
Oltre al danno la beffa. Il nuovo sforamento – registrato nelle zone di via Giardini, parco Ferrari e Albareto – arriva proprio il giornio di blocco del traffico, la manovra concordata per le giornate di giovedi dalle Amministrazioni per ovviare all'inquinamento dell'aria. Non è la prima volta che ciò accade, sollevando perciò legittimi dubbi sulla necessità di questo provvedimento. Posto che il problema della qualità dell'aria c'è e non accenna a placarsi, probabilmente le soluzioni andrebbero ricercate lungo altre strade, dal momento che il blocco parziale del traffico non influisce - ed ironicamente peggiora - la situazione.
Superamenti dei limiti, oltre che a Modena, sono stati registrati anche nelle aree di Fiorano e Maranello, mentre non sono disponibili i dati relativi al comune di Carpi. Più virtuosi invece Sassuolo e Vignola, dove i livelli di pm10 restano sotto le soglie di guardia. Se neppure le condizioni atmosferiche vengono in aiuto, per l'aria modenese si preannuncia un anno davvero difficile.
Inceneritore, rifiuti e monopolio di Hera: «Ora diciamo basta»
Rossi (Idv), Wwf, ambientalisti e Modenacinquestelle attaccano: «Troppa Co2. E non produce l’energia sperata»
domani
Faccia a faccia in Consiglio
Il comitato “Modena salute e ambiente”, contrario all'inceneritore, invita domani pomeriggio alle 16 al Consiglio comunale dedicato alla gestione integrata dei rifiuti in città durante il quale sono previsti interventi degli assessori all'ambiente di Comune e Provincia. Il comitato porta avanti una campagna di sensibilizzazione sul tema, ricordando che “Chi brucia i rifiuti inquina anche te. Digli di smettere, partecipa per dire no a un ulteriore aumento dell'inceneritore e fai cambiare idea ai nostri amministratori. Sostieni il tuo diritto alla salute”. Sul tema si dibatte da mesi e domani in consiglio si attende un vero faccia a faccia.
Una proposta di iniziativa popolare per un progetto di legge regionale a sostegno della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, le linee guida per una gestione integrata dei rifiuti, la moratoria della terza linea dell’inceneritore, la richiesta del porta a porta con tariffa puntuale su tutto il territorio, porre fine al monopolio di Hera e fare luce sui dati di produzione di energia dell’inceneritore. Sono i punti cardine dell’offensiva a suon di documenti che hanno messo in fila coloro che più di tutti in questi ultimi mesi si sono impegnati sul fronte ambientale. Un fronte comune quello creato da Modenacinquestelle, Eugenia Rossi dell’Idv, Wwf con Sandra Poppi e il comitato Modena salute e ambiente che domani in consiglio comunale cercherà prima di tutto di portare in approvazione l’iniziativa popolare per proporre una legge che superi l’inceneritore e si focalizzi soprattutto sul porta a porta a tariffa puntuale in tutta la città: «Se vogliamo raggiungere una quota di raccolta differenziata ragguardevole, questa è l’unica strada. E non ci possono raccontare che il porta a porta è più caro dell’incenerimento», attacca Sandra Poppi. Chi entra nel merito delle scelte adottate in questi anni dal Comune di Modena è Eugenia Rossi, consigliera dell’Idv: «Hera e Comune hanno un rapporto talmente stretto da creare monopolio e non è così che si può produrre una buona politica per l’ambiente». Il riferimento è duplice: sia ai contratti del Comune di Modena - di fatto mai messi in concorrenza con altri gestori, tema attuale di questi tempi quando mancano i soldi per chiudere il bilancio - sia allo strapotere di Hera che «non fornisce nemmeno i documenti necessari a noi consiglieri», spiega la Rossi. Modenacinquestelle ha avuto il merito di aver unito le forze in vista di lunedì e sottolinea un punto piuttosto importante: «Serve una separazione tra chi smaltisce i rifiuti e tra chi li raccoglie per ottimizzare i risultati e le tariffe, nell’interesse di tutti. Quello di Modena è un palese conflitto di interessi che va sanato». Sulla terza linea dell’inceneritore si è detto che, visti i dati, «servirà solo ed esclusivamente per rifiuti che vengono da fuori provincia», aumento così le emissioni di anidride carbonica «che sono già oltre i dati dell’anno scorso». In più evidenziano un aspetto: «Spero che il Comune smentisca i calcoli che abbiamo fatto secondo cui c’è una produzione di energia talmente bassa da essere considerata una discarica: dove sta l’innovazione promessa?». (d.b.)
Ambiente e polemiche
RIFIUTI Ambientalisti, Idv e modenacinquestelle.it ancora contro l’i mp i a n to
«Inceneritore, ecco quanto ci costa:in sei mesi emesse 121milatonnellate di anidride carbonica»
L’energia prodotta copresolo il 17% delle spese
Va detto che l’energia prodotta dall’inceneritore pesa anchesulle tasche dei modenesi. Infatti la Tia è fissata (in base a unaccordo tra Hera e Comuni) in modo che gli incassi coprano lespese per lo smaltimento dei rifiuti (incenerimento) e per la raccoltae spazzamento. Ovvio quindi che il bilancio dell’incener itoredi via Cavazza pesi sulla bolletta finale. Ebbene, a novembre2010 l’assessore Simona Arletti ha reso noto i dati sui costi-ricavidel termovalorizzatore, riferiti naturalmente alla sola linea 4.La spesa annuale per la gestione dell’inceneritore ammonta a29 milioni e mezzo di euro, esattamente 173 euro a tonnellatasmaltita. Questa cifra è composta dalla manutenzione (un milionee 700mila euro), personale (un milione e 900mila euro), consumi(un milione e 700mila euro), smaltimento (5 milioni e 600milaeuro), ammortamenti (9 milioni), remunerazione (5 milioni e700mila euro) e spese generali (2milioni e 800mila euro).Per quanto riguarda gli utili dall’inceneritore Hera ricava oltre 5milioni dall’energia elettrica e teleriscaldamento prodotti e 5 milionie 700mila euro dai certificati verdi. I certificati sono un benefitche Hera ottiene direttamente dalle nostre bollette dell’energiaelettrica perchè (solo in Italia) i rifiuti vengono consideratiuna fonte rinnovabile paragonata a solare ed eolico.Da tutto ciò si ricava che, in base ai dati dell’assessore Arletti,l’energia prodotta oggi dall’impianto (chiamato comunque termovalorizzatore)copre solamente il 17% della spesa di gestione.(g.leo.)
SUPERCALDAIA
15-01-2012, 08: 58
http://edicola.linformazione.com/archivio//20120115/03_MO1501.pdf
ANALISI L’appello dopo l’indagine di Moniter
«La ricerca parla chiaro:stop al raddoppio per due anni»
Il comitato scientifico che hapartecipato al progetto “Moniter”,nella relazione conlusivadella ricerca, ha sottolineatol’importanza «dell’adozionedi politiche di gestionedei rifiuti - si legge nel testo -che non creino ulteriore domandadi incenerimento, inlinea con la gerarchia europeadei rifiuti e con generaliconsiderazioni di sostenibilità». Ieri mattina le associazioniambientaliste e i consiglieridi modenacinquestelle.it e Idv sono tornati anchesu questo punto, usandolocome volano per ribadire l’inutilitàdel raddoppio dell’impiantodi via Cavazza. «Piùche pensare alla salute deimodenesi - ha affermato ilpresidente del Comitato ModenaSalute e Ambiente SilvanoGuerzoni, presente ieriall’incontro in Municipio -l’ente gestore pensa ai suoiutili. Il Comune, in diverse occasioni,ci ha detto che ilsistema di raccolta porta aporta è troppo costoso peressere esteso a tutta la città,ma i soldi per potenziare l’inceneritoreci sono tutti. A Modenacontinuiamo a sentiregli stessi discorsi quando invecea Carpi l’amministrazioneè riuscita ad organizzare ilservizio di raccolta domiciliarecon ottimi risultati e spesecontenute. Quello è un esempioda seguire. Purtroppo nellanostra città ancora in troppipensano sia giusto fare businesssulla nostra pelle equesto non è giusto. Il vialibera al progetto della terzalinea in via Cavazza - ha aggiunto- è stato dato soloperché così qui verrannosmaltiti i rifiuti speciali provenientida fuori Modena,quelli che hanno un mercatoa parte e sui quali Hera speradi ricavare un certo guadagno.Tutto questo è molto deprimente,ma i modenesistanno cominciando semprepiù a prenderne coscienza e ascendere in campo per tutelareil loro benessere».(sa.f.)
dagialloblu
16-01-2012, 18: 04
Gradimento dei sindaci, Pighi il meno amato
Il Sole pubblica la classifica dei sindaci Emiliano Romagnoli, che restano comunque sopra il 50%. Primato a Tagliani di Ferrara
MODENA. Tra i sindaci emiliano-romagnoli il più amato dai suoi concittadini è il primo cittadino di Ferrara Tiziano Tagliani. la «maglia nera» del consenso popolare va invece a Giorgio Pighi, sindaco di Modena. Emerge dalla classifica degli amministratori dei comuni italiani pubblicata oggi dal sole 24 ore. Per quanto riguarda l’emilia-romagna, dal quotidiano economico non vengono assegnate pagelle a parma (al momento commissariata) e a Cesena. Tagliani dunque si piazza al 14 esimo posto della classifica nazionale con un consenso del 58%, in crescita di 3,5 punti rispetto al 2010. di poco sotto, al 18 esimo posto nazionale, c’è il sindaco di Forlì Balzani, amato dal 57,5% dei suoi cittadini, con un consenso cresciuto dall’anno scorso del 2,5%. Il terzo gradino del podio della regione va al sindaco di Reggio e presidente nazionale dell’anci graziano Delrio, che con un consenso del 57% salito di 3,8 punti, guadagna il 22esimo posto nella classifica nazionale. a pari merito con il 54% del consenso si trovano i sindaci di Bologna, virginio Merola e Piacenza Roberto Reggi (che dall’anno scorso ha perso 3 punti percentuali). Merola e reggi si piazzano al 44 esimo posto del gradimento dei sindaci in Italia
Alla posizione nazionale numero 51, c’è il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, al suo primo mandato, che gode del 53% del consenso. infine, 62esimo in Italia e ultimo per quanto riguarda la regione, si classifica il sindaco di Modena Pighi. Il quale gode comunque del 52% dei consensi, ma ha perso 2 punti percentuali rispetto al 2010. Chi più chi meno comunque, tutti i sindaci non scendono al di sotto del gradimento da parte di un cittadino su due.
Case: prezzi in calo. I più alti a Sassuolo
Valori diminuiti del 2,8%. I raffronti per abitazioni signorili, medie ed economiche sia usate che di nuova costruzione
OSSERVATORIO TECNOCASA»UN’INDAGINE DETTAGLIATA SU MODENA E PROVINCIA
Nel primo semestre del 2011 le quotazioni delle abitazioni di Modena hanno registrato una diminuzione dei valori del 2,8%. Rimangono stabili i valori delle case del centro storico e del quartiere Giardini di Modena. Il trilocale e il quattro locali sono le tipologie più ricercate; gli investitori ricercano monolocali da mettere a reddito e su cui non investono più di 100 mila euro. È quanto emerge dall’Osservatorio immobiliare redatto dall’Ufficio studi di Tecnocasa . Entrando nel dettaglio dei dati si osserva come nel centro storico della città il prezzo medio per una soluzione ristrutturata è di 4000 euro al metro quadrato, mentre l’usato si vende a 2000 euro. Nell’area di piazza Grande, della via Emilia e di via Università sono stati completati diversi interventi di riqualificazione, si tratta di soluzioni con finiture di pregio la cui valutazione è compresa tra 5000 e 5500 euro al metro quadrato. «Nell’area di via Giardini – afferma Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi di Tecnocasa – si registrano lievi ribassi delle quotazioni su quasi tutte le tipologie immobiliari. La crisi di alcuni settori industriali, infatti, come quello delle ceramiche e quello della maglieria ha determinato disoccupazione e cassa integrazione. Gli acquirenti sono in prevalenza famiglie, anche se si registra qualche richiesta da parte di investitori con un capitale a disposizione che non supera in genere 100 mila euro». Spostandosi nella parte periferica della città si possono trovare soluzioni indipendenti e a schiera nell’area di “Villaggio Giardino”. Una villetta a schiera da 250 metri quadrati si può acquistare con una spesa compresa tra 400 e 450 mila euro. «Sono in fase di realizzazione – prosegue Fabiana Megliola – alcune villette a schiera da 240 metri quadrati, con giardino e box auto, con prezzi che sono compresi tra 420 e 580 mila euro. Interventi di prestigio si registrano nell’area di largo Garibaldi, dove è stata completamente ristrutturata una palazzina, e in via Ciro Menotti, dove è attivo un cantiere per la realizzazione di una nuova palazzina signorile; le richieste dei costruttori sono comprese tra 5000 e 6000 euro al metro quadrato. Nel Centro storico della città per una soluzione in buono stato si registrano valori che vanno da 2200 a 3000 euro al metro quadrato. Le soluzioni in ottimo stato hanno valori che vanno da 2800 a 3800 euro al metro quadrato. Le soluzioni di particolare pregio possono toccare valori di 4000-5000 euro al metro quadrato». Interessante il raffronto che può essere effettuato tra le quotazioni di Modena città e alcuni dei principali Comuni della provincia. Ad esempio si può considerare un appartamento medio usato: se il prezzo a Modena città segna 1400 euro a metro quadrato, a Carpi sale a 1500 euro per il centro e a 1700 per Castelfranco; si scende a 950 euro a metro quadrato, invece, per la zona di Finale; su valori notevoli Sassuolo (1600 euro per metro quadrato), Pavullo (1700) e Formigine con 1600 euro a metro quadrato. Se consideriamo, invece, un appartamento medio di nuova costruzione i 2300 euro della città diventano 1900 per Carpi, 2000 per Castelfranco, 1200 per Finale, 2300 per Formigine, 1950 per Pavullo, ben 2500 per il centro di Sassuolo. A cercare casa in affitto, invece, sono in modo particolare gli studenti, vista la presenza dell’università; non mancano comunque richieste da parte di famiglie con difficoltà di accesso al credito. Il canone di locazione di un bilocale è di 430 euro al mese mentre per un trilocale si spendono circa 550 euro al mese. Felicia Buonomo
IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA modena
«Fuori i collusi e chi non denuncia i ricatti»
Pietro Ferrari e il rischio mafia: applichiamo il codice etico. Solidarietà a Tizian sotto scorta
«Il quadro delineato dal lavoro del giornalista Giovanni Tizian, sotto scorta per le minacce ricevute nel denunciare l'infiltrazione mafiosa sul territorio modenese, è grave soprattutto perché dà conto di un salto di qualità inquietante delle organizzazioni mafiose: non più solo “rischio di infiltrazioni” ma una presenza sempre più radicata. A Tizian esprimiamo la nostra piena solidarietà, così come va il nostro sostegno alle forze dell'ordine impegnate nel contrastare questo pericoloso fenomeno». Sono le parole del presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari. Un messaggio, pubblicato sul sito internet di Confindustria Modena - che si aggiunge ai tanti giunti in questi giorni per il giornalista della Gazzetta messo sotto scorta, ma il cui significato va ben oltre se si pensa che il presidente regionale della sua associazione ha minimizzato il rischio mafia in Emilia Romagna. «Il deciso impegno a stroncare ogni forma di contiguità tra le imprese e le organizzazioni mafiose è una priorità per la nostra associazione - prosegue Ferrari - e si basa su considerazioni etiche, la passione civile che anima il mondo imprenditoriale, ed economiche, la convenienza a operare in condizioni di legalità e trasparenza. Da tempo Confindustria si è data un codice etico a questo riguardo, decidendo di non ammettere ed espellere le imprese che non denunciano ricatti ed estorsioni o i cui esponenti siano collusi con la mafia. E Confindustria Modena condivide e applica questi stessi principi». «Siamo però anche convinti che Modena può contare su una realtà imprenditoriale sana, dove etica e rispetto delle regole sono ancora centrali nell'attività di ognuno. Ma proprio per salvaguardare questa realtà è necessario non sottovalutare il problema e affrontarlo con tutte le energie disponibili. Gli imprenditori modenesi vogliono potere continuare a vivere e a operare in una realtà dove la legalità sia un punto di forza, un vero e proprio marchio di qualità, per attrarre investimenti dall'estero e facilitare al contempo il processo di internazionalizzazione delle aziende. Occorre quindi innalzare i livelli di sicurezza e rispetto delle regole in tutti i contesti in cui operano le imprese. In particolare, è essenziale garantire chi decide di denunciare fenomeni di estorsione o intimidazione, o chi si avvicina alle forze dell'ordine o alla magistratura per offrire la propria collaborazione. Bisogna migliorare la qualità e quantità dell'offerta di giustizia civile e penale, anche, ma non solo, in termini di un'accelerazione dei tempi di decisione, e fornire più mezzi e risorse alle forze dell'ordine per intensificare le attività di intelligence, di prevenzione e di repressione». «Occorre poi una forte azione di prevenzione e contrasto alle organizzazioni criminali nel sistema degli appalti. Un Paese che deve modernizzarsi nelle infrastrutture non deve prestare il fianco a infiltrazioni mafiose. Altro aspetto importante riguarda la trasparenza e l'efficienza delle procedure amministrative, con la promozione di meccanismi in grado di facilitare rapporti sempre più diretti e trasparenti tra imprese e pubbliche amministrazioni».
SCONTRO FRA SINDACO E BALLESTRAZZI
Inceneritore, defezioni anche nel Pd
Morini si smarca, Ricci critica e il Comitato Salute e Ambiente protesta durante i lavori
Il consiglio comunale sui rifiuti di ieri pomeriggio è la classica occasione persa di una giornata iniziata male e finita peggio. Passano in secondo piano i rfiuti, il termovalorizzatore, la raccolta porta a porta, che sfuggono di mano anche al consigliere di Modenacinquestelle Vittorio Ballestrazzi, che da sempre si è battuto su questi temi, e che invece si è reso protagonista di uno spettacolo poco edificante. Come un fantasista del pallone ha sentito troppo l’ansia da prestazione, davanti al proprio pubblico - numerosi ieri i cittadini del comitato Modena Salute e Ambiente - evidentemente voleva dimostrare il suo valore. Ma ha finito per rovinare le sue idee con metodi che il sindaco ha così descritto: «A lei Ballestrazzi le manca la democrazia nel cervello». Il problema di Ballestrazzi non sono i contenuti - tutte le opinioni sono rispettabili - ma i modi. Arrivare a dire che «il sindaco è un troglodita e che se ne frega dei rifiuti perché sta autorizzando, con la terza linea dell’inceneritore, i tumori» è parso eccessivo. «Nessuna emergenza sanitaria, ma uno stimolo ad esigere le migliori tecniche disponibili per abbattere le emissioni, tant’è che continuerà uno studio su tutte le fonti emissive». Con queste parole, l’assessore all’Ambiente del Comune di Modena, Simona Arletti, tira le somme sul tema del termovalorizzatore: «L’avvio di una nuova linea da 60 mila tonnellate di rifiuti che si sommano alla potenzialità di 180 mila tonnellate prevista per la quarta linea già in funzione- ricorda Arletti- garantirà con le migliori tecniche disponibili al territorio provinciale l’autosufficienza a discariche chiuse». Per l’assessore all’Ambiente della Provincia Stefano Vaccari «il nuovo piano che la Provincia porterà in consiglio avrà al centro la riduzione dei rifiuti e obiettivi di raccolta diversificati sul territorio che supereranno il 65 per cento». Ballestrazzi incendia i toni e invita il consigliere di maggioranza Alberto Pini, a «vergognarsi» in quanto medico e difensore dell’inceneritore. «Mia moglie il tumore ce l’ha», ribatte un uditore del gruppo di ambientalisti. Tra le altre cose, la capogruppo Idv, Eugenia Rossi, approfitta per citare «i rapporti fra Hera e Cosentino, attraverso Hera Comm Mediterranea». Sale il nervosismo sull’inceneritore. A difendere il progetto resta solo il Pd, e poi neanche. Il partitone deve fare i conti con Giulia Morini che, sui tre ordini del giorno del suo partito, alla fine non voterà sul piano provinciale dei rifiuti e si asterrà sul porta a porta e sul progetto di legge regionale assieme anche a Franca Gorrieri. Anche Federico Ricci di Sinistra per Modena dimostra coerenza e in modi opposti a quelli di Ballestrazzi il suo dissenso: si stacca dalla maggioranza e chiede una moratoria sul piano di gestione dei rifiuti, finalizzata a rinviare la messa in funzione della cosiddetta terza linea. Sempre da Ricci voto contrario al Pd sulla mozione di legge regionale e sul porta a porta, con l’astensione sul piano provinciale. (d.b.)
Portavalori derubato: via 600mila euro
Il colpo nell’area di servizio a Campogalliano sull’ A22 . Le due guardie giurate erano in autogrill. Nessun segno di scasso
Un panino, un caffè, un bisognino. Tutti e due, da bravi compagni di viaggio, nel bar della stazione di servizio lungo l’Autobrennero. Pochi minuti, giusto il tempo per spezzare il viaggio di rientro, con la meta, Vicenza, ormai alle porte. Ma quando raggiungono il proprio mezzo, ecco l’amara sorpresa. Le portiere sono aperte, sono passati i ladri. Rubata una valigia? L’autoradio, il navigatore? No. Seicentomila euro. Il loro “mezzo” altro non era che un grosso furgone blindato, loro due guardie giurate che trasportavano valori, contante ritirato presso vari clienti e ed istituti di credito. Un bottino di 600mila euro sparito nel nulla in pochi minuti. L’incredibile e quantomeno strana vicenda ora al vaglio degli inquirenti ha come teatro l’area di servizio Campogalliano est sull’autostrada A22, dove il blindato , l’altro pomeriggio poco prima delle 16, ha fermato la sua “corsa” per pochi, pochissimi ma micidiali minuti. Il furgone portavalori è della North East Service, una ditta con sede legale a Treviso e con filiali in tutto il nord d’Italia. È una azienda specializzata nel trasporto valori e che vanta trenta anni di esperienza e collabora con 50 partner su un territorio di 10mila chilometri quadrati. Il blindato era partito da Vicenza, aveva raggiunto Ancona dove aveva caricato il denaro e stava rientrando in sede. Un trasporto valori di routine, come tanti altri già effettuati in passato: sul nostro territorio il mezzo era in transito e in transito sarebbe dovuto restare. Ma ecco la sosta non prevista, non solo nel tabellino di marcia ma anche e soprattutto non prevista dal regolamento del servizio portavalori. Uno dei responsabili della sicurezza della North East spiega infatti: «Se risponde a verità quanto effettivamente hanno dichiarato i nostri due dipendenti, allora è stata commessa una grave negligenza, una grave irregolarità. Anche durante le consegne una guardia giurata deve sempre rimanere a bordo del blindato, figuriamoci in questo caso dove entrambi sono scesi e si sono allontanati per andare all’autogrill. E inoltre, sempre come hanno dichiarato alla polizia, è probabile che non abbiano azionato le cosiddette “misure di serraggio”, cioè tutti i sistemi di chiusura e gli allarmi che sono installati sul camioncino blindato. Si tratterebbe di una negligenza estrema». In effetti, come ha potuto notare la polizia subito intervenuta sul posto , non c’erano segni di effrazione su porte e portelloni, nè a lato nè sul retro del furgone. «Non riusciamo davvero a spiegarci - afferma il responsabile dell’azienda - come sia accaduto. I nostri due dipendenti, fra l’altro, sono tra quelli fidatissimi. Uno il più anziano, ha circa trenta anni di servizio, l’altro un po’ meno. E non abbiamo ovviamente mai avuto problemi di nessun tipo. Per ora non li abbiamo sospesi. Ci affidiamo pertanto alle indagini della magistratura che dovrà chiarire se si è trattato di errore umano, di una seppur gravissima negligenza oppure se c’è sotto qualcos’altro». Un grande aiuto agli inquirenti lo fornirà sicuramente il filmano ricavato dalle numerose telecamere installate nella stazione di servizio, che coprono un po’ tutta l’area. Si vedranno la dinamica “dello svuotamento” e i protagonisti del maxi furto. Solitamente i furgoni blindati sono nel mirino di bande specializzate, che seguono passo per passo ogni spostamento e ogni operazione. Stefano Totaro
animaletto
20-01-2012, 09: 03
Dipendenti fidatissimi :)
SUPERCALDAIA
20-01-2012, 16: 14
Comitato per la salvaguardia della salute pubblica a Nonantola
Comunicato stampa N.57 del 18 Gennaio 2012
Partito Democratico Modenese nel pallone.
L’insostenibile pesantezza di sostenere gli inceneritori di rifiuti (HERA)
Si dirama il seguente comunicato stampa, con preghiera di massima diffusione.
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Nella recente seduta del Consiglio Comunale di Modena ( 16 gennaio 2012 ) dedicata al trattamento dei rifiuti, o meglio a cercare di convincere parecchi Consiglieri Comunali perplessi o contrari in merito alla necessità/utilità della costruzione di un altro inceneritore di rifiuti a Modena, l’assessore comunale all’ambiente Simonetta Arletti, intervenendo, ha superato ogni record.
1.Ha contraddetto quanto da essa stessa sostenuto sulla stampa locale lo scorso Febbraio 2011 in merito ai dati forniti sull’inquinamento di polveri sottili riscontrato in città.
2. Ha contraddetto l’ordine dei Medici dell’Emilia Romagna ed I risultati degli studi epidemiologici ad oggi più accreditati al mondo in merito ai rischi e alle conseguenze per la salute e per l’ambiente rappresentata l’attività di incenerimento rifiuti sostenendo l’insostenibile: il suo “non fare male”.
3. Ha presentato dati relativi alle emissioni in atmosfera di inquinanti da parte degli inceneritori quanto meno incompleti e par di capire raffazzonati qua e là da qualche block notes.
4. Ha presentato la tecnica dell’incenerimento rifiuti come conveniente e, con riferimento a quella Hera, all’avanguardia, quando invece i dati reali attestano che, economicamente parlando, oltre ad essere controproducente è in disuso un po’ ovunque ( Germania compresa) e rappresenta “ il passato” della teoria dello smaltimento rifiuti, non certo il futuro.
5. Ha affermato che la raccolta porta a porta dei rifiuti, l’alternativa vincente rispetto all’ incenerimento, sarebbe troppo onerosa da sostenere pei cittadini in questo particolare periodo di crisi, dimenticando altresì di fare notare che per la realizzazione del secondo inceneritore di Modena ( pare assai sponsorizzato da Provincia ed Hera) ci saranno altri 60 e passa milioni di euro da sborsare. Forse questi milioni potrano essere spesi dai cittadini, secondo il PD Modenese, nonostante le restrittezze economiche attuali, quando invece un impianto di recupero e riciclo a freddo di rifiuti di pari entità costerebbe 20 volte di meno e comporterebbe un costo complessivo annuo di gestione inferiore di circa il 50% ?
6.In una strana amnesia che pare l’abbia colpita nel corso del suo intervento, pare che l’Arletti abbia dimenticato i contenuti della direttiva quadro 2008/98/CE, recepita dal D.Lgs 205/2010, che ha come finalità dichiarata l’ “aiutare l’Unione europea ad avvicinarsi a una «società del riciclaggio», cercando di evitarela produzione di rifiuti e di utilizzare i rifiuti come risorse”. Essa chiarisce la scala delle priorità nella gestione dei rifiuti, in testa rispettivamente: riduzione della produzione dei rifiuti, riuso dei beni a fine vita, riciclaggio. La stessa direttiva precisa che l’incenerimento, anche se con recupero energetico, non è operazione di recupero diverso dal riciclaggio, ma smaltimento, se non rientra all’interno di precisi parametri di rendimento (60% o 65% di rendimento a seconda della data di autorizzazione).
Da una richiesta di accesso agli atti e calcoli relativi da parte dei comintati dei cittadini modenesi è emerso che l'inceneritore di Modena produce il 38% di energia e non il 60% che dovrebbe.Quello di Modena quindi è considerato un impianto di smaltimento come una discarica. Non recupera energia come la norma prevede, non elimina comunque le discariche perchè ad ogni tonnellata di rifiuti bruciata corrispondono 1,3 tonnellate circa di materiali prodotti, a loro volta da smaltire , di cui il 30% rappresentati da polveri e scorie che devono essere inertizzate, aventi insomma bisogno di una discarica ( tra l'altro vengono trasportate in altre città , quindi non siamo neanche autosufficienti. Si pensi che la sola linea 4, ha emesso negli anni scorsi 133.000 tonnellate/anno di Anidride Carbonica (CO2), che inquina l'aria e soprattutto danneggia la nostra salute.
7. Ha dimenticato, sembra, di informare i presenti che il comitato scientifico del progetto Moniter (progetto che ha studiato le emissioni di tutti gli inceneritori della regione e gli effetti sulla salute, finanziato dalla Regione Emilia Romagna) si è raccomandato di non aumentare la domanda di incenerimento. Questo perchè i dati conclusivi da poco resi noti confermano, nelle zone esposte, evidenze quali: nati pretermine e Linfomi non Hodgkin a Modena.
8.In buona sostanza nel suo intervento pare abbia negato lo stato di emergenza sanitaria in cui viviamo, ( chi è transitato in auto da Crevalcore a Modena via Ravarino-Nonantola fra le 19,30 e le 22,30 di ieri martedì ne è testimone una volta su tutte: uno scandalo ) immersi come siamo nelle esalazioni maleodoranti batteriche, polveri sottili PM10 emesse dali autoveicoli, i cui limiti messimi previsti dalla legge vengono sforati e sfiorati praticamente tutto l’anno e nelle esalazioni tossiche inorganiche ed organiche prodotte dall’attività di emissione in atmosfera ed incenerimento.
9. Infine, sicuramente in buona fede, ha dimenticato di mettere al corrente i Consiglieri presenti che la Provincia di Modena è fra i sorvegliati speciali della Comunità Europea che , dopo avere riscontrato l’assoluto livello di insostenibilità della nostra qualità dell’aria, raccomanda di non autorizzare altre emissioni di inquinanti in atmosfera.
L’impresione che abbiamo è che fra l’operato dell’assessore all’ambiente Comunale Simonetta Arletti, quello Provinciale Stefano Vaccari, ed il sottoporsi supini alle loro linee di indirizzo per quanto concerne rifiuti e ambiente da parte dei Sindaci del centrosinistra di Nonantola, Bomporto, Bastiglia, Castelfranco Emilia, Campogalliano, si stia diffondendo in Provincia uno strano rifiuto: quello di rivotare PD e Centrosinistra.
Chiudiamo con un ultima dimenticanza / amnesia di questi amministratori .
Ci si chiede come mai la comunità di Ravarino ( fra le maggiormente impattate dalle emissioni nocive dell’inceneritore HERA di Modena e non solo), e la sua Amministrazione , non vengono mai coinvolti nei processi e nei tavoli decisionali provinciali inerenti l’argomento.
Cos’è, un ritorno alla fiaba del brutto anatroccolo?
Stampato in proprio. Nonantola 19 Gennaio 2012
7. Ha dimenticato, sembra, di informare i presenti che il comitato scientifico del progetto Moniter (progetto che ha studiato le emissioni di tutti gli inceneritori della regione e gli effetti sulla salute, finanziato dalla Regione Emilia Romagna) si è raccomandato di non aumentare la domanda di incenerimento. Questo perchè i dati conclusivi da poco resi noti confermano, nelle zone esposte, evidenze quali: nati pretermine e Linfomi non Hodgkin a Modena.
ci fan morire di cancro piuttosto che opporsi agli inquinatori d'oro
incredibile
la classe dirigente più inetta e in malafede d'italia
gep,questa e' una battaglia dei grilli prima e degli ambientalisti ancora prima gia' da qualche anno.
ora,premesso che le ragioni ci son tutte,nessun modenese si sogna di fare qualcosa per cambiare la fola,NE' IERI NE OGGI(L'ALTRO IERI SI,80 ANNI FA)
per inciso l'attuale giunta comunale ,gli attuali politici modenesi in genere,a parere mio,possono andare affanculo diretto ,tutti,tranne qualche eccezione .
siam troppo impegnati sulla nostra utilitaria o sul nostro suv,o arrabbiati per capire come fare a finire di pagare il mutuo,o in cerca di un lavoro che non c'e',o divisi in 1,2,3 famiglie,o indebitati,o talmente ricchi da non capire piu niente,per accorgerci di un'inceneritore che ci danneggia.
Willy Coyote
20-01-2012, 20: 59
siam troppo impegnati sulla nostra utilitaria o sul nostro suv,o arrabbiati per capire come fare a finire di pagare il mutuo,o in cerca di un lavoro che non c'e',o divisi in 1,2,3 famiglie,o indebitati,o talmente ricchi da non capire piu niente,per accorgerci di un'inceneritore che ci danneggia.
Ci avvelena, direi
le macchine no?
vi siete accorti che ieri l'altro alle 7 di mattina non era neve quella che cadeva ma smog ghiacciato?
Willy Coyote
20-01-2012, 21: 06
e il riscaldamento ?
invece di obbligare i modenesi alle gomme termiche incentiviamoli a girare con auto elettriche o a idrogeno , bruciamo petrolio per far contenti petrolieri e stato e bruciamo merda con gli inceneritori per far quadrare il bilancio del comune pur sapendo che è altamente cancerogeno
come al solito si fanno scelte non a tutela dei modenesi o dell'ambiente ma solo esclusivamente a riempire le casse degli inetti paraculati e privilegiati amministratori modenesi
invece di obbligare i modenesi alle gomme termiche incentiviamoli a girare con auto elettriche o a idrogeno , bruciamo petrolio per far contenti petrolieri e stato e bruciamo merda con gli inceneritori per far quadrare il bilancio del comune pur sapendo che è altamente cancerogeno
come al solito si fanno scelte non a tutela dei modenesi o dell'ambiente ma solo esclusivamente a riempire le casse degli inetti paraculati e privilegiati amministratori modenesi
non e' cosi'-
incompetenti se vuoi,ma niente a che vedere con quelli in parlamento.
nessuna citta emiliana puo fare scelte a favore dell'ambiente con il movimento di lavoro e macchine che facciamo.
siamo una massa di citta' quasi uniforme coperta da smog.
con in mezzo un sacco di soldi che girano.
mi dispiace ragazzi.
son feccia
modenesi che non pensano al bene dei propri cittadini
che non li proteggono , che li vessano con tasse balzelli le più alte d'italia, macchinette fregasoldi ai semafori , centrali produttrici di tumori a go go
non sapreei come altro chiamarli
detto da uno che di certo non è di destra
Mancano 30 milioni: bilancio da rifare
Si complicano i conti del Comune a due giorni dalla discussione in aula. Colpa dell’Imu e del fondo statale di riequilibrio
di Davide Berti Dice bene Paolo Trande, capogruppo del Pd in consiglio comunale: «Ormai, per descrivere questo bilancio, non ci sono più aggettivi». E in effetti, viste le ultime notizie, c’è poco da stare allegri. Se, infatti, fino a due giorni fa si ragionava su 25 milioni di euro di tagli, oggi la manovra deve invece fare i conti con un ammanco di 30 milioni di euro. Colpa dell’Imu e del fondo di riequilibrio dello Stato. Le previsioni sono del Centro Servizi Finanza Enti Locali, che ha calcolato una stima su quello che sarà il gettito dell’Imu. Sulla base delle indicazioni del Ministero dell’Economia, infatti, ciò che verrà raccolto dall’Imu sarà in parte sottratto anche dal fondo di riequilibrio, e su Modena questa ulteriore manovra peserà per altri 5 milioni di euro. Un problema non piccolo ma gigantesco, che rimette di fatto tutto in discussione. Tanto che per questa mattina è previsto un nuovo incontro tra giunta e gruppo consigliare Pd per mettere a punto l’ordine del giorno che sarà presentato lunedì pomeriggio nel corso del consiglio comunale tematico, dove il Pd dovrà badare soprattutto a difendersi. Tra due giorni, infatti, non saranno ancora pronte cifre e proiezioni, ben che vada i conti saranno chiusi entro la fine di febbraio. Il problema è che se, fino ieri, per colmare i 25 milioni di tagli si agiva sulla spesa, coi tagli, e su nuove tasse, per le entrate, in maniera uguale, oggi questo non sarà più possibile. E la domanda è chiara: tagliare dove gli assessori non vogliono nemmeno mettere le mani o alzare oltremodo la leva fiscale ed esporsi maggiormente al giudizio dei cittadini? Si dice «preoccupato», e come non esserlo, anche Paolo Trande: «Se questi conti venissero confermati, sarebbe una ulteriore mazzata ad una situazione già complicata. Siamo partiti a ragionare di un ammanco che variava tra i 15 e i 18 milioni, poi si è aggiunto Monti ed ora questa nuova sorpresa: il lavoro di questi mesi rischia di essere compromesso. La giunta ha già fatto una operazione di revisione sulla spesa che ha prodotto risparmi strutturali e quindi stabili, di prospettiva. Ma stiamo andando davvero verso una direzione nella quale la qualità rischia seriamente di essere compromessa da una quantità di tagli che davvero per i Comuni rischia di essere insopportabile». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
io farei un nuovo inceneritore
L’ATTACCO
DI LEGAMBIENTE
Inquinamento,
Modena sul podio
«Ne abbiamo pieni
...i polmoni»
«INQUINAMENTO, Modena ne ha pieni i polmoni». Lo urla Legambiente, rendendo — grazie all’espressione caustica — perfettamente l’idea. L’associazione ha presentato ieri mattina un dossier, Mal’Aria 2012, con i dati sulla qualità dell’aria dei capoluoghi di provincia italiani, e gli approfondimenti sugli effetti sulla salute di quella che per il 2011 si è rivelata un’emergenza sanitaria.In Emilia Romagna, così come in tutto il bacino padano, la situazione è tutt’altro che rosea: tutti i capoluoghi di provincia (fatta eccezione per Cesena), hanno ampiamente superato il limite stabilito per legge, di 35 giorni di superamento all’anno del limite di Pm10. Nella poco invidiabile classifica delle città più inquinate della regione, Modena si colloca al secondo posto — al 21° a livello nazionale — con i suoi 90 sforamenti.
Le reazioni dei comuni sotto la guida della Regione, sono state ancora una volta deboli e contraddittorie — dice Legambiente —, e soprattutto non strutturali: si discute sui blocchi del traffico mentre contemporaneamente si finanziano progetti autostradali come la Cispadana o si esulta per la pubblicazione del progetto definitivo della Bretella Campogalliano-Sassuolo; si propagandano impegni virtuosi per diminuire la produzione dei rifiuti, per aumentare la raccolta differenziata e recuperata e allo stesso tempo si autorizza l’ampliamento dell’inceneritore».
«IMMOBILITÀ nel presente e progetti per il futuro inaccettabili — denuncia Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia Romagna — fanno dubitare che questa emergenza sia al centro dei pensieri dei nostri amministratori. Chiediamo invece di mostrare un atto di coraggio e seguire la strada di azioni serie come quelle già imboccate a Milano». Ancora una volta Legambiente chiede alla Regione «di mettere in atto azioni di emergenza serie e continuative assieme ad azioni strutturali sul traffico, destinando fondi per gli investimenti con priorità al trasporto pubblico e alle ciclabili, ed abbandonando la nota predilezione della giunta regionale per strade e autostrade».
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DOMENICA, 22 GENNAIO 2012
Pagina 13 - Cronaca
Il paradiso dei gadget elettronici
ExpoColleziosa presa d’assalto da migliaia di visitatori. Boom per i dischi in vinile
di Marco Amendola Quartiere fieristico preso d'assalto dagli appassionati di elettronica. È la fiera ExpoElettronica che con Colleziosa è diventata uno dei punti di riferimento per chi è alla ricerca di rarità e tecnologie, a prezzi convenienti, con risparmi fino al 70 per cento rispetto ai normali canali di vendita. Padiglioni invece gremiti sin dall'apertura, con migliaia di appassionati scatenati alla ricerca di componenti per computer, dvd, accessori per la telefonia, insieme a dischi in vinile, fumetti, modellini e giochi di una volta. Ma non solo. Tra i banchi degli oltre 400 espositori provenienti da tutta Italia tantissimi i prodotti elettronici, come memorie usb, luci, videocamere miniaturizzate, batterie ricaricabili. Per Manuel Carlucci è un appuntamento tradizionale: «Sono venuto qui soprattutto per Colleziosa, ma ho visto dei prezzi abbastanza convenienti e si possono trovare dei compromessi tra qualità e costo». Ventiduemila metri quadrati di superfice espositiva e tantissimi stand dove è possibile trovare ogni tipo di diavoleria elettronica, professionale e di consumo, ma ExpoElettronica e anche il fulcro per le tante associazioni del territorio che si occupano di informatica e che nei padiglioni possono divulgare le loro attività. Come la collaborazione con l' associazione ConoscereLinux impegnata da anni nel settore dell'informatica Open Source, un sistema operativo sviluppato da una rete di tecnici ed informatici in tutto il mondo, fuori dai colossi come Windows o Apple. Tantissimi gli studenti anche da fuori regione, come i ragazzi dell'istituto tecnico Marconi di Verona, venuti a Modena per una visita scolastica. «Siamo qui con la classe perchè noi studiamo elettronica e in questo posto è possibile trovare e vedere componenti e strumenti di ogni tipo e che possono servire a lavoro», osserva Alok Bhatnagar, mentre il suo compagno di banco, Francesco Calizzi, ammette di essersi portato dietro pochi soldi: «Ho 10 euro da spendere, e in verità sono pochi con tutte queste cose che ci sono in esposizione», ammette ironicamente. Occhi attenti ai prezzi e alle curiosità, con una marea di articoli da ufficio o elettrodomestici di ogni tipo come racconta Marinella Sargenti: «Sono qui sopratutto per curiosità e per vedere alcune cose come le batterie per i computer e gli accessori. Rispetto ai negozi si risparmia qualcosa». Ma c'è anche chi ha fatto l'affare della giornata, con un risparmio sostanzioso, come Gian Marco Spagna, che dentro allo zaino ha fatto incetta di materiale elettronico: «Sono venuto alla fiera per comprare alcuni componenti per il computer: un Hard disk, della Ram, una scheda madre e un processore con un bel risparmio rispetto al negozio. Poi ho trovato anche dei tergicristalli a 4 euro per la mia auto, e li ho presi», conclude soddisfatto. Largo anche ai camion, ma radiocomandati: «Abbiamo messo in mostra i nostri mezzi che riproducono nel dettaglio ogni particolare, con cambi a 3 marce, motore e movimento idraulici», conclude Fabio Ferrari del club Reparto SS9. ExpoElettronica è aperta anche oggi, dalle ore 9 alle 18, con ingresso a pagamento.
quella degli sconti del 70% è la cagata più grossolana dell'universo, mi han detto che non c'erao cd sotto ai 10 euro
dagialloblu
22-01-2012, 14: 50
tornata ora... se uno aveva tempo e voglia di spendere ci si poteva passare anche una mezza giornata...non l'ho visitata tutta.
Per me...per quanto riguarda l'elettronica e accessori vari c'era vasta scelta e prezzi molto, molto buoni.
Per quanto riguarda i CD se ne trovavano parecchi anche a 5 euro (forse non il genere che interessa a Lex)...film in DVD (scarsini) anche a 1 0 2 euro.
Ah, c'erano anche foto delle formazioni del Modena FC degli anni '70 (12-15 euro) e chi le vendeva (molti toscani) non sapeva neppure che fosse il Modena...
C'erano anche tutti gli album dei calciatori della Panini e le copie dei primi Forza Modena...di questi non ho chiesto il prezzo
ero andato per completare alcuni album panini degli anni 80 - 90 , ma tra il figlio impaziente e venditori troppo esosi ho ridotto al minimo gli investimenti e mi son limitato ad alcuni scambi
in puro ghirlandina style:drool:
scherzi a parte su internet si trova la stessa roba a prezzi molto più consoni al valore degli oggetti esposti
wollas67
22-01-2012, 16: 59
Se eri in Ghirlandina style,dovevi dirgli "siamo a posto cosi'" oppure "pezzi migliori non ce ne sono".
Avresti dovuto dire "abbiamo gia' due CD per genere"
scherzi a parte su internet si trova la stessa roba a prezzi molto più consoni al valore degli oggetti esposti
ssshh!
Gli stipendi dei 37 dirigenti del Comune
Il primo è Giuseppe Dieci con 135mila 975 euro. Lo seguono Vincenzo Villani (109mila 593) e Fabio Leonelli (101mila327)
L’INCHIESTA »LE RETRIBUZIONI DEI MANAGER PUBBLICI
Esperti esterni: Stanzani “in testa” con 44mila euro
Il Comune (nella foto la sede in piazza Grande) paga anche, al pari di ogni altra amministrazione, una serie di esperti esterni. Ecco i contratti più “succulenti” avviati in questi giorni. Per tutto il 2012 il geometra Massimo Stanzani avrà 44mila e 44 euro per “valorizzare il patrimonio immobiliare comunale”. Stanzani è un ex dipendente del municipio e si occupa di patrimonio da molti anni. Figurano poi 34mila 105 euro all’avvocato Gianfranco Romano in qualità di gestore del “car sharing” in varie città d'Italia: questa cifra viene poi rimborsata al Comune poiché il servizio è stato chiuso nell’aprile 2010. Oltre 48mila euro spettano per il 2012 a Anamaria Solis per «lo sviluppo e la gestione dei progetti di Agenda 21 locale». E 30mila vanno a Marina Pirazzi e Laura Pozzoli dell’associazione Extrafondente per «gestione del piano di zona relative al contrasto delle discriminazioni». A Valeriano Franchi, già collaboratore per il Psc di Cavezzo, spettano oltre 29mila euro per «supporto tecnico nella gestione del sistema alta velocità e altre infrastrutture».
Da oggi inizia un’inchiesta sulle retribuzioni dei manager pubblici. Cominciamo con il Comune. Nei prossimi giorni proseguiremo con gli altri enti, dalla Provincia alla Sanità. Il 2012, tempo di crisi. Ma ci sono categorie di lavoratori che, beati loro, pur tra mille difficoltà, ancora portano a casa assegni mensili di tutto rispetto. Prendiamo i dirigenti del Comune che insieme vengono a costare ogni anno alle esangui casse pubbliche oltre 3 milioni e 180mila euro. Certo a fronte in un lavoro non semplice, perseguibile secondo la legge anche penalmente se non conforme alle aspettative. Nel Palazzone di piazza Grande i dirigenti retribuiti nel 2010 – ultimo dato disponibile, con molti altri dati e i curriculum disponibili sul sito www.comune.modena.it – risultano essere 37 con stipendi annuali che vanno dai 136mila di Giuseppe Dieci, il Direttore generale del Comune, agli appena 50.622 dei dirigenti Davide Manelli e Marcello Capucci. Questi ultimi sono però stati incaricati solo nell’aprile del 2010 quindi la cifra annuale complessiva già nel 2011 sarà maggiorata. Probabile dunque che la dirigente meno retribuita sarà la responsabile delle biblioteche comunali Meris Bellei con 63.058 euro. Va ricordato che queste cifre – suddivise, in tabella, in voci differenti – sono lorde e per arrivare al netto occorre togliere oltre il 40%. Il dirigente più “ricco” è Giuseppe Dieci, direttore generale dal febbraio 2010, quello con maggiori responsabilità nella macchina comunale. Secondo il “tabellare” degli stipendi pubblici comprensivi di anzianità la cifra è di 119.453 euro lordi al quali se ne aggiungono altri 16.525 in parte per gli obiettivi raggiunti nel corso del 2009. Dieci guadagna svariate decine di migliaia di euro in meno rispetto al suo predecessore Mara Bernardini ed ha un contratto a tempo determinato. Al secondo posto tra i più retribuiti c'è Vincenzo Villani con 109.593 euro l'anno, capo dell'avvocatura civica dal 1999 e dipendente. Molto buono anche lo stipendio del terzo, Fabio Leonelli (101mila 327 euro), già capo della polizia municipale e oggi responsabile di economia e sport. Poi c'è chi si avvicina ai 100mila euro: Carlo Casari alle politiche finanziarie e patrimoniali, Patrizia Guerra alle politica sanitarie e welfare, Maria Teresa Severini che dirige il personale e Giovanni Villanti (giunto all'età della pensione) responsabile della trasformazione urbana. Rispetto ai dati pubblicati in tabella va poi ricordato che ci sono numerosi dirigenti comunali – 13 su 37 – che hanno contratti a tempo determinato. Dunque costretti a lasciare o almeno a cambiare mansione, a tempo scaduto. Come è accaduto negli ultimi anni a Giampiero Palmieri (95.857 euro) prima alla cultura e oggi capo del settore affari generali e istituzionali. Inoltre ci sono dirigenti che a una cifra tutto sommato contenuta, pur sempre dell'ordine dei 40-50mila euro, associano poi decine di migliaia di euro dettati dalla loro “posizione professionale”. Questa voce pesa infatti per ben 37mila euro nei casi di Casari, Mauro Francia, Fabrizio Lugli, Pier Giuseppe Mucci, Palmieri, Giulia Severini, Severini, Marco Stancari e Villanti. La posizione professionale invece non influisce per niente sullo stipendio per Giovanni Bertugli del servizio commerciale, il direttore Dieci, El Ahmadiè Nabil del settore manutenzione, Patrizia Guerra, Lorena Leonardi e Leonelli. Le ultime disposizione di legge prevedono che i dipendenti pubblici siano alle prese con il Tfr bloccato per due anni, insieme al blocco degli stipendi che però fino al 2010 erano cresciuti in dieci anni del 39,7% rispetto al più 25,7% di quelli del settore privato. Stefano Luppi
http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&rnd=1327301337997&cid=&ref=http%3A//quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/gazzettadimodena/Edizione_Giornaliera/mappe/NZ_modena_6.html&sr=sr1024x819:cd32:lgit:jey:cky:tz1:ctlan:hpn
LA FIERA PIENONE A EXPO ELETTRONICA. «TANTI ACQUISTI, E’ IL PAESE DEI BALOCCHI»
La tecnologia sofisticata batte la crisi
A computer e chip non si rinuncia
VIDEOGAMES, computer all’avanguardia, software di ultima generazione, microtelecamere che registrano tutto ciò che si muove a distanza con una definizione da servizi segreti, transistor, microchip, in un mare di componenti che sono l’anima dei pc. Ma anche elicotteri guidati a distanza; c’è persino un mini cantiere che si anima come nella realtà con ruspe che sollevano la terra e tir che sganciano il rimorchio. Un mondo fatto di luci, pulsanti, touchscreen dove anche il meno esperto può trovare l’idea regalo, come ad esempio il vecchio scaldino da letto che si carica in pochi minuti e si stacca senza il rischio di pericolosi imprevisti. E’ Expò Elettronica, la fiera che ha chiuso ieri i battenti dopo una due giorni che ha visto il tutto esaurito. Duecento espositori da tutt’Italia che hanno fatto la gioia dei patiti del settore, come ad esempio Matteo Di Legge, studente: «Anche se non sono proprio un esperto me la cavo, — dice — so montare un hard disk e una scheda video ma per le altre cose ho gli amici più bravi di me. Qui trovi un pò tutto, soprattutto puoi vedere e comprare subito senza fartelo spedire a casa con il rischio che si rompa».
Soddisfatto Leandro Leporatti, titolare di un’azienda di dispositivi di sicurezza di Montecatini. «Stiamo facendo discreti affari, il nostro è un settore che va sempre di più», dice mostrando una minitelecamera collegata ad internet che ti permette di vedere un’ambiente attraverso il computer se sei, per esempio, al lavoro. «I nostri clienti — spiega — sono negozianti, titolari di aziende ma anche gente comune, abbiamo persino mariti gelosi che cercano microtelecamere degne di 007».
BUSINESS buono anche per Ettore Federici, rivenditore di computer di Brescia. «Abbiamo avuto un buon afflusso di clienti, soprattutto uomini sulla quarantina, veramente poche le donne».
Vivace anche il settore ‘vintage’ della fiera. Si poteva trovare di tutto; dai primi preistorici pc al microchip ormai in disuso perché divorato dal progresso in un girone a metà strada tra Blade Runner e Guerre stellari. All’uscita incontriamo Marco Biagini, commerciante di piastrelle con l’hobby dell’elettronica. E’ insieme ad amici e sono tutti carichi di sportine. «Abbiamo comprato di tutto — dice sorridente — per noi è come andare al paese dei balocchi».
Emanuela Zanasi
SUPERCALDAIA
23-01-2012, 11: 21
IERI SERA INTERESSANTE PUNTATA DI PRESA DIRETTA...DAL TITOLO "IMMONDIZIA ZERO"...
parla dell'italia e poi va a fare un giro a San Francisco....mica Albareto o Cognento.... raccolta rifiuti porta a porta... percentuale di riciclo 78% con obiettivo rifiuti zero entro il 2020...compresa una legge già approvata per vietare gli imballaggi non riciclabili.
Emblematico il passaggio in cui l'assessore all'ambiente di San Francisco dice: "Costruire un inceneritore vuol dire rinunciare a differenziare oltre una certa soglia....perchè la bestia deve funzionare a pieno ritmo....e comunque è economicamente svantaggioso oltre ad inquinare...." loro con le materie recuperate ci fanno un sacco di soldi...
http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-4370e43c-2c86-4df0-8297-fd98cc016920.html?homepage
ci sono i grillini anche sulle strade di san francisco?
Gli stipendi dei 37 dirigenti del Comune
Il primo è Giuseppe Dieci con 135mila 975 euro. Lo seguono Vincenzo Villani (109mila 593) e Fabio Leonelli (101mila327)
L’INCHIESTA »LE RETRIBUZIONI DEI MANAGER PUBBLICI
Esperti esterni: Stanzani “in testa” con 44mila euro
Il Comune (nella foto la sede in piazza Grande) paga anche, al pari di ogni altra amministrazione, una serie di esperti esterni. Ecco i contratti più “succulenti” avviati in questi giorni. Per tutto il 2012 il geometra Massimo Stanzani avrà 44mila e 44 euro per “valorizzare il patrimonio immobiliare comunale”. Stanzani è un ex dipendente del municipio e si occupa di patrimonio da molti anni. Figurano poi 34mila 105 euro all’avvocato Gianfranco Romano in qualità di gestore del “car sharing” in varie città d'Italia: questa cifra viene poi rimborsata al Comune poiché il servizio è stato chiuso nell’aprile 2010. Oltre 48mila euro spettano per il 2012 a Anamaria Solis per «lo sviluppo e la gestione dei progetti di Agenda 21 locale». E 30mila vanno a Marina Pirazzi e Laura Pozzoli dell’associazione Extrafondente per «gestione del piano di zona relative al contrasto delle discriminazioni». A Valeriano Franchi, già collaboratore per il Psc di Cavezzo, spettano oltre 29mila euro per «supporto tecnico nella gestione del sistema alta velocità e altre infrastrutture».
Da oggi inizia un’inchiesta sulle retribuzioni dei manager pubblici. Cominciamo con il Comune. Nei prossimi giorni proseguiremo con gli altri enti, dalla Provincia alla Sanità. Il 2012, tempo di crisi. Ma ci sono categorie di lavoratori che, beati loro, pur tra mille difficoltà, ancora portano a casa assegni mensili di tutto rispetto. Prendiamo i dirigenti del Comune che insieme vengono a costare ogni anno alle esangui casse pubbliche oltre 3 milioni e 180mila euro. Certo a fronte in un lavoro non semplice, perseguibile secondo la legge anche penalmente se non conforme alle aspettative. Nel Palazzone di piazza Grande i dirigenti retribuiti nel 2010 – ultimo dato disponibile, con molti altri dati e i curriculum disponibili sul sito www.comune.modena.it – risultano essere 37 con stipendi annuali che vanno dai 136mila di Giuseppe Dieci, il Direttore generale del Comune, agli appena 50.622 dei dirigenti Davide Manelli e Marcello Capucci. Questi ultimi sono però stati incaricati solo nell’aprile del 2010 quindi la cifra annuale complessiva già nel 2011 sarà maggiorata. Probabile dunque che la dirigente meno retribuita sarà la responsabile delle biblioteche comunali Meris Bellei con 63.058 euro. Va ricordato che queste cifre – suddivise, in tabella, in voci differenti – sono lorde e per arrivare al netto occorre togliere oltre il 40%. Il dirigente più “ricco” è Giuseppe Dieci, direttore generale dal febbraio 2010, quello con maggiori responsabilità nella macchina comunale. Secondo il “tabellare” degli stipendi pubblici comprensivi di anzianità la cifra è di 119.453 euro lordi al quali se ne aggiungono altri 16.525 in parte per gli obiettivi raggiunti nel corso del 2009. Dieci guadagna svariate decine di migliaia di euro in meno rispetto al suo predecessore Mara Bernardini ed ha un contratto a tempo determinato. Al secondo posto tra i più retribuiti c'è Vincenzo Villani con 109.593 euro l'anno, capo dell'avvocatura civica dal 1999 e dipendente. Molto buono anche lo stipendio del terzo, Fabio Leonelli (101mila 327 euro), già capo della polizia municipale e oggi responsabile di economia e sport. Poi c'è chi si avvicina ai 100mila euro: Carlo Casari alle politiche finanziarie e patrimoniali, Patrizia Guerra alle politica sanitarie e welfare, Maria Teresa Severini che dirige il personale e Giovanni Villanti (giunto all'età della pensione) responsabile della trasformazione urbana. Rispetto ai dati pubblicati in tabella va poi ricordato che ci sono numerosi dirigenti comunali – 13 su 37 – che hanno contratti a tempo determinato. Dunque costretti a lasciare o almeno a cambiare mansione, a tempo scaduto. Come è accaduto negli ultimi anni a Giampiero Palmieri (95.857 euro) prima alla cultura e oggi capo del settore affari generali e istituzionali. Inoltre ci sono dirigenti che a una cifra tutto sommato contenuta, pur sempre dell'ordine dei 40-50mila euro, associano poi decine di migliaia di euro dettati dalla loro “posizione professionale”. Questa voce pesa infatti per ben 37mila euro nei casi di Casari, Mauro Francia, Fabrizio Lugli, Pier Giuseppe Mucci, Palmieri, Giulia Severini, Severini, Marco Stancari e Villanti. La posizione professionale invece non influisce per niente sullo stipendio per Giovanni Bertugli del servizio commerciale, il direttore Dieci, El Ahmadiè Nabil del settore manutenzione, Patrizia Guerra, Lorena Leonardi e Leonelli. Le ultime disposizione di legge prevedono che i dipendenti pubblici siano alle prese con il Tfr bloccato per due anni, insieme al blocco degli stipendi che però fino al 2010 erano cresciuti in dieci anni del 39,7% rispetto al più 25,7% di quelli del settore privato. Stefano Luppi
http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&rnd=1327301337997&cid=&ref=http%3A//quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/gazzettadimodena/Edizione_Giornaliera/mappe/NZ_modena_6.html&sr=sr1024x819:cd32:lgit:jey:cky:tz1:ctlan:hpn
allora, io conosco un nome di quelli nella tabella e piglia oltre 60000 lordi., il che significa (a spanne) 36 37 netti ....
e mi sale l'incazzo, perchè c'è tanta gente disoccupata o sottopagata ...
Willy Coyote
23-01-2012, 21: 33
Ma poi che minchia fanno per la comunità per meritarsi questi stipendi ??
Comune, Pighi “taglia” 200 dipendenti
Entro tre anni non saranno sostituiti quelli che andranno in pensione. Da Imu e Irpef previsti quasi venti milioni di euro
di Davide Berti È stato il consiglio dei dolori quello di ieri pomeriggio dedicato al bilancio. Primi tra tutti quelli dei cittadini, che inevitabilmente, dovranno fare i conti con un aggravio di tasse per questo 2012. Più Imu che Irpef, dice Pighi. Ma sempre tasse sono. Dolori per i tagli alla spesa del Comune, che indiscutibilmente andranno a toccare anche la qualità dei servizi offerti anche in ambiti ddelicati come quelli del welfare. Dolori perché il documento del sindaco parla di 200 dipendenti in meno entro il 2014. Dolori perché la quota da colmare, secondo le ultime stime, non è più 25, nemmeno 30, ma 28 milioni di euro, sperando che non si aggiungano nuove sorprese. Dolori perché 20 di questi milioni arriveranno dalle tasse. «Non è proprio una manovrina», ha detto il capogruppo del Pdl Adolfo Morandi. Ha ragione. Lo hanno detto tutti. Da qualunque parte la si guardi è comunque una manovra gravosa. Questo, almeno, sul piano tecnico e patrimoniale, per quanto riguarda le tasche dei cittadini. E forse non è un caso che questo consiglio comunale sia tornato su livelli alti, come non accadeva da mesi. E pensare che a chiederlo è stato Torrini e non tutti nel Pd volevano sottoporsi a quello che poteva essere un tiro al bersaglio. Ma la relazione di Pighi, che il consiglio lo voleva, ha oggettivamente colto qualcuno di sorpresa. Sul piano politico la strizzata d’occhio tra Pighi e Torrini (Udc) c’è stata, sia sul tema del ragionamento triennale sia sul tema della Fondazione unica per la cultura. Ma è ancora troppo poco. Ora la polpetta avvelenata in mano al sindaco, che piaccia o no, si chiamano esternalizzazioni. E bisognerà decidere in fretta. Lo ha detto anche Pighi durante la sua relazione, con apprezzamenti bipartisan: «Io credo che nel giro di una settimana saremo in grado di indicare queste proposte: l’entità dei tagli, ma oltre i dieci milioni non riusciamo ad andare, e delle conseguenze immediate, che saranno dolorose e difficili da accettare». Va detto che la relazione coraggiosa e strutturata pronunciata ieri dal sindaco, che ha guardato al futuro dei prossimi tre anni e non all’immediato contiene proposte che torneranno anche in commissione per tutti gli approfondimenti del caso. Anche perché i punti salienti sono parecchi. A partire dalla leva fiscale che, dei 28 milioni da trovare, ne recupererà quasi 20: «Più Imu che Irpef. Il ricorso dovrà avvenire nella massima trasparenza, utilizzando gli strumenti a maggiore tasso di equità, ovvero quelli più orientati sui patrimoni rispetto ad altre opzioni più centrate sulla situazione reddituale», spiega. Per quanto riguarda la riorganizzazione della macchina comunale, il sindaco fa sapere di ipotizzare «una riduzione di personale che dai circa 1.850 dipendenti attuali arrivi a circa 1.650 unità nel 2014, a fine mandato. Sarà sostanziale blocco del turnover, compensato da una diversa strutturazione del personale e degli organigrammi, e settori destinati ad accorparsi». Sul tema degli investimenti, il sindaco annuncia anche che la giunta sta valutando di destinare almeno il 50 per cento degli oneri di urbanizzazione. Inoltre, Pighi parla di «modifiche strutturali» per i servizi sociali, dell’istruzione, dell’ambiente, della cultura e dello sport - citati in ordine non casuale - e di «welfare mix». secondo l’idea di Pighi, il Comune deve diventare «Soggetto forte di programmazione, di regolazione e di controllo, capace di mettere in rete tutte le competenze del territorio, ma che mantenga altresì una presenza significativa nella gestione, con l’obiettivo di salvaguardare le competenze necessarie a sviluppare l’azione di controllo delle attività esternalizzate». Per quanto riguarda i servizi all’infanzia e l’assistenza agli anziani, il sindaco fa sapere che il comune intende introdurre «forme innovative, con modelli più leggeri e flessibili», che riducano il ricorso alle strutture. Proposte, queste ultime, lanciate anche dall’Udc nei giorni scorsi. Torrini ha pronunciato uno degli interventi più significativi: «Non è accettabile ricavare 17-19 milioni di euro dalle imposte. Penso soprattutto alle imprese: non possiamo ucciderle per far quadrare i conti del comune. Il massimo di accettabilità è 50 e 50 tra tagli alla spesa e nuove imposte». Dall’altra parte, «fissiamo attorno al 50 per cento l’aumento delle imposte per il triennio. Ci vuole il coraggio di impostare una riforma triennale», chiede Torrini. L’altro intervento che ha ottenuto il silenzio della sala è stato quello del consigliere Pd Michele Andreana, che ha speso parole d’elogio per Pighi ma si è in parte dissociato da quanto sostenuto anche all’interno del suo gruppo: «Ragionare sulle percentuali tra tagli e spesa, il famoso 50 e 50, è un esercizio astratto. I tagli vanno decisi in base alla linea politica. Dobbiamo discutere su che ruolo giocare tra le gestioni pubbliche e private. Io questa discussione la voglio fare ed entrarci nel concreto». Messaggio per i suoi colleghi. Nota finale: l’assessore al bilancio Alvaro Colombo non è intervenuto. Anche questo è un dato politico. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
perchè?? siam tutti evasori multimilionari venite a tassarci ancora dai
qua ce nè a iosa...
osellame
24-01-2012, 07: 51
quella degli sconti del 70% è la cagata più grossolana dell'universo, mi han detto che non c'erao cd sotto ai 10 euro
saranno entrati nel padiglione sbagliato
osellame
24-01-2012, 07: 53
scherzi a parte su internet si trova la stessa roba a prezzi molto più consoni al valore degli oggetti esposti
ssshh!
va beh...ma che c'entra? uno prova a cercare coase interessanti...e magari trova l'occasione...
«Imu su case sfitte, attenti a non stangare»
I piccoli proprietari: «Appartamenti vuoti perché è aumentata la morosità, aiutateci»
di ROBERTO GRIMALDI
IL sindaco Giorgio Pighi lo ha già fatto capire: per coprire il fabbisogno di 28 milioni di euro che il Comune si troverà sul groppone, è inevitabile ritoccare le imposte. E si partirà dal patrimonio immobiliare. Pighi non ha specificato in che misura, ma le voci di corridoio parlano di una stangata soprattutto sulle seconde case sfitte: l’aliquota sarà al massimo e toccherà il 10,6 per mille. Secondo una stima, gli alloggi sfitti potrebbero essere circa cinquemila nel Comune di Modena. Ma la cifra potrebbe essere anche più alta. Giovanni Guazzaloca, presidente dell’Asppi Modena, l’associazione dei piccoli proprietari immobiliari, accetta a nome della categoria di fare la propria parte, chiedendo nel contempo un aiuto all’amministrazione.
Presidente, la coperta è corta e molti di voi dovranno rimanere al freddo
«Siamo pronti dare il nostro contributo. Massima aliquota sugli appartamenti sfitti? Va bene, ma chiediamoci anche perché sono sfitti».
Perché lo sono?
«La ragione principale è la paura, da parte dei proprietari, di non riscuotere l’affitto. Un problema sempre più attuale e presente, perché purtroppo sono in aumento le persone che hanno difficoltà economiche».
Che fare?
«Aumentare le garanzie dei pagamenti. Il Comune lo sta già facendo con l’Agenzia della casa, occorre continuare su questo cammino: garantire al proprietario il pagamento del canone e il risarcimento in caso di danni. Ma non basta».
Cose chiede in più?
«Espandere il meccanismo dei canoni concordati. A fronte di un affitto calmierato, al proprietario viene garantito il pagamento dell’affitto tutti i mesi. A rinforzo di questa garanzia, proponiamo anche di creare un fondo da utilizzare in caso di emergenza morosità».
Come si può fare per aumentare il numero di contratti a canone concordato?
«Continuando a garantire un Imu più bassa a chi decide di adottarli. E’ l’unica soluzione».
Quanti sono secondo voi gli alloggi sfitti nel Comune di Modena? Si parla di cinquemila
«Non c’è un dato ufficiale. La stima è di circa diecimila in tutta la provincia, è verosimile che a Modena siano cinquemila. Il numero è destinato ad aumentare, non solo per la paura di non riscuotere l’affitto».
Quali altri problemi ci sono?
«Per esempio l’eccessiva lunghezza dei contratti, che impedisce al proprietario di utilizzare l’appartamento per i figli al momento del bisogno. La durata dei contratti a canone libero è di quattro anni più altri quattro. Quella dei contratti a canone concordato è di tre più altri due. Ecco un motivo in più per scegliere quest’ultima forma contrattuale: in caso di emergenza si ragiona su lassi di tempo più brevi».
L’aumento dell’Imu sembra essere l’arma principale che il Comune utilizzerà per coprire il buco causato dai mancati trasferimenti statali. Quanto ne risentirà il mercato immobiliare?
«Purtroppo il mercato è già in difficoltà. Dobbiamo evitare che un eccessivo prelievo fiscale si ripercuota negativamente sui canoni di locazione, che potrebbero aumentare».
Volete tenervi i vostri privilegi?
«Assolutamente no. Non chiediamo che i proprietari godano di immunità dai sacrifici a cui sono costretti tutti i cittadini. Ma invitiamo i comuni a collaborare con noi. La valorizzazione dei canoni concordati è una strada che non deve essere abbandonata».
Perché il Comune dovrebbe preoccuparsi dei proprietari?
«Perché un’equa remunerazione del capitale immobilare consente il mantenimento di più elevati standard qualitativi degli edifici: si programmano meglio ristrutturazioni e risparmio energetico. E alla fine ci guadagnano la vivibilità della città e il patrimonio urbanistico».
stangare pesantemente gli alloggi sfitti
Stangare quelli sfitti da piu' di sei mesi.
http://www.linformazione.com/2012/01/maxirissa-tra-nigeriani-tre-in-manette/
dagialloblu
25-01-2012, 22: 42
La lettera: "Caro assessore Marino, abitavamo in una città sicura..."
Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo di un cittadino a seguito dell'ennesimo furto subito nel cortile di casa: "Un inesorabile stillicidio e le Forze dell'Ordine sono senza risorse. Cosa fa l'assessore alla sicurezza?"
di Redazione 25/01/2012
Caro ModenaToday, spero che l'assessore Marino e il Nostro Sindaco leggano questo sfogo di un povero cittadino modenese che per la terza volta in due mesi ha visto la propria autovettura (parcheggiata nel giardino di casa) con i vetri infranti, saccheggiata, rovistata, sporcata dalla intrusione di qualche "specie protetta" fra quelle che il nostro amato comune sostiene, foraggia, benedice e mantiene col contributo delle addizionali prese dalla mia busta paga tutti i mesi.
Oltre alla mia autovettura ho visto anche quelle dei miei vicini nelle stesse condizioni: viale Amendola, via Morane, via Bergamo, una strage inarrestabile e nessuno fa niente, può fare niente o non vuole fare niente. aggressioni nei parcheggi dei supermercati, pressing di bande di rumeni che se non gli dai almeno un euro ti seguono e ti minacciano, pensionati preoccupati e spaventati.
Poi, il rito della denuncia: la fila, gente come te che non ne può più e le forze dell'ordine, ragazzi fantastici con pochi mezzi che fra un po' dovranno affittare un magazzino per l'archivio.
Dobbiamo reagire, siamo in guerra: Marino, sei con noi o dovremo fare da soli?
Che palle con questo allarmismo...
dagialloblu
25-01-2012, 22: 54
...sì, forse sono un po' esagarata...Modena è una città tranquilla:marmotta:
marino legge e se ne frega
Ispezioni in aziende: metà irregolari
Scoperti illeciti in 853 imprese su 1768. Fra i 2672 lavoratori ben 1297 erano sconosciuti all’amministrazione pubblica
DIREZIONE DEL LAVORO»L’ATTIVITÁ DI CONTROLLO DEL 2011
Quasi la metà delle aziende ispezionate presenta irregolarità. È quanto emerge dall’analisi dei dati elaborati, in forma aggregata, dalla Direzione territoriale del lavoro (già Dpl) di Modena, secondo la quale l’attività di contrasto al lavoro nero, nel corso del 2011, ha prodotto risultati evidenti. Entrando nel merito dei dati, infatti, si osserva come nel 2011, siano state ispezionate 1.768 aziende e come nel 48% (853 aziende) siano stati riscontrati illeciti di natura amministrativa in merito alla gestione del personale. I lavoratori interessati sono stati 2.672, 1.297 dei quali sono risultati sconosciuti alla pubblica amministrazione e cioè privi della benché minima copertura sia previdenziale, per quanto attiene ai contributi pensionistici, che assicurativa, prevista in caso di infortunio sul lavoro. Ergo: quasi 1300 lavoratori sono risultati in attività completamente in nero. «Uno strumento di particolare rilievo nella lotta al lavoro nero – dicono dalla Direzione territoriale del lavoro – è rappresentato dal potere, posto dalla legge nelle mani del personale ispettivo del Ministero del lavoro, di sospendere l’attività imprenditoriale fino al ripristino della legalità, in tutti i settori economici, qualora vengano accertate violazioni di particolare gravità. A questo riguardo, nell’anno appena trascorso, sono stati adottati ben 181 provvedimenti di sospensione in tutta la provincia di Modena, con un incremento del 23 per cento rispetto all’anno precedente (quando erano stati 146)». E ancora: sono stati trovati al lavoro 23 cittadini extracomunitari clandestini e cioè privi di permesso di soggiorno per lavoro. L’attività di vigilanza della Direzione territoriale del lavoro di Modena ha riguardato, in particolare, alcuni settori, che risultano fra quelli col più cospicuo tasso d’irregolarità accertata e con la maggiore incidenza d’infortuni sul lavoro. Questi sono l’edilizia, l’agricoltura, i pubblici esercizi, il tessile e i servizi di logistica. Sono stati recuperati contributi, previdenziali e assistenziali, evasi per un valore di 4.145.659 euro. Sono state, infine, erogate ai datori di lavoro sanzioni amministrative pari a 2.002.877 di euro. «In tale quadro di riferimento – conclude l’ente territoriale – risulta particolarmente significativa l’attività svolta dagli ispettori del lavoro e dal nucleo Carabinieri della Direzione del Lavoro che, attraverso accessi, anche notturni, nelle aziende, ha riportato la legalità, in materia di lavoro, nel tessuto sociale modenese, provvedendo al recupero medio, da parte di ciascun ispettore, di 165.826 euro, con un incremento, rispetto all’anno 2010, del 51,6%». Felicia Buonomo
NONNOBALLOTTA
26-01-2012, 10: 01
marino legge e se ne frega
vuoi mettere, è più importante pavoneggiarsi perchè modena ha avuto la nazionale,il rugby e la giuventus......
doctor who
26-01-2012, 20: 41
questa sera alle 19,40 mentre rientravo da Parma ho sventato uno scippo , ma non un palpeggio a una malcapitata signora sui 55 anni da parte di due tunca sui 16 anni, di fronte alla bper di via del mercato.
la cosa piu' triste la gente passava e nessuno si e' fermato.
che dire modena una signora citta' ...di merda.
comunque il martello fa la sua figura.
pighi , rinaldi , montani , bastico , barbolini ,.....fcrepate tutti.
agheranavecia!
26-01-2012, 22: 12
Eri vestito da Green Hornet ?, il bravo ce l'hai già in tema,..
Visto l'alto tasso di delinquenza di modena domani ti contenderai la prima pagina sulla Gazzetta di Modena con l'anziano che segnava i cofani delle macchine colle chiavi nel parcheggio del Conad di via del Perugino.
doctor who
27-01-2012, 07: 32
Eri vestito da Green Hornet ?, il bravo ce l'hai già in tema,..
Visto l'alto tasso di delinquenza di modena domani ti contenderai la prima pagina sulla Gazzetta di Modena con l'anziano che segnava i cofani delle macchine colle chiavi nel parcheggio del Conad di via del Perugino.
stai scherzando col fuoco.....potresti bruciarti terone.
Willy Coyote
27-01-2012, 08: 11
Caso Linea Verde: «Errori molto gravi, scriviamo alla Rai»26 gennaio 2012 — pagina 17 sezione: Nazionale
Non bastavano i tortellini che Suor Angela, giovedì sera nel corso della fiction “Che Dio ci aiuti”, aveva chiamato cappelletti. Orrore. Rai Uno ha perseverato nell’errore culinario di una Modena che merita ben di più di una puntata di Linea Verde improvvisata, come quella andata in onda domenica scorsa. Possibile che non ci fosse nessuno in grado di spiegare i piatti della nostra tradizione? Il Comune, che ha fatto anche un comunicato stampa per lanciare la trasmissione, non poteva fare da suggeritore? Evidentemente no, dal momento che il servizio spesso è pubblico solo a parole e per fortuna la nostra amministrazione non ci ha speso un euro. Forse avranno avuto qualcosa da dire coloro che hanno organizzato le celebrazioni dei 500 anni del cotechino, motivo della visita della trasmissione di Rai Uno. Tra imbarazzi e occhiate spaesate è andata in onda una puntata che non ha reso onore alla nostra tradizione, non solo per le tante imprecisioni. Hanno dovuto chiamare i bolognesi Syusy Blady e Patrizio Roversi a decantare i nostri prodotti con tanta convinzione che dovevano tenersi davanti agli occhi un foglio di appunti per ricordarsi di dire lambrusco amabile, bensone e tortelli alla marmellata. E’ stato tutto un “A Bologna invece si chiamano…”, “A Bologna invece noi facciamo…”. Sembrava proprio che I “Turisti per caso” fossero a Modena per caso. Le immagini della Pomposa e l’oste Ermes che friggeva il gnocco fritto meritavano una compagnia decisamente migliore e più qualificata. Una situazione che raccontata forse non rende, ma chi ha visto le immagini è rimasto basito. E si è sollevato, in tempi di pagamento dell’amato canone, un coro bipartisan di proteste. Luca Gozzoli, capogruppo del Pd, in Provincia ha già presentato un ordine del giorno dove chiede, «visto tutto il lavoro fatto dall’istituzione anche per il futuro Expo per la promozione dei prodotti del territorio a partire dal balsamico tradizionale, che questi forzi siano coordinati e condivisi. Un passaggio televisivo, se non preciso, può compromettere il lavoro fatto. Mi chiedo con quale criterio un servizio pubblico sceglie i suoi interlocutori. È chiaro che la libertà di espressione e di stampa vale su tutto. Il mio problema non è di protagonismo, ma per ogni prodotto bisognerebbe avere la buona creanza di informarsi. Poi ognuno può dire e fare ciò che vuole. Confondere il cotechino con lo zampone e parlare di Wiligelmo come scultore del Rinascimento però è troppo. Per questo ho deciso di inviare la nostra protesta anche al consiglio di amministrazione della Rai». Anna Benassati interviene per Lega Moderna: « Poteva essere un'occasione per ribadire a livello nazionale l'eccellenza dei prodotti del nostro territorio, l'unicità della nostra storia e del nostro patrimonio artistico, un'occasione per inorgoglire tutti i modenesi e non solo quelli che operano, magari da generazioni, nei settori che sono stati bistrattati dai giornalisti. Un'occasione per vedere e promuovere i risultati di investimenti economici importanti, fatti per tutelare e valorizzare il nostro territorio. A parte le “bestialità” sul Duomo, e sui prodotti alimentari, roba da pelle d'oca per un modenese, hanno liquidato Modena con uno zampone e un cotechino con una superficialità offensiva! E questo non doveva essere consentito e non sarebbe accaduto se chi di dovere si fosse occupato con più professionalità dell'evento». (d.b.)
doctor who
27-01-2012, 09: 04
Eri vestito da Green Hornet ?, il bravo ce l'hai già in tema,..
Visto l'alto tasso di delinquenza di modena domani ti contenderai la prima pagina sulla Gazzetta di Modena con l'anziano che segnava i cofani delle macchine colle chiavi nel parcheggio del Conad di via del Perugino.
se capitava a tua madre ridevi meno buffone.
che tristezza .....
agheranavecia!
27-01-2012, 10: 37
Eri vestito da Green Hornet ?, il bravo ce l'hai già in tema,..
Visto l'alto tasso di delinquenza di modena domani ti contenderai la prima pagina sulla Gazzetta di Modena con l'anziano che segnava i cofani delle macchine colle chiavi nel parcheggio del Conad di via del Perugino.
stai scherzando col fuoco.....potresti bruciarti terone.
la cosa più eccitante del post è che eri a Parma......
agheranavecia!
27-01-2012, 10: 47
Eri vestito da Green Hornet ?, il bravo ce l'hai già in tema,..
Visto l'alto tasso di delinquenza di modena domani ti contenderai la prima pagina sulla Gazzetta di Modena con l'anziano che segnava i cofani delle macchine colle chiavi nel parcheggio del Conad di via del Perugino.
se capitava a tua madre ridevi meno buffone.
che tristezza .....
io non rido affatto.
constato che giri col martello, .... come thor
se vuoi sento alla coop se cercano qualcuno per sventare i furti nel parcheggio del grandemilia... se al wal mart avevano assunto ARNOLD magari ti prendono anche a te !
doctor who
27-01-2012, 11: 52
io non ho bisogno di un lavoro..per tua sfortuna , per quanto riguarda il martello....c'e'.
Arnold dovrebbe somigliarti ..non credi?
un metalmeccanico o un manutentore gira sempre col capofficina. A voi impiegati scranoni non vi farebbe male un po' di lavoro manuale.
agheranavecia!
27-01-2012, 12: 17
A me quando mi dici "Martello" penso a Carlo Martello, figlio di PIPINO.... ad altri gli si rizza il pipino pensando che agitandolo possono salvare le signore dai Vandali invasori
Però ha fatto bene a salvare la signora. L'indifferenza è un nemico come la malavita.
doctor who
27-01-2012, 12: 53
ripeto ,
fosse capitato a tua madre ...... e' che fare i fenomeni con il culo degli altri sono capaci tutti , sopratutto la gente come te.
un metalmeccanico o un manutentore gira sempre col capofficina. A voi impiegati scranoni non vi farebbe male un po' di lavoro manuale.
https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/p480x480/430810_10150512637313912_101748583911_8879721_5783 6840_n.jpg
agheranavecia!
27-01-2012, 13: 09
ripeto ,
fosse capitato a tua madre ...... e' che fare i fenomeni con il culo degli altri sono capaci tutti , sopratutto la gente come te.
Quindi la 55 enne era tua madre ?
audere est facere, mtrfckr
27-01-2012, 13: 18
un metalmeccanico o un manutentore gira sempre col capofficina. A voi impiegati scranoni non vi farebbe male un po' di lavoro manuale.
https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/p480x480/430810_10150512637313912_101748583911_8879721_5783 6840_n.jpg
sulla pagina facebook di repubblica xl il serra si è preso una pettinatina per questa roba da reazionario. da fascista antropologico, insomma
...perchè fascista reazionario ?
audere est facere, mtrfckr
27-01-2012, 13: 22
grande michele!
mhm, me l'immaginavo
audere est facere, mtrfckr
27-01-2012, 13: 25
...perchè fascista reazionario ?
fascista antropologico e reazionario. o una delle due che è uguale. perché dietro al suo buon senso liberal traspare in modo evidente un'ideologia reazionaria. ivai sulla pagina FB di quel periodico per dettagli
grande michele!
mhm, me l'immaginavo
beh rispetto per chi ha studiato e chi ha le capacità di mettere in pratica quello che ha imparato sui libri
cè anche chi non ha avuto le stesse possibilità e nonostante tutto ha imparato un mestiere che è utile , che da gratificazione e che permette una vita dignitosa
sulla pagina facebook di repubblica xl il serra si è preso una pettinatina per questa roba da reazionario. da fascista antropologico, insomma
su xl se noti quasi ogni post a tema musica ha un mio commento di protesta, madonna che decerebrati
doctor who
27-01-2012, 14: 36
ripeto ,
fosse capitato a tua madre ...... e' che fare i fenomeni con il culo degli altri sono capaci tutti , sopratutto la gente come te.
Quindi la 55 enne era tua madre ?
non sei degno di una risposta , le tue parole ti qualificano per quello che sei....poi parli della coop che ha il 55% di donne come impiegate.
cerca di aver rispetto di te... AMMAZZATI.
game over.
agheranavecia!
27-01-2012, 14: 50
ripeto ,
fosse capitato a tua madre ...... e' che fare i fenomeni con il culo degli altri sono capaci tutti , sopratutto la gente come te.
Quindi la 55 enne era tua madre ?
non sei degno di una risposta , le tue parole ti qualificano per quello che sei....poi parli della coop che ha il 55% di donne come impiegate.
cerca di aver rispetto di te... AMMAZZATI.
game over.
il 55 ricorre spesso ultimamente, ti perseguita
nella smorfia napoletana indica l'Impotenza
ma anche la stampella.......
il martello invece fa 29 !
prova a giocare l'ambo,... sulla ruota della PADANIA,...magari vinci... con le parole te la cavi male, nonostante lo Stato ti abbia messo a disposizione un sistema scolastico eccellente non lo hai sfruttato, ma magari coi numeri va meglio.... direi di provarci !
tanto non hai molto da perdere.
www.linformazione.com/2012/01/nomadi-fingendosi-muratori-razziavano-case/
Per proseguire il discorso sull'utilità sociale dei nomadi :)
muratori femmine in Audi. Poco credibili in effetti. Però non dimenticare di condannare l'evasore montanaro che gli ha dato la casa senza registrare l'affitto. Favoreggiamento. Nel risarcimento dei danni alle vittime dei furti oltre alle Audi potrebbe starci anche quella casa lì.
taro qual è la tua utilità sociale?
dagialloblu
28-01-2012, 13: 59
Droga nell'area giochi del Parco XXII aprile, intervento della Municipale
Due operazioni sono state svolte martedì 24 gennaio in viale Muratori e venerdì 27 al parco XXII aprile. Sequestrati hashish, cocaina ed eroina. Entrambi i pusher hanno opposto resistenza, uno era armato di coltelli
di Redazione 28/01/2012
Due arresti per spaccio sono stati messi a segno dalla polizia municipale di Modena in due distinte operazioni di controllo che si sono svolte martedì 24 e venerdì 27 gennaio. Gli agenti del Nucleo problematiche del territorio hanno arrestato in viale Muratori a un 27enne algerino, pluripregiudicato e irregolare, e al parco XXII aprile a un nigeriano 23enne, in Italia con permesso di soggiorno umanitario. In entrambi i casi gli arrestati hanno opposto resistenza, ma gli agenti sono riusciti ad assicurarli alla giustizia senza che nessuno riportasse ferite.
VIALE MURATORI - Martedì, alle 15 circa, lungo viale Muratori gli agenti in borghese hanno tenuto d'occhio il nordafricano, già noto per episodi di spaccio, che con fare sospetto si aggirava confabulando con un altro straniero, finché non ha raccolto qualcosa da una siepe. All'alt degli agenti, il giovane ha cercato di disfarsi di alcune dosi di cocaina, ma è stato prontamente bloccato nonostante si sia divincolato con forza. La droga che aveva con sé, 25 grammi di hashish, 12 di cocaina e 2 di eroina, è stata sequestrata e lo spacciatore portato in carcere a Sant'Anna.
PARCO XXII APRILE -Venerdì 27 gennaio, invece, intorno alle 16.30, gli agenti della Municipale che controllavano il parco XXII aprile hanno notato un ragazzo di colore che, dopo una telefonata, aveva raccolto un pacchetto a terra nei pressi dell'area giochi, aveva raggiunto un giovane in attesa e gli aveva consegnato qualcosa dal pacchetto, probabilmente una dose di cocaina. Gli agenti sono intervenuti, ma lo spacciatore ha tentato la fuga lungo la ciclabile gettando diverse dosi al di là di una rete. Raggiunto dagli uomini della Municipale, il giovane è stato arrestato dopo una colluttazione durante la quale non ha usato i due coltelli a serramanico che aveva addosso. Le dosi di cocaina di cui aveva cercato di sbarazzarsi sono state recuperate e in tarda serata il ragazzo è stato portato al carcere di Sant'Anna. A suo carico oltre la denuncia per detenzione di droga ai fini di spaccio, grava anche una denuncia per porto abusivo di arma da taglio.
taro qual è la tua utilità sociale?
Io verso 350 euro di contributi e 350 di IRPEF ogni mese.
Te?
molho leone
28-01-2012, 16: 47
...perchè fascista reazionario ?
fascista antropologico e reazionario. o una delle due che è uguale. perché dietro al suo buon senso liberal traspare in modo evidente un'ideologia reazionaria. ivai sulla pagina FB di quel periodico per dettagli
Mah.
Io l'ideologia reazionaria non ho capito quale sarebbe.
Sarò tonto, ma per me Serra non ha fatto altro che constatare un dato di fatto.
taro qual è la tua utilità sociale?
Io verso 350 euro di contributi e 350 di IRPEF ogni mese.
Te?
io di iva arrivo anche parecchio oltre i 30mila...
un metalmeccanico o un manutentore gira sempre col capofficina. A voi impiegati scranoni non vi farebbe male un po' di lavoro manuale.
https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/p480x480/430810_10150512637313912_101748583911_8879721_5783 6840_n.jpg
lex,postami un po' una foto di sto' martone....
LA FIERA GIORNO DI FESTA PER I MODENESI. ATTENZIONE ALLA VIABILITA’, STRADE OFF LIMITS
S. Geminiano, centro invaso dalle bancarelle
Domani oltre 500 ambulanti. Cerimonia in Duomo e gara podistica
OLTRE 500 ambulanti animeranno domani le strade e le piazze del centro storico per la tradizionale fiera di San Geminiano, patrono della città. E, nel pomeriggio, migliaia di podisti parteciperanno alla 38esima edizione della Corrida. Gli espositori accederanno all’area della fiera dalle 22.30 di stasera. Al parco Novi Sad e in piazzale Molza la circolazione stradale sarà sospesa, con divieto di sosta e rimozione dei veicoli in sosta abusiva, dalla mezzanotte di oggi. La circolazione sarà sospesa dalle 6 alle 22 in via Emilia centro, corso Canalgrande e Canalchiaro e si potranno verificare disagi in tutta la zona del centro storico. Il divieto scatta anche in via Berengario e via Bono da Nonantola. Completa sospensione della circolazione stradale, esclusi i veicoli dell’ organizzazione e di servizio, dalle 14.30 e per tutta la durata della Corrida nelle vie della manifestazione: Bono da Nonantola, Berengario, Emilia centro, corso Duomo, Canalchiaro, piazzale San Francesco, piazzale Risorgimento, Vittorio Veneto, Riccoboni, Luosi, Marconi, Corassori, da Vinci, D’Avia sud, Cavalcavia tangenziale, Campagna, strada di Cognento, da Porto, Contorno di Cognento, Formigina, Cascariolo, sottopasso tangenziale Neruda, Scaglia, Formigina, Corassori, Marconio, Luosi, Barozzi, Storchi, Bacchini e parco Novi Sad.
E torniamo alle bancarelle. La spunta per l’assegnazione dei posti non occupati dai titolari avverrà alle 8.30 sotto la tribuna del parco Novi Sad e riguarderà solo gli operatori commerciali già in graduatoria. L’attività di vendita potrà essere svolta dalle 8.30 alle 20: l’area dovrà essere lasciata libera entro le 22. I vigili saranno in servizio su più turni, coadiuvato dai volontari civici e della sicurezza. Particolare attenzione sarà riservata al contrasto dei borseggiatori, dei venditori abusivi e degli imbonitori attraverso l’impiego di pattuglie in divisa e in borghese. Rimane il divieto di vendere e detenere bombolette spray di schiuma da barba e manganelli.
In piazza Torre, dalle 10.30 alle 16.30, sarà allestito un punto informativo dedicato al tema della sicurezza, con particolare riguardo alla prevenzione dei borseggi. In largo Porta Bologna sarà presente un presidio mobile dei carabinieri, mentre quello della polizia municipale sarà in largo Sant’Agostino.
Il sindaco Giorgio Pighi e le autorità comunali, accompagnati dal gonfalone della città, parteciperanno in forma ufficiale alla celebrazione: alle 10.30 dallo scalone si muoverà un corteo con i valletti comunali in livrea giallo blu che porteranno in offerta al Santo i ceri e l’olio per la lampada che arde perennemente nella cripta del Duomo davanti al sepolcro del patrono. Alle 17 una delegazione parteciperà alle cerimonie dedicate al santo in programma nella città di San Giminiano.
MOSTRE E MUSEI SI POTRÀ SALIRE SULLA TORRE. ECCO TUTTE LE ESPOSIZIONI
E la Ghirlandina restaurata resta aperta fino alle 19
SI POTRÀ SALIRE sulla Ghirlandina dalle 9.30 alle 19. L’orario continuato per la visita alla Torre civica è la principale novità tra le proposte culturali per la festa del patrono San Geminiano. Domani saranno aperti con ingresso gratuito anche i Musei comunali, il Museo della figurina, la Galleria civica e le sale storiche del Municipio in piazza Grande.
Alla Palazzina dei Giardini e a Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande) è allestita la mostra dedicata a Josef Albers, prorogata al 12 febbraio. La retrospettiva, a cura di Marco Pierini, presenta 175 opere che ricostruiscono, a 35 anni dalla morte, la vicenda di Albers dagli anni del Bauhaus di Weimar a quelli del Black Mountain College e della Yale University, fino a quelli in cui, lasciato l’insegnamento, l’artista si dedicò esclusivamente alla pittura. Il Museo civico d’arte, in largo Porta Sant’Agostino 337, ospita la mostra «Eroiche visioni: storie di duchi e di patrioti», allestita in una nuova sala ricavata negli spazi dell’ex ospedale Estense. Si muove sul filo interculturale, che collega la proprietà collettiva dei pascoli nelle culture tradizionali al modello della Partecipanza agraria di Nonantola, la mostra ‘This land is your land’. Allestita al Museo civico archeologico etnologico di Modena, in largo Porta Sant’Agostino 337, nasce da un progetto che ha coinvolto 11 comunità straniere e celebra la terra in tutte le sue forme. Al Lapidario Romano, al piano terra del Palazzo dei Musei, si può inoltre visitare la mostra ‘Novi Sad: Archeologia di uno spazio urbano’, dedicata agli scavi archeologici che hanno portato in luce la grande strada romana che conduceva a Mantova. Gli orari sono gli stessi del Museo d’arte.
dagialloblu
30-01-2012, 18: 56
sarà anche facile trovare parcheggio zona stadio...
audere est facere, mtrfckr
30-01-2012, 19: 41
...perchè fascista reazionario ?
fascista antropologico e reazionario. o una delle due che è uguale. perché dietro al suo buon senso liberal traspare in modo evidente un'ideologia reazionaria. ivai sulla pagina FB di quel periodico per dettagli
Mah.
Io l'ideologia reazionaria non ho capito quale sarebbe.
Sarò tonto, ma per me Serra non ha fatto altro che constatare un dato di fatto.
qui sta la reazionaretà. a chiamarlo "dato di fatto". non è affatto un fatto. è un processo. se chiami "fatto" un "processo" sei portato alla reazionarietà. comunque, scrive anche delle cazzate dal punto di vista teorico sulla questione del rapporto tra educazione ed economia. sulla pagina fb di repubblica xl alcuni l'hanno fatto notare
molho leone
30-01-2012, 20: 53
...perchè fascista reazionario ?
fascista antropologico e reazionario. o una delle due che è uguale. perché dietro al suo buon senso liberal traspare in modo evidente un'ideologia reazionaria. ivai sulla pagina FB di quel periodico per dettagli
Mah.
Io l'ideologia reazionaria non ho capito quale sarebbe.
Sarò tonto, ma per me Serra non ha fatto altro che constatare un dato di fatto.
qui sta la reazionaretà. a chiamarlo "dato di fatto". non è affatto un fatto. è un processo. se chiami "fatto" un "processo" sei portato alla reazionarietà. comunque, scrive anche delle cazzate dal punto di vista teorico sulla questione del rapporto tra educazione ed economia. sulla pagina fb di repubblica xl alcuni l'hanno fatto notare
Cioè, non è un "dato di fatto" quello che il comune (idiota, per me) pensare degli italiani è che se sei laureato sei "sistemato" e se fai le scuole professionali sei destinato a non emergere ?
E' un processo ? Ma che processo, Audere ?
Sarò portato alla reazionarietà, cosa vuoi che ti dica.
Però sono curioso di sapere....un non reazionario cosa avrebbe detto in questo caso ? Per saperlo....
audere est facere, mtrfckr
30-01-2012, 22: 42
...perchè fascista reazionario ?
fascista antropologico e reazionario. o una delle due che è uguale. perché dietro al suo buon senso liberal traspare in modo evidente un'ideologia reazionaria. ivai sulla pagina FB di quel periodico per dettagli
Mah.
Io l'ideologia reazionaria non ho capito quale sarebbe.
Sarò tonto, ma per me Serra non ha fatto altro che constatare un dato di fatto.
qui sta la reazionaretà. a chiamarlo "dato di fatto". non è affatto un fatto. è un processo. se chiami "fatto" un "processo" sei portato alla reazionarietà. comunque, scrive anche delle cazzate dal punto di vista teorico sulla questione del rapporto tra educazione ed economia. sulla pagina fb di repubblica xl alcuni l'hanno fatto notare
Cioè, non è un "dato di fatto" quello che il comune (idiota, per me) pensare degli italiani è che se sei laureato sei "sistemato" e se fai le scuole professionali sei destinato a non emergere ?
E' un processo ? Ma che processo, Audere ?
Sarò portato alla reazionarietà, cosa vuoi che ti dica.
Però sono curioso di sapere....un non reazionario cosa avrebbe detto in questo caso ? Per saperlo....
allora: non è un sentire comune, lo sarà per te e per serra, ma non è assolutamente un sentire comune. ad esempio, io non conosco nessuno che la veda così. poi, ci vorrebbe un po' di analisi quantitativa ma, esperienza per esperienza, dobbiamo sospendere il giudizio. è un processo, confermo. in questo senso: che una condizione storica, contingente e momentanea, l'esito di un processo sociale, è presentata da serra come un fatto, senza uno straccio di analisi. cioè se uno si laurea e poi fa lavori di merda, non è che sia un dato di fatto, è la conseguenza di processi sociali specifici che se sei un reazionario non vedi, o non vuoi vedere, se non lo sei li vedi. ecco, che cosa farebbe uno che non è reazionario come serra: si porrebbe il problema di un'analisi sulla funzione dell'educazione, che tra l'altro è ampiamente disponibile, basterebbe cercarla, e se si ponesse questo problema in modo serio non ci vorrebbe tanto a capire che la sua idea di educazione "che serva ad imparare un mestiere" è infondata. cioè a parte che ideologicamente reazionaria non si tiene teoricamente, non è in grado di rendere conto della funzione dell'educazione nella società moderna che NON e' quella di insegnare un mestiere
...perchè fascista reazionario ?
fascista antropologico e reazionario. o una delle due che è uguale. perché dietro al suo buon senso liberal traspare in modo evidente un'ideologia reazionaria. ivai sulla pagina FB di quel periodico per dettagli
Mah.
Io l'ideologia reazionaria non ho capito quale sarebbe.
Sarò tonto, ma per me Serra non ha fatto altro che constatare un dato di fatto.
qui sta la reazionaretà. a chiamarlo "dato di fatto". non è affatto un fatto. è un processo. se chiami "fatto" un "processo" sei portato alla reazionarietà. comunque, scrive anche delle cazzate dal punto di vista teorico sulla questione del rapporto tra educazione ed economia. sulla pagina fb di repubblica xl alcuni l'hanno fatto notare
Cioè, non è un "dato di fatto" quello che il comune (idiota, per me) pensare degli italiani è che se sei laureato sei "sistemato" e se fai le scuole professionali sei destinato a non emergere ?
E' un processo ? Ma che processo, Audere ?
Sarò portato alla reazionarietà, cosa vuoi che ti dica.
Però sono curioso di sapere....un non reazionario cosa avrebbe detto in questo caso ? Per saperlo....
allora: non è un sentire comune, lo sarà per te e per serra, ma non è assolutamente un sentire comune. ad esempio, io non conosco nessuno che la veda così. poi, ci vorrebbe un po' di analisi quantitativa ma, esperienza per esperienza, dobbiamo sospendere il giudizio. è un processo, confermo. in questo senso: che una condizione storica, contingente e momentanea, l'esito di un processo sociale, è presentata da serra come un fatto, senza uno straccio di analisi. cioè se uno si laurea e poi fa lavori di merda, non è che sia un dato di fatto, è la conseguenza di processi sociali specifici che se sei un reazionario non vedi, o non vuoi vedere, se non lo sei li vedi. ecco, che cosa farebbe uno che non è reazionario come serra: si porrebbe il problema di un'analisi sulla funzione dell'educazione, che tra l'altro è ampiamente disponibile, basterebbe cercarla, e se si ponesse questo problema in modo serio non ci vorrebbe tanto a capire che la sua idea di educazione "che serva ad imparare un mestiere" è infondata. cioè a parte che ideologicamente reazionaria non si tiene teoricamente, non è in grado di rendere conto della funzione dell'educazione nella società moderna che NON e' quella di insegnare un mestiere
fondamentalmente e' vero.
come e' vero che te e il mohlo rimanete per ora 2 borghesucci.
ma siete giovani dai,ve lo concedo.
molho leone
31-01-2012, 05: 13
...perchè fascista reazionario ?
fascista antropologico e reazionario. o una delle due che è uguale. perché dietro al suo buon senso liberal traspare in modo evidente un'ideologia reazionaria. ivai sulla pagina FB di quel periodico per dettagli
Mah.
Io l'ideologia reazionaria non ho capito quale sarebbe.
Sarò tonto, ma per me Serra non ha fatto altro che constatare un dato di fatto.
qui sta la reazionaretà. a chiamarlo "dato di fatto". non è affatto un fatto. è un processo. se chiami "fatto" un "processo" sei portato alla reazionarietà. comunque, scrive anche delle cazzate dal punto di vista teorico sulla questione del rapporto tra educazione ed economia. sulla pagina fb di repubblica xl alcuni l'hanno fatto notare
Cioè, non è un "dato di fatto" quello che il comune (idiota, per me) pensare degli italiani è che se sei laureato sei "sistemato" e se fai le scuole professionali sei destinato a non emergere ?
E' un processo ? Ma che processo, Audere ?
Sarò portato alla reazionarietà, cosa vuoi che ti dica.
Però sono curioso di sapere....un non reazionario cosa avrebbe detto in questo caso ? Per saperlo....
allora: non è un sentire comune, lo sarà per te e per serra, ma non è assolutamente un sentire comune. ad esempio, io non conosco nessuno che la veda così. poi, ci vorrebbe un po' di analisi quantitativa ma, esperienza per esperienza, dobbiamo sospendere il giudizio. è un processo, confermo. in questo senso: che una condizione storica, contingente e momentanea, l'esito di un processo sociale, è presentata da serra come un fatto, senza uno straccio di analisi. cioè se uno si laurea e poi fa lavori di merda, non è che sia un dato di fatto, è la conseguenza di processi sociali specifici che se sei un reazionario non vedi, o non vuoi vedere, se non lo sei li vedi. ecco, che cosa farebbe uno che non è reazionario come serra: si porrebbe il problema di un'analisi sulla funzione dell'educazione, che tra l'altro è ampiamente disponibile, basterebbe cercarla, e se si ponesse questo problema in modo serio non ci vorrebbe tanto a capire che la sua idea di educazione "che serva ad imparare un mestiere" è infondata. cioè a parte che ideologicamente reazionaria non si tiene teoricamente, non è in grado di rendere conto della funzione dell'educazione nella società moderna che NON e' quella di insegnare un mestiere
fondamentalmente e' vero.
come e' vero che te e il mohlo rimanete per ora 2 borghesucci.
ma siete giovani dai,ve lo concedo.
Magari.
Magari fossi giovane, intendo.
E non ho problemi ad ammettere di essere un borghesuccio.
Sinceramente, non ci vedo nulla di male.
molho leone
31-01-2012, 05: 29
...perchè fascista reazionario ?
fascista antropologico e reazionario. o una delle due che è uguale. perché dietro al suo buon senso liberal traspare in modo evidente un'ideologia reazionaria. ivai sulla pagina FB di quel periodico per dettagli
Mah.
Io l'ideologia reazionaria non ho capito quale sarebbe.
Sarò tonto, ma per me Serra non ha fatto altro che constatare un dato di fatto.
qui sta la reazionaretà. a chiamarlo "dato di fatto". non è affatto un fatto. è un processo. se chiami "fatto" un "processo" sei portato alla reazionarietà. comunque, scrive anche delle cazzate dal punto di vista teorico sulla questione del rapporto tra educazione ed economia. sulla pagina fb di repubblica xl alcuni l'hanno fatto notare
Cioè, non è un "dato di fatto" quello che il comune (idiota, per me) pensare degli italiani è che se sei laureato sei "sistemato" e se fai le scuole professionali sei destinato a non emergere ?
E' un processo ? Ma che processo, Audere ?
Sarò portato alla reazionarietà, cosa vuoi che ti dica.
Però sono curioso di sapere....un non reazionario cosa avrebbe detto in questo caso ? Per saperlo....
allora: non è un sentire comune, lo sarà per te e per serra, ma non è assolutamente un sentire comune. ad esempio, io non conosco nessuno che la veda così. poi, ci vorrebbe un po' di analisi quantitativa ma, esperienza per esperienza, dobbiamo sospendere il giudizio. è un processo, confermo. in questo senso: che una condizione storica, contingente e momentanea, l'esito di un processo sociale, è presentata da serra come un fatto, senza uno straccio di analisi. cioè se uno si laurea e poi fa lavori di merda, non è che sia un dato di fatto, è la conseguenza di processi sociali specifici che se sei un reazionario non vedi, o non vuoi vedere, se non lo sei li vedi. ecco, che cosa farebbe uno che non è reazionario come serra: si porrebbe il problema di un'analisi sulla funzione dell'educazione, che tra l'altro è ampiamente disponibile, basterebbe cercarla, e se si ponesse questo problema in modo serio non ci vorrebbe tanto a capire che la sua idea di educazione "che serva ad imparare un mestiere" è infondata. cioè a parte che ideologicamente reazionaria non si tiene teoricamente, non è in grado di rendere conto della funzione dell'educazione nella società moderna che NON e' quella di insegnare un mestiere
Se non conosci nessuno che la veda così, Audere, forse parli molto poco spesso con persone anziane, casalinghe che ti portano il 730 da fare, artigiani, genitori con figli da indirizzare a scuola etc etc.
Ho a che fare con queste categorie molto spesso (così come Lex, come Supercaldaia etc...) e la mia personale analisi quantitativa mi porta a dire che quello è il comune sentire: fai fare l'università a tuo figlio o al nipotino, così si sistema.
Che è una puttanata colossale.
Detto questo, resto con il mio pragmatismo e, quindi, per me, l'esito di un processo sociale E' un fatto. Altrimenti, cosa sono i fatti ?
E in questo mondo l'idea che l'educazione serva per imparare un mestiere sarà reazionaria finchè vuoi, ma tale è. Aggiungo....per fortuna !
Chiedo a te, che evidentemente reazionario non sei: a cosa dovrebbe mai servire, in QUESTA SOCIETA' (quella del quotidiano portare a casa la pagnotta, non quella dell'ipotesi della manna che cade dal cielo) l'educazione nella società moderna ?
Ma vorrei una risposta con tre/cinque punti ben precisi. Poca teoria, molta sostanza.
audere est facere, mtrfckr
31-01-2012, 07: 49
guarda, di questa menata dell'essere pratici ne abbiamo già parlato non ricordo in che thread, quindi sai già come la vedo: la mia idea è che il tuo essere pratico è molto più teorico ed astratto ed ideologico di quello che pensi. comunque vado per punti. nella frase la tua realtà è la tua. cioè una piccolissima parte della realtà quindi puoi paalre delle persone che frequenti. quindi parla degli anziani con cui hai a che fare, conle casalinghe con cui hai a che fare, con i genitori con cui hai a che fare. fidati che sarebbe meglio un po' di prudenza. l'ufficio statistico dell'EU, che si chiama "eurobarometro" rilevava qualche anno fa (e ho motivio per credere che quesya quota non sia cresciuta) come poco più' del 50% degli italiani intervistati rientra nella tipologia che tu incontri più spesso e che per questo, essendo NON PRATICO, ritieni che debba rappresentare lun campione significativo degli italiani. insomma, io aspetterei a dire che sei pragmatico come tutti gli esseri umani costruisci una tua realtà e ti ci muovi dentro. ma non hai nessun punto di contatto diretto con il mondo, non ce l'ha nessuno.
che cosa sono i fatti? bé in primo luogo devi assolutamente distinguere tra fatti e realtà, perché altrimenti sei tutto fuorché pragmatico. I fatti sono un frammentodi realtà che tu costruisci attraverso tue selezioni. che possono sembrare quelle di altri, ed allora di parla di frme culturali, ma che con la "realtà", che non esiste al di fuuri di chi l'osserva, non c'entrano niente. quindi, i fatti a cui tu, non pragmaticamente, sei tanto legato da non essere disposto ad osservare come tu osservi, proteggendo questa tendenza con una bella dose di ideologia (il pragmaticismo) sono in effetti l'esito di un processo. chi dice di no. ma se sono l'esito di un processo sarà ben interessante andare a vedere questo processo. oppure con u approccio iper-storicistica si prende quello che c'è per buono perché se è accaduta doveva accadere e non ci si pensa più. se leggi, è quello che rimprovero a serra. ovviamente, un approccio simile è reazionario. ricapitolo: siamo di fronte ad un processo sociale che noi prendiamo come oggetto della natura, come realtà ultima su cui non ci si interroga, perché siamo pratici, ma alla quel ci si limita a reagire. quindi non ci si preoccupa di trasformare le strutture che permettono il processo (senza struttura, non c'è processo) e quindi, sarai d'accordo, si è, culturalemte prima che politicamente, reazionari.
funzione dell'educazione nella società (che è una, anche se parli di una tribù nomade dell'amazzonia lo fai da dentro una società). capirai che non sono cose che si possono scrivere in meno di quache migliaia di pagine, solo se si vuole essere iper-pratici e quindi limitarsi alla teoria senza discutere ricerche empiriche. I punti, che poi il produrre elenchi, riassunti, schemi è di un modo di ragionare dove nello spazio che c'é tra pretesa di praticità e il riduzionismo che l'alimenta si anida l'ideologia (reazionaria), se vuoi falli te, sulla base delle tue idee. Quello che posso fare è scrivere che: 1) è utile evitare di confondere funzione e prestazione, 2) è importante non confondere organizzazioni e società, nel caso scuole e società, 3) è utile non confondere le auto-descrizioni di un sistema sociale, ad esempio l'educazione, con le descrizioni di questo compiute da altri punti di vista
audere est facere, mtrfckr
31-01-2012, 07: 49
Un minimo di storia. Quando si evolve un sistema educativo nella società, che è cosa relativamente recente, l’educazione è piena di concorrenti ad esempio, permetti lo scherzo quelli come te e serra. Mentre l’educazione si pone come funzione quello della perfettibilità dell’uomo, l’economia vede il lavoro come “processo educativo naturale”, rispetto al quale l’educazione differenziata in scuole rappresenta un problema. Come reagisce la pedagogia (cioè l’educazione che riflette su se stessa)?
Osserva la contraddizione tra perfezione ed utilità dell’uomo ed inventa questa roba: inizia a lavorare non sulla funzione, che resta la perfezione, ma sulla prestazione per altri sistemi, come l’economia, e si inventa la formazione. Costruisce programmi scolastici, materie ecc. Insomma, quella roba a cui pensa serra, e credo pensi anche tu, però siamo nel 1800, 1850 più o meno.
La pedagogia è proprio sveglia, perché così risolve un altro problema, nota a Kant dal ‘700: gli educatori mancano del l’autorità genitoriale, che recuperano nel riferimento alla professionalità ed alla verità dei temi di insegnamento: i programmi della formazione si accoppiano con la scienza. Ah, le scuole tecniche (serra, anche tu?)
A metà ‘800 il sistema educativo sembra fieramente stabilizzato come sistema di formazione. Ma questa è l’evoluzione di un processo, che ha origini culturali e sociali e che tra l’altro se ne va a ramengo prima del XX secolo, per il motivo che l’educazione come formazione, non è più in grado di distinguere proprio tra “prestazione” (istruzione) e “funzione” (formazione), quindi non è in grado di riflessione di secondo grado (auto-osservazione) e si pianta, perde la capacità di correre dietro alle complessità della situazione educativa che, se permetti, non può essere gestita dal punto di vista dell’economia, che ha altre preoccupazioni.
La pedagogia, però, riesce a superare questa crisi, riformulando la propria funzione: già tra fine ‘800 ed inizio ‘900 si decide come l’essenziale di ogni apprendimento non sia accumulare conoscenze giuste, oppure sviluppare capacità utili come tali, ma l’abilità contemporaneamente acquisita di usare quello che è stato appreso come fondamento per un ulteriore apprendimento. Si tratta di un’evoluzione di tutti i sistemi di funzione, ad esempio, il diritto si rifà non più alla natura, ma al diritto stesso, per stabilire come il diritto debba essere prodotto oppure abrogato. Altro colpo di genio, perché la “capacità di apprendere” prende fa del processo educativo un incremento della propria premessa; la capacità di apprendere non è solo un output, ma è la premessa di funzionamento che si sviluppa facendo continuamente riferimento ad essa. Quindi l’apprendimento può essere preteso non solo come occasionale, ma continuo, e la pedagogia esalta la funzione dell’educazione.
audere est facere, mtrfckr
31-01-2012, 07: 53
ci sarebbero poi moltissime altre cose da dire, ad esempio non è che la differenza tra funzione e prestazione salti fuori perché suona bene, è l'esito di un'evoluzione sociale millenaria che si può descrivere nei dettagli. però sono 20 minuti che sono qui sopra e adesso devo andare, ciao!
osellame
31-01-2012, 07: 58
:sleeping1:
:sleeping1:
davvero, cazzo sti discorsi alle 6-8 del mattino, come cazzo fate
io voglio morire, datemi 325436 caffè
molho leone
31-01-2012, 08: 48
Però, Audere poi mi rispondi anche ?
audere est facere, mtrfckr
31-01-2012, 09: 31
guarda che ti ho risposto, bisogna anche che leggi. poi ci sarebbe da dire, da parte mia, sulla rilevanza delle tue domande. se leggi, vedrai che io ti rispondo ma faccio anche altro, poiché evidenzio il fondamento ideologico che c'è dietro a domande che tu PRETENDI (come è tradizione nel processo di naturalizzazione del sociale proprio delle reazione) essere innocue, neutre, com'è che dici? pragmatiche. comunque, io ti invito a non avere problemi con le parole: ad esempio, per quanto riguarda l'educazione, se uno mi definisce "conservatore" non è che abbia molti problemi a dire: per molti aspetti sì. allo stesso modo tu e serra, dal momento che rivendicate un ritorno alla educazione come formazione che è una condizione storica, concreta, propria del secondo '800, se permetti posso chiamarvi reazionari. poi ci sono anche rinnovatori, rivoluzionari, ad esempio chi è per l'abolizione della valutazione e io sono stato in passato vicino a questi e magari ci torno pure, chi come illich è per la descolarizzazione, e qui l'avanguardia viene ad essere criticata da molti (dibattito pluridecennale ed interessant) perché accusata di giungere all'estremo della reazionarietà spingendo per l'abolizione delle scuole. per tornare a noi, se leggi vedrai che ti ho risposto, non tra le righe ma in modo esplicito. c'è un post intero di risposta. anche se l'elenco per punti, come ti ho già scritto, lo fai poi tu, se vuoi. io non lo faccio, non sono un reazionario-metodologico
Giallobalordo
31-01-2012, 10: 10
Cazzo mohlo, non ti ha risposto?
Spiegami una cosa mholo. Un conto è Osella, che lo prende per il culo dicendo che è soporifero, e che sul tema non ha nessun interesse.
Un conto sono anche altri, che magari lo chiamano merdere, o come lex, che in effetti non hanno mai mostrato particolare interesse per ste "sbrodolate" mattutine. E ci sta, per l'amor di dio. Anzi, è sano, basta con sti pipponi da intellettuale, le figa è figa, l'educazione è educazione, ecc. ecc.
Io invece sono un problematico, sono "il pera", non faccio un cazzo dal mattino alla sera, e mi faccio i viaggi su ste stronzate, e allor ami interessa parlare con una persona come audere che in queste sbrodolate, mostra competenza alta, che merita di essere ascoltata, letta, se a uno interessa l'argomento.
Poi ci sei tu, come goor ad esempio, che fate parte di una categoria spuria. Cioè, vi va di affrontare certi temi, ma non di riflettere su concetti che a primo acchito non comprendete. Il fatto che tu risponda come rispondi, "accusando" Merdere di non risponderti, significa che o non hai letto, oppure hai letto saltando quello che non capivi. Invece avresti l'opportunità per chiedere.
io del post di audere ho capito quasi tutto, ma ammetto che è ben impegantivo, e non biasimo se uno non se lo capisce. Ma preferisco la reazione alla Osella.
In pratica, vuoi discutere, si discute, e ci si legge.
Io avrei usato parole più semplici perché sono più scarso di audere. Avrei detto che l'istruzione è al servizio della socializzazione, serve non a insegnarti una professione, ma a insegnarti che per diventare cittadini bisogna obbedire.
La dimostrazione che la scuola non insegna un mestiere è proprio negli attestati finali. Ovvero, non importa cosa sai fare, ma se hai l'attestato. Come dice audere, a ogni evidenza, come si struttura la Formazione, e l'educazione, oggi, è frutto di un processo politico, che non finisce oggi (solo marx credeva nella fine della storia).
Ricordo ad esmepio, ma vado a memoria, che il sistema di votazione decimale fu opera dei gesuiti, intorno al 500, durante un periodo nel quale i mercantilisti già si stavano interrogendo sul problema della mobilità sociale.
Ricordo che un elemento di discussione all'epoca era come indurre la sensazione della mobilità sociale, senza che essa fosse effettiva. In questo una scuola selettiva, competitiva, e i gesuiti proposero la votazione in decimi, era un capiosaldo. In parole povere, tu opuoi anche diventare un agiato dirigente partendo da posizioni umili, ma rpima, ti abbiamo "trattato" obbligandoti ad andare bene, a leccare il culo, a dire sempre di si, a credere ciecamente ai nostri modelli educativi, ecc. ecc.
Però non sono sicuro nè della data, dè dei gesuiti, nè dei mercantilisti... :)
:sleeping1:
davvero, cazzo sti discorsi alle 6-8 del mattino, come cazzo fate
io voglio morire, datemi 325436 caffè
dio anche alle 11...
audere est facere, mtrfckr
31-01-2012, 13: 06
Cazzo mohlo, non ti ha risposto?
Spiegami una cosa mholo. Un conto è Osella, che lo prende per il culo dicendo che è soporifero, e che sul tema non ha nessun interesse.
Un conto sono anche altri, che magari lo chiamano merdere, o come lex, che in effetti non hanno mai mostrato particolare interesse per ste "sbrodolate" mattutine. E ci sta, per l'amor di dio. Anzi, è sano, basta con sti pipponi da intellettuale, le figa è figa, l'educazione è educazione, ecc. ecc.
Io invece sono un problematico, sono "il pera", non faccio un cazzo dal mattino alla sera, e mi faccio i viaggi su ste stronzate, e allor ami interessa parlare con una persona come audere che in queste sbrodolate, mostra competenza alta, che merita di essere ascoltata, letta, se a uno interessa l'argomento.
Poi ci sei tu, come goor ad esempio, che fate parte di una categoria spuria. Cioè, vi va di affrontare certi temi, ma non di riflettere su concetti che a primo acchito non comprendete. Il fatto che tu risponda come rispondi, "accusando" Merdere di non risponderti, significa che o non hai letto, oppure hai letto saltando quello che non capivi. Invece avresti l'opportunità per chiedere.
io del post di audere ho capito quasi tutto, ma ammetto che è ben impegantivo, e non biasimo se uno non se lo capisce. Ma preferisco la reazione alla Osella.
In pratica, vuoi discutere, si discute, e ci si legge.
Io avrei usato parole più semplici perché sono più scarso di audere. Avrei detto che l'istruzione è al servizio della socializzazione, serve non a insegnarti una professione, ma a insegnarti che per diventare cittadini bisogna obbedire.
La dimostrazione che la scuola non insegna un mestiere è proprio negli attestati finali. Ovvero, non importa cosa sai fare, ma se hai l'attestato. Come dice audere, a ogni evidenza, come si struttura la Formazione, e l'educazione, oggi, è frutto di un processo politico, che non finisce oggi (solo marx credeva nella fine della storia).
Ricordo ad esmepio, ma vado a memoria, che il sistema di votazione decimale fu opera dei gesuiti, intorno al 500, durante un periodo nel quale i mercantilisti già si stavano interrogendo sul problema della mobilità sociale.
Ricordo che un elemento di discussione all'epoca era come indurre la sensazione della mobilità sociale, senza che essa fosse effettiva. In questo una scuola selettiva, competitiva, e i gesuiti proposero la votazione in decimi, era un capiosaldo. In parole povere, tu opuoi anche diventare un agiato dirigente partendo da posizioni umili, ma rpima, ti abbiamo "trattato" obbligandoti ad andare bene, a leccare il culo, a dire sempre di si, a credere ciecamente ai nostri modelli educativi, ecc. ecc.
Però non sono sicuro nè della data, dè dei gesuiti, nè dei mercantilisti... :)
certo, la valutazione decimale è la quintessenza della trasformazione dei bambini in studenti. che sono due cose molto diverse. scuola-struttura sociale: guarda, io adesso sono un pooco di parte, e dico che la pedagogia a questa roba ci ha pensato. è una disciplina che si pensa molto addosso, e certo questo crea problemi. l'idea di funzione di apprendimento, invece che di formazione un po' cerca di alleggerire le pressioni esterne sulla scuola. per questo la scuola italiana, dove questa roba si è concretizzata con più decisione, soprattutto prima delle riforme che un po' l'hanno ferita, parlo della scuola con il tempo lungo, anni '70-'80, E' UN MIRACOLO. dice aghera un eccellente sistema educativo, io dico che ha ragione. e l'università, insomma la nostra, quella dei piani di studio liberi e dei corsi annuali, a te piaceva? per me era fantastica
Giallobalordo
31-01-2012, 13: 32
La nostra università, quella che dagli anni 70 arriva agli anni 90, per me era fantastica.
Mentre la facevo, però, auspicavo la descolarizzazione e dicevo che l'università era un esamificio funzionale all'asservimento del proletariato. Motavo per altro, che le statistiche relative alla composizione sociale degli universiatri si era assai allargata (dopo il 68 si iscrivevano molti più appartenenti a classi meno agiate),m ma se guardavi la composizione dei laureati, e se poi focalizzavi sui laureati in corso, ecc., beh, la statistica si riavvicinava al 68.
E poi, nel 93, dicevo che non sarebbe durata, che era evidente che non avrebbe retto alle pressioni di ristrutturazione che subiva.
E infati, un'isola felice, durata pochissimo, meravigliosa, ma effimera.
Detto questo?
Ovviamente concordo anche sul tempo lungo.
Però anche li, l pedagogia pensa, e poi altri decidono. Perchè la pedagogia non ha potere. E conta solo chi ha potere.
Ecco perchè anche la scuola col tempo lungo, è solo un'eccezione che conferma la regola.
Giallobalordo
31-01-2012, 13: 37
E poi, in una scuola decente non dovresti nemmeno avere un programma ministeriale. Al limite competenze minime in uscita: saper leggere, saper scrivere, saper far di calcolo fino alle funzioni di secondo grado, esempio.
Punto.
Cazzo mohlo, non ti ha risposto?
Spiegami una cosa mholo. Un conto è Osella, che lo prende per il culo dicendo che è soporifero, e che sul tema non ha nessun interesse.
Un conto sono anche altri, che magari lo chiamano merdere, o come lex, che in effetti non hanno mai mostrato particolare interesse per ste "sbrodolate" mattutine. E ci sta, per l'amor di dio. Anzi, è sano, basta con sti pipponi da intellettuale, le figa è figa, l'educazione è educazione, ecc. ecc.
Io invece sono un problematico, sono "il pera", non faccio un cazzo dal mattino alla sera, e mi faccio i viaggi su ste stronzate, e allor ami interessa parlare con una persona come audere che in queste sbrodolate, mostra competenza alta, che merita di essere ascoltata, letta, se a uno interessa l'argomento.
Poi ci sei tu, come goor ad esempio, che fate parte di una categoria spuria. Cioè, vi va di affrontare certi temi, ma non di riflettere su concetti che a primo acchito non comprendete. Il fatto che tu risponda come rispondi, "accusando" Merdere di non risponderti, significa che o non hai letto, oppure hai letto saltando quello che non capivi. Invece avresti l'opportunità per chiedere.
io del post di audere ho capito quasi tutto, ma ammetto che è ben impegantivo, e non biasimo se uno non se lo capisce. Ma preferisco la reazione alla Osella.
In pratica, vuoi discutere, si discute, e ci si legge.
Io avrei usato parole più semplici perché sono più scarso di audere. Avrei detto che l'istruzione è al servizio della socializzazione, serve non a insegnarti una professione, ma a insegnarti che per diventare cittadini bisogna obbedire.
La dimostrazione che la scuola non insegna un mestiere è proprio negli attestati finali. Ovvero, non importa cosa sai fare, ma se hai l'attestato. Come dice audere, a ogni evidenza, come si struttura la Formazione, e l'educazione, oggi, è frutto di un processo politico, che non finisce oggi (solo marx credeva nella fine della storia).
Ricordo ad esmepio, ma vado a memoria, che il sistema di votazione decimale fu opera dei gesuiti, intorno al 500, durante un periodo nel quale i mercantilisti già si stavano interrogendo sul problema della mobilità sociale.
Ricordo che un elemento di discussione all'epoca era come indurre la sensazione della mobilità sociale, senza che essa fosse effettiva. In questo una scuola selettiva, competitiva, e i gesuiti proposero la votazione in decimi, era un capiosaldo. In parole povere, tu opuoi anche diventare un agiato dirigente partendo da posizioni umili, ma rpima, ti abbiamo "trattato" obbligandoti ad andare bene, a leccare il culo, a dire sempre di si, a credere ciecamente ai nostri modelli educativi, ecc. ecc.
Però non sono sicuro nè della data, dè dei gesuiti, nè dei mercantilisti... :)
Visto che mi tiri in ballo dico la mia: quella di Audere non e' una non risposta, ma non e' nemmeno una risposta. Diciamo che e' una puntualizzazione, e peraltro pure sensata, che pero' non esclude la bonta' dei concetti espressi nell'articolo di Serra. Ovviamente se si parte dal presupposto che Serra non vuole esprimere un concetto assoluto, ma un concetto comunque presente e diffuso. Perche' di persone che ragionano come descritto in quell'articolo ne conosco anch'io, e poco mi interessa determinare percentuali come fate voi.
Diverso il discorso delle reali abilita' legate alle qualifiche, e qui potete sfogarvi quanto vi pare. Ma la tendenza a giuducare lavori di serie A e lavori di serie B, ed a ritenere che un certo titolo di studio sia dovuto al fine di ottenere un lavoro di serie A esiste. Ed in molti casi e' sbagliata.
audere est facere, mtrfckr
31-01-2012, 13: 45
La nostra università, quella che dagli anni 70 arriva agli anni 90, per me era fantastica.
Mentre la facevo, però, auspicavo la descolarizzazione e dicevo che l'università era un esamificio funzionale all'asservimento del proletariato. Motavo per altro, che le statistiche relative alla composizione sociale degli universiatri si era assai allargata (dopo il 68 si iscrivevano molti più appartenenti a classi meno agiate),m ma se guardavi la composizione dei laureati, e se poi focalizzavi sui laureati in corso, ecc., beh, la statistica si riavvicinava al 68.
E poi, nel 93, dicevo che non sarebbe durata, che era evidente che non avrebbe retto alle pressioni di ristrutturazione che subiva.
E infati, un'isola felice, durata pochissimo, meravigliosa, ma effimera.
Detto questo?
Ovviamente concordo anche sul tempo lungo.
Però anche li, l pedagogia pensa, e poi altri decidono. Perchè la pedagogia non ha potere. E conta solo chi ha potere.
Ecco perchè anche la scuola col tempo lungo, è solo un'eccezione che conferma la regola.
certo, è così. il potere prende decisioni vincolanti, la pedagogia si incazza (quando non è prona) ma poi quello che può sperare è influenza il potere il qualche modo. il mio discorso badava a questo. lasciamo perdere l'università che l'hanno martoriata, resto sulla scuola dell'obbligo + superiori. dico che, per qualche motivo (uso miracolo, forse esagero) nel nostro paese, soprattutto dalle nostre parti, la pedagogia è riuscita un tempo non lontano a convincere chi decideva a spendere soldi per scuole che NON insegnavano un mestiere, ma insegnavano ad imparare, anche con una certa tendenza critica (ovviamente, con esiti più o meno riusciti, ma sappiamo che la pedagogia fa molta fatica ad ammettere il proprio limite fondamentale, che è quello di non potere essere sicura di quello che ha in testa la gente). scuole, me la passi, che NON SI PROPONEVANO DI FORMARE FORZA LAVORO. chiaro, educavano cittadini nell'mabito di una società democratica, di mercato ecc ecc, ed infatti la descolarizzazione mi ha a alungo affascinato e se ne sapessi di più, magari ne diventerei fautore, però oltre illich non sono mai andato
E poi, in una scuola decente non dovresti nemmeno avere un programma ministeriale. Al limite competenze minime in uscita: saper leggere, saper scrivere, saper far di calcolo fino alle funzioni di secondo grado, esempio.
Punto.
Non farmi iniziare a parlare di programmi ministeriali, che se fosse per me la scuola verrebbe riorganizzata e rivoltata come un calzino.
audere est facere, mtrfckr
31-01-2012, 14: 37
Cazzo mohlo, non ti ha risposto?
Spiegami una cosa mholo. Un conto è Osella, che lo prende per il culo dicendo che è soporifero, e che sul tema non ha nessun interesse.
Un conto sono anche altri, che magari lo chiamano merdere, o come lex, che in effetti non hanno mai mostrato particolare interesse per ste "sbrodolate" mattutine. E ci sta, per l'amor di dio. Anzi, è sano, basta con sti pipponi da intellettuale, le figa è figa, l'educazione è educazione, ecc. ecc.
Io invece sono un problematico, sono "il pera", non faccio un cazzo dal mattino alla sera, e mi faccio i viaggi su ste stronzate, e allor ami interessa parlare con una persona come audere che in queste sbrodolate, mostra competenza alta, che merita di essere ascoltata, letta, se a uno interessa l'argomento.
Poi ci sei tu, come goor ad esempio, che fate parte di una categoria spuria. Cioè, vi va di affrontare certi temi, ma non di riflettere su concetti che a primo acchito non comprendete. Il fatto che tu risponda come rispondi, "accusando" Merdere di non risponderti, significa che o non hai letto, oppure hai letto saltando quello che non capivi. Invece avresti l'opportunità per chiedere.
io del post di audere ho capito quasi tutto, ma ammetto che è ben impegantivo, e non biasimo se uno non se lo capisce. Ma preferisco la reazione alla Osella.
In pratica, vuoi discutere, si discute, e ci si legge.
Io avrei usato parole più semplici perché sono più scarso di audere. Avrei detto che l'istruzione è al servizio della socializzazione, serve non a insegnarti una professione, ma a insegnarti che per diventare cittadini bisogna obbedire.
La dimostrazione che la scuola non insegna un mestiere è proprio negli attestati finali. Ovvero, non importa cosa sai fare, ma se hai l'attestato. Come dice audere, a ogni evidenza, come si struttura la Formazione, e l'educazione, oggi, è frutto di un processo politico, che non finisce oggi (solo marx credeva nella fine della storia).
Ricordo ad esmepio, ma vado a memoria, che il sistema di votazione decimale fu opera dei gesuiti, intorno al 500, durante un periodo nel quale i mercantilisti già si stavano interrogendo sul problema della mobilità sociale.
Ricordo che un elemento di discussione all'epoca era come indurre la sensazione della mobilità sociale, senza che essa fosse effettiva. In questo una scuola selettiva, competitiva, e i gesuiti proposero la votazione in decimi, era un capiosaldo. In parole povere, tu opuoi anche diventare un agiato dirigente partendo da posizioni umili, ma rpima, ti abbiamo "trattato" obbligandoti ad andare bene, a leccare il culo, a dire sempre di si, a credere ciecamente ai nostri modelli educativi, ecc. ecc.
Però non sono sicuro nè della data, dè dei gesuiti, nè dei mercantilisti... :)
Visto che mi tiri in ballo dico la mia: quella di Audere non e' una non risposta, ma non e' nemmeno una risposta. Diciamo che e' una puntualizzazione, e peraltro pure sensata, che pero' non esclude la bonta' dei concetti espressi nell'articolo di Serra. Ovviamente se si parte dal presupposto che Serra non vuole esprimere un concetto assoluto, ma un concetto comunque presente e diffuso. Perche' di persone che ragionano come descritto in quell'articolo ne conosco anch'io, e poco mi interessa determinare percentuali come fate voi.
Diverso il discorso delle reali abilita' legate alle qualifiche, e qui potete sfogarvi quanto vi pare. Ma la tendenza a giuducare lavori di serie A e lavori di serie B, ed a ritenere che un certo titolo di studio sia dovuto al fine di ottenere un lavoro di serie A esiste. Ed in molti casi e' sbagliata.
manno, serra dice delle cazzate. a parte l'aspetto ideologico, lasciamolo stare. reazionario o no, no importa. serra scrive delle balle, bene che vada avrà dei preconcetti e li spaccia per fatti. dice che in italia le scuole professionali sono state da sempre per poveri. cazzata epocale: cerca le statistiche ministeriali e vedrai le scuole tecniche e professionali sono state per decenni frequentate da molti studenti che provenivano da famiglie con reddito medio-alto. Quanti figli di artigiani o imprenditori benestanti hanno frequentato il corni? non pochi. allora, forse, non è questione di poveri o ricchi, è questione di prospettive di vita, detta in termini più tecnici, è questione di semantica e struttura della società. e la scuola che ci sta a fare, per serra? dovrebbe assecondare le strutture sociali. non perturbare, non fare vedere che c'è altro, no: assecondare. poi: la storia che la gente si aspetti lavori di "serie A" se ha una laurea in mano. ho citato eurobarometro: ormai solo il 50% degli italiani (campione di 30000 se non ricordo male) la vede ancora in questo modo. Piuttosto, chiediamoci perché se sempre meno valorizzano la laurea, sempre più cercano di prenderla. ma questo cose serra non se le può chiedere, perché no ci pensa, parte dall'idea che la gente studia per il pezzo di carta che porti in dote un lavoro coerente.
poi c'è quello detto prima, l'idea del dottore svalutato:anche in questo caso si possono fare due cose: 1) prendere lo casa come un oggetto, come fa chi deve costruire una casa e vaulta il terreno, senza poi chiedersi perché sia così, sto terrreno 2) prendere la cosa come un processo, e quindi studiare cos'è sta roba che in italia ci sono tanti dottori svalutati quando le percentuali di laureati sono ancora bassine. chiaro che l'approccio 1 è reazionario metodologicamente, e ha tutto per diventarlo anche politicamente.
E su questo ti do ragione. Ma Serra non dice solo questo: dice soprattutto che ci sono lavori che sono visti come poco qualificanti, come i lavori manuali. Che si tende a considerare socialmente migliore un lavoro da impiegato amministrativo piuttosto che uno da operaio tornitore, ache se magari sono retribuiti in egual misura. Che poi ci siano idraulici che guadagnano cinque volte tanto chi lavora alle buste paga alla Iris poco importa.
audere est facere, mtrfckr
31-01-2012, 15: 10
E su questo ti do ragione. Ma Serra non dice solo questo: dice soprattutto che ci sono lavori che sono visti come poco qualificanti, come i lavori manuali. Che si tende a considerare socialmente migliore un lavoro da impiegato amministrativo piuttosto che uno da operaio tornitore, ache se magari sono retribuiti in egual misura. Che poi ci siano idraulici che guadagnano cinque volte tanto chi lavora alle buste paga alla Iris poco importa.
si però dice anche in questo caso una cazzata. in italia, secondo il censis, la percentuale di giovani che svolge lavori manuali, diciamo così, è molto più alta che in ogni altro paese dell'UE, quindi questa immagine di mandrie di giovani terrorizzati dal lavoro in officina che pascolano nell auel di giurisprudenza è semplicemente falsa. il fatto è che a serra sembra così, perché lui è, da reazioanrio, per una scuola come formazione di forza lavoro, quindi saranno sempre troppi gli universitari, dal momento che ai livelli degli anni ì50 si farà fatica a tornare per molto tempo
E su questo ti do ragione. Ma Serra non dice solo questo: dice soprattutto che ci sono lavori che sono visti come poco qualificanti, come i lavori manuali. Che si tende a considerare socialmente migliore un lavoro da impiegato amministrativo piuttosto che uno da operaio tornitore, ache se magari sono retribuiti in egual misura. Che poi ci siano idraulici che guadagnano cinque volte tanto chi lavora alle buste paga alla Iris poco importa.
si però dice anche in questo caso una cazzata. in italia, secondo il censis, la percentuale di giovani che svolge lavori manuali, diciamo così, è molto più alta che in ogni altro paese dell'UE, quindi questa immagine di mandrie di giovani terrorizzati dal lavoro in officina che pascolano nell auel di giurisprudenza è semplicemente falsa. il fatto è che a serra sembra così, perché lui è, da reazioanrio, per una scuola come formazione di forza lavoro, quindi saranno sempre troppi gli universitari, dal momento che ai livelli degli anni ì50 si farà fatica a tornare per molto tempo
Non vuole necessariamente dire che sia una cazzata
audere est facere, mtrfckr
31-01-2012, 15: 20
ho capito che uno può lavorare e pensare di fare un lavoro schifoso, nessuno dice il contrario. però, dal momento che nella testa della gente non ci entra nemmeno serra, vorrei capire sulla base di che cosa dice, il serra, che la gente che fa l'operaio senta come superiore lo status di chi fa l'impiegato. cioè non esiste proprio. soprattutto in una fase di proletarizzazione dei lavori impiegatizi, una critica puntuale mossa a serra sulla pagina fb di repubblica xl che ha postato l'articolo. io, te e serra che ne sappiamo di quello che pensa la gente mentre lavora? avremo delle idee...quello che sappiamo sono le quantità di lavoratori per qualifica, di studenti per facoltà, di laureati ecc. ecc. e nessuno di questo dati 1) sostiene l'idea che l'università sia identificata come investimento per evitare lavori manuali e, soprattutto, 2) nessuno di questi dati permette di individuare nel numero si studenti universitari o nel numero di giovani impiegati in lavoro manuale una variabile che possa giustificare il pistolotto di serra, visto che i giovani studenti sono meno che nei paesi UE ed i giovani lavoratori molti di più
oh avete rotto il cazzo voi 2,venite su a spammare nel topic degli incredibili acquisti di calciomercato,
molho leone
31-01-2012, 19: 09
DOMANDA
Chiedo a te, che evidentemente reazionario non sei: a cosa dovrebbe mai servire, in QUESTA SOCIETA' (quella del quotidiano portare a casa la pagnotta, non quella dell'ipotesi della manna che cade dal cielo) l'educazione nella società moderna ?
Ma vorrei una risposta con tre/cinque punti ben precisi. Poca teoria, molta sostanza.
RISPOSTA
funzione dell'educazione nella società (che è una, anche se parli di una tribù nomade dell'amazzonia lo fai da dentro una società). capirai che non sono cose che si possono scrivere in meno di quache migliaia di pagine, solo se si vuole essere iper-pratici e quindi limitarsi alla teoria senza discutere ricerche empiriche. I punti, che poi il produrre elenchi, riassunti, schemi è di un modo di ragionare dove nello spazio che c'é tra pretesa di praticità e il riduzionismo che l'alimenta si anida l'ideologia (reazionaria), se vuoi falli te, sulla base delle tue idee. Quello che posso fare è scrivere che: 1) è utile evitare di confondere funzione e prestazione, 2) è importante non confondere organizzazioni e società, nel caso scuole e società, 3) è utile non confondere le auto-descrizioni di un sistema sociale, ad esempio l'educazione, con le descrizioni di questo compiute da altri punti di vista
+ il post seguente.
Boh, cari Audere e Balordo.
Se una risposta alla mia domanda c'è, allora non l'ho capita (così il Balordo è contento, perchè le cose le capisce).
Per me NON C'E'. Al più, come dice Guur (al quale mi accomuna la posizione di potenziale reietto dal discutere colto) ci saranno delle puntualizzazioni, una colta esposizione di dottrina, dei tortellini in brodo, quello che vi pare.
Ma una risposta per me non c'è.
E la chiudo qui perchè stiamo andando sullo sterile.
Giallobalordo
31-01-2012, 22: 01
Dai mholo, hai messo sol la seconda parte del post di audere..
audere est facere, mtrfckr
01-02-2012, 09: 09
DOMANDA
Chiedo a te, che evidentemente reazionario non sei: a cosa dovrebbe mai servire, in QUESTA SOCIETA' (quella del quotidiano portare a casa la pagnotta, non quella dell'ipotesi della manna che cade dal cielo) l'educazione nella società moderna ?
Ma vorrei una risposta con tre/cinque punti ben precisi. Poca teoria, molta sostanza.
RISPOSTA
funzione dell'educazione nella società (che è una, anche se parli di una tribù nomade dell'amazzonia lo fai da dentro una società). capirai che non sono cose che si possono scrivere in meno di quache migliaia di pagine, solo se si vuole essere iper-pratici e quindi limitarsi alla teoria senza discutere ricerche empiriche. I punti, che poi il produrre elenchi, riassunti, schemi è di un modo di ragionare dove nello spazio che c'é tra pretesa di praticità e il riduzionismo che l'alimenta si anida l'ideologia (reazionaria), se vuoi falli te, sulla base delle tue idee. Quello che posso fare è scrivere che: 1) è utile evitare di confondere funzione e prestazione, 2) è importante non confondere organizzazioni e società, nel caso scuole e società, 3) è utile non confondere le auto-descrizioni di un sistema sociale, ad esempio l'educazione, con le descrizioni di questo compiute da altri punti di vista
+ il post seguente.
Boh, cari Audere e Balordo.
Se una risposta alla mia domanda c'è, allora non l'ho capita (così il Balordo è contento, perchè le cose le capisce).
Per me NON C'E'. Al più, come dice Guur (al quale mi accomuna la posizione di potenziale reietto dal discutere colto) ci saranno delle puntualizzazioni, una colta esposizione di dottrina, dei tortellini in brodo, quello che vi pare.
Ma una risposta per me non c'è.
E la chiudo qui perchè stiamo andando sullo sterile.
beh, hai messo "per me" quindi ho poco da dire. se tu non la vedi, posso solo ricopiare quello che ho scritto.
primo post:
1) è utile evitare di confondere funzione e prestazione, 2) è importante non confondere organizzazioni e società, nel caso scuole e società, 3) è utile non confondere le auto-descrizioni di un sistema sociale, ad esempio l'educazione, con le descrizioni di questo compiute da altri punti di vista
sono consigli metodologici. 1) non confondere funzione, cioè il problema sociale che l'educazione risolve NELLA PROSPETTIVA DELL'EDUCAZIONE STESSA, che è poi il filtro che si mette davanti agli occhi per costruire la propria realtà, che è appunto la realtà dell'educazione, con prestazione, che è il modo in cui altri sistemi, ad esempio, l'economia, guarda all'educazione. il modo di vedere l'educazione economico, che mi sembra sia quello di serra, ed il tuo, vede l'educazione come, formazione di forza lavoro ancella dell'economia, che si affanna a correree dietro ai trend del mercato del lavoro. l'educazione, a questo, ovviamente resiste, con più o meno successo. ma poi c'è la prestazione dell'educazione per la politica, per la medcina, per la scienza ecc. questo consiglio è fondamentale perché chiarisce a che cosa si risponde quando si risponde alla domanda "a che serve l'educazione". Dipende se serire rimanda alla funzione o alla prestazione.
2) non confondere organizzazioni e società, anche scuole con educazione. le scuole sono organizzazioni, che sono strutturate dall'unione tra regole e decisioni. le regole sono decisioni, ma le decisioni sono regolate. è la gerarchia. ora, a livello di decisioni organizzative si decide molto della carriera degli studenti. ci sono principi pedagogici, c'è la didattica, ma ci sono le decisioni organizzative. è qui che la funzione dell'educazione viene in contatto con quello che si chiama "hidden curriculm, curriculum nascosto", che è quello a cui vengono ecucati i bambini che non sta nei programmi. quello che intende gbalordo per la funzione, diciamo così, di apprendimento dell'autocontrollo. allo stesso tempo studi dante (in modo esplicito) e la disciplina (semplicemente, che non è poi tanto semplice, vivendola). questo per dire che quello a cui serve l'educazione, se si passa ad una dimensione organizzativa potrebbe anche essere altro
3) auto-descrizioni vs descrizioni. siamo al punto 1, funzione e prestazione. dipende chi sei, da questo viene la risposta che ti dai. l'educazione descrive se stessa in base alla propriua funzione, altri punti di vista (econoico ecc) in base alla prestazione che loro pretendono. serra descrive l'educazione da un punto di vista non educativo ma, da reazionario, questo non lo specifica e spaccia il suo punto di vista come oggettivo. trasflrmare una piccola porzione di realtà, se vuoi un fatto, costruito in base a forme di osservazione specifiche, nella realtà. .
a parte i consigli metodologici, passiamo alla risposta che non hai visto:
incollo dal post dopo quello che citi:
A metà ‘800 il sistema educativo sembra fieramente stabilizzato come sistema di formazione a che serve? a formare forza lavoro, a metà '800. qui funzione e prestazione sembrano coincidere Ma questa è l’evoluzione di un processo, che ha origini culturali e sociali e che tra l’altro se ne va a ramengo prima del XX secolo, per il motivo che l’educazione come formazione, non è più in grado di distinguere proprio tra “prestazione” (istruzione) e “funzione” (formazione), quindi non è in grado di riflessione di secondo grado (auto-osservazione) e si pianta, perde la capacità di correre dietro alle complessità della situazione educativa che, se permetti, non può essere gestita dal punto di vista dell’economia, che ha altre preoccupazioni.
La pedagogia, però, riesce a superare questa crisi, riformulando la propria funzione: già tra fine ‘800 ed inizio ‘900 si decide come l’essenziale di ogni apprendimento non sia accumulare conoscenze giuste, oppure sviluppare capacità utili come tali, ma l’abilità contemporaneamente acquisita di usare quello che è stato appreso come fondamento per un ulteriore apprendimento a che serve: la funzione dell'educazione è insegnare ad imparare. attenzione: parlo di funzione in termini di auto-descrizione. ci può essere chi dice che il curriculum nascosto è la funzione principale, e siamo di fronte ad una descrizione che guarda all'educazione da un punto di vista non educativo, che non vuole dire peggiore, solo diverso. il problema di serra è che, come detto sopra, pretende che la realtà costruita a partire dal suo punto di vista (decisamente filo-padronale, ma è una scelta politica sua) passi come un dato di fatto, come un "è così". si può dire con un aforisma molto sfruttando "confondendo fatti e realtà". che è tipico del reazionario
Ti sei accorto che sta nevicando?
molho leone
05-02-2012, 07: 59
Sulla Maserati.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/04/maserati-operai-soli-senza-futuro-regione-chiama-fiat-risponde/188927/
doctor who
05-02-2012, 14: 59
Preso con tre chili d’eroina e con una penna-pistola
La polizia ha bloccato l’altra notte in Strada Contrada l’auto di un albanese Si tratta di un corriere della droga che portava rifornimenti nel Modenese
droga pistola trafficante arresto .+- .di Stefano Totaro
Una penna-pistola e tre chili di eroina sequestrati.
Un maxi rifornimento per la nostra città e per la provincia intercettato e scoperto dalla polizia: droga che non andrà più a destinazione, che non finirà lungo le strade, nei cosiddetti quartieri o zone a rischio, venduta dal piccolo spacciatore magrebino al giovane cliente di turno. Un giovane albanese è stato arrestato, altri suoi complici, componenti a vario titolo della stessa organizzazione di medio calibro specializzato nel traffico e nello spaccio, sono stati denunciati.
Nel corso dell’operazione inoltre è stata sequestrata una penna-pistola, una pericolosa arma funzionale a tutti gli effetti, che spesso viene costruita artigianalmente dai malviventi ma in grado di assicurare prestazioni pari ad altre pistole, col vantaggio di passare praticamente inosservata. L’arresto e il recupero dell’ingente quatitativo di droga sono il “bottino” dell’operazione portata a termine l’altra notte dalla polizia e che ha visto scendere il campo agenti della Volante e della Mobile. Una operazione i cui contorni non sono ancora stati illustrati in tutta la loro completezza. Si sa però che una vettura è stata bloccata, probabilmente per un controllo mirato e non casuale, lungo strada Contrada. Fermata la vettura guidata dall’albanese che in seguito è stato arrestato, gli agenti hanno perquisito e trovato un ingente quantitativo di eroina. Un’altra parte dell’operazione sarebbe stata portata a termine in zona Tempio. Probabilmente è stata effettuata una perquisizione in appartamenti o luoghi dell’albanese o di suoi complici, il che fa dedurre come la squadra Mobile della questura modenese stesse da qualche tempo sulle tracce, sugli affari e sui movimenti dell’organizzazione. Sono state fermate e denunciate altre persone, recuperata altra droga e probabilmente anche del denaro, sequestrata la penna pistola. Soprattutto è stata messa in ginocchio una organizzazione per gli affari di droga nel nostro territorio.
E non è un colpo isolato o fortuito: verso la fine dell’anno scorso, recentemente quindi, la polizia, nei pressi di San Donino lungo la Vignolese, scoprì un corriere con un ingente quantitativo di sostanza stupefacente, droga che doveva rifornire il mercato modenese durante le feste natalizie.
canna-rina
05-02-2012, 15: 06
Scusami, audere, a me pare che Serra parli di "titoli di studio", che sono subordinati alla frequenza di determinate scuole o universitá e che influenzano - non sempre, ma spesso - la professione a cui si puó accedere. Senza allargarsi troppo. Un problema di attualitá in un paese in cui cominca a non esserci uno stipendio per tutti.
Diverso era il discorso, per esempio, dei miei genitori, che erano contrari a prescindere a tecnici e professionali perché per loro tramite la scelta della scuola superiore si doveva decidere del futuro del giovane in modo piú olistico. Per loro era necessario pensare ad istruzione, educazione, formazione (intesa sia in maniera specifica - l´imparare a fare x - sia in maniera olistica - il saper imparare, il sapersi confrontare con le difficoltá, con la scarsitá di tempo....) nel loro insieme. La "formazione professionale" - non intesa come il termine burocratico italiano, ma come saper fare una cosa y che possa essere collocata nel tessuto produttivo di rifermimento, per loro si poteva innestare sul giovane dopo la maturitá liceale, facendo del giovane una persona piú completa. La parte di critica all´impostazione della scuola statale italiana e/o alle impostazioni didattiche a loro mancava, in quanto abbastanza autoritari ( e fai conto che io conosco solo le critiche alla Ferrer, che capisco ma non condivido del tutto...la didattica la mastico già di più ma sono io la critica, in questo caso...).
Ora, tu ed altri avete un po´una mania che mi sta abbastanza sulle balle - e non lo nascondo - : quella di mettere in bocca agli altri quel che vi pare o di creare contesti ad hoc per metterci le vostre teorie, applicando uno dei topoi della sociologia della comunicazione e della psicologia per cui é il destinatario che determina il significato, non tanto il mittente. E qui ti cito: "serra descrive l'educazione da un punto di vista non educativo ma, da reazionario, questo non lo specifica e spaccia il suo punto di vista come oggettivo. trasflrmare una piccola porzione di realtà, se vuoi un fatto, costruito in base a forme di osservazione specifiche, nella realtà. ."
Ora. Serra è dichiaratamente reazionario? Hai argomenti o prove che lo possano inquadrare come tale? Non lo so (non lo so davvero!), io nel dubbio eviterei di applicargli i costrutti teorici che ho letto nel libro finito ieri e che mi son piaciuti tanto e mi fermerei ai fatti. Al massimo proverei a formulare una timida ipotesi dietrologica, senza però tacciarlo subito di reazionarietà. POi magari mi sbaglio, ci può stare.
Può essere che lo sia, può essere che ci siano ben altre spiegazioni.
Visto dal mio punto di vista, Serra non ha 200 pagine per esporre la propria idea, si è collegato ad una notizia scottante e a una situazione economica pesante, e ha detto che delle volte al titolo elevato corrispondono difficoltà economiche che magari col meno altisonante professionale non si hanno, e che a lui piacerebbe che la mentalità di divisione fra percorsi "bene" e percorsi"male" venisse superata. Reazionario mi sembra eccessivo, magari gli si può criticare il fatto che non abbia avanzato proposte rivoluzionarie per rendere la scuola italiana ancora più, che so, egualitaria (per dire uno dei possibili valori che mi interessa applicare nello studio di un sistema dì istruzione "perfetto"), in maniera da creare a livello strutturale la fine di quella "mentalità". Dico le prime cose che mi vengono in mente. Ma "non essere rivoluzionari" ed "essere reazionari" sono due tonalità molto diverse. Se alla tua ragazza piace un maglione rosa confetto e tu le compri un maglione fucsia fluorescente convinto che sia la stessa cosa, la tua ragazza non è soddisfatta alla stessa maniera...e c'è anche caso che il fucsia le faccia schifo!
In un paese come l'Italia, dove vi è la scuola media comune per tutti fino ai 14 anni, dove "ai miei tempi" i programmi delle materie di base erano piuttosto simili fra licei e scuole (ok, più letteratura monografica ai licei, matematica un po'carente in alcuni indirizzi) dove al pub - perlomeno a Mo - non ci sono problemi ad essere amici fra 3 media, maturità x o y, lauree varie, dottorati, il discorso per me è ancora meno reazionario - pur senza essere la bandiera del..boh, cosa ti interessa? Progressismo? avanguardia didattica e pedagogica? Stigrancazzi?. Al massimo un po' buttato lì, privo di contestualizzazione o di proposte...ma mi pare che i riquadri di Serra siano sempre impostati in quella maniera e non possano essere altro.
Spero che ci rendiamo conto che la scuola italiana "vecchia", quella che i nati fino all'82 forse 83 hanno fatto, nell'orizzonte del mondo capitalista industriale era ben poco "reazionaria" e socialmente selettiva in confronto ad altri modelli vicini (forse gli scandinavi sono meglio? Abbiamo però la voglia di applicare il modello, che so, finlandese, che adesso è di moda?).
Se poi si vuol parlare di un Martone - non un Serra, che mi pare abbia un ruolo marginale - che cerca di creare mentalità funzionali ai nuovi assetti socioeconomici che si stanno preparando...beh...altra cosa...
Sull'uso di "fascismo antropologico" in quanto studiosa dei fascismi avrei da appendervi tutti quanti per le palle, vista la grande ambiguità di molti fascismi verso reazione, rivoluzione, progresso mediato...ma non è mio interesse mettere il naso nelle scuole di pensiero e nelle professioni altrui. Se vi piace la definizione, usatela. Io ho già abbastanza mal di testa con le discussioni su autoritarismo e totalitarismo...
Concludo chiedendo ad audere non che lavoro fa ma perchè ci mette tutto sto fervore e tutte ste righe su un forum...io sospetto da tempo che tu studi i nostri approcci comunicativi, analitici, cognitivi, di socializzazione...ecc...
Io ho 2 giorni di riposo dopo un corso di ....pedagogia e didattica...e cazzeggio un po' mentre reimposto una tesi e pulisco, ci tengo a dirlo...nel senso che dubito che rimarrò a discutere a lungo!
audere est facere, mtrfckr
05-02-2012, 22: 15
Non hai capito quello che ho scritto. Reazionario non è il contenuto dell'articolo, è il metodo. Lascia perdere la pedagogia, ancora di meno c'entra la didattica. E' il metodo che è reazionario. Il reazionario fa sempre una cosa, lo fanno tutti i reazionari: spaccia fatti per realtà. È del resto inevitabile, in quanto il reazionario trova legittimità delle sue idee nella natura delle cose. Del resto, tu riporti una frase che dice proprio questo. Ovvio che chi applica un metodo reazionario, io lo definisco reazionario. Se vuoi, reazionario metodologico. Ma la pedagogia non c'entra niente, ripeto. Volendo nemmeno l'educazione, se non fosse che serra confonde prestazione con funzione, che è un errore che salta agli occhi ed è interessante perchè è conseguenza del metodo reazionario. Ma non cambia una virgola. Se non lo facesse, sarebbe lo stesso.
audere est facere, mtrfckr
05-02-2012, 22: 28
Fascismo antropologico. Non esistono punti di vista privilegiati, che hanno diritti specifici sulle parole. Nemmeno la storiografia, a meno che non sia autoritaria. Fascismo antroplogico è un concetto preciso non storico, non misurabile con gli strumenti della storiografia. Del resto, anche la storiografia prende parole che da altri punti di vista sono concetti, le combina con altre parole e produce nuovi concetti. Un esempio tra tanti: lunga durata, che se applicassimo il punto di vista filosofico sarebbe insensato come usato dagli storici. Io direi che sia meglio, almeno faccio così per me, non confondere parole con concetti
Falsa invalida scoperta nel 1997 è stata licenziata dopo 15 anni
Fra visite, ricorsi e contestazioni solo ieri i giudici hanno messo la parola fine al suo contratto con il Policlinico. La donna conserva però tutti i diritti acquisiti, compresi stipendi e contributi
di Vincenzo Brancatisano Assunta nel 1989 dall'Asl di Carpi grazie a uno stato di invalidità inesistente e trasferita al Policlinico di Modena nel 1995, viene licenziata nel 1997 dallo stesso Policlinico dopo alcuni controlli. Ma solo ieri, 6 febbraio 2012, dunque dopo ben 23 anni, l'Azienda ospedaliera riesce a sciogliere definitivamente un contratto di lavoro iniziato male già prima della caduta del Muro di Berlino.Un contratto che ha consentito a una donna di mantenere in vita il rapporto fino a ieri grazie a una contorta storia giudiziaria avviata con l'impugnazione del suo licenziamento davanti al Tar. Quest'ultimo, il 3 dicembre 1997 sospende il licenziamento con un'ordinanza cautelare cui fa seguito, una settimana dopo, la riassunzione in servizio della lavoratrice. Il Tar però, pronunciandosi successivamente sul merito, respinge il ricorso. La donna però non si dà per vinta e impugna la sentenza davanti al Consiglio di Stato che finalmente pone termine alla vertenza con una caustica sentenza. I giudici amministrativi confermano il citato licenziamento del 1997, ma respingono pure le contestazioni della donna secondo cui i giudici non avrebbro tenuto in considerazione l'affidamento da lei riposto nel consolidamento del rapporto di lavoro, né del «colpevole ritardo dell'Amministrazione nell'averla sottoposta a visita dopo ben otto anni dall'avvio del rapporto di impiego». La signora chiedeva in sostanza di non essere licenziata visto che ormai era diventata parte di un rapporto consolidato che aveva fatto nascere in lei delle aspettative sostenute anche dalla presunta lentezza del datore di lavoro nel controllare la fondatezza della sua invalidità. Ma i giudici non ci stanno: «La circostanza che il rapporto sia proseguito sino ad epoca recente - ribatte il Consiglio di Stato - non può aver ingenerato un affidamento giuridicamente rilevante, posto che la signora era a conoscenza... del duplice accertamento negativo sanitario in ordine all'assenza di stati invalidanti già nella fase immediatamente antecedente all'assunzione». Per comprendere il caso occorre ricordare che la legge sulle assunzioni obbligatorie cerca di evitare che difficoltà operative possano ritardare l'assunzione dell'invalido. Perciò consente che il rapporto di lavoro sia instaurato anche se la visita di controllo non è stata ancora eseguita, ma ne condiziona la permanenza all'esito di quest'ultima rendendo legittima la risoluzione del rapporto se alla visita si accerti l'insussistenza dei requisiti per l'assunzione privilegiata. Peraltro la situazione di invalido civile del dipendente pubblico condiziona non solo la regolarità dell'assunzione, ma anche la permanenza dell'efficacia del rapporto. La signora, che secondo i giudici già prima dell'assunzione era consapevole di non avere il titolo valido per essere assunta come invalida, era stata riconosciuta invalida civile dal medico provinciale di una città siciliana il 9 luglio 1976. Il 3 febbraio 1989 era stata sottoposta a ulteriore accertamento dalla Commissione presso l'Azienda Sanitaria di Parma e dichiarata «non invalida». Fu assunta in servizio dall'azienda sanitaria il 19 maggio1989 sulla base della semplice dichiarazione della permanenza dello stato d'invalidità (autocertificazione, in sostanza) e non fu immediatamente assoggettata a controllo. Soltanto il 9 giugno1997 fu sottoposta ad accertamenti sanitari, dai quali secondo la sentenza emerse uno stato di «non invalidità». La sentenza “modenese” sta già facendo discutere gli esperti della materia, ma conferma pure che spesso a far causa ci si guadagna anche dalla parte del torto: stipendi e contributi, diritti acquisiti ai fini della pensione, restano tutti alla donna.
SUPERCALDAIA
07-02-2012, 10: 58
Più differenziata e Tmb: così Reggio Emilia spegne l'inceneritore
http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=110477&fb=1
doctor who
07-02-2012, 11: 51
noi lo raddoppiamo........
SUPERCALDAIA
07-02-2012, 12: 10
noi lo raddoppiamo........
perchè noi siam togo....
http://www.trc.mo.it/home/cronaca/11946-lite-furibonda-spunta-una-katana.htm
Attendo la recensione di Merdere e del tossico :)
fate con calma, non c'è fretta
SUPERCALDAIA
07-02-2012, 12: 55
cos'è una katana?
una catena rumena?
SUPERCALDAIA
07-02-2012, 12: 56
saranno dei livornesi amici di anaclerio...
Anch'io ho una Katana in casa -.-
SUPERCALDAIA
07-02-2012, 13: 08
ah ma è una spada....
quando abitavo in via piave una sera sentro dei versi..... mi affaccio vedo 2 mannaggia che pigliano a claci in culo un extra
poi è arrivato un 3 mannaggia con in mano un cosa simile ...che urlava "lo ammazzo!!!!!!!!!!"
Bilancio, è scontro sui tagli alle scuole e sulle nuove tasse
Per dare il via alla manovra da 28 milioni manca solo l’indicazione degli istituti da affidare in gestione all’esterno
Sembra che a parlare di neve qualcuno in Comune abbia perso di vista il problema della chiusura del bilancio. E invece non è così. Per due motivi: primo perché anche ieri c’è stata una giunta il cui ordine del giorno ha avuto come prima questione proprio il rendiconto economico da presentare entro breve tempo al consiglio comunale (a chiudere i conti, mancano ancora 600 mila euro); secondo perché proprio la neve non ha fatto altro che contribuire ad allargare un deficit già piuttosto cospicuo e come minimo, oltre ai 28 milioni di euro preventivati, si dovrà trovare almeno un altro milione a causa del maltempo. Ma la stima è al ribasso. In giunta non è stata ancora scritta la parola fine, si sta ultimando il ragionamento sui quasi 10 milioni di euro che dovranno arrivare dai tagli e i conseguenti 19 che arriveranno più dalla nuova Imu che dalla vecchia Irpef. Non cambia la sostanza: il settore che va verso il cambiamento più radicale è quello dell’istruzione, dal momento che quattro scuole andranno verso l’esternalizzazione. Ora starà alla’assessore Adriana Querzè stabilire quali. Ma è sulla parte delle nuove tasse che all’esterno del palazzo comunale qualcosa comincia a scricchiolare. Ieri la Lapam è uscita allo scoperto: «Anche il bilancio comunale di Modena sconta una discrasia frequente nella politica - scrive l’associazione - La contraddizione su ciò che si dice in sede scientifica e ciò che in concreto si applica. Purtroppo commercianti e imprenditori non sono ignari di questo tipo di approccio: decenni di convegni, partecipati dagli amministratori o addirittura promossi dagli enti pubblici, hanno dimostrato come le grandi superfici del commercio fossero obsolete e in qualche caso dannose alla rete esistente, alla qualità della vita dei cittadini, all'ambiente e allo stato complessivo delle città. Viviamo, nella presente fase economica, altri episodi di questa differenza tra pensiero e azione sul terreno delle politiche fiscali e di bilancio: da un lato si prende atto della rigidità di una pressione fiscale che, oggettivamente, non può più essere accresciuta su cittadini ed imprese, senza mettere il Paese in condizioni estreme; dall'altro, di fronte alla necessità di salvare i servizi la pressione sale. E' ciò che si programma a Modena, partendo da una ipotesi di circa “18 milioni da trovare”. Dove trovarli? Dove non si può. Il sistema cittadini-imprese non può reggere un peso superiore a quello attuale. Pensiamo, ad esempio, ad aumenti indiscriminati dell'Imu, imposta che essendo slegata dal reddito, colpirebbe tutti i soggetti, cittadini e imprese, anche quelli che sono già in grande difficoltà». Davvero questo atteggiamento è inevitabile a Modena? «A nostro avviso no -risponde Lapam - A Modena esistono molti servizi comunali, ad esempio nel campo dell'assistenza all'infanzia ed alla formazione, che, se raffrontati con prestazioni identiche offerte da privati e a pari condizioni di qualità, sicurezza e rispetto del personale impegnato, costano notevolmente di più di quelli erogati dai privati. Questo in nome del principio di sussidiarietà. Il sindaco, consapevole di questi elementi ha usato il termine “esternalizzazione”, facendo riferimento proprio ai servizi scolastici. E' un'atto di coraggio, oltre che un cambiamento culturale e ideologico, all'interno di una realtà, tradizionalmente molto propensa alla gestione diretta dei servi da parte del pubblico. Proponiamo quindi un tavolo fra associazioni di impresa e amministrazione per esaminare come e dove si possa, fin dall'anno finanziario in corso, intervenire per costruire un'area di servizi erogati, con medesima dignità e rispetto di chi lavora, da soggetti alternativi al pubblico, Comune o Stato che sia». (d.b.)
POLITICA E IL CONGRESSO PROVINCIALE SLITTA PER LA NEVE: RIMANDATO AL 25 FEBBRAIO
«Malavita, seicento tessere del Pdl sospette»
La Bertolini denuncia: «Molti nuovi iscritti originari delle terre della camorra»
OMBRE sul congresso modenese del Pdl, che avrebbe dovuto eleggere coordinatore e vice coordinatore provinciale del partito, e che, causa maltempo, è slittato da sabato a data da destinarsi. Isabella Bertolini, coordinatrice in carica, svela infatti le preoccupazioni che la attanagliano da novembre relative ai nuovi tesseramenti: «Troppi, soprattutto in alcuni Comuni piccoli del modenese. Un’anomalia che ho denunciato al partito da tempo. Il dieci per cento dei nuovi iscritti è originario di paesi del Casertano che, come sappiamo, sono la culla della Camorra, oppure della Calabria», terra di ’ndrangheta. Non voglio accusare nessuno — dice la Bertolini — Non è un segreto che la provincia di Modena sia un territorio di grande interesse per i clan camorristici. E proprio dalle terre della mafia arrivano numerose persone, ho controllato i nomi uno per uno, che si sono iscritte al Pdl». Secondo la deputata, le tessere sospette sarebbero circa seicento, il dieci per cento del totale.
E’ quasi sicuro che il congresso si terrà,a questo punto tra le polemiche, tra tre sabati, vale a dire il 25 febbraio. Gli avversari della Bertolini minimizzano, accusandola di mettere «in giro voci sapendo di non avere le carte per vincere». La deputata sostiene di aver avvertito i vertici del partito e lo stesso Angelino Alfano, ma di non avere avuto risposte. «No — conclude — non ho fatto denuncia alle forze dell’ordine perché non sto accusando nessuno. Solo ho notato questa anomalia e ho deciso di renderla nota».
Ma come funziona il congresso? Si voterà solamente a Modena (bocciata la proposta di aggiungere altre due sedi in provincia, Castelfranco e Pavullo). La sede cittadina prescelta sarà l’Una Hotel a Baggiovara, di fronte all’ospedale Sant’Agostino-Estense. In questi giorni si sta cercando di capire quali possano essere gli equilibri delle tre forze in campo. La fazione che rappresenta Enrico Aimi, che vede tra le sue fila il senatore Carlo Giovanardi e l’avvocato Gianpiero Samorì, che comunque preferisce rimanere dietro le quinte, ritiene di avere dalla propria parte almeno tra il 60 e il 70% dei voti. Ciò significherebbe non solo l’elezione di coordinatore e vice coordinatore, ma anche la maggioranza assoluta dei componenti del consiglio direttivo.
Se le cose andassero davvero così, avremmo un Pdl modenese con Enrico Aimi coordinatore, Alessandro Lei vice coordinatore, e 22 membri del direttivo appartenenti alla lista vincitrice. Visto che il numero totale dei consiglieri è trenta, resterebbero da spartire i restanti otto consiglieri. E qui si aprirà il duello meno scontato. A giudicare dalla campagna del tesseramento, in questo momento il movimento di Michele Barcaiuolo e Rosanna Righini, appoggiati dal sindaco di Sassuolo Luca Caselli, sembra avere qualche voto in più rispetto alla bertoliniana Claudia Severi e Fabio Mucci.
Ma saranno i più di cinquemila tesserati modenesi a dare il responso dfenitivo a fine mese.
Sosterranno Barcaiuolo e Righini cinque amministratori sassolesi come Paolo Vincenzi, Biagio Antonio Santomauro, Claudio Corrado, Camilla Nizzoli e Francesco Macchioni, oltre al modenese Roberto Ricco, esponente del movimento giovanile del partito. Dalla parte di Claudia Severi e Fabio Mucci ci saranno Isabella Bertolini, Andrea Leoni, Dante Mazzi, Nino Fraulini, Alfonso Cammarata, Guglielmo Sassi , Giulio Bastai, Marisa Malavasi, Giovanni Bertoldi, Laura Galloni, Gerardo Maffei, Gian Paolo Cirelli, Marco Olivucci, Sandro Palazzi e Luciano Rosi
Il compagno Pighi che privatizza le scuole... uh... sono curioso di sentire la conferenza stampa :)
Che sia il caso di richiamare in servizio Einstein Frieri?
Noto un pò di indecisione, in Piazza Grande.
Anzichè aumentare il prelievo fiscale, potrebbero, ad esempio, diminuire il numero dei DIRIGENTI COMUNALI CHE NON DIRIGONO NESSUN UFFICIO :)
Gente da 120.000 lordi all'anno, per inciso.
Quanto spende il Comune di Modena ogni anno per stipendi ai dirigenti?
:)
Matte1979
08-02-2012, 11: 15
Gente con contratto a tempo indeterminato. INAMOVIBILI!
wollas67
08-02-2012, 12: 52
Gente annoiata...
doctor who
08-02-2012, 19: 26
mongoli inamovibili.
x taro
visto arresto in diretta dai caramba di una bertuccia che rubava al supermercato.
SAN FELICE GUAI ALL’EX STUDIO MOLZA
Impiegata ‘distratta’:
settanta clienti infuriati
— SAN FELICE —
UNA SETTANTINA di clienti che hanno perso fior di soldi, ma ancora nessuna azione penale nei confronti di quella che molti segnalano come la diretta responsabile. Una impiegata, oggi ex, dell’altrettanto ex studio del conte Molza, che si sarebbe intestata a più riprese una quantità, ancora in fase di accertamento, di assegni, poi intascati, che i clienti dello studio di consulenza e pratica fiscale mettevano nelle sue mani a occhi bendati. Una cieca fiducia, quella riposta nell’impiegata, una delle sei dello studio oggi passato nelle mani della Uniced, ramo della Cna, la stessa che per lei nutriva la famiglia del conte Molza, scomparso lo scorso anno, nei cui confronti il paese di San Felice ha sempre nutrito stima e affetto. «Povero conte — commenta adesso la gente in paese — se avesse saputo in chi riponeva la sua fiducia, lui, sempre così corretto e trasparente. Non si meritava una cosa simile, nè lui nè la sua famiglia». Una doccia fredda per tanti e adesso l’Uniced e i legali stanno cercando di fare il possibile per risolvere caso per caso i presunti illeciti e tutelare i clienti che si ritengono danneggiati. Alcuni dei quali, si racconta in paese, avrebbero bussato alla porta dell’abitazione dell’ex impiegata minacciando una denuncia per appropriazione indebilita se non avesse restituito il maltolto. «Prima ancora dei clienti — racconta il presidente di Cna di San Felice, Claudio Zoboli — ci siamo accorti nell’aprile dello scorso anno, quando siamo subentrati nella gestione dell’ufficio di consulenza del conte Molza, che qualcosa non andava visionando le cartelle di una buona fetta del centinaio circa di clienti. Adesso la situazione è sotto controllo, stiamo lavorando con l’agenzia di assicurazione dello studio e con l’Agenzia delle Entrate di Modena per cercare di risolvere il tutto nell’arco di poco tempo, e per cercare di capire come i problemi non siano venuti a galla prima». Da una parte assegni mai versati, se non nelle tasche dell’ex impiegata che si ‘dimenticava’ di soddisfare le richieste dei clienti, come versamenti di contributi, pagamenti di tasse, oneri di vario tipo, e dall’altra numerose negligenze nella gestione delle pratiche. «Stiamo cercando su più fronti di intervenire per sanare tutte le situazioni. La mole di errori commessa nella gestione delle pratiche — osserva Zoboli — è davvero elevata, ma stiamo procedendo per cercare di chiudere il cerchio nel minor tempo possibile e in modo indolore, almeno speriamo». Durante l’assemblea pubblica di poche sere fa, Zoboli, il vice Quinto Michelini e l’avvocato Maria Teresa Molza hanno ribadito ai tanti clienti infuriati il loro impegno nel risolvere in tempi rapidi la vicenda.
molho leone
10-02-2012, 21: 38
SAN FELICE GUAI ALL’EX STUDIO MOLZA
Impiegata ‘distratta’:
settanta clienti infuriati
— SAN FELICE —
UNA SETTANTINA di clienti che hanno perso fior di soldi, ma ancora nessuna azione penale nei confronti di quella che molti segnalano come la diretta responsabile. Una impiegata, oggi ex, dell’altrettanto ex studio del conte Molza, che si sarebbe intestata a più riprese una quantità, ancora in fase di accertamento, di assegni, poi intascati, che i clienti dello studio di consulenza e pratica fiscale mettevano nelle sue mani a occhi bendati. Una cieca fiducia, quella riposta nell’impiegata, una delle sei dello studio oggi passato nelle mani della Uniced, ramo della Cna, la stessa che per lei nutriva la famiglia del conte Molza, scomparso lo scorso anno, nei cui confronti il paese di San Felice ha sempre nutrito stima e affetto. «Povero conte — commenta adesso la gente in paese — se avesse saputo in chi riponeva la sua fiducia, lui, sempre così corretto e trasparente. Non si meritava una cosa simile, nè lui nè la sua famiglia». Una doccia fredda per tanti e adesso l’Uniced e i legali stanno cercando di fare il possibile per risolvere caso per caso i presunti illeciti e tutelare i clienti che si ritengono danneggiati. Alcuni dei quali, si racconta in paese, avrebbero bussato alla porta dell’abitazione dell’ex impiegata minacciando una denuncia per appropriazione indebilita se non avesse restituito il maltolto. «Prima ancora dei clienti — racconta il presidente di Cna di San Felice, Claudio Zoboli — ci siamo accorti nell’aprile dello scorso anno, quando siamo subentrati nella gestione dell’ufficio di consulenza del conte Molza, che qualcosa non andava visionando le cartelle di una buona fetta del centinaio circa di clienti. Adesso la situazione è sotto controllo, stiamo lavorando con l’agenzia di assicurazione dello studio e con l’Agenzia delle Entrate di Modena per cercare di risolvere il tutto nell’arco di poco tempo, e per cercare di capire come i problemi non siano venuti a galla prima». Da una parte assegni mai versati, se non nelle tasche dell’ex impiegata che si ‘dimenticava’ di soddisfare le richieste dei clienti, come versamenti di contributi, pagamenti di tasse, oneri di vario tipo, e dall’altra numerose negligenze nella gestione delle pratiche. «Stiamo cercando su più fronti di intervenire per sanare tutte le situazioni. La mole di errori commessa nella gestione delle pratiche — osserva Zoboli — è davvero elevata, ma stiamo procedendo per cercare di chiudere il cerchio nel minor tempo possibile e in modo indolore, almeno speriamo». Durante l’assemblea pubblica di poche sere fa, Zoboli, il vice Quinto Michelini e l’avvocato Maria Teresa Molza hanno ribadito ai tanti clienti infuriati il loro impegno nel risolvere in tempi rapidi la vicenda.
Con i mezzi informatici che ci sono attualmente dare in mano degli assegni al commercialista o all'associazione di categoria per pagare le tasse vuol dire tirarsela un po' addosso.
Personalmente ho smesso dieci anni fa. E come me moltissimi colleghi. Si fa tutto in telematico.
Quindi....informazione di servizio per chi ha partita iva....occhio !
agheranavecia!
10-02-2012, 22: 10
SAN FELICE GUAI ALL’EX STUDIO MOLZA
Impiegata ‘distratta’:
settanta clienti infuriati
— SAN FELICE —
UNA SETTANTINA di clienti che hanno perso fior di soldi, ma ancora nessuna azione penale nei confronti di quella che molti segnalano come la diretta responsabile. Una impiegata, oggi ex, dell’altrettanto ex studio del conte Molza, che si sarebbe intestata a più riprese una quantità, ancora in fase di accertamento, di assegni, poi intascati, che i clienti dello studio di consulenza e pratica fiscale mettevano nelle sue mani a occhi bendati. Una cieca fiducia, quella riposta nell’impiegata, una delle sei dello studio oggi passato nelle mani della Uniced, ramo della Cna, la stessa che per lei nutriva la famiglia del conte Molza, scomparso lo scorso anno, nei cui confronti il paese di San Felice ha sempre nutrito stima e affetto. «Povero conte — commenta adesso la gente in paese — se avesse saputo in chi riponeva la sua fiducia, lui, sempre così corretto e trasparente. Non si meritava una cosa simile, nè lui nè la sua famiglia». Una doccia fredda per tanti e adesso l’Uniced e i legali stanno cercando di fare il possibile per risolvere caso per caso i presunti illeciti e tutelare i clienti che si ritengono danneggiati. Alcuni dei quali, si racconta in paese, avrebbero bussato alla porta dell’abitazione dell’ex impiegata minacciando una denuncia per appropriazione indebilita se non avesse restituito il maltolto. «Prima ancora dei clienti — racconta il presidente di Cna di San Felice, Claudio Zoboli — ci siamo accorti nell’aprile dello scorso anno, quando siamo subentrati nella gestione dell’ufficio di consulenza del conte Molza, che qualcosa non andava visionando le cartelle di una buona fetta del centinaio circa di clienti. Adesso la situazione è sotto controllo, stiamo lavorando con l’agenzia di assicurazione dello studio e con l’Agenzia delle Entrate di Modena per cercare di risolvere il tutto nell’arco di poco tempo, e per cercare di capire come i problemi non siano venuti a galla prima». Da una parte assegni mai versati, se non nelle tasche dell’ex impiegata che si ‘dimenticava’ di soddisfare le richieste dei clienti, come versamenti di contributi, pagamenti di tasse, oneri di vario tipo, e dall’altra numerose negligenze nella gestione delle pratiche. «Stiamo cercando su più fronti di intervenire per sanare tutte le situazioni. La mole di errori commessa nella gestione delle pratiche — osserva Zoboli — è davvero elevata, ma stiamo procedendo per cercare di chiudere il cerchio nel minor tempo possibile e in modo indolore, almeno speriamo». Durante l’assemblea pubblica di poche sere fa, Zoboli, il vice Quinto Michelini e l’avvocato Maria Teresa Molza hanno ribadito ai tanti clienti infuriati il loro impegno nel risolvere in tempi rapidi la vicenda.
Con i mezzi informatici che ci sono attualmente dare in mano degli assegni al commercialista o all'associazione di categoria per pagare le tasse vuol dire tirarsela un po' addosso.
Personalmente ho smesso dieci anni fa. E come me moltissimi colleghi. Si fa tutto in telematico.
Quindi....informazione di servizio per chi ha partita iva....occhio !
io però diffido sempre quando mi dicono che .... è tutta colpa di una impiegata...... qui ci sono centinaia di posizioni... esi dice che le impiegate erano sei,.. e i professionisti quanti erano ?
Seriamente,... nel tuo studio se l'impiegata si intasca un assegno (uno,..non cento) quanto ci metti ad accorgertene ?
Io ci metterei l'arco di 3 giorni.....
quindi dubiti del povero conte molza?
e' come il cluedo,vediamo chi ci prende....
agheranavecia!
10-02-2012, 22: 48
e chi diamine sarebbe il povero conte Molza ?
vacca boia....lucarelli ci farebbe almeno 8 puntate di "almost true"....
molho leone
11-02-2012, 05: 03
SAN FELICE GUAI ALL’EX STUDIO MOLZA
Impiegata ‘distratta’:
settanta clienti infuriati
— SAN FELICE —
UNA SETTANTINA di clienti che hanno perso fior di soldi, ma ancora nessuna azione penale nei confronti di quella che molti segnalano come la diretta responsabile. Una impiegata, oggi ex, dell’altrettanto ex studio del conte Molza, che si sarebbe intestata a più riprese una quantità, ancora in fase di accertamento, di assegni, poi intascati, che i clienti dello studio di consulenza e pratica fiscale mettevano nelle sue mani a occhi bendati. Una cieca fiducia, quella riposta nell’impiegata, una delle sei dello studio oggi passato nelle mani della Uniced, ramo della Cna, la stessa che per lei nutriva la famiglia del conte Molza, scomparso lo scorso anno, nei cui confronti il paese di San Felice ha sempre nutrito stima e affetto. «Povero conte — commenta adesso la gente in paese — se avesse saputo in chi riponeva la sua fiducia, lui, sempre così corretto e trasparente. Non si meritava una cosa simile, nè lui nè la sua famiglia». Una doccia fredda per tanti e adesso l’Uniced e i legali stanno cercando di fare il possibile per risolvere caso per caso i presunti illeciti e tutelare i clienti che si ritengono danneggiati. Alcuni dei quali, si racconta in paese, avrebbero bussato alla porta dell’abitazione dell’ex impiegata minacciando una denuncia per appropriazione indebilita se non avesse restituito il maltolto. «Prima ancora dei clienti — racconta il presidente di Cna di San Felice, Claudio Zoboli — ci siamo accorti nell’aprile dello scorso anno, quando siamo subentrati nella gestione dell’ufficio di consulenza del conte Molza, che qualcosa non andava visionando le cartelle di una buona fetta del centinaio circa di clienti. Adesso la situazione è sotto controllo, stiamo lavorando con l’agenzia di assicurazione dello studio e con l’Agenzia delle Entrate di Modena per cercare di risolvere il tutto nell’arco di poco tempo, e per cercare di capire come i problemi non siano venuti a galla prima». Da una parte assegni mai versati, se non nelle tasche dell’ex impiegata che si ‘dimenticava’ di soddisfare le richieste dei clienti, come versamenti di contributi, pagamenti di tasse, oneri di vario tipo, e dall’altra numerose negligenze nella gestione delle pratiche. «Stiamo cercando su più fronti di intervenire per sanare tutte le situazioni. La mole di errori commessa nella gestione delle pratiche — osserva Zoboli — è davvero elevata, ma stiamo procedendo per cercare di chiudere il cerchio nel minor tempo possibile e in modo indolore, almeno speriamo». Durante l’assemblea pubblica di poche sere fa, Zoboli, il vice Quinto Michelini e l’avvocato Maria Teresa Molza hanno ribadito ai tanti clienti infuriati il loro impegno nel risolvere in tempi rapidi la vicenda.
Con i mezzi informatici che ci sono attualmente dare in mano degli assegni al commercialista o all'associazione di categoria per pagare le tasse vuol dire tirarsela un po' addosso.
Personalmente ho smesso dieci anni fa. E come me moltissimi colleghi. Si fa tutto in telematico.
Quindi....informazione di servizio per chi ha partita iva....occhio !
io però diffido sempre quando mi dicono che .... è tutta colpa di una impiegata...... qui ci sono centinaia di posizioni... esi dice che le impiegate erano sei,.. e i professionisti quanti erano ?
Seriamente,... nel tuo studio se l'impiegata si intasca un assegno (uno,..non cento) quanto ci metti ad accorgertene ?
Io ci metterei l'arco di 3 giorni.....
Giustissimo.
In uno studio professionale normale (qualsiasi professione, dal commercialista all'assicuratore, al notaio, all'amministratore di condominio), se le impiegate sono sei, DEVONO esserci dei meccanismi di controllo incrociati che operano nel senso che dici tu: tempo tre giorni e la magagna salta fuori.
Qualcosa che tocca c'è.
audere est facere, mtrfckr
11-02-2012, 07: 19
devono esserci, devono esserci: ok. se, però, si passa da quello che deve essere a quello che è ti chiedo: ci sono? o per "studio normale" intendi "organizzato come si deve"?
Pdl, bufera sui nuovi tesserati c’è anche un “amico” dei clan
Gestiva un circolo di slot tenendosi in contatto con i boss: indagato nell’inchiesta “Medusa” Non è vero che tutti i “depennati” hanno ritirato la domanda di iscrizione come sostiene Giovanardi
di Giovanni Tizian Tessere sospette, e tesserati dal passato poco limpido. L'allarme infiltrazioni mafiose lanciato dalla coordinatrice uscente del Pdl Isabella Bertolini segnala un problema all'interno del partito dell'ex premier. Alla porte c'è il primo congresso democratico di Modena. E la polemica tra le fazioni interne cresce. Da una parte denunciano che l'improvviso aumento dei tesserati, in certi comuni del Modenese, è il frutto di una tattica ben precisa: gonfiare il numero dei tesserati per portare voti al congresso e portare a casa la leadership. Dall'altro lato smentiscono, spiegando che il numero dei nuovi tesserati è nella media nazionale. Alla bufera politica si aggiungono le ombre dei clan. Il senatore Carlo Giovanardi e il consigliere regionale Enrico Aimi hanno fatto sapere che una ventina di nomi sono stati cancellati dalle liste iscritti al Pdl. «Non erano neppure iscritti - precisa alla Gazzetta Giovanardi - sono arrivate le domande e le abbiamo rifiutate». Per la precisione sono 17 i nominativi segnalati dal partito. Persone che «hanno ritirato la loro domanda di iscrizione», recita la comunicazione ufficiale. Non risulta così ai militanti dell'area guidata dalla deputata Bertolini. I nomi segnalati sarebbero iscritti e tesserati. Tanto che in quella “black list” è finito il nome del padre di Antonio Russo, consigliere comunale di Carpi: «Mio padre non ha fatto alcuna domanda per ritirare l'iscrizione, ed è una persona onesta. Penso che siano state pescate persone a caso. E abbiamo già fatto domanda per il reintegro». Intanto, come ha potuto verificare la Gazzetta, negli elenchi degli oltre 5mila iscritti compare un nome non citato nella lista dei 17 “sgraditi”. Si tratta di un ventottenne coinvolto nell'indagine “Medusa”, coordinata dalla Procura antimafia di Bologna che ha portato all'arresto di alcuni affiliati al clan dei casalesi e di due guardie penitenziarie. Un'inchiesta che ha svelato come gli uomini del clan gestivano due circoli-bisca, uno a Carpi e l'altro a Castelfranco, e corrompevano pubblici ufficiali per avere un trattamento di favore all'interno del carcere di Sant'Anna. Che per alcuni boss era diventato il grand hotel Sant'Anna. A gestire l'affare bische erano uomini legati a Nicola Schiavone, il figlio di Francesco, boss di Gomorra conosciuto alle cronache come “Sandokan”. Dalle carte di “Medusa” spuntava anche il ruolo di un imprenditore legato alla ’ndrangheta. Impresario delle video slot, che agli uomini di Schiavone dispensava consigli e li tranquillizzava quando si agitavano per le vincite dei clienti. «Si vince e si perde», faceva notare ai gestori dei circoli. Presidente ufficiale di uno dei circoli “ricreativi” del clan era il neo-tesserato Pdl. Il suo ruolo, secondo i magistrati che hanno indagato, era «ben definito e volto all'agevolazione degli interessi del clan dei casalesi». A gestire realmente il circolo era una donna, legata a un affiliato del clan dei Casalesi. Con lei il presidente del circolo parlava ogni giorno «dimostrando di essere anche lui consapevole e, quindi, responsabile delle illecite attività che venivano svolte all'interno». Il giovane presidente del circolo del Clan si incontrava con personaggi di spessore criminale. Come Epaminonda Noviello, «personaggio affiliato al cosiddetto “clan dei casalesi” e da alcune decine di anni operante nel settore modenese». A sua volta legato a boss di primo piano dell'organizzazione. Come certificano gli investigatori: «In stretto contatto con diversi esponenti di spicco del famigerato clan tra cui il Raffaele Diana detto “Rafilotto”, Franco Di Bona detto “o professore” e Nicola Nappa». Anche Nappa è stato coinvolto nell'indagine “Medusa”, a difenderlo un avvocato nome di spicco del Pdl modenese. Secondo alcune fonti, consultate dalla Gazzetta, i 17 personaggi citati nella lista avrebbero già pagato l'iscrizione. E per ritirare la domanda avrebbero dovuto mandare una comunicazione ufficiale, un fax o una lettera alla sede del Pdl a Roma. «Dubito che sia stato così, lo dimostra il caso del padre del consigliere di Carpi», ci racconta la fonte. Che si chiede: «Con il congresso alle porte, questi 17 se si presentano mostrando il modulo di iscrizione, come possiamo vietargli di votare? Dovremo chiamare i carabinieri?». Abbiamo contattato uno dei nomi elencati nella lista degli “sgraditi”. «Sì, sono iscritto da 4 mesi, e non ho fatto alcuna domanda per ritirare l'iscrizione», ha spiegato alla Gazzetta. Ma la tessera ce l'ha? «La sto aspettando». E al congresso ci andrà? «No è un periodo difficile, alcune mie attività sono fallite».
molho leone
11-02-2012, 07: 44
devono esserci, devono esserci: ok. se, però, si passa da quello che deve essere a quello che è ti chiedo: ci sono? o per "studio normale" intendi "organizzato come si deve"?
Sì, per normale intendo uno studio organizzato decorosamente.
E i controlli ci sono.
In realtà ci sono sulle pratiche, sugli importi, sulle scadenze etc...
Non sui soldi ricevuti brevi manu, perchè in uno studio ormai di soldi dei clienti non ne girano più. Per fortuna.
Non ci crederete, ma la rete informatica tra gli intermediari (commercialisti, consulenti del lavoro, associazioni di categoria, etc) e l'Agenzia delle Entrate è una delle più evolute d'Europa.
Siamo stati di fatto obbligati, da oltre un decennio, a far pervenire un sacco di documenti in telematico.
Anche per i versamenti, ormai, quasi solo le persone fisiche senza partita iva possono presentarsi allo sportello bancario per pagare. Per il resto si usa la tecnologia.
E quello che è partito come un obbligo, con professionisti letteralmente terrorizzati dal telematico, si è alla lunga rivelata una opportunità.
Contratti-truffa sul gas: 220 le vittime
Le associazioni dei consumatori chiedono all’Authority un indennizzo: così si disincentiva l’uso di piazzisti senza scrupoli
Un indennizzo per chi resta gabbato dai piazzisti dell’energia, dai procacciatori di contratti per luce e gas. È la proposta avanzata dalle associazioni dei consumatori per scoraggiare le grandi compagnie ad affidare le loro promozioni a società esterne, con dipendenti senza scrupoli. Il fenomeno in poco tempo è diventato un flagello. Questi venditori si presentano soprattutto ad anziani, con un tesserino sulla giacchetta dalle scritte microscopiche, pretendono di vedere la bolletta del gas, insistono, aggrediscono, sovrastano con una valanga di parole, di richieste, di proposte e di offerte finchè il malcapitato cede, si sente come in obbligo nei loro confronti e per evitar e sciagure ed assicurarsi luce e gas ecco che firma. E spesso, se alla fine non firma, ci pensano loro a fare uno scarabocchio. Le forze dell’ordine vengono chiamate dai residenti impauriti. Altri, quelli che firmano o che si ritrovano improvvisamente bollette che vengono da nuovi fornitori di energia, si rivolgono alle associazioni. L’anno scorso, in quattro mesi da settembre, oltre 220 i cittadini hanno chiesto aiuto allo sportello del Progetto energia "DirittiaVivaVoce" gestito da Federconsumatori. E dallo sportello, per loro, è partito il reclamo relativamente ai disservizi ed alle loro disavventure-truffa che vedono coinvolte quasi tutte le società di vendita di elettricità e gas. E l’avvio del 2012 conferma questo andamento. In sostanza le varie società dell’energia affidano la promozione dei loro contratti a ditte esterne che a loro volta mandano sul campo giovani il cui compenso sale con il numero di allacciamenti fatti sottoscrivere. «Si tratta di contratti attivati con firme contraffatte e falsificate, causati dall'affidamento delle campagne promozionali ad agenzie esterne - sostiene Federconsumatori - che agiscono verso i cittadini con aggressività e, molte volte con pratiche commerciali scorrette, Ma non solo: errori “seriali” di fatturazione, mancate letture e conguagli stratosferici in bolletta assieme alle doppie fatturazioni, non riconoscimento dei recessi effettuati entro i termini, mancata attivazione del bonus energia e gas agli aventi diritto, e tanti altri guai. È una situazione insostenibile». Per questo le associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Cittadinanzaattiva, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Legaconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionali Consumatori, hanno chiesto all'Autorità per l'energia elettrica e il gas (Aeeg) di introdurre un nuovo sistema che preveda l'erogazione di un indennizzo a favore dei clienti vittime di contratti truffa o di ogni altra forma di disservizio. Infatti solo un deterrente economico a carico delle aziende di vendita può disincentivare tali pratiche. Federconsumatori: «abbiamo proposto inoltre all'Aeeg di adottare delle misure obbligatorie di controllo per tutti gli operatori che si avvalgono di agenti promotori o di telemarketing, volte a tutelare il possibile cliente durante la delicata e complessa fase di stipula del contratto». (s.to)
audere est facere, mtrfckr
11-02-2012, 08: 11
devono esserci, devono esserci: ok. se, però, si passa da quello che deve essere a quello che è ti chiedo: ci sono? o per "studio normale" intendi "organizzato come si deve"?
Sì, per normale intendo uno studio organizzato decorosamente.
E i controlli ci sono.
In realtà ci sono sulle pratiche, sugli importi, sulle scadenze etc...
Non sui soldi ricevuti brevi manu, perchè in uno studio ormai di soldi dei clienti non ne girano più. Per fortuna.
Non ci crederete, ma la rete informatica tra gli intermediari (commercialisti, consulenti del lavoro, associazioni di categoria, etc) e l'Agenzia delle Entrate è una delle più evolute d'Europa.
Siamo stati di fatto obbligati, da oltre un decennio, a far pervenire un sacco di documenti in telematico.
Anche per i versamenti, ormai, quasi solo le persone fisiche senza partita iva possono presentarsi allo sportello bancario per pagare. Per il resto si usa la tecnologia.
E quello che è partito come un obbligo, con professionisti letteralmente terrorizzati dal telematico, si è alla lunga rivelata una opportunità.
io ci credo, ho studiato per un periodo l'agenzia delle entrate. che circolassero tanti assegni in quello studio, tu la ritieni una situazione anomala?
molho leone
11-02-2012, 08: 55
devono esserci, devono esserci: ok. se, però, si passa da quello che deve essere a quello che è ti chiedo: ci sono? o per "studio normale" intendi "organizzato come si deve"?
Sì, per normale intendo uno studio organizzato decorosamente.
E i controlli ci sono.
In realtà ci sono sulle pratiche, sugli importi, sulle scadenze etc...
Non sui soldi ricevuti brevi manu, perchè in uno studio ormai di soldi dei clienti non ne girano più. Per fortuna.
Non ci crederete, ma la rete informatica tra gli intermediari (commercialisti, consulenti del lavoro, associazioni di categoria, etc) e l'Agenzia delle Entrate è una delle più evolute d'Europa.
Siamo stati di fatto obbligati, da oltre un decennio, a far pervenire un sacco di documenti in telematico.
Anche per i versamenti, ormai, quasi solo le persone fisiche senza partita iva possono presentarsi allo sportello bancario per pagare. Per il resto si usa la tecnologia.
E quello che è partito come un obbligo, con professionisti letteralmente terrorizzati dal telematico, si è alla lunga rivelata una opportunità.
io ci credo, ho studiato per un periodo l'agenzia delle entrate. che circolassero tanti assegni in quello studio, tu la ritieni una situazione anomala?
Sì, direi di sì.
Anomalo perchè fuori dal tempo.
Per darti un'idea: è una situazione che potrei considerare ancora concepibile in uno studio "piccolo e anziano", con un professionista in età prossima alla pensione, con pochi stimoli e restio alle novità.
Perchè anche per noi il dover recuperare, all'antica, i soldi dai clienti, fare le ricevute, presentarsi in banca, verificare i versamenti e via proseguendo era una vera palla mostruosa.
Quindi, appena possibile, si è virato sulla semplicità.
Ma per uno studio con sei impiegate è assolutamente anomalo.
«La neve non fermerà il nostro sproloquio»
Sandrone, Pulonia e Sgorghiguelo confermano l’incontro con i modenesi in piazza Grande. Le altre feste del week end
CARNEVALE»LA SETTIMANA DEL GIOVEDì GRASSO
di Giulia Manzini wMODENA È carnevale e, nonostante la morsa del gelo che attanaglia Modena, la Famiglia Pavironica, giovedì prossimo, in piazza Grande, che piova o nevichi fino all’inverosimile, ci sarà per tenere il tradizionale sproloquio dal balcone del Municipio. Partirà dalla stazione centrale dei treni il tradizionale corteo di carnevale, aperto da banda musicale, majorettes e tante maschere italiane (in gran parte veronesi) al seguito dei Pavironici comodamente seduti su una carrozza trainata da due cavalli. In caso di pioggia le tre ciarliere e querule maschere modenesi percorreranno a piedi il tragitto da piazzale San Domenico fino in piazza Grande. Domenica 19, alle 14.30, saranno invece i bambini in maschera a sfilare, preceduti da banda, majorettes e Pavironici, con partenza dalla sede del Sandrone fino a piazza Grande dove si terrà la tombola. Sfileranno anche, su fiammeggianti auto d’epoca in dotazione al Circolo della Biella: Balanzone, Arlecchino, Pantalone, Pulcinella, Colombina. Sicuramente, tempo permettendo, due belle occasioni per strappare un sorriso e qualche risata ai modenesi, grandi e piccoli, cultori del divertimento e della comicità in vernacolo. «Giovedì prossimo chi verrà in piazza Grande ascolterà uno sproloquio coi fiocchi (in senso metaforico e non meteorologico si auspica) spassoso e più graffiante del solito - garantiscono i Pavironici: rispettivamente Sauro Torricelli (Sandrone), Vanna Panciroli (Pulonia) e Carlo Ventura (Sgorghiguelo) - ma soprattutto ci saremo ad ogni costo anche solo per un pubblico ridotto all’osso, con l’auspicio che il tempo sia clemente e conceda finalmente una tregua». Si tratta del solito sproloquio scritto a più mani dall’impenetrabile e onnipotente “cerchio magico” del comitato esecutivo della Società del Sandrone presieduta da Giancarlo Iattici. E, secondo le previsioni del meteorologo Luca Lombroso, in genere puntuali e precise come un treno in orario, pare che la prossima settimana il generale inverno concederà una sacrosanta tregua per consentire a grandi e piccoli di divertirsi un po’ non solo giovedì grasso ma anche, domenica 19 febbraio in occasione della mini sfilata di bambini in maschera, i 140 juniores del “club degli Sgorghigueli”: figli e soprattutto nipoti del migliaio di soci del Sandrone. Una chiassosa carica composta da allegre mascherine che prenderà parte in piazza Grande alla tombola di beneficenza organizzata dalla società di promozione del centro storico Modenamoremio: iniziativa con la quale la Società del Sandrone intende rinverdire una tradizione tutta modenese che, circa fino al 1960, si è quasi sempre tenuta il 31 gennaio in occasione della festa del patrono San Geminiano con devoluzione dei fondi in favore dei bambini poveri o orfani noti come “patronatini del popolo”. Una settimana di carnevale davvero ricca di appuntamenti che si concluderà ufficialmente martedì 21 febbraio con la visita della Famiglia Pavironica in strutture sanitarie come le case di riposo per anziani e reparti di pediatria: un’occasione preziosa per regalare un sorriso e qualche caramella a chi è meno fortunato.
La guerra delle tessere e l’ombra della camorra
A Modena il Pdl è come una polveriera
In vista del congresso provinciale, sfida al vetriolo e piena di veleni
Gianpaolo Annese
MODENA
I SOSPETTI di infiltrazioni malavitose tra gli iscritti ‘macchia’ il primo congresso del Pdl modenese. Il gelo e la neve hanno fatto slittare di una settimana, non senza polemiche, il confronto (in programma il 25 febbraio), ma ad arroventare la lunga vigilia ci pensa una furibonda guerra delle tessere. Che vede come protagonisti contrapposti i due big del partito, Isabella Bertolini e Carlo Giovanardi. La prima è coordinatrice uscente del Pdl provinciale e per la futura direzione sostiene la lista Claudia Severi-Fabio Mucci. L’ex sottosegretario supporta il duo composto dall’avvocato Enrico Aimie da Alessandro Lei. Outsider la componente interpretata da Michele Barcaiulo e Rosanna Righini (capolista sarà il sindaco di Sassuolo Luca Caselli), che dà voce tra l’altro al movimento giovanile ex An al grido di battaglia «formattiamo il Pdl».
A SCATENARE la lite è il numero di iscritti al partito, determinante per la prova di forza finale al congresso che stabilirà a quale lista andranno i 22 posti su 30 del consiglio: in tutto 5.600 tesserati. «Troppi — sferra l’accusa Isabella Bertolini — soprattutto in alcuni comuni piccoli del Modenese, dove improvvisamente si sono innamorati del Pdl. Il dieci per cento (circa 600 tessere) dei nuovi iscritti è originario di paesi del Casertano che, come sappiamo, sono la culla della Camorra, oppure della Calabria. Ho fatto una verifica accurata nome per nome. Ci sono stessi cognomi e stesse vie di residenza. Ho avvertito il segretario nazionale Angelino Alfano, ma non ho ancora ricevuto risposta». Perché non denunciare tutto alla procura o alle forze dell’ordine? «Io non sto accusando nessuno. Ho solo notato questa anomalia e ho deciso di renderla nota. Mi aspettavo solidarietà dal mio partito, invece mi attacano perchè sono accecati dall’odio nei miei confronti. Su questi temi non ci si può dividere, dobbiamo stare tutti dalla stessa parte».
Apriti cielo. «La Bertolini discrimina i meridionali — sbotta Aimi —. Spettava a lei il controllo dei tesserati. Racconti ai magistrati quello che sa, altrimenti viene il dubbio che si tratti dell’ennesimo fumogeno per dissimulare una sconfitta annunciata». Interviene anche il coordinatore regionale del Pdl Filippo Berselli: «E’ una donna disperata, sa già che perderà».
GIOVANARDI, poi, rincara la dose: «La Bertolini parla, ma noi abbiamo già segnalato al partito una ventina di nomi di persone che hanno fatto domanda di iscrizione e che a noi risultano notoriamente ‘chiacchierate’». Lungi dal fare marcia indietro, la coordinatrice rilancia: «Qui si mette la testa sotto la sabbia, forse Aimi non ha capito che la posta in gioco è ben più importante di chi vince o perde un congresso locale di partito».
«Resteremo nel tunnel ancora per anni»
«Nel 2011 dati positivi per i settori metalmeccanico e tessile e in generale per l’export: il mondo però è cambiato»
PIETRO FERRARI»IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA MODENA SULLA CRISI
«Modena è la capitale del Pil produttivo, siamo al quinto posto in Italia per Pil pro capite (32mila euro)con un fatturato di 10 miliardi ma il mondo è cambiato e credo che nel tunnel ci resteremo ancora per molti anni». Sono parole del presidente di Confindustria Modena, Pietro Ferrari, che in una colazione di lavoro con i giornalisti ha tracciato un bilancio dell'anno passato e ha presentato le prime previsioni sull'andamento del 2012. Il bilancio si basa su un'indagine condotta, riguardo il quarto trimestre 2011, su un campione di cento aziende associate a Confindustria Modena appartenenti al settore manifatturiero e che occupano oltre 9mila dipendenti, con un fatturato complessivo di quasi 4 miliardi di euro. Oltre il 50% di queste ha più di 50 dipendenti. Non mancano dati di segno positivo. La produzione è aumentata del 5,4% rispetto al 2010, il fatturato del 4,2%, le esportazioni hanno registrato un incremento del 14,73%. Nello stesso periodo il numero degli ordini totale è diminuito del 4,7%. Anche il livello di occupazione registra nel quarto trimestre del 2011 un aumento (1,23%). Ma il medesimo valore, calcolato attraverso una semplice media aritmetica dei valori numerici forniti dalle imprese intervistate, registra una flessione del 3,7%. Ciò sta a significare che le migliori performance per l’occupazione, vengono messe a segno proprio dalle imprese più strutturate, in termini di dimensioni del personale dipendente. Nel trimestre in esame solo il 7,84% degli operatori intervistati ha registrato un livello in crescita dei propri ordinativi. Il portafoglio ordini proveniente dal mercato estero viene invece segnalato in diminuzione dal 27,3% delle imprese. I settori che più di altri hanno contribuito alla crescita economica sono il metalmeccanico e il tessile-abbigliamento. Il metalmeccanico ha registrato nel trimestre un incremento dei principali indicatori: produzione (+12,5%), fatturato (+6,1), esportazioni (+21,4) e occupazione (+1,4), con eccezione del portafoglio ordini totali (-7,74), influenzato negativamente dal calo del mercato interno. Anche il tessile-abbigliamento ha registrato segnali largamente positivi per fatturato (+10,5%) ed esportazioni (+12%). La produzione ha subito un incremento dell’8%, mentre il livello di occupazione ha registrato il trend più positivo di tutti i settori economici provinciali (+5,1%). Indicazioni preoccupanti arrivano dal biomedicale che, dopo anni di crescita ininterrotta, nel trimestre registra segnali negativi sul versante produttivo (-10,3%) e su quello del fatturato (-5,7%). Anche l'occupazione registra una prima inversione di tendenza (-1,4%). Solo il mercato estero continua a dare soddisfazioni: le esportazioni registrano un incremento del 5,1%. L’alimentare evidenzia invece una cospicua flessione del livello delle esportazioni (-12,8%) rispetto al 2010. Stazionari gli altri indicatori. La ceramica continua a registrare segnali negativi sul versante produttivo (-6,3%) con sostanziale tenuta sia del fatturato sia delle esportazioni. La ricetta vincente, secondo Ferrari, è «l'internazionalizzazione, l'espansione verso Paesi prima neanche presi in considerazione come il Vietnam». Ferrari ha dedicato qualche parola anche alla vicenda Fiat: «Pensare che il gruppo Fiat sia uscito da Confindustria, aldilà della ricaduta economica sulla associazione, per fortuna solida, da un punto di vista affettivo è stato un grande dispiacere per chi come me è cresciuto col mito di Fiat Trattori, ruolo ora preso dalla Ferrari».
http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&rnd=1329201829709&cid=&ref=http%3A//quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/gazzettadimodena/Edizione_Giornaliera/mappe/NZ_modena_10.html&sr=sr1024x819:cd32:lgit:jey:cky:tz1:ctlan:hpn
Pdl commissariato, congresso sospeso
Il segretario Angelino Alfano manda a Modena Denis Verdini per verificare le anomalie riscontrate nelle nuove adesioni
di Andrea Marini Tanto tuonò che piovve. Da ieri il Pdl di Modena è commissariato, di congresso per il momento non è proprio il caso di parlarne. Prima occorre fare chiarezza sui sospetti di infiltrazioni di personaggi legati alla criminalità organizzata tra i 5mila 600 iscritti (record regionale) al Popolo della Libertà di Modena. La comunicazione è arrivata direttamente da Roma, su ordine del segretario nazionale Angelino Alfano che così ha mantenuto fede a quanto anticipato neanche 24 ore prima: «Laddove ci sia anche il minimo sospetto, non si dovrà esitare a sospendere i congressi» aveva detto. Parole pronunciate anche sulla scia dell’allarme lanciato dall’ex-ministro degli Esteri Franco Frattini. E così è stato. Ai sensi dell’articolo 48 dello statuto, esprime una scarna nota diramata dall’ufficio centrale: «ha nominato l’on. Denis Verdini commissario del coordinamento provinciale di Modena». Curiosità: il senatore Carlo Giovanardi, è stato addirittura più veloce del Pdl a comunicare la nomina del commissariamento “vendendola” come il frutto di un accordo “vis a vis” tra lui e il coordinatore nazionale Alfano. La cosa, suona un po’ strana - a quanto ci risulta - visto che fosse stato per Giovanardi, il congresso si sarebbe dovuto svolgere almeno due-tre mesi fa, tanta è la fretta di prendere in mano le redini del partito, e sebbene in questi giorni, ieri compreso, abbia bollato come «balle» i sospetti di infiltrazione da parte della coordinatrice uscente Isabella Bertolini. Anche Isabella Bertolini rivendica il commissariamento come una vittoria, essendo stata lei la prima a evidenziare i sospetti e ad insistere sull’esigenza di chiarezza quando tutti le davano della pazza e della distruttrice a puro scopo personale. E pure Michele Barcaiuolo, esponente della terza componente interna, a sua volta riferisce di aver suggerito il commissariamento con sospensione come unica via d’uscita di fronte alla prospettiva di trovarsi a svolgere un congresso con il coltello in mano, continuando a dare uno spettacolo pietoso a colpi di accuse e controaccuse. Vista la situazione l’ipotesi si è rivelata la più sensata. Le altre erano: fare comunque il congresso (previsto il 25 febbraio con sfida tra Enrico Aimi, Michele Barcaiuolo e Claudia Severi), con la certezza di ritrovarsi un secondo dopo la chiusura con gli sconfitti a gridare: «Siete stati eletti con i voti della malavita» oppure affidare la soluzione della diatriba a un commissario locale, in teoria l’attuale coordinatrice Bertolini, ma essendo di fatto apertamente schierata nella partita sarebbe stato difficile per lei apparire come giudice super partes. E allora serviva un giudice esterno. La scelta è caduta su Denis Verdini, uno dei tre coordinatori nazionale (gli altri sono La Russa e Bondi). Verdini che a suo tempo nominò Bertolini coordinatore provinciale; di sicuro è più vicino a Bertolini che a Giovanardi. Tant’è che qualcuno sostiene che il senatore, prima di fare buon viso, abbia comunque cercato di ostacolare tale scelta. Ma non poteva essere altrimenti: visto che Verdini è considerato in quota Forza Italia e la nostra provincia vede prevalere quella componente rispetto agli ex- An. Il suo compito sarà ora quello di fare chiarezza sulla regolarità o meno della campagna di tesseramento e verificare se tra i quasi 6mila iscritti ci siano effettivamente personaggi con i quali non si può avere a che fare se davvero ci si vuole definire “partito degli onesti”. Così il Pdl di Modena oltre a registrare il quarto rinvio di fila di un congresso che - lo ripetiamo conquista anche un poco entusiasmante record. È il primo caso in Italia di congresso sospeso prima ancora di cominciare. Nonostante i tanti e poco edificanti casi che stanno spuntando come funghi qua e là per l’Italia, quello di Modena è l’unico dove il partito ha detto stop. Altrove invece, nonostante casi di pluri-iscrizioni con lo stesso nome, o persone iscritte a loro insaputa, i congressi sono stati fatti svolgere. Evidentemente c’è qualcosa che non torna.
Imu: ecco le cifre della stangata
I dati in un incontro tra associazioni di categoria e sindaci. Sale la preoccupazione
Grande preoccupazione. Questo il clima che si respirava ieri mattina all’incontro tra le associazioni di categoria e i sindaci dell’Unione. D’altra parte il tema era dei peggiori: nuove imposte e relative aliquote alle stelle. Anche se le cifre al momento non sono ufficiali (il Comune ha ancora qualche settimana di tempo prima di definire il Bilancio), possiamo già anticipare che si tratta di una mazzata non indifferente. Per quanto concerne l’Imu, l’imposta municipale unica, verrà probabilmente applicata un’aliquota intermedia agli immobili commerciali e artigianali. Si tratterà di aumenti, riparametrati sugli estimi catastali aggiornati, che potranno arrivare al 70, 80 per cento. Tira una brutta aria anche per gli immobili sfitti per i quali l’aliquota applicata sarà la massima consentita e cioè dello 0,9. Facile immaginare la ricaduta sui conti dei costruttori in un periodo di tanti appartamenti invenduti. Unica buona notizia: le tariffe sociali (asili, anziani...), non subiranno variazioni se non quelle legate all’inflazione. «Per le imprese - dice Carlo Alberto Medici, Lapam, presente all’incontro - sarà una medicina amara da mandare giù. Ci auguriamo che il Comune, per contenere le richieste alle imprese, possa tagliare i suoi costi puntando sempre più all’esternalizzazione». «Ci auguriamo - dice poi Siligardi, Confesercenti - che il Comune possa attivare qualche effetto mitigatore, come ad esempio una riduzione dell’Imu per quelle imprese che utilizzano un immobile di proprietà. La situazione, insomma, è sempre più difficile: da una parte gli affari diminuiscono mentre le spese sono in continuo aumento». Preoccupati anche Massimo Fontanarosa, Confcommercio, e Barbara Bulgarelli, Cna. Per entrambi si temono pesanti ricadute sulle imprese locali. Rino Filippin
Museo Ferrari, conto alla rovescia scandito
Inaugurata ‘Onda gialla’, la segnaletica che porta alla casa natale. «Da oggi
di FEDERICO MALAVASI
«SUPERATA l’ultima curva, ora abbiamo davanti il traguardo». Una metafora automobilistica con la quale il sindaco di Modena Giorgio Pighi ha inaugurato ieri mattina in piazzetta delle Ova ‘Onda gialla’ l’intervento di segnaletica urbana con bandiere e striscioni (tutti rigorosamente color ‘canarino’) che accompagnerà modenesi e turisti fino alla porta d’ingresso del nascituro museo Casa Natale Enzo Ferrari e l’orologio che batterà i minuti che mancano al taglio del nastro. Decine di striscioni, stendardi, totem e pannelli informativi, tremila bandiere, una struttura nella rotonda del tempio e una ‘porta d’ingresso in via Paolo Ferrari a indicare il sentiero che conduce al luogo dove il mito delle ‘rosse’ ebbe inizio.
E il giorno scelto per questa sorta di ‘pre-battesimo’ della struttura di via Paolo Ferrari, davanti a tanti modenesi e a tutti i rappresentanti del tessuto politico, economico e istituzionale della città, non è stato casuale: il 18 febbraio è infatti l’anniversario della nascita del Drake. E’ scattato anche il conto alla rovescia per scandire le ore che separano la città dal ‘semaforo verde’ al museo. Sempre in piazzetta delle Ova, è stato infatti installato un orologio digitale che calcola il tempo che manca al fatidico 10 marzo, giorno in cui la Casa Natale aprirà le porte alla città. Ad azionare il countdown sono stati il primo cittadino, Piero Ferrari, vice presidente di Ferrari spa e figlio di Enzo, e Mauro Tedeschini, presidente della Fondazione Casa Enzo Ferrari-Museo. Al ‘ritorno a casa’ del Drake, al momento dell’avvio dell’orologio, mancavano 21 giorni e 4 ore.
IL PRIMO ad esprimere la sua soddisfazione per questo ulteriore passo verso l’apertura del tanto atteso museo è stato il sindaco Pighi. «Per Modena l’apertura della Casa Natale è un fatto di primaria rilevanza. Simboleggia lo sguardo verso l’avvenire che caratterizza Modena. In un momento di forti difficoltà economiche una realizzazione come questa è un segno di grande speranza e passione». Il sindaco passa poi la parola a chi la creazione di questo museo l’ha accompagnata sin dalla prima ora, Mauro Tedeschini. «Sono orgoglioso di poter dire che ce l’abbiamo fatta. Questo edificio diventerà un’icona di Modena nel mondo». Tedeschini dà anche un assaggio di quello che turisti e modenesi troveranno all’interno della Casa Natale. «Ci sarà tutta la storia dell’automobile modenese. La casa ospiterà ciò che riguarda la vita di Enzo Ferrari, mentre sotto il ‘cofano’ giallo troveremo il meglio della motoristica della Ghirlandina: dal ‘cavallino’ alla Maserati, passando per Stanguellini, De Tomaso e Scaglietti (vetture per un valore di 30 milioni di euro, ndr)». Il presidente della Fondazione spende anche qualche parola sui traguardi che il museo si propone. «Saremmo contenti se riuscissimo a superare la soglia dei 100mila visitatori all’anno». Un obiettivo ambizioso, quello affidato al luogo dove tutto ebbe inizio. «Da quella casa è iniziata l’avventura di mio padre — ricorda Piero Ferrari —. E pensare che la vendette proprio per comprare un’auto da corsa. Questa è un’ulteriore testimonianza della passione che legava il Drake alle automobili». Ferrari si dice poi felice che l’abitazione sia rimasta com’era allora, e che ora al suo fianco sorga un’opera di architettura moderna, il ‘cofano’ giallo dello scomparso architetto Jan Kaplicky. «Un abbinamento che rispecchia l’animo di mio padre: un uomo dell’ ‘800, ma sempre proiettato verso il futuro». Le iniziative che precedono l’inaugurazione del museo Casa Natale proseguiranno sabato prossimo alle 17 in piazza Grande, dove si terrà l’iniziativa ‘Bentornato a casa Enzo’: l’attore Ivano Marescotti leggerà alcuni brani autobiografici di Enzo Ferrari e Alessandro Bergonzoni, si soffermerà sul valore della creatività e dell’immaginazione, a partire dalla celebre frase del Drake: «Se lo puoi sognare lo puoi fare».
SUPERCALDAIA
19-02-2012, 16: 07
arriva solo con 10 anni o più di ritardo..... quando c'era un tedesco che vinceva mondiali in fila.
e volendo... siccome modena è il terminale dell'autostrada di ingresso in italia dei turisti tedeschi ne avrebbe portati qua a milioni....
vabbè.... meglio di nulla.
canna-rina
19-02-2012, 16: 15
arriva solo con 10 anni o più di ritardo..... quando c'era un tedesco che vinceva mondiali in fila.
e volendo... siccome modena è il terminale dell'autostrada di ingresso in italia dei turisti tedeschi ne avrebbe portati qua a milioni....
vabbè.... meglio di nulla.
Fa te...poi anche solo a fine anni 80 di interesse ce n´era. Ora i germanofoni son tornati a seguire la Mac Laren o han scoperto la nuova arrivata Red Bull. Il mito Ferrari rimane, ci mancherebbe,ma ci siam persi 2 decenni importanti.
doctor who
19-02-2012, 16: 22
i compagni pensavano a far soldi con le coop ......modena per loro e' sempre in secondo piano e il mezzo per arricchirsi
Verdini dice «sì», nomi da verificare
Prima giornata del commissario del Pdl a Modena: formato un organo di controllo con tre esponenti per ogni lista
di Davide Berti La giornata modenese di Denis Verdini, il commissario inviato da Angelino Alfano per risolvere la contesa delle tessere, lascia al Pdl un dato politico: non c’è ancora una data certa del congresso nonostante ci sia stata una richiesta esplicita anche ieri da parte del senatore Carlo Giovanardi, segno che il lavoro di controllo sarà fatto nei minimi dettagli e quindi un po’ di tempo servirà, comunque non oltre marzo. Verdini, così, ha accolto la richiesta della Bertolini di controllare tutte le 5600 tessere, una più una meno, dove, a dire della parlamentare «ci sarebbe più di una anomalia». E per risolverla, e porre la parola fine, in un senso o in un altro, a questa polemica che vedrebbe personaggi della malavita vicini anche al Pdl modenese, Verdini ha messo tutti attorno ad un tavolo arrivando ad un accordo: tre nomi per lista per costituire un comitato di garanzia che si riunirà sia a Roma - forse sarà lì, la prossima settimana, il primo appuntamento anche solo per la comodità di avere a disposizione tutte le schede della nostra provincia - che a Modena e stabilire se effettivamente le anomalie evidenziate dalla Bertolini rispondano al vero. E poi procedere con la cancellazione dei nomi. Ma non ci sarà un vinto o un vincitore. Almeno per Verdini, che non ci pensa nemmeno ad imputare all’uno o all’altro la colpa di questo polverone «che va assolutamente sanato. Per me non ci sarà un perdente, non ci sarà una “testa che salta”, ci sarà un Pdl degno del nome che porta e formato da persone sulle quali nessuno ha dubbi. Isabella è una cara amica ed una delle parlamentari più brave che io abbia mai visto lavorare a Roma. Giovanardi sempre un uomo del governo Berlusconi dotato di grande esperienza. Insieme hanno collaborato a Roma e anche se sul piano locale hanno posizioni politiche diverse la cosa non mi interessa, è normale che sia così. Sono convinto, controllo delle tessere a parte, che arriveremo ad una soluzione condivisa da tutti». Il primo passo, appunto, è la costituzione di questo gruppo di lavoro che rispecchia in minima parte le delegazioni delle singole liste che ieri sono state ricevute da Verdini nella sala riunioni dell’Una Hotels di Baggiovara. A Roma, oltre ad Isabella Bertolini, andranno anche Andrea Leoni e la candidata per il ruolo di coordinatore provinciale Claudia Severi. Per la lista di Michele Barcaiuolo, fuori dalle polemiche, la sua vice Rosanna Righini e il sindaco di Sassuolo Luca Caselli, ieri assente all’incontro tra i vertici del partito alla corte di Verdini. Con il senatore Carlo Giovanardi, invece, andranno, oltre a lui, Enrico Aimi e Gian Paolo Lenzini. Al tavolo di controllo non ci sarà l’avvocato Gian Piero Samorì, ieri comunque presente davanti a Verdini. «Il percorso che abbiamo deciso di intraprendere - spiega Verdini - è un atto di garanzia per individuare le eventuali anomalie che ci sono state. Qualche nome, come già è successo anche in altre parti d’Italia è stato depennato visto il pronunciamento dei dirigenti locali. Ora accadrà la stessa cosa scendendo nello specifico di tutte le 5.600 tessere che sono state raccolte qui a Modena. Non si tratterà, però, di una schedatura perché questo non fa parte dei compiti di un partito ma eventualmente spetta alla Magistratura. A livello centrale, lo dico per chiarezza, abbiamo provveduto ad eliminare lo 0,02 per cento delle tessere su un totale di un milione e duecento mila, segno che il partito sta vivendo un suo momento importante. Qui a Modena si è innestata una polemica che è diventata pubblica invece di rimanere all’interno del partito, e così con trasparenza è stato nominato il commissario nella mia persona per fare quello che si doveva fare privatamente».
http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&rnd=1329806328050&cid=&ref=http%3A//quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/gazzettadimodena/Edizione_Giornaliera/mappe/NZ_modena_12.html&sr=sr1024x819:cd32:lgit:jey:cky:tz1:ctlan:hpn
CLIMA TESO A BAGGIOVARA
Samorì defilato E il senatore evita Isabella Bertolini
MA I DUE FINISCONO ACCANTO A PRANZO E NON SI RIVOLGONO LO SGUARDO
La hall dell’Una Hotel di Baggiovara si è trasformata per una mattina intera nel quartiere generale dei Pdl. Fuori la neve, ma gli stracci volavano anche dentro, sebbene nessuno si sia lasciato prendere dalla foga di dire in faccia al suo avversario che cosa pensava. Nemmeno nel momento off limits alla stampa. Ieri i big c’erano tutti. Isabella Bertolini, da politica esperta, ha fatto da padrona di casa, accogliendo Verdini con grande anticipo. Alle 10.30 un caffè nel bar dell’albergo, molto cordiale, dove i due si sono scambiati le prime impressioni. Poi sono iniziati i colloqui individuali, come a scuola coi genitori quando si consegnano le pagelle. Il “prof” Verdini dietro al tavolo tondo della sala riunioni del primo e una alla volta le delegazioni a spiegare le ragioni del proprio assenso o dissenso. Attorno alle 11.15 si è presentato anche l’avvocato Gianpiero Samorì: «Sono qui solo per l’amico Verdini», ha sottolineato defilandosi e attendendo il momento della chiamata dei fedelissimi di Carlo Giovanardi. Se per la Bertolini e i suoi uomini erano bastati venti minuti, il colloquio con la delegazione del senatore è durato un’ora e cinque minuti. A Barcaiuolo sono bastati cinque minuti. Ma i momenti più gustosi sono stati quelli dell’attesa: la Bertolini seduta tranquillamente al bar, Giovanardi che evita lo sguardo e resta a lungo al primo piano pur di non incappare in un incontro poco gradito. Si lascia solo scappare la battuta più bella della giornata: «State attenti che destano sospetto anche due tesserati nati lo stesso giorno e alla stessa ora, hanno anche lo stesso cognome: sono Carlo e Daniele Giovanardi». Risata generale, qualcuno a denti stretti. A rompere il ghiaccio ci ha pensato attorno alle 13.30 Gian Paolo Lenzini quando, cercando di ingannare l’attesa per il rompete le righe, ha detto ridendo: «I tre candidati potrebbero pagare a tutti un bel piatto di tagliatelle». A tavola, dopo, ci sono andati effettivamente tutti. Giovanardi finisce proprio accanto alla Bertolini. Ma i due non si sono nemmeno guardati in faccia. (d.b.)
SUPERCALDAIA
21-02-2012, 08: 35
pensa un po' come son messi.... e dire che se ci fosse un'alternativa normale pighi non avrebbe nemmeno iniziato a fare il sindaco.... e invece ha fatto due mandati....
Matte1979
21-02-2012, 09: 11
E dire che conosco benissimo sia Leoni che Barcaiuolo: che tristezza!
Forse quest'ultimo - e non lo dico per piaggeria - è l'unico raggio di sole nello schifo della destra modenese...
Giovanardi poi è inaffrontabile. Ogni volta che apre bocca il pdl perde consensi...vabbè che è in buona compagnia, ma a tutto credo ci sia un limite
Marco82
21-02-2012, 11: 54
Leoni Barcaiuolo Samori Bartolini Giovnanardi non se ne salva uno, se questi sono l alternativa è meglio non andare proprio a votare
SUPERCALDAIA
21-02-2012, 11: 56
io fra quelli del pdl.....candiderei Morandi.
SUPERCALDAIA
21-02-2012, 17: 21
no, adolfo morandi, è già consigliere comunale del PDL
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Così la ’ndrina Longo–Versace è approdata a in città, a Bologna e a Reggio. Grazie a imprenditori e professionisti locali
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Sequestrata la Arcoverde La società bolognese di costruzioni sarebbe riconducibile al boss Vincenzo Longo ma era gestita da prestanome emiliani
Il boss Mercuri Ha interessi a Modena in imprese della famiglia Baglio (Unione Group di Fiorano) finita sotto inchiesta insieme al sindaco di Serramazzoni
di Giovanni Tizian Confusi tra la nebbia che avvolge la via Emilia, gli affari della cosca Longo-Versace di Polistena, paese della provincia di Reggio Calabria, sembravano al sicuro. Ma poi è arrivata la Procura antimafia reggina che ha svelato i prestanome e i referenti emiliani del clan di Polistena, con le mani in pasta, o forse è meglio dire nei tortellini, nell’economia bolognese e modenese. L’indagine risale al 2011, 35 gli arrestati. E ora alle porte c’è il processo che si terrà a Palmi, una cinquantina di chilometri da Reggio Calabria. Quel filone però non si è chiuso. In una Bologna tormentata dalla bufera di neve, la settimana scorsa è arrivato l’ordine di sequestrare la società “Arcoverde costruzioni”. Un fatto che riguarda uomini del clan legati al territorio modenese. La richiesta di sequestro è partita dalla Questura di Reggio Calabria e del commissariato di Polistena. Misura di prevenzione che ha riguardato anche altre società con sede in Calabria. L’impresa in questione, secondo gli investigatori, è riconducibile al boss Vincenzo Longo, a capo del clan. I prestanome sarebbero Emanuela Lupi e Paolo Pizziolo, la prima bolognese e il secondo nato in Belgio. Ma come ha fatto il capoclan Longo a intercettare questi imprenditori bolognesi? Semplice: tramite Michele Fidale, cognato del mammasantissima Vincenzo Longo, e «inserito a pieno titolo nella cosca Longo-Versace», recitano le informative. Fidale prima di agganciare i due bolognesi, era titolare assieme ai figli (anche loro “organici” alla ’ndrina) della “Corf” di Bologna, ditta che ha lavorato in subappalto alla realizzazione del Palazzo di giustizia di Reggio Calabria. A marzo 2007, per il timore di sequestri patrimoniali e per facilitare il rilascio della certificazione antimafia, il cognato del boss cede le quote della Corf all’Arcoverde costruzioni, gestita ufficialmente dalla bolognese Lupi e da Pizziolo. Che di fatto, scrivono gli investigatori, è un clone della Corf e quindi di proprietà della cosca Longo. L’imprenditore Michele Fidale, che è imputato a Palmi nel processo “Scacco Matto” insieme ai figli, è legato al territorio modenese. Vive tra Modena e Bologna. E a Rubiera può contare su Antonino Napoli. Un amico. Ma anche imprenditore dell’autotrasporto, e non solo, indagato per la compravendita del titolo finanziario da 870 milioni di dollari intestato all’ex dittatore indonesiano Sukarno. In quell’indagine coordinata dalla Procura antimafia di Reggio Calabria, poi trasmessa per competenza a quella di Bologna, compaiono professionisti modenesi e lo stesso Fidale. Da quelle carte emerge lo stretto rapporto tra Fidale, Napoli e uno dei professionisti modenesi, Paolo Baccarini. Che nel 2010 (un anno prima che venisse indagato) ha ricoperto il ruolo di liquidatore di una delle società di Antonino Napoli. Più che i cognomi in provincia di Modena parlano i rapporti societari. Relazioni che dalla Piana di Gioia Tauro, provincia di Reggio Calabria, si snodano lungo il Paese e in Emilia: tra Modena, Bologna e Reggio Emilia le imprese dei clan si mescolano tra le numerose attività imprenditoriali, passando inosservate. Società immobiliari e di costruzioni, come ce ne sono tante a Modena e provincia. A delineare il profilo degli imprenditori e dei loro complici ci pensano gli atti degli investigatori antimafia calabresi. Dove si legge che Nino Napoli è il cognato di Pasquale Mercuri, «uno dei più importanti elementi della criminalità organizzata di Melicucco (Piana di Gioia Tauro ndr)». Pasquale Mercuri è stato indagato nell’inchiesta “Arca” della Dda di Reggio Calabria sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nei lavori della Salerno-Reggio Calabria, l’autostrada dai cantieri eterni. L’anno scorso Mercuri è stato prosciolto da tutte le accuse che gli erano state sollevate in quel processo dove comparivano come indagati anche dirigenti di Condotte D’Acqua Spa, il colosso delle costruzioni italiane, e boss di primo piano delle ’ndrine della piana di Gioia Tauro. Gli interessi di Pasquale Mercuri non si fermano in Calabria, ma raggiungono la provincia di Modena. Fino al gennaio 2011, come già raccontato dalla Gazzetta, il suo nome compariva in una società immobiliare di Modena dove poi lo ha sostituito il figlio Luciano, incensurato e mai indagato. Lo stesso Luciano Mercuri è socio in una delle due imprese della moglie di Rocco Antonio Baglio, l’Unione Group di Fiorano. La società balzata agli onori delle cronache dopo l’indagine in cui sono coinvolti Luigi Ralenti, sindaco di Serramazzoni, e Baglio. L’ipotesi su cui indagano gli inquirenti è corruzione e turbativa d’asta. Un’indagine quella Ralenti-Baglio che inizialmente è stata inviata alla Procura antimafia di Bologna, in quanto veniva contestato l’articolo 7- l’aggravante di avere agito con metodo mafioso o favorendo la mafia. Bologna però l’ha rispedita ai magistrati modenesi, non ritenendo fondata l’ipotesi della mafiosità. In realtà, da quanto è in grado di rivelare la Gazzetta, ci sarebbero in quell’indagine episodi di violenza e di estorsioni che richiamano al metodo mafioso. Tuttavia nessuno parla e gli imprenditori coinvolti negano le pressioni. Rapporti societari che ricollegano la pianura modenese alla piana di Gioia Tauro. E se la cosca Longo-Versace ha un peso nello scacchiere di potere della ’ndrangheta, ancora più prestigio criminale hanno i clan con cui è alleata: Bellocco, Pesce, Molè, Piromalli. Casati che dominano il Porto di Gioia Tauro (dove arrivano la cocaina del sud america e le merci cinesi), spartiscono i subappalti della Salerno-Reggio Calabria tra le varie cosche, gestiscono centri commerciali e imprese agricole. I sovrani di questi clan hanno fatto la storia della ’ndrangheta imprenditrice. Un potere che si estende fino in Emilia, Lombardia, Liguria e supera i confini arrivando in Francia. Come raccontano le indagini dei finanziari di Milano. Che scavando negli intrecci della ’ndrangheta lombarda, si sono imbattuti in un titolare di un’impresa modenese legato ai clan della Piana di Gioia Tauro, che traffica cocaina sull’asse Modena-Milano-Francia. È un legame che torna spesso quello tra i clan emiliani e lombardi. E forse non è un caso. Potrebbe voler dire che la ’ndrangheta in Emilia si è data qui strutture organizzative come nella vicina Lombardia.
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Video hard di scambisti con tre coppie modenesi
“Quei porno dilettanti di Formigine e Vignola” il titolo del dvd che uscirà a giorni I protagonisti: «Volevamo vivere emozioni forti. I nostri familiari? Non lo sanno»
di Claudia Benatti Scambisti per scelta, anzi «per diletto» ci tengono a sottolineare. E, «poichè una bella scarica di adrenalina fa bene all’amore e alla coppia», dicono, hanno deciso di girare un video hard. «Perché no? Si diventa più complici». Si potrà essere più o meno d’accordo, ma sta di fatto che davanti alla macchina da presa hanno dato prova di una certa creatività. Ad imbarcarsi in questa avventura piccante sono state tre coppie modenesi che hanno accolto l’idea lanciata da veterani del settore che mettono a disposizione il regista, poi producono e distribuiscono il “frutto del diletto”. Da Vignola una coppia di commercianti, 38 anni lei e 39 lui; casalinga 35enne e impiegato di 33 anni da Formigine; due liberi professionisti 40enni da Mirandola. Ne è uscito un dvd dal titolo inequivocabile, “Quei porno dilettanti di Formigine e Vignola”, che la prossima settimana farà la sua comparsa nelle edicole modenesi, in vendita a 16,90 euro. Lo realizza la Lucrezia Films, lo produce e lo distribuisce la Valentino Produzioni, società di cui poco si sa e poco si trova, persino sul web, ma che legano il proprio nome al particolare target che segue il genere. Dunque, tre mogli e tre mariti protagonisti di una trama, semmai trama ci dovesse essere, che si tesse senza abiti e nelle stanze di una location tutta particolare, la seconda casa che una delle coppie ha accettato di mettere a disposizione. Qualcosa di coperto però ci sarà: gli occhi. Da una mascherina, «ma talmente piccola - assicura il produttore Marco Galimberti, che si gioca la carta puntando a un sicuro successo - che sarà possibile riconoscere chi la indossa». E chi saranno mai queste mogli e questi mariti che hanno accettato di indossare la mascherina e togliersi i vestiti? «Siamo persone normali - assicura una delle protagoniste che naturalmente vuole restare anonima - con un lavoro normale e una famiglia come tante altre. Io con mio marito frequentiamo da circa tre anni il mondo molto particolare degli scambisti. All’inizio era solo un gioco che facevamo con la webcam collegandoci con altre coppie, poi abbiamo organizzato il primo incontro; l’agitazione e l’eccitazione mi hanno dato sensazioni che non avevo mai provato». Insomma, si comincia, poi ci si prende gusto; un po’ come chi questi dvd li compra. Ma perché si comincia? «Avevamo un forte calo del desiderio, credo accada a tutte le coppie che sono insieme da anni - spiega la signora - Quel pizzico di gelosia e adrenalina che subentra ci ha resi più complici. Conosco però coppie che non hanno retto al forte impatto che c’è quando devi fare sesso con altri e davanti ad altri e si sono separati. L’idea di girare un video hard è nata per caso e per gioco. Non avevamo mai avuto un’esperienza simile e credo sarà l'unica. Naturalmente nessuno dei nostri familiari e amici sa di questa nostra tendenza». Un anno fa usciva nelle edicole modenesi, ad opera dello stesso “staff”, un video concepito in maniera analoga. A qualcuno potrà venire il dubbio che si tratti degli stessi attori cui viene addebitata di volta in volta una provenienza diversa per fare cassetta. Dubbio legittimo, ma c’è un unico modo per controllare: «vedere per credere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Video hard di scambisti con tre coppie modenesi
“Quei porno dilettanti di Formigine e Vignola” il titolo del dvd che uscirà a giorni I protagonisti: «Volevamo vivere emozioni forti. I nostri familiari? Non lo sanno»
di Claudia Benatti Scambisti per scelta, anzi «per diletto» ci tengono a sottolineare. E, «poichè una bella scarica di adrenalina fa bene all’amore e alla coppia», dicono, hanno deciso di girare un video hard. «Perché no? Si diventa più complici». Si potrà essere più o meno d’accordo, ma sta di fatto che davanti alla macchina da presa hanno dato prova di una certa creatività. Ad imbarcarsi in questa avventura piccante sono state tre coppie modenesi che hanno accolto l’idea lanciata da veterani del settore che mettono a disposizione il regista, poi producono e distribuiscono il “frutto del diletto”. Da Vignola una coppia di commercianti, 38 anni lei e 39 lui; casalinga 35enne e impiegato di 33 anni da Formigine; due liberi professionisti 40enni da Mirandola. Ne è uscito un dvd dal titolo inequivocabile, “Quei porno dilettanti di Formigine e Vignola”, che la prossima settimana farà la sua comparsa nelle edicole modenesi, in vendita a 16,90 euro. Lo realizza la Lucrezia Films, lo produce e lo distribuisce la Valentino Produzioni, società di cui poco si sa e poco si trova, persino sul web, ma che legano il proprio nome al particolare target che segue il genere. Dunque, tre mogli e tre mariti protagonisti di una trama, semmai trama ci dovesse essere, che si tesse senza abiti e nelle stanze di una location tutta particolare, la seconda casa che una delle coppie ha accettato di mettere a disposizione. Qualcosa di coperto però ci sarà: gli occhi. Da una mascherina, «ma talmente piccola - assicura il produttore Marco Galimberti, che si gioca la carta puntando a un sicuro successo - che sarà possibile riconoscere chi la indossa». E chi saranno mai queste mogli e questi mariti che hanno accettato di indossare la mascherina e togliersi i vestiti? «Siamo persone normali - assicura una delle protagoniste che naturalmente vuole restare anonima - con un lavoro normale e una famiglia come tante altre. Io con mio marito frequentiamo da circa tre anni il mondo molto particolare degli scambisti. All’inizio era solo un gioco che facevamo con la webcam collegandoci con altre coppie, poi abbiamo organizzato il primo incontro; l’agitazione e l’eccitazione mi hanno dato sensazioni che non avevo mai provato». Insomma, si comincia, poi ci si prende gusto; un po’ come chi questi dvd li compra. Ma perché si comincia? «Avevamo un forte calo del desiderio, credo accada a tutte le coppie che sono insieme da anni - spiega la signora - Quel pizzico di gelosia e adrenalina che subentra ci ha resi più complici. Conosco però coppie che non hanno retto al forte impatto che c’è quando devi fare sesso con altri e davanti ad altri e si sono separati. L’idea di girare un video hard è nata per caso e per gioco. Non avevamo mai avuto un’esperienza simile e credo sarà l'unica. Naturalmente nessuno dei nostri familiari e amici sa di questa nostra tendenza». Un anno fa usciva nelle edicole modenesi, ad opera dello stesso “staff”, un video concepito in maniera analoga. A qualcuno potrà venire il dubbio che si tratti degli stessi attori cui viene addebitata di volta in volta una provenienza diversa per fare cassetta. Dubbio legittimo, ma c’è un unico modo per controllare: «vedere per credere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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A QUOTA TRE
Lo staff annuncia un’altra pellicola entro l’estate
La produzione ha ritmi veramente serrati se si tiene conto del fatto che nemmeno un anno fa un analogo video hard era stato girato nel Carpigiano e che prima della prossima estate ne sarà pronto un altro con coppie di Modena, almeno così spiega lo staff della Lucrezia Films. Il dvd messo in commercio nelle edicole modenesi circa un anno fa si concentrava su un’altra zona, lo spiega il titolo stesso, “Quelle insospettabili casalinghe di Carpi e Sassuolo”. E prima della fine di luglio di quest’anno sarà ultimato e pronto per la vendita un altro video hard i cui protagonisti stavolta garantiscono la residenza a Modena città. Questo genere di produzioni pare essere, dunque, l’ultima frontiera del porno. Un porno “casalingo”, che comunque seleziona volontari prestanti benchè non paragonabili a certe star che sull’hard hanno costruito notevoli fortune. Di film simili ne escono di frequente un po’ dovunque in Italia, privilegiando le città di medie o piccole dimensioni, magari con una provincia estesa, dove ci si possa concentrare su comuni di periferia in modo che la curiosità venga solleticata ad hoc.
Il produttore: «Reclutati sul web»
«Tanti i siti dove si trovano volontari prestanti. Un fenomeno in aumento»
Per chi il video hard lo produce, l’eco mediatica è l’arma migliore per far lievitare le vendite. E non c’è nulla di più efficace che gettare l’amo laddove anche farfalline e aquilotti sono stati reclutati, laddove c’è chi si chiede se il fondoschiena di turno possa essere quello della vicina di casa. Il segreto sta tutto lì: quando scatta la curosità, il gioco è fatto. Facile prevedere che anche a Formigine, Vignola e Mirandola la curiosità scatterà. Ma, stando a quanto racconta il produttore Marco Galimberti, la curiosità e l’entusiasmo non sono solo di chi compra, ma anche di chi “fa”. «A volte si fa più fatica a vendere i dvd che a reclutare le coppie di volenterosi che si mettono a disposizione per girare il film - spiega - il fenomeno degli scambisti è infatti in forte crescita e noi reclutiamo soprattutto in quegli ambienti». Già; il reclutamento. Come si trovano le coppie di dilettanti del sesso che accettano di fare un video hard in cambio solo del rimborso spese? «Li troviamo soprattutto su internet - continua Galimberti - ci inseriamo nei siti di scambisti e facciamo la nostra proposta. Poi incontriamo chi si fa avanti. In questo caso avevamo già una coppia di Vignola che si era proposta un anno fa, quando aveva visto un altro dvd realizzato sempre da noi nel Carpigiano. L’abbiamo tenuta in stand by fino a che non ne abbiamo reclutate altre due, poi abbiamo girato nella casa di villeggiatura messa a disposizione da una delle coppie stesse». Coppie benestanti, dunque, che non percepiscono compensi per il lavoro svolto. «Nessuno lo fa per soldi - è ancora Galimberti - qui si tratta di esibizionismo, è gente che ha bisogno di emozioni forti e c’è tutto un mondo dietro queste esigenze. Noi cerchiamo poi di rendere la realizzazione del film un momento ludico, in cui si supera l’imbarazzo dei primi momenti e ci si mette a proprio agio, ci si diverte». Evidentemente ci sarà chi è “free” per natura, chi vive l’intimità senza alcuna inibizione. «È proprio così - conferma Galimberti - si tratta di un ambiente che conta veramente ormai su numeri significativi. Basti pensare a tutti i siti web di scambisti, ai parcheggi di cui esistono vere e proprie mappe dove si incontrano le coppie. Ci sono persino club più o meno ufficiali in cui vengono organizzati incontri al buio, cioè si va e non si sa chi si incontra». Insomma, anche su questo fronte il web tesse relazioni, se così si possono intendere e definire. «Il tam tam è continuo, ci si scrive, ci si accorda, ci si vede. È quello il target, gente che evidentemente si diverte così». (cl.be.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
cè anche la locandina ma non si copia
A iniziare fu la Rizzo
INAUGURó LO STILE “amatoriale”
Ad inaugurare lo stile rustico nel porno, quello con casalinghe formose e disinibite e mariti annoiati alla ricerca di emozioni, è stata molti anni fa quella che oggi è conosciuta come una pornostar, Jessica Rizzo. E il genere già all’epoca ebbe una certa risonanza anche nel Modenese. Jessica Rizzo conquista fama e fortuna proprio in questo modo, fondando, insieme al marito, una vera e propria casa di produzione approdata a girare anche nella nostra città. Gli attori tutti rigorosamente non professionisti, spesso contattati grazie a inserzioni. Dal carattere popolare della produzione scaturisce il successo della coppia che conquista una parte rilevante nel mercato dell’hardcore.
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cazzo ma formigine è davvero la patria dei casi umani
ma non hai appena fatto il cameraman in un video porno anche te?
Maserati, Modena perde il Suv
La Regione chiama il ministro
Verrà prodotto a Detroit: sindacati preoccupati
Roberto Grimaldi
MODENA
UN SUV dal cuore italiano, anzi modenese. Lo scorso settembre, al salone di Francoforte, la nuova Maserati big size era stata presentata così. In particolare il motore, di nuova generazione, doveva essere prodotto a Maranello da Ferrari e progettato solo per le future Maserati. Tutti erano convinti che il crossover della casa del tridente si producesse quindi a Modena.
MA QUALCOSA nel corso dei mesi è cambiato, visto il recente annuncio di Harold Wester, amministratore delegato di Maserati, e Sergio Marchionne, ad di Fiat: sarà Chrysler che inizierà a produrre il Suv a marchio Maserati nello stabilimento americano di Jefferson North a Detroit, nella prima metà del 2013. Una notizia drammatica per lo stabilimento storico di Modena, dove ormai da tre anni regna la preoccupazione tra i 600 dipendenti. I sindacati, Fiom in testa, chiedono rassicurazioni sul futuro, puntando a trattenere a Modena la produzione delle vetture d’alta gamma. Come il Suv, appunto. Ma se si comincia a cedere ai cugini a stelle e striscie il veicolo che dovrà competere con Porsche Cayenne e Range Rover, allora sono dolori. Così, ci si è messa di mezzo la politica, grazie a una manovra concordata dal Pd made in Modena.
I tre consiglieri regionali dei Democratici (modenesi) Stefano Bonaccini, Luciano Vecchi e Palma Costi hanno inviato un’interrogazione all’assessore alle Attività produttive Giancarlo Muzzarelli (modenese pure lui) chiedendo alla giunta un intervento urgente per fare chiarezza sul futuro della casa del tridente. E l’assessore ha girato la questione direttamente al governo. «Vista la preoccupante incertezza della situazione — scrive Muzzarelli — e l’assenza di risposte, la giunta ha deciso di chiamare in causa il governo.
IL PRESIDENTE Errani, in due lettere al ministro dello Sviluppo economico, ha segnalato il problema Fiat-Maserati tra i nodi da sciogliere insieme al governo al fine del rilancio di una seria politica industriale per lo sviluppo e l’occupazione». L’incontro richiesto da Errani dovrebbe avvenire a breve, come spiega l’assessore: «Il ministro Passera è stato invitato a partecipare alla discussione del piano delle attività produttive della Regione e l’appuntamento, sarà anche l’occasione per esaminare la situazione Maserati».
SAURO_GOL
24-02-2012, 08: 35
zio can, qualche beota ha rubato la statua di San Geminiano della chiesa di Cognento!!!
GIU' LE MANI DA SAN ZEMIAN!!!
Maserati, Modena perde il Suv
La Regione chiama il ministro
Verrà prodotto a Detroit: sindacati preoccupati
Roberto Grimaldi
MODENA
UN SUV dal cuore italiano, anzi modenese. Lo scorso settembre, al salone di Francoforte, la nuova Maserati big size era stata presentata così. In particolare il motore, di nuova generazione, doveva essere prodotto a Maranello da Ferrari e progettato solo per le future Maserati. Tutti erano convinti che il crossover della casa del tridente si producesse quindi a Modena.
MA QUALCOSA nel corso dei mesi è cambiato, visto il recente annuncio di Harold Wester, amministratore delegato di Maserati, e Sergio Marchionne, ad di Fiat: sarà Chrysler che inizierà a produrre il Suv a marchio Maserati nello stabilimento americano di Jefferson North a Detroit, nella prima metà del 2013. Una notizia drammatica per lo stabilimento storico di Modena, dove ormai da tre anni regna la preoccupazione tra i 600 dipendenti. I sindacati, Fiom in testa, chiedono rassicurazioni sul futuro, puntando a trattenere a Modena la produzione delle vetture d’alta gamma. Come il Suv, appunto. Ma se si comincia a cedere ai cugini a stelle e striscie il veicolo che dovrà competere con Porsche Cayenne e Range Rover, allora sono dolori. Così, ci si è messa di mezzo la politica, grazie a una manovra concordata dal Pd made in Modena.
I tre consiglieri regionali dei Democratici (modenesi) Stefano Bonaccini, Luciano Vecchi e Palma Costi hanno inviato un’interrogazione all’assessore alle Attività produttive Giancarlo Muzzarelli (modenese pure lui) chiedendo alla giunta un intervento urgente per fare chiarezza sul futuro della casa del tridente. E l’assessore ha girato la questione direttamente al governo. «Vista la preoccupante incertezza della situazione — scrive Muzzarelli — e l’assenza di risposte, la giunta ha deciso di chiamare in causa il governo.
IL PRESIDENTE Errani, in due lettere al ministro dello Sviluppo economico, ha segnalato il problema Fiat-Maserati tra i nodi da sciogliere insieme al governo al fine del rilancio di una seria politica industriale per lo sviluppo e l’occupazione». L’incontro richiesto da Errani dovrebbe avvenire a breve, come spiega l’assessore: «Il ministro Passera è stato invitato a partecipare alla discussione del piano delle attività produttive della Regione e l’appuntamento, sarà anche l’occasione per esaminare la situazione Maserati».
http://www.youtube.com/watch?v=eFpHzZRUCPA
Willy Coyote
24-02-2012, 20: 11
Parco Ferrari: rubati 5 busti di bronzo
Furto delle statue di Rasponi dedicate a campioni di F1: il colpo è avvenuto giovedì sera. Un caso identico al Santuario di Cognento
MODENA. Cinque busti in bronzo che ricordavano altrettanti grandi piloti della formula uno di automobilismo sono stati rubati al parco Ferrari a Modena. La scoperta è stata fatta giovedì, verso le 20, da una pattuglia della polizia municipale. I busti scomparsi sono quelli di Vittorio Stanguellini, Tazio Nuvolari, J.Manuel Fangio,Giles Villeneuve ed Eugenio Castellotti. Le opere erano collocate nelle immediate vicinanze degli ingressi in via Emilia e viale Autodromo. I bronzi sono stati staccati dai basamenti in pietra e quasi sicuramente caricati su un automezzo. Nessuno dei frequentatori del parco sembra aver assistito al furto. I vialetti del grande polmone verde cittadino, dedicato al fondatore della casa del cavallino, erano stati arricchiti sin dal 2003 con busti, creati da Alessandro Rasponi, di personaggi del mondo motoristico, che sulla pista di Modena hanno lasciato una traccia per le oro partecipazioni a gare, per successi ottenuti ma anche per essere stati sfortunati protagonisti di tragici incidenti dalle conseguenze mortali. Dal furto si sono salvati i busti di Luigi Villoresi, Giulio Cabianca, Luigi Musso, Alberto Ascari e Walter Villa.
Il furto fa il paio con quello di una statua di san Geminiano avvenuto davanti al Santuario di Cognento. Una statua in bronzo di mezzo metro che si trovava all’ingresso dell’area ecclesiastica vicino alla strada.
cazzo ma formigine è davvero la patria dei casi umani
C'ERA LA fRANCI tONY E mARCO v
NONNOBALLOTTA
25-02-2012, 08: 16
siamo arrivati anche a rubare la statue per fonderle !
il declino della civiltà italiana continua...
il primo a dare l'esempio fu mussolini
Pighi: «Il Patto di stabilità ci mette in ginocchio»
«Una scelta ottusa che ci impedisce di investire in progetti e aiutare le imprese» «Il Governo intervenga: ai Comuni almeno una parte degli incassi dall’Imu»
LA SCHEDA
LA PROTESTA DEL SINDACO»OGGI PARTECIPA ALL’ASSEMBLEA DELL’ANCI
Dal Sigonio ai parchi i lavori bloccati
L’elenco di opere bloccate a causa del “Patto di stabilità” è particolarmente corposo. Di seguito ecco le principali: È di fatto bloccata la realizzazione della nuova sede per l’istituto Carlo Sigonio, non si possono avviare i lavori per la realizzazione dei campi da calcio promessi a Villanova o per la sportiva Gino Nasi. Non si può realizzare l’attesa rotatoria all’incrocio tra viale Virgilio e via Emilia ovest. E ancora non si potranno realizzare i lavori di allestimento del parco di via Salvo d’Acquisto, la ciclabile di via Giardini e un’altra sulla via Emilia. Sono fermi i lavori di manutenzione al verde. Questo perché il Comune non può pagare chi fa le opere.
La situazione del Comune di Modena, così come quella di tutti i municipi, con i conti a posto, è al limite del paradossale. Si trova con un salvadanaio pieno di soldi, denaro vero, per la precisione 23 milioni di euro, ma non li può spendere. In un momento come questo, con i trasferimenti statali ridotti all’osso è un grosso problema. Quel denaro deve rimanere lì, per garantire l’abbattimento del debito nazionale del Paese. È il cosiddetto “Patto di stabilità”. La conseguenza è che il Municipio non è così in grado di finanziare investimenti cruciali attesi da anni, ma nemmeno di dare corso alla manutenzione delle opere. Il che, come diretta conseguenza, ha, tra le altre cose, il fatto di non poter dare lavoro alle imprese e quindi sostenere la ripresa. Una situazione che il sindaco Giorgio Pighi non ha alcuna remora a definire «Ottusa, soprattutto perché danneggia la città. Ecco perché sono indispensabili modifiche sostanziali». Un disappunto che questa mattina porterà a Napoli dove è in programma il Consiglio nazionale dell’Associazione dei Comuni italiani, chiamata ad occuparsi di come sforare il patto di stabilità per poter pagare opere pubbliche, a partire da quelle necessarie alla prevenzione e alla protezione del territorio, al fine di evitare rischi idrogeologici. «Così non si può andare avanti - prosegue Pighi - Per capire il nostro problema il Governo dovrebbe porsi due semplici domande con le quali noi ci stiamo confrontando da settimane: come si concilia la pesante manovra anticrisi con il vincolo imposto ai Comuni di non pagare i fornitori, le imprese che svolgono le manutenzioni, le aziende che realizzano le opere pubbliche? Come può un vincolo contabile impedire ai Comuni di realizzare la manutenzione delle scuole, delle strade, delle opere idrauliche, delle strutture per anziani, per non parlare della risposta a emergenze come la neve o a questioni di grande rilevanza come la sicurezza e l’ambiente?». E qui il sindaco ricorda la funzione economica, oltre che sociale, svolta in questa difficile fase economica dagli enti locali. «I Comuni - prosegue Pighi - sono rimasti i soli enti in grado di programmare investimenti e soprattutto di portarli a termine». E conclude «Un patto di stabilità costruito in questo modo è il contrario di quanto sarebbe necessario ad un Paese moderno, dove anche i tagli e i sacrifici devono essere il frutto di scelte responsabili e non di atti unilaterali e non condivisi». La speranza è che dall’Anci nasca una forte onda d’urto sul premier Mario Monti che lo convinca ad intervenire, ad esempio, con il ritorno della nuova tassa sugli immobili (Imu) affinchè questa sia incassata dai Comuni al netto dei trasferimenti dovuti allo Stato. Un aspetto questo sul quale si sta anche valutando l’ipotesi di far ricorso alla Corte Costituzionale in merito alla Tesoreria unica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
F12 Berlinetta, la più potente di sempre
La Ferrari presenta in anteprima sul web la nuova 12 cilindri: 740 cavalli e un prezzo attorno ai 270mila euro
MARANELLO (Modena) F12 berlinetta. È il nome della capostipite della nuova generazione delle Ferrari 12 cilindri. Una vettura dalle performance senza precedenti (740 cavalli) che, in attesa del debutto al Salone di Ginevra, ha avuto il battesimo ieri alle 13, svelata via web su Ferrari.com nel nuovo colore Rosso Berlinetta triplo strato, e che nelle intenzioni di Maranello costituisce la più avanzata frontiera delle vetture sportive a motore anteriore-centrale. È infatti la Ferrari stradale più potente e prestazionale di sempre. L’architettura transaxle dà origine a una vettura rivoluzionaria. Il passo è stato ridotto, motore, plancia e sedili abbassati, il nuovo layout delle sospensioni e del cambio contiene le dimensioni del posteriore, per vettura compatta a baricentro basso e arretrato. Il centro Scaglietti ha realizzato un nuovo telaio spaceframe e una scocca di nuova concezione con 12 differenti leghe di alluminio. La rigidità torsionale è più alta del 20%, il peso è ridotto a 1525 kg (-70 della precedente coupè V12), con le masse distribuite in modo ideale (54% al posteriore). Il motore V12 a 65 di 6.262 cc raggiunge prestazioni e regime di rotazione mai ottenuti da un 12 cilindri aspirato. La potenza massima è 740 CV, quella specifica 118 CV/l, la coppia 690 Nm, di cui l’80% disponibile a 2500 giri fino al limitatore a 8700 giri. Il motore è abbinato al cambio F1 a doppia frizione. Il rapporto peso/potenza è a 2,1 kg/CV. I consumi sono ridotti del 30%, le emissioni di CO2 scendono a 350 gr/km, ai vertici della categoria. Da record l’efficienza aerodinamica, raddoppiata. Aumentato del 76% il carico verticale (123 chili a 200 km/h) e sensibilmente ridotta la resistenza all’avanzamento (0,299 il Cx). Risultati ottenuti anche con l’introduzione di una soluzione innovativa come l’Aero Bridge, che sfrutta per la prima volta il cofano motore nella generazione della deportanza. L’efficienza aerodinamica è stata ottimizzata con l’Active Brake Cooling, portelle di raffreddamento delle prese aria freni che si aprono solo se richiesto in funzione delle temperature. Il corredo tecnologico è completato dai più recenti sviluppi dell’impianto frenante carboceramico e delle «sospensioni magnetoreologiche Evoluzione» oltre che dalla completa integrazione dei controlli elettronici di dinamica veicolo E-diff, ESC, F1-Trac, e ABS prestazionale. La vettura accelera da 0-100 km/h in 3,1 secondi, da 0 a 200 in 8,5 e percorre un giro della pista di Fiorano in 1’23”, più rapidamente di qualsiasi altra Ferrari stradale. Il design, frutto della collaborazione tra Centro Stile Ferrari e Pininfarina, si basa sull’equilibrio tra la massima efficienza aerodinamica e l’eleganza delle proporzioni. Una coupè dalla linea aggressiva e filante che nonostante la compattezza offre un elevato livello di comfort e abitabilità. Gli inediti interni, in pelle Frau, coniugano dettagli di alta artigianalità con gli elementi essenziali della sportività. Gli spazi sono stati ottimizzati per una grande fruibilità anche grazie alla panchetta posteriore collegata direttamente al vano bagagli. La centralità del pilota è ribadita dall’interfaccia uomo-macchina, con tutti i comandi raccolti attorno a chi guida. Costa (prezzo non ufficiale) circa 270.000 euro, con 7 anni di manutenzione gratuita; prime consegne a settembre 2012.
Modenello
01-03-2012, 08: 59
:caldaia2:
Usura coi soldi della ’ndrangheta: due arresti
Nonantola, broker del settore nautico intermediario per la cosca Facchineri
di VALENTINA BELTRAME
DALLA Calabria a Milano, passando per Modena. Era la nostra provincia, in particolare il comune di Nonantola, il crocevia degli affari al nord della ’ndrangheta, famiglia Facchineri. Un’indagine della guardia di finanza di Milano ha infatti portato a galla un giro di estorsioni, riciclaggio e usura tra l’Emilia e la Lombardia capitanato dai cugini Vincenzo e Giuseppe Facchineri, che sfruttavano la «fama criminale» in quanto appartenenti alla ‘ndrangheta per riscuotere con metodi mafiosi crediti contratti con diversi imprenditori a cui prestavano soldi a interessi del 20 per cento mensile. I due cugini rispettivamente di 37 e 44 anni, esponenti dell’omonima famiglia calabrese, sono stati arrestati insieme ad altre 21 persone nell’ambito di un’inchiesta che ha messo le manette anche a Gianluca Giovannini, broker del settore nautico di 46 anni e alla moglie Graziella Zanotti di 45, entrambi bolognesi residenti a Nonantola in via Pioppi 234. Lei si trova agli arresti domiciliari con le accuse di truffa e sostizione di persona; lui in carcere per fatti, presunti, ben più gravi: riciclaggio e reimpiego di denaro sporco, truffa e usura, il tutto aggravato dal metodo mafioso.
L’inchiesta della guardia di finanza, partita nel 2007 senza che un solo imprenditore denunciasse le estorsioni, ha fatto luce sulle attività illecite dei cugini Facchineri, dediti all’usura e al riciclaggio attraverso alcuni mediatori, tra cui appunto Giovannini, broker nautico a cui erano state affidate le zone di Bologna e della Repubblica di San Marino. Secondo le indagini della Dda di Milano e il giudice che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare, la cosca calabrese si avvaleva di Giovannini per impiegare i soldi frutto di traffici illeciti (come il traffico di droga) attraverso fiduciarie o con l’usura. Il mediatore di Nonantola è sospettato di aver prestato denaro sporco a imprenditori emiliani con tassi di interesse al 20% mensile. «Tutto questo — scrive il Gip Luigi Varanelli — con l’aggravante di aver utilizzato nel perfezionamento delle operazioni di usura metodi tipicamente mafiosi, consistiti in particolare nell’avvalersi, per la riscossione dei crediti, della fama criminale acquisita dai cugini Facchineri appartenenti all’organizzazione denominata ‘ndrangheta e conseguentemente della forza intimidatrice della stessa organizzazione criminale e dei vincoli di soggezione ed omertà da essa derivati». Alcuni imprenditori, secondo gli inquirenti, sarebbero doppiamente vittime degli indagati perché tre di loro, operanti nel settore nautico, sarebbero stati raggirati da Gianluca Giovannini e da un altro degli arrestati, Orlando Purita. Quest’ultimo si spacciava per il capitano della guardia di finanza Silvio Morabito per farsi consegnare centinaia di migliaia di euro per evitare verifiche fiscali: sarebbe stata la moglie di Giovannini, Graziella Zanotti, a presentare il falso finanziere alle vittime. Per meglio interpretare il ruolo, corrompevano un carabiniere (anche lui arrestato) per ottenere informazioni dettagliate sulle loro prede. La vittima più nota è Giulio Lolli, attualmente latitante in Libia, rappresentante legale della società Rimini Yatcht spa oggi fallita, che ha pagato 230mila euro.
100%Modena
03-03-2012, 05: 51
Lei lo tradisce, lui si vendica con un manifesto in tangenziale„
Lei lo tradisce, lui si vendica con un manifesto in tangenziale
"Lo sanno tutti che mi tradisci con il commercialista". Un tale Giovanni ha deciso di vendicarsi del comportamento tenuto dalla sua "ex" Marta con l'affissione di un manifesto sulla tangenziale Modena-Sassuolo
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Lei lo tradisce, lui si vendica con un manifesto in tangenziale
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Nel 2012, nell'era delle tecnologie per la comunicazione di massa, tra quelli che si lasciano con una telefonata, un sms, una mail o un messaggio su Facebook, emergono quelli che si fanno ammaliare dal fascino dell'antico con il classico tête-à-tête chiarificatore o con le dure parole impresse con l'inchiostro sulla carta. Nel 2012, c'è anche chi vuole troncare un rapporto nero su bianco facendo le cose in grande con un cartellone affisso in bella mostra sulla rotatoria dove inizia la tangenziale Modena-Sassuolo: "Cara ex Marta, ormai lo sanno tutti che mi tradisci col commercialista. Ti ho sempre voluto bene, ma adesso basta". Questo il manifesto fotografato stamane, venerdì 2 marzo, dal'automobilista che si firma come Adam Clayton di passaggio su quel tratto. Subito la foto è stata cliccatissima sui social network scatenando commenti ironici e di solidarietà per il "Giovanni" firmatario di questa affissione.
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Brutta gente i commercialisti....
molho leone
03-03-2012, 06: 04
Brutta gente, davvero.
Blandire le donzelle a colpi di Irpef e consolidati fiscali dovrebbe essere reato !
Appena si tocca l'argomento studi di settore cascano ai tuoi piedi neanche fossi Brad Pitt.
Le devi scacciare a forza......"per favore, strappami le mutande mentre mi urli redditometrooooo", "basta 69, fammi un 740".
Roba da non credere, non potete immaginare.
Per l'occasione cambio l'avatar.
Museo Casa Ferrari, Ducati e Lamborghini:
Entrambe hanno sale mostre storiche: «L’omaggio al Drake a Modena ci voleva.
di ROBERTO GRIMALDI
UN’opera come il Museo Casa Natale Enzo Ferrari, che tra una settimana esatta verrà inaugurata, non poteva passare inosservata nel mondo dei motori. Nelle vicine aziende bolognesi, note in tutto il mondo, la Lamborghini e la Ducati, sono perfettamente al corrente di quello che succederà tra pochi giorni. Ci si aspetterebbe rivalità, ma non è così, anzi. La casa di Valentino Rossi e quella del Toro sono soddisfatte per l’arricchimento del patrimonio della Motor Valley. E sono pronte a collaborare con Modena per offrire tour motoristici sempre più interessenti per i turisti che arriveranno. Da notare che entrambe dispongono già di musei visitati ogni anno da migliaia di turisti (in media 28mila a quello della Lamborghini, 35mila alla Ducati).
«LAMBORGHINI è fortemente legata al proprio territorio — dice Raffaello Porro, direttore comunicazione e relazioni esterne di Automobili Lamborghini — e lo dimostrano le numerose iniziative e le intense collaborazioni con università, istituzioni locali e l’associazione Terra di Motori. In qualità di centro di eccellenza mondiale di supersportive integrato in un territorio che è vanto dell’Italia in campo motoristico, abbiamo pieno interesse a promuovere la nostra regione anche attraverso la collaborazione con entità museali come quella che sta per nascere a Modena. Lamborghini — aggiunge Porro — è stata fondata nel 1963 da Ferruccio Lamborghini, un uomo visionario che da una sfida riuscì a creare un’azienda di successo, nota in tutto il mondo per le sue vetture assolutamente uniche per il loro design distintivo e per la loro elevata innovazione tecnologica. Il prossimo anno l’azienda festeggerà il suo cinquantesimo anniversario, che costituirà un momento ulteriore estremamente importante per catalizzare il maggior numero di appassionati di cultura motoristica e quindi per valorizzare il nostro territorio».
Lo stesso interesse per il nuovo museo modenese lo nutrono anche a Bologna: «Conosco bene la struttura che sta per essere inaugurata a Modena — dice Livio Lodi, responsabile del Museo Ducati — e sono contento per il risultato, che sarà sicuramente ottimo. Mi fa piacere tra l’altro, che venga documentata la storia della Maserati oltre a quella della Ferrari. Il museo sarà un punto di riferimento nuovo e interessante, che andrà ad arricchire l’offerta già eccellente per gli appassionati di motori. E noi, a Modena e alla storia motoristica di Modena ci sentiamo legati — aggiunge — Negli anni ’50, ’60 e ’70 portavamo le nostro moto in prova all’autodromo di via Emilia. Ci sono già pacchetti turistici legati alla Motor Valley, con l’aggiunta del Museo Casa Ferrari aumenteranno e diventeranno ancora più appetibili. So che ci sono già società organizzate per tour per appassionati che si snodano proprio tra Modena, Bologna e Mantova, al Museo Nuvolari. Vi posso garantire — spiega Livio Lodi — che per un appassionato di motori queste zone sono un autentico paradiso in terra. C’è spazio per nuove idee e per creare nuovi eventi e nuove occasioni. So che sta per essere operativa la pista di Marzaglia: con la Ducati noi proponiamo già eventi per gli appassionati sfruttando gli autodromi di Imola, Misano e Mugello: teniamo dei corsi su vari livelli per i fan delle due ruote. Si potrebbe studiare qualcosa di simile anche per le Ferrari».
canna-rina
03-03-2012, 10: 45
Brutta gente, davvero.
Blandire le donzelle a colpi di Irpef e consolidati fiscali dovrebbe essere reato !
Appena si tocca l'argomento studi di settore cascano ai tuoi piedi neanche fossi Brad Pitt.
Le devi scacciare a forza......"per favore, strappami le mutande mentre mi urli redditometrooooo", "basta 69, fammi un 740".
Roba da non credere, non potete immaginare.
Per l'occasione cambio l'avatar.
:rolling:
beh secondo me l'impiegata del piano di sotto mi si farebbe
peccato sia una nana mezza gabber
canna-rina
03-03-2012, 10: 53
Io non riesco a smettere di ridere, continuo a rimembrare la frase "basta 69, fammi un 740"!!!
Dite la verità, quando dite ad una damigella: "Ora analizziamo per bene la sua situazione, mi metta tutto qui sulla scrivania", assumete in automatico quel ghigno diabolico...
molho leone
03-03-2012, 11: 07
La percentuale di clienti di sesso femminile meritevoli incontrate in 18 anni si aggira tra lo 0,05% e lo 0,1%.
Di soliti gli imprenditori sono uomini e neanche tanto belli. E anche quei pochi che a occhio si potrebbero salvare li lascio molto ma molto volentieri ai fremiti delle impiegate.
Si vede che le clienti "buone" vanno tutte dal commercialista che si è intortato anche la Marta...
canna-rina
03-03-2012, 11: 17
Cosa avrà mai da offrire che attira le madame?
Risposta in un noto motivetto zappiano?
doctor who
03-03-2012, 11: 58
beh secondo me l'impiegata del piano di sotto mi si farebbe
peccato sia una nana mezza gabber
scopala idiota.
canna-rina
03-03-2012, 12: 42
beh secondo me l'impiegata del piano di sotto mi si farebbe
peccato sia una nana mezza gabber
scopala idiota.
Se lex ricevesse 50 centesimi per ogni volta in cui si è sentito dire questa frase, lo comprerebbe lui il Modena e diventerebbe il nostro magnate e magnafiga...
AdamClayton
03-03-2012, 12: 50
Per l'occasione cambio l'avatar.
Ahahahahah... hai come avatar la foto che ho fatto io!!!!!!!!!!!!!!
Willy Coyote
03-03-2012, 23: 42
Picchiano vigilante per rubare birra
CRONACA - Sabato 3 marzo 2012, 19:35
Sono entrati nel supermercato DiPiù di via Piave a Modena poi, dopo aver arraffato dagli scaffali alcune confezioni di birra ed altri alimentari di vario genere, sono fuggiti, superando la cassa senza pagare. Ma la scena non è passata inosservata: un addetto della vigilanza interna ha tentato di fermarli, ma è stato colpito con un pugno. E’ accaduto nel tardo pomeriggio di oggi. I malviventi, tre individui nord africani, sono riusciti a fuggire indisturbati. Indagano i carabinieri.
E dire che basterebbe poco...
catellanitorroni
04-03-2012, 08: 03
Picchiano vigilante per rubare birra
CRONACA - Sabato 3 marzo 2012, 19:35
Sono entrati nel supermercato DiPiù di via Piave a Modena poi, dopo aver arraffato dagli scaffali alcune confezioni di birra ed altri alimentari di vario genere, sono fuggiti, superando la cassa senza pagare. Ma la scena non è passata inosservata: un addetto della vigilanza interna ha tentato di fermarli, ma è stato colpito con un pugno. E’ accaduto nel tardo pomeriggio di oggi. I malviventi, tre individui nord africani, sono riusciti a fuggire indisturbati. Indagano i carabinieri.
E dire che basterebbe poco...
A rubare la birra o a prendere i 3 malviventi????
si, un paio di vigilanti in piu' -.-
VIA PIAVE RAPINA AL DPIU’, IL FERITO MEDICATO IN OSPEDALE
Scopre ladri di alcolici,
commesso preso a sassate
Il vigilante: «Ne ho inseguito uno». Poi il parapiglia
STRANIERI che si muovono in gruppo, entrano, si mischiano ai pensionati, infilano le bottiglie sotto la giacca per andarsele a scolare fuori. Sembrava il solito furto, di quelli che ti costringono a fare la voce grossa, a fermare i ladri, perquisirli e, spesso e volentieri, a rincorrerli a perdifiato. Invece questa volta non è andata così. La razzìa si è trasformata in rapina e il commesso che aveva segnalato il furto è stato ‘punito’ dalla banda. Gli hanno lanciato pietre raccolte dal parcheggio e sferrato un pugno in piena faccia. Poi sono scappati tutti. E’ quello che è successo ieri al discount D Più di via Piave, zona dove risse, bivacchi e spaccio sono all’ordine del giorno. Erano circa le 18.15 quando in due sono entrati nel supermercato. Ormai i cassieri le facce le conoscono, sanno che devono aprire bene gli occhi, ed è quello che hanno fatto. Un commesso si è accorto che avevano sottratto delle bottiglie e ha avvisato il vigilante. Un secondo dopo la coppia, fatto spesa gratis, se la stava dando a gambe. La guardia ne ha puntato uno e ha cercato di acciuffarlo, ma correva troppo in fretta. Quando è tornato indietro, è riuscito a bloccare il secondo che era sulla porta con il commesso. Lì lo ha perquisito e gli ha trovato addosso un liquore al fragolino, una sambuca e una birra. Lo straniero sarebbe finito in carcere per nemmeno dieci euro se non fossero arrivati i ‘rinforzi’. Alcuni connazionali, richiamati probabilmente dal complice scappato, sono piombati nel parcheggio, hanno afferrato un sasso e hanno colpito il commesso raggiunto anche da un pugno sulla guancia: è stato medicato in ospedale. Poi il parapiglia, le botte e la fuga prima dell’arrivo dei carabinieri che hanno passato al setaccio la zona. Pare fossero dell’Africa e giovani, sui 20 anni.
QUESTO episodio si aggiunge a molti altri vandalismi e furti che hanno portato all’esasperazione residenti e negozianti. Il discount deve combattere ogni giorno contro prepotenti e sbruffoni che rubano qualsiasi cosa. Un problema che accomuna molti supermercati. In passato ci sono state varie risse davanti al Lidl di viale Amendola, in balìa di gruppi di romeni che bivaccano. E la crisi non ha fatto altro che accentuare questi fenomeni. Ogni giorno sono decine, tra cui anche insospettabili, i clienti che vengono fermati alle casse dei market con merce, dal prosciutto alla bistecca, rubata.Valeria Selmi
RAFFICA DI FURTI FORZATI ALMENO 15 BOX A MODENA EST
Raid nei garage: rubate bici di valore
IERI mattina l’ufficio denunce della questura di Modena sembrava ‘votato’ a un’unica mansione: ricevere le denunce di furti di biciclette. L’altra notte, infatti, a Modena est i ladri, scatenati, hanno forzato una quindicina di garage tra le vie Indipendenza, Veterani dello Sport e Harris, portando via circa otto biciclette, alcune delle quali da corsa e di ingente valore. I proprietari se ne sono accorti a scaglioni: la polizia, infatti, era intervenuta giovedì sera su segnalazione di un residente a cui era stata rubata la mountain bike dal proprio garage in via Veterani dello Sport. Altri due box risultavano forzati ma per fortuna i malviventi non erano riusciti a entrare. Poi ieri mattina la ‘processione’ in questura: evidentemente il furto per cui la polizia era stata chiamata era stato l’ultimo di una lunga serie.
NELLA stessa serata, infatti, i ladri avrebbero colpito anche nelle vie limitrofe, forse a bordo di un furgone su cui caricare le biciclette da corsa, alcune delle quali costose, anche da quattromila euro. La banda, che forse ha trovato un canale illecito per rivendere le bici, deve aver studiato il raid a tavolino, andando sul sicuro. Non sono state rubate solo biciclette, ma anche altri oggetti trovati nei garage forzati. Il sospetto è che ad agire sia sempre la stessa organizzazione, che nei mesi scorsi ha messo a segno altri ‘colpi’ in città proprio alla ricerca di biciclette di valore, meglio se da corsa.
Ora sui furti indaga la polizia: il mercato nero delle due ruote sembra quindi essere ‘fiorente’. In passato le forze dell’ordine hanno trovato diversi ‘depositi’ di biciclette rubate, l’ultimo nel novembre scorso in via Padovani, a San Faustino, in una intercapedine tra due siepi.
val. b.
Orafo seguito e derubato: via gioielli per 20mila euro
I banditi lo hanno preso di mira all’uscita da Modena Artigiana dove espone Si è fermato in un locale con un amico e gli hanno spaccato il vetro del furgone
di Stefano Totaro «Se avessi portato con me il rotolo con i preziosi, se lo avessi avuto addosso sicuramente quel piede di porco sarebbe finito sulla mia testa e non sul finestrino del mio furgone. Sono stato seguito e i banditi hanno studiato le mie mosse, agendo al momento opportuno, andando a colpo sicuro». Roberto Barbanti, orafo artigiano, che da anni con maestria artistica crea monili, gioielli, opere d’arte con i metalli preziosi, nonostante l’arrabbiatura mista ad amarezza, si consola da solo, considerando che, nonostante una perdita di ventimila euro, tutto sommato non è stato nè aggredito nè malmenato. «Quelle che mi sono state rubate sono opere uniche ma per quei malviventi sono solamente due etti d’oro. Che dire... io ne creerò delle altre». Il giovane orafo è uno degli espositori ad “Artigiana italiana”, il salone della qualità artigiana italiana aperto sino a domani al quartiere fieristico. Verso le 23, alla chiusura, lui e un altro espositore suo amico hanno deciso di andare a trascorrere un po’ di tempo in un locale, per mangiare qualcosa e fare due chiacchiere dopo la giornata lavorativa. E si sono recati in un via Staffette Partigiane, dove è attivo da qualche tempo un locale gettonato. Robertto spiega di aveva il rotolo con i preziosi in una piccola borsetta rettangolare che aveva messo all’interno di una borsa poco più grande. Quest’ultima era nel retro del furgone, un Doblò, quasi sotto ad un sedile. E accanto alla sua borsa c’era quelle del suo amico espositore. Dall’esterno del furgone non si poteva vedere nulla di quello che era caricato nel retro. «Siamo andati nel locale e ci siamo rimasti un po’, non certo un’eternità. E quando siamo usciti - dice Roberto - abbiamo visto il finestrino spaccato e l’azione del piede di porco. I malviventi hanno aperto e preso solamente la mia borsa, lasciando intatto tutto il resto. Ripeto, mi hanno seguito e dopo aver visto che non avevo borse e altri involucri con me mentre entravo nel locale, hanno spaccato la macchina per cercare i preziosi». L’orafo ieri si è recato a presentare denuncia del furto da 20mila euro, fornendo alle forze dell’ordine anche le fotografie delle sue opere, immagini utili in caso di fortunatissimo evento.
doctor who
04-03-2012, 12: 17
VIA PIAVE RAPINA AL DPIU’, IL FERITO MEDICATO IN OSPEDALE
Scopre ladri di alcolici,
commesso preso a sassate
Il vigilante: «Ne ho inseguito uno». Poi il parapiglia
STRANIERI che si muovono in gruppo, entrano, si mischiano ai pensionati, infilano le bottiglie sotto la giacca per andarsele a scolare fuori. Sembrava il solito furto, di quelli che ti costringono a fare la voce grossa, a fermare i ladri, perquisirli e, spesso e volentieri, a rincorrerli a perdifiato. Invece questa volta non è andata così. La razzìa si è trasformata in rapina e il commesso che aveva segnalato il furto è stato ‘punito’ dalla banda. Gli hanno lanciato pietre raccolte dal parcheggio e sferrato un pugno in piena faccia. Poi sono scappati tutti. E’ quello che è successo ieri al discount D Più di via Piave, zona dove risse, bivacchi e spaccio sono all’ordine del giorno. Erano circa le 18.15 quando in due sono entrati nel supermercato. Ormai i cassieri le facce le conoscono, sanno che devono aprire bene gli occhi, ed è quello che hanno fatto. Un commesso si è accorto che avevano sottratto delle bottiglie e ha avvisato il vigilante. Un secondo dopo la coppia, fatto spesa gratis, se la stava dando a gambe. La guardia ne ha puntato uno e ha cercato di acciuffarlo, ma correva troppo in fretta. Quando è tornato indietro, è riuscito a bloccare il secondo che era sulla porta con il commesso. Lì lo ha perquisito e gli ha trovato addosso un liquore al fragolino, una sambuca e una birra. Lo straniero sarebbe finito in carcere per nemmeno dieci euro se non fossero arrivati i ‘rinforzi’. Alcuni connazionali, richiamati probabilmente dal complice scappato, sono piombati nel parcheggio, hanno afferrato un sasso e hanno colpito il commesso raggiunto anche da un pugno sulla guancia: è stato medicato in ospedale. Poi il parapiglia, le botte e la fuga prima dell’arrivo dei carabinieri che hanno passato al setaccio la zona. Pare fossero dell’Africa e giovani, sui 20 anni.
QUESTO episodio si aggiunge a molti altri vandalismi e furti che hanno portato all’esasperazione residenti e negozianti. Il discount deve combattere ogni giorno contro prepotenti e sbruffoni che rubano qualsiasi cosa. Un problema che accomuna molti supermercati. In passato ci sono state varie risse davanti al Lidl di viale Amendola, in balìa di gruppi di romeni che bivaccano. E la crisi non ha fatto altro che accentuare questi fenomeni. Ogni giorno sono decine, tra cui anche insospettabili, i clienti che vengono fermati alle casse dei market con merce, dal prosciutto alla bistecca, rubata.Valeria Selmi
modena una signora citta'......
Allarme: false assicurazioni in aumento
C’è chi compra contrassegni clonati per risparmiare e chi viene raggirato da finti agenti che vendono polizze porta a porta
di Stefano Totaro Per quanto minimo sia il danno subìto in caso di incidente stradale, c'è sempre un sospetto che come un incubo assale chi sta compilando la costatazione amichevole. Chi mi ha tamponato, chi mi ha fracassato la macchina è davvero assicurato? Il contrassegno che sta mostrando è vero oppure è un falso? Ma può capitare anche che, serenamente convinti, anzi, sicuri, di essere assicurati ci si ritrovi, durante un sinistro o durante un normale controllo, a scoprire di essere stati truffati. Amaramente si scopre di avere sul parabrezza affisso un contrassegno clonato, di non avere la polizza valida, che il contratto stipulato con la fantomatica compagnia non è reale, non è mai esistito nulla di quanto pagato. Assicurazioni false, contrassegni clonati: a detta degli addetti ai lavori, ovvero gli assicuratori, quelli che delle polizze rc auto conoscono anche le più segrete virgole, sono sempre più numerosi i casi di modenesi che si ritrovano con un pugno di mosche in mano. «Ultimamente - spiega un assicuratore di una grande compagnia - ci arrivano segnalazioni un po’ da tutta Italia di colleghi, di forze dell'ordine o di normali automobilisti. Ci chiamano perché chi ha provocato il sinistro aveva un contrassegno falso, con il nostro simbolo perfettamente riprodotto, con matricola e riferimenti che indicano la nostra filiale. Lo sfortunato automobilista è incappato in una persona con l'assicurazione contraffatta. Spesso chi compra la finta polizza si dota non solo del contrassegno ma anche della certificazione, il foglio che si deve portare in auto sul quale ci sono i dati della compagnia, i numeri gli importi e le date. Insomma, una specie di ricevuta della pratica del pagamento. Che ci sia un giro è innegabile: la polizza costa la metà e chi la compra corre il rischio volontariamente. Posso affermare che anche nella nostra città sono aumentati i casi di clienti vittime, incappati in automobilisti non coperti e che non sono soltanto, come si pensa, extracomunitari». Altro fenomeno di moda, nato sulla scia dell'ondata senza freni di piazzisti senza scupoli che cercano di strappare contratti truffa ad anziani, che riescono a vendere ghiaccioli agli eschimesi, quello delle assicurazioni auto proposte porta a porta. Come se vendesseo un detersivo o una scopa, impeccabili e decisi gentiluomini riescono a far sottoscrivere polizze vantaggiosissime per conto di compagnie assicurative dai nomi altisonanti, molto simili a quelli comunemente esistenti. Oppure si spacciano per agenti di grandi compagnie poichè possiedono il relativo kit clonato. Gli addetti ai lavori sono lapidari: la stipulazione di polizze di assicurazioni con imprese non autorizzate, comporta per i contraenti, cioè per chi acquista le polizze false, l’insussistenza della copertura assicurativa. Non si potrà richiedere il risarcimento dei danni in caso di sinistro, sono previsti il sequestro del veicolo e una multa salata. È fondamentale verificare che chi vende sia autorizzato dall'Isvap, istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo. In rete esistono anche le liste nere, gli elenchi con i nomi delle compagnie assicurative usate dai finti assicuratori. Ma c’è un altro fenomeno in auge in città, che alimenta il giro dei falsi contrassegni. Quello delle finte polizze assicurative della durata di 5 o 6 giorni. «Un tempo, prima dell'automatizzazione informatica - spiega l'assicuratore - venivano stipulate per coprire l'attesa della preparazione della pratica, oppure in caso dell'utilizzo in prova di un veicolo. Ora nessuna media o grande compagnia le fa più, perchénon sono convenienti. Nel senso che costano poco, neanche 100 euro, a fronte di rischi maggiori. Ora sono tornate di moda per via degli stranieri, tanto maghrebini come dell'Est Europa, che hanno bisogno di “coprire” la loro vettura, spesso il loro catorcio, giusto il tempo di acquistarlo in Italia e portarlo fuori, per sbolognarlo in Marocco e in Romania. Visto che si fa fatica a trovare la compagnia che stipuli la polizza, ecco che il contrassegno falso è la strada più facile, e poi tutto va a fortuna o sfortuna».
“OCCHIO CLINICO” E TECNOLOGIA
Così i “furbetti” vengono scoperti: decine di denunce ogni anno
Se la tecnologia affina le armi del crimine, la polizia municipale va alla controffensiva con personale specializzato e con attrezzature sofisticate. Prima l'occhio clinico dell'agente nota la presenza o meno di piccoli particolari, poi una macchinetta dotata di raggi infrarossi conferma i sospetti evidenziando il falso. Trentasette persone denunciate nel 2010, quarantaquattro l'anno scorso. Furbetti pizzicati dalla polizia municipale in incidenti o in controlli stradali. Dalla patente al contrassegno assicurativo: quando l'automobilista insospettisce l'agente specializzato (ma quasi tutti i vigili urbani hanno dimestichezza nel cogliere il falso) ecco che scatta un vero e proprio check up. Tutto l'apparato burocratico, ovvero patente, libretto, assicurazione, documenti e quant'altro ancora, viene sottoposto a controlli incrociati. Una apposita apparecchiatura, una mobile e una fissa al comando, permette si scandagliare il documento, denudandolo, svelandolo nella sua filigrana più segreta. Insomma, se il clone finisce sotto esame, si rivela sempre come tale e scattano denunce e sequestri. E non sono soltanto gli stranieri a cercare di scorrazzare senza assicurazione: anche i modenesi doc fanno parte della squadra dei pericoli ambulanti. (s.to)
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Edizione di MODENA
(mer, 7 mar 2012)
OGGI SI DISCUTE E SI APPROVA IL BILANCIO PROVINCIALE
Aumento dell’RcAuto in arrivo
Investimenti da 7 milioni per la sicurezza di scuole e strade
OGGI pomeriggio alle 15, il Consiglio provinciale di Modena è convocato per discutere e approvare il bilancio preventivo, una manovra finanziaria che è complessivamente di 136 milioni, con un piano degli investimenti che si ferma a 33 milioni (122 milioni nel triennio), sette dei quali garantiti per il 2012 da risorse dell’ente, il resto programmato sulla base di eventuali trasferimenti. Il bilancio è stato rimodulato dopo il calcolo degli effetti della manovra Monti che pesa con un «taglio» ipotizzato di ulteriori 7 milioni di euro rispetto alle cifre presentate alla fine di novembre.
In discussione anche gli emendamenti proposti dai gruppi consiliari: due da parte del Pdl, due dell’Udc.
Nella proposta di bilancio presentata dalla giunta sono confermate le razionalizzazioni sul fronte della spesa, sia per il personale (cala di oltre un milione rispetto allo scorso anno) che per le cosiddette spese di sviluppo (i progetti dei diversi assessorati) che diminuiscono del 10 per cento assestandosi sui quattro milioni di euro.
Confermato anche l’aumento dell’aliquota Rc auto, passata dal 12,5 per cento al 16 per cento con un’incidenza per i cittadini di 2,85 euro ogni 100 euro di polizza, così come la scelta di non procedere al progetto di riorganizzazione delle sedi inserendo l’ex caserma Fanti tra i beni alienabili per finanziare, in caso di vendita, ulteriori investimenti.
«I tagli ai trasferimenti — precisa l’assessore al Bilancio Marcella Valentini — si traducono in oltre 13 milioni di euro che dovremo “restituire” allo Stato, rispetto ai sei dello scorso anno. Ma questo bilancio di previsione pone le basi per rispettare il Patto di stabilità e quindi garantire il regolare pagamento dei lavori pubblici alle imprese fornitrici entro i tempi contrattuali».
IL BILANCIO, prevede una quota di investimenti finanziati con risorse dell’ente di 7 milioni di euro, che serviranno prioritariamente per la sicurezza delle scuole e le manutenzioni stradali. «Ma questo non significa che nel 2012 non verranno aperti nuovi cantieri. Anzi, prevediamo interventi per circa 49 milioni di euro». Lo annuncia l’assessore alle Infrastrutture Egidio Pagani spiegando che sono già in corso o in appalto lavori per 27 milioni di euro, mentre altre iniziative per oltre 21 milioni sono in fase di progettazione.
«Si tratta di un’iniezione salutare per il nostro territorio – aggiunge Pagani – un modo per rispondere alla crisi dando lavoro alle imprese e rilanciando l’economia e l’occupazione».
agheranavecia!
07-03-2012, 08: 13
Potremmo fare un sunto di tutte le notizie sopra condensandole in una storiella "tre stranieri fermati dalla municipale a seguito di una rapina a un gioielliere sono risultati girare su una auto con un contrassegno di assicurazioni falso; vistisi bloccati e scoperti tramite un marchingegno tecnologico dei vigili che ha dimostrato la falsità del tagliandino hanno colpito con un pugno il tutore dell' ordine, in caserma hanno dichiarato "avevamo il certificato falso perchè la provincia ha alzato le tasse sulle polizze e non ce la potevamo più permettere"".
:ahahahha:
comunque chi l'avrebbe mai detto che i concorrenti più feroci delle assicurazioni sono le stampanti?
agheranavecia!
07-03-2012, 10: 31
Ci sono stampanti che potrebbero essere tranquillamente concorrenti della Zecca di Stato....... se solo si trovasse la carta giusta !
SUPERCALDAIA
09-03-2012, 16: 14
Casa Natale Enzo Ferrari: ancora poche ore alla più importante inaugurazione della Giunta Pighi, Da domani Modena riporta a casa Enzo Ferrari, e potrà essere conosciuta nel mondo oltre che per l'aceto balsamico, Pavarotti ed enzo Ferrari anche per il MEF.
è QUELLO CHE ANDAVA DA TURRINI??????????
Bilancio: che batosta con Imu e Irpef
Ora è ufficiale: al Comune servono 26 milioni dai modenesi e arriveranno con le due imposte e con la tassa di soggiorno
di Davide Berti Ventisei milioni di euro in nuove tasse che nel 2012 arriveranno dalle tasche dei modenesi. È questo, senza girarci troppo intorno, il dato di fatto. Lo ha scritto nero su bianco ieri pomeriggio la giunta del Comune di Modena che ha deliberato la proposta di manovra finanziaria che sarà presentata alle parti sociali nei prossimi giorni, prima di arrivare in consiglio comunale per l’iter definitivo di approvazione. Il problema è che sembra non ci siano troppi margini di manovra. Anzi, si tratta di un bilancio talmente complicato che spostare una virgola rischia di compromettere tutto. Per questo, all’esterno, c’è già chi dice che tutto sia stato deciso e che gli incontri siano solo esplicativi e non consultivi. Insomma, un semplice atto formale. Quello conta, oggi, sono i numeri. «Per costruire questa manovra - afferma l'assessore al Bilancio Alvaro Colombo - la Giunta ha dovuto fare i conti con un volume di risorse mancanti, rispetto all’anno precedente, di 36 milioni 800 mila euro: una diminuzione di oltre il 17%, dovuta alle misure messe in atto dai governi nazionali, sia con tagli diretti ai Comuni sia mediante minori trasferimenti ai fondi regionali». La proposta di manovra comunale è costituita per 10 milioni 800 mila euro da misure di contenimento della spesa e miglioramento dell'efficienza (che si aggiungono ai 16 milioni già tagliati nel 2010 e nel 2011) e per 25 milioni 900 mila euro da maggiori entrate fiscali. Per raggiungere questo obiettivo è stato necessario agire sulle aliquote dell’Imu (la nuova Imposta municipale unica), utilizzata nella misura del 60% della potenzialità a disposizione del Comune, con aliquote differenziate a seconda delle diverse tipologie e del diverso utilizzo degli immobili. Con le risorse disponibili verrà anche finanziato un fondo locale per l’affitto pari a 1 milione di euro, una parziale risposta all'eliminazione del fondo nazionale per l’affitto. La giunta ha inoltre concordato di ricorrere all’addizionale all’Irpef per il 17% della sua potenzialità, introducendo aliquote progressive in relazione ai diversi scaglioni di reddito Irpef nazionale, mantenendo ferma l’aliquota dello 0,5% per la prima fascia fino a 15 mila euro. Un gettito di 700 mila euro, stimato su metà anno, è previsto dalla tassa di soggiorno, che sarà applicata in modo progressivo sulla base della classificazione di alberghi e strutture ricettive. Non vengono invece ritoccate le altre imposte comunali, come la Tosap (per l'occupazione del suolo pubblico) e l’imposta di pubblicità. Dal lato della spesa, la manovra prevede di contenere i trasferimenti e i contributi, ridurre la spesa per il personale, compresi incarichi e consulenze, contenere i consumi energetici. In termini di investimenti, la proposta di manovra ammonta a 22 milioni e mezzo di euro ed è quasi dimezzata rispetto al 2011, sia per la carenza di risorse disponibili, sia per il vincolo del patto di stabilità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Pighi: «Costretti a queste scelte»
«La voragine aperta nei conti era troppo grande per poterla sanare con tagli»
Bilancio da licenziare, la lettera di Sabattini indirizzata al segretario provinciale del Pd Davide Baruffi che lo chiama in causa direttamente. Sono giorni frenetici per il sindaco Giorgio Pighi, che tra difficoltà amministrative e questioni politiche si deve difendere. La lettera-sfogo di Sabattini pubblicata domenica dalla Gazzetta ha creato un vero e proprio terremoto ma Pighi non vuole puntare l’indice su Sabattini. «Cosa volete che dica. Conoscendo Emilio sono convinto che il suo pensiero non sia molto diverso dal mio. Ci sono diverse sensibilità politiche, ma non è la prima volta che queste emergono, lo sapevamo anche prima di costituire il Pd. Ma la forza del partito è proprio questa: poter parlare e saper parlare ad un pubblico vasto». In realtà Sabattini parla di un Comune che in tema di alleanze va ad un ritmo diverso. «Penso che sia impossibile vedere litigare Sabattini col sottoscritto. È semplicemente un problema di approccio: in alcuni settori della vita politiche ci sono idee che non possono essere contrapposte ma complicate da coniugare. E dobbiamo permettere a sensibilità diverse di poter convivere». Come nel caso di Sel e Udc. «Sono due questioni diverse, e non penso nemmeno che Emilio le volesse mettere sullo stesso piano. A lui, sull’area di centro, senza mai contraddire i nostri programmi, penso sarebbe piaciuto ottenere risultati più legati al consenso e alla condivisione. A Modena non ritengo impossibile configurare questo quadro, ma sempre e solo partendo dai programmi. Anche a livello nazionale c’è una ricomposizione in questo senso, ed Emilio penso abbia portato avanti questo dialogo anche per un fatto di coerenza politica. I risultati sappiamo quali sono, anche in Comune abbiamo fatto un grosso lavoro con l’Udc su temi delicati come il welfare mix e la sussidiarietà, ma ad un certo punto va tutto ricondotto ad un programma che deve continuare ad essere coerente. Questo Emilio lo sa e penso che non ne faccia un dramma». Quanta Udc ci sarà nel futuro del Comune? «Mi auguro che i tavoli di lavoro che abbiamo istituito su diversi temi possano proseguire. È un’idea fondamentale che spazza via la logica di schieramento. Delle volte ci si avvicina di più, altre meno, altre volte è impossibile. Ecco perché con Sel, invece, il discorso è diverso. La forte integrazione con la sinistra l’abbiamo voluta da subito». Con l’Udc avete parlato molto anche di bilancio in queste settimane e la giunta ha appena approvato la manovra. Alla voce nuove tasse la cifra per i modenesi sarà piuttosto alta: 26 milioni di euro. «Le leva fiscale a nostra disposizione è stata sfruttata molto al di sotto delle sue potenzialità. Abbiamo tenuto l’addizionale al minimo e anche sulla prima casa siamo andati con mano leggera. Avete seguito come si è evoluta la situazione sui tagli, e chiudere il bilancio è stato complicato, comportando scelte obbligate. Il vero problema attuale è che il patto di stabilità ha raggiunto un livello davvero intollerabile, ed è qui che ci giocheremo il futuro dei nostri comuni». (d.b.
Inquinamento record il 22 aprile tutti a piedi
L’assessore Simona Arletti conferma: «La situazione meteo non ci ha aiutato ma il problema esiste. Serve una nuova manovra che incida sui veicoli»
Manovra ambientale da ridiscutere, nessun blocco ulteriore nonostante il limite degli sforamenti sia già stato abbondantemente superato, giornata ecologica di blocco totale della circolazione per il 22 aprile. Sono queste le novità che Simona Arletti ha spiegato ieri, dopo che la Regione aveva commentato i dati dei primi due mesi sulla concentrazione di pm10 nell’aria. Quello che è certo è che in primavera non ci saranno blocchi totali del traffico in tutta l’Emilia-Romagna, nonostante in molte città il livello di inquinamento abbia superato il limite di legge dei 35 giorni di sforamento consentiti al massimo in un anno. Modena è seconda solo a Parma, con 51 superamenti. A spiegare che, per il momento, non ci sarà un giro di vite è Sabrina Freda, assessore regionale all’Ambiente: «Dal punto di vista meteoclimatico- spiega Freda- ogni anno, la fase più critica si registra da ottobre a marzo». Per questo, sostiene l’assessore, «non è opportuno anticipare blocchi totali della circolazione, anche se in alcuni comuni si sperimenta già il blocco della domenica». Interventi del genere, infatti, «sono efficaci solo se preparati con tempestività sia per definire la segnaletica sia per informare i cittadini». Da questo punto di vista, assicura l’assessore, «l’accordo per la qualità dell’aria che firmeremo a giugno ci consentirà di preparare per tempo misure sia di lungo periodo sia di carattere emergenziale, comunicandole ai cittadini con anticipo». Tutto confermato anche dall’assessore comunale all’Ambiente Simona Arletti: «Tutto dipende troppo dal meteo, e abbiamo pagato la neve, l’assenza di vento e la mancanza di precipitazioni piovose. Vedere che anche le altre città sono nella nostra stessa condizione non può essere una consolazione. A giugno arriveremo all’approvazione di una manovra triennale che dovrà per forza apportare delle modifiche. Abbiamo visto che il blocco del giovedì ormai ha una validità relativa, anche perché ormai il 40 per cento del parco auto è euro 4. Penso che ci si debba concentrare con convinzione sui veicoli commerciali diesel per la sostituzione dei veicoli. Ma servono incentivi veri, come arrivare anche all’esenzione del bollo. Per il nostro territorio, poi, non è da trascurare l’impatto della rete autostradale che ci circonda, che arriva ad incidere circa per il 30 per cento nell’emissione delle pm 10. A livello locale abbiamo posto la questione sul tavolo provinciale e vedremo se anche questo aspetto potrà portare ad importanti modifiche». Intanto il Comune di Modena organizzerà per il 22 aprile la giornata ecologica, con stop a tutte le auto e iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica. (d.b.)
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Edizione di MODENA
(mer, 14 mar 2012)
UNA serata di sostanza quella dell’altra sera al Museo Ferrari di Maranello, all’insegna delle donne. Motivo dell’incontro la consegna dei premi Panathlon per l’attività svolta nel 2011. Sotto la regia del neo presidente Maria Carafoli, si sono alternati giovani, personaggi navigati, con tante storie che meriterebbero tutte di essere raccontate. Come quella di Monica Borelli, campionessa italiana di handbike, quelle di Gianni Ferraguti e Rodolfo Giovenzana. In comune hanno la passione per lo sport, per il loro lavoro. Una ex atleta di Ferraguti ha raccontato in pochi minuti l’esperienza di un uomo che in 40 anni ha avuto il privilegio di lavorare con sole donne, insegnando atletica a tre-quattro generazioni. Un filmato dei suoi collaboratori della Scuola Anderlini, ha sintetizzato Giovenzana e la sua determinazione nel portare avanti un progetto avviato nel 1985.
C’era ovviamente anche il calcio, con una breve anticipazione del derby. Sul palco il Modena che ha vinto lo scorso campionato il premio Fair play, il Sassuolo in qualità di ospite e premiato dal direttore Area Modena di Bper, Giuliano Lugli, e il Carpi. Siparietto con stretta di mano finale tra Sansone e Carini. Quest’ultimo provocò il rigore del 2 a 0 proprio sull’attaccante. Rigore molto generoso….«Si, ho commesso il fallo — ha detto ridendo e con troppa onestà il gialloblù — ma era assai dubbio …..». La replica di Sansone, che per molti accentuò la caduta, sotto gli occhi di Pea, ha replicato: «potevamo tenerci qualche gol per il ritorno». Infine Rinaldi, che ha posato con una chitarra al collo da vero rocker: «Adesso ci alleniamo tre partite per sfidare il Sassuolo il 5 aprile».
A completare la passerella presentata da Federica Galli e Paolo Reggianini al Museo Ferrari diretto da Mariella Mengozzi, il Modena rugby con Almer Berselli; Giuliano Grani che ha premiato Andrea Tomasini («non escluderei se un giorno diventasse allenatore della nostra prima squadra….la stagione? Mi aspetto un gran finale dalla squadra»; Antonella Serra Zanetti neo capitano della nazionale under 16 di tennis; il promettente pilota Sergio Campana premiato da Angelo Orlandi; la pugliese Maria Losorbo campionessa europea di bocce; Federica Ferraguti promessa del nuovo pinnato di casa nostra. Gran finale con Natalia Valeeva alla quale è stato assegnato il premio Panathlon. Prossimo appuntamento per lei la sesta olimpiade: «Finchè riesco a conciliare gli impegni di madre con quelli di atleta vado avanti». Come dire Londra non sarà l’ultima tappa. Ad accompagnare la serata la splendida voce della cantante Laura Camatti, accompagnata alla chitarra dal collega Paolo Vecchi.
doctor who
14-03-2012, 11: 16
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(mer, 14 mar 2012)
UNA serata di sostanza quella dell’altra sera al Museo Ferrari di Maranello, all’insegna delle donne. Motivo dell’incontro la consegna dei premi Panathlon per l’attività svolta nel 2011. Sotto la regia del neo presidente Maria Carafoli, si sono alternati giovani, personaggi navigati, con tante storie che meriterebbero tutte di essere raccontate. Come quella di Monica Borelli, campionessa italiana di handbike, quelle di Gianni Ferraguti e Rodolfo Giovenzana. In comune hanno la passione per lo sport, per il loro lavoro. Una ex atleta di Ferraguti ha raccontato in pochi minuti l’esperienza di un uomo che in 40 anni ha avuto il privilegio di lavorare con sole donne, insegnando atletica a tre-quattro generazioni. Un filmato dei suoi collaboratori della Scuola Anderlini, ha sintetizzato Giovenzana e la sua determinazione nel portare avanti un progetto avviato nel 1985.
C’era ovviamente anche il calcio, con una breve anticipazione del derby. Sul palco il Modena che ha vinto lo scorso campionato il premio Fair play, il Sassuolo in qualità di ospite e premiato dal direttore Area Modena di Bper, Giuliano Lugli, e il Carpi. Siparietto con stretta di mano finale tra Sansone e Carini. Quest’ultimo provocò il rigore del 2 a 0 proprio sull’attaccante. Rigore molto generoso….«Si, ho commesso il fallo — ha detto ridendo e con troppa onestà il gialloblù — ma era assai dubbio …..». La replica di Sansone, che per molti accentuò la caduta, sotto gli occhi di Pea, ha replicato: «potevamo tenerci qualche gol per il ritorno». Infine Rinaldi, che ha posato con una chitarra al collo da vero rocker: «Adesso ci alleniamo tre partite per sfidare il Sassuolo il 5 aprile».
A completare la passerella presentata da Federica Galli e Paolo Reggianini al Museo Ferrari diretto da Mariella Mengozzi, il Modena rugby con Almer Berselli; Giuliano Grani che ha premiato Andrea Tomasini («non escluderei se un giorno diventasse allenatore della nostra prima squadra….la stagione? Mi aspetto un gran finale dalla squadra»; Antonella Serra Zanetti neo capitano della nazionale under 16 di tennis; il promettente pilota Sergio Campana premiato da Angelo Orlandi; la pugliese Maria Losorbo campionessa europea di bocce; Federica Ferraguti promessa del nuovo pinnato di casa nostra. Gran finale con Natalia Valeeva alla quale è stato assegnato il premio Panathlon. Prossimo appuntamento per lei la sesta olimpiade: «Finchè riesco a conciliare gli impegni di madre con quelli di atleta vado avanti». Come dire Londra non sarà l’ultima tappa. Ad accompagnare la serata la splendida voce della cantante Laura Camatti, accompagnata alla chitarra dal collega Paolo Vecchi.
ma presidente di cosa??
ma sta merda non crepa mai??
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