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Visualizza Versione Completa : I "goliardi" - Origini e caratteristiche



canna-rina
01-04-2008, 16: 18
Io ho sempre fatto fatica ad inquadrare i goliardi.
Come sono nati di preciso? Cosa li unisce?
Da quel che ho letto son stati parecchio attivi a Modena in passato...
dato che per un po' non verrò a Modena a disturbare, volevo disturbare gli illustri archivisti e scasinatori del forum per vedere cosa sapete e soprattuto cosa ne pensate.

agheranavecia!
01-04-2008, 16: 48
Vado a razziare la biblioteca di mio padre, goliardo della Compagnia Dei Pazzi, ricettacolo di studenti di Chimica e medicina

canna-rina
01-04-2008, 17: 17
Ti adoro!

agheranavecia!
02-04-2008, 09: 26
Ieri ho preso tre libri di mio padre, sulla Goliardia Bolognese anni 50/60/70 ho letto e osservato le foto, in un libro ci sono delle foto di mio padre vestito da ballerina classica che insieme ad altri tipi si esibisce in piazza maggiore a bologna nello schiaccianoci di Tcjaickovskj a latere di una visita dell' allora presidente della repubblica. Un atto inconsulto e senza senso, mosso solo da cazzonaggine goliardica appunto.

In effetti la goliardia parrebbe mutuare le proprie forme dalla Massoneria di stampo più antico, mutandone i rituali in maniera grottesca e assurda al fine UNICO di divertirsi come dei matti, fare cazzate e sostanzialmente osare dove il senso comune direbbe di non farlo.

Un altro episodio notevole si ebbe nel 64 quando un manipolo di 300 goliardi, in bicicletta accodati a un trattore che trainava un carro da UVA con sopra uno con una corona di latta. Si trovarono in piazza maggiore per partire all' assalto di San Marino, fare un golpe e insediare comemonarcail loro RE.
Partirono la mattina ed arrivarono a pomeriggio inoltrato, si presentarono alle guardie di frontiera e pretesero di parlare con un assessore cui consegnarono un papiro con le condizioni di RESA.

Arrivarono i carabinieri in assetto da battaglia e dopo lunga trattativa i Goliardi decisero di concedere una tregua a San Marino.

Se rimetto in funzione lo scanner posto una serie di foto inquietanti riguardo ad azioni Goliardiche eclatanti, come ad esempio la partecipazione del manipolo di Balilla alla sfilata delle forze armate durante la festa dell' Esercito a bologna, dove un intero manipolo di studenti vestiti da balilla e col Fez si misero a marciare in coda alla sfilata dell' esercito regolare per le strade di bologna per tutto il tragitto senza che nessuno, TRANNE gli attoniti bolognesi, si accorgessero della loro presenza.

agheranavecia!
02-04-2008, 09: 31
Quanto alla goliardia modenese parrebbe nettamente più limitata di quella Bolognese dove realmente negli anni 50/60 era pressochè onnipresente.

Solitamente la goliardia era trasversale e non politicamente schierata, nel senso che le operazioni goliardiche riguardavano più lo sbeffeggio delle" istituzioni" in generale che non schieramenti politici.

Negli anni fine 60 e 70 però la goliardia fu infiltrata dalla politica e non divenne infrequente che si verificassero tafferugli tra goliardi e goliardi, oppure talvolta tra goliardi e studenti di sinistra che spesso non comprendevano le dinamiche delle provocazioni interpretando certe provocazioni come "opere politiche" quando invece erano pura improvvisazione (vedi il re a san marino e la sfilata del manipolo di balilla dietro ai carristi dell' esercito italiano")

callaghan
02-04-2008, 09: 49
troppa politica nuoce al senso dell'umorismo.

l'utlima operazione dei goliardi bolognesi che ricordo fu ai tempi dello scandalo del vino al metanolo: allestirono un banchetto sotto le 2 torri per prova gratuita di campioni di vino.

esistono ancora eh... io ho conosciuto il capo dei goliardi di non so che confraternita, ma e' solo una scusa per mettersi in testa il cappello da goloardo e basta.

oltre a quello il niente. morti e sepolti.

agheranavecia!
02-04-2008, 09: 58
vero,...anchea Modena io in tutto il percorso universitario non ne ho visto l'ombra.....

del resto la provocazione goliardica è qualcosa di intelligente e che va compreso,.... cazzate senza senso ma perfettamente organizzate e provocatorie.

Non parliamo di gavettoni, schiuma da barba.... parliamo di finte sessioni d'esame con professori falsi che convocano gli alunni in aula magna e iniziano a fare gli esami.

oppure lezioni di fisica o chimica dove un professore Ungherese (finto) spiega agli esterefatti studenti come in Ungheria lemacchine vadano ad acqua o vino grazie ad un processo di idrolisi inventato colà.

Ecco,...se vogliamo comprendere l'idea di base che muove i goliardi possiamo rifarci ai film Amici Miei, quelle sono tipiche goliardate.

agheranavecia!
02-04-2008, 10: 00
Ecco,..una tipica azione goliardica eclatante potrebbe essere quella dei Serenissimi a venezia.

Quella è pura goliardia.

agheranavecia!
02-04-2008, 10: 04
In questo credo che la discriminante tra i gruppi di scherzosi studenti e i Goliardi stia proprio qui, nella voglia di superare se stessi con azioni sempre più eclatanti e provocatorie, sempre al limite del "lecito" ed oltre e nella organizzazione "professionale" e "industriale" che i goliardi riescono/riuscivano a mettere in moto per la riuscita delle loro azioni.

Un goliardo alla fine è un irredentista, un Terrorista giocoso che compie azioni in cui non si fa male nessuno ma che mira alla ribalta.

Da notare che la maggior parte delle incursioni da parte di Bolognesi a Modena per riprendersi la SECCHIA fu fatta da Goliardi vestiti in cotta e calzamaglia e non da Tifosi e Ultras.

callaghan
02-04-2008, 10: 15
il confine fra goliardo e coglione e' molto labile...

agheranavecia!
02-04-2008, 10: 17
il confine fra goliardo e coglione e' molto labile...

Anche tra politico e coglione se per questo,..... oppure professore e coglione


Diciamo che Qualunque categoria è a solo un filo di lama dalla coglionaggine,....dipende chi la pratica

agheranavecia!
02-04-2008, 10: 20
E penso che il messaggio REALE della goliardia sia proprio questo.

E' Reale ciò che vuoi sia reale,

Il RE è reale ?
Le istituzioni sono reali ?
I voti su un libretto son reali ?

Cosa da consistenza alla realtà ?

il fatto che tu credi che le cose stian così.

E i goliardi fan di tutto per creare situazioni fittizie Assurde ma che nonostante tutto TU credi vere perchè ti hanno insegnato che l'AUTORITA' è Oggettiva

momoz
02-04-2008, 10: 29
Da notare che la maggior parte delle incursioni da parte di Bolognesi a Modena per riprendersi la SECCHIA fu fatta da Goliardi vestiti in cotta e calzamaglia e non da Tifosi e Ultras.[/QUOTE]

per noi giovincelli riusciresti a dire qualcosa in piu su queste incursioni?

agheranavecia!
02-04-2008, 10: 57
oggi studio un pò

agheranavecia!
02-04-2008, 10: 59
E' la classica serata in cui gli extra-omnes durano delle ore quella in cui il sempre disponibilissimo Petardus (al secolo Riccardo Ciocca), Rex Sacrorum del Nettuno, inizia a raccontare come avvenne nei primi anni '80 l'uccellagione della famosa "Secchia", oggetto della discordia tra la nostra città e quella di Modena. "Tutto cominciò con la solita scassatura di palle da parte di Anderlini che ben conosciamo: la menava da un pezzo col discorso della Secchia e la menò fino a quando alla solita cena decisi che in qualità di Papa del Nettuno dovevo, per il 1° d'Aprile, compiere il solito gesto eclatante. Per cui facemmo prima tutta una serie di sopralluoghi strategici per sondare lo stato di fattibilità e di funzionalità dei neuroni dei modenesi, ed accertato che era drammaticamente basso, visto che avevano adottato una serie di norme di sicurezza praticamente idiote, partimmo con l'operazione. Premetto che la Secchia era, é, un vecchio secchio del 1260 (e forse anche più antico) che si trovava in un pozzo di fronte a porta S.Felice, pozzo che esiste tuttora ma sotto le fondamenta di una casa: questa fu rubata come gesto di stizza dai modenesi dopo l'ennesima sconfitta in una battaglia alle porte di Bologna e da allora simboleggia la rivalità tra Bologna e Modena; i bolognesi fecero tutta una serie di guerre in quel periodo per cercare di riconquistarla ma non ci riuscirono mai, fino a quando nel'56 o nel '58 i Goliardi della Balla dell'Oca riuscirono a rapirla e la portarono a Bologna. Fu questo il 1° vero grande successo della Goliardia bolognese nei confronti di Modena. Tutto questo già allora ebbe una risonanza a livello nazionale, tanto che ci fu l'istituzione dei Conti della Secchia. Dopo il riscatto i modenesi spaccarono a martellate il Fittone per vendicarsi, e se lo portarono via; da qui il famoso ingabbiamento del Fittone, onde evitare altri gesti simili. Io e Quaglio facemmo dei sopraluoghi e scoprimmo che la Secchia era chiusa nella torre della Ghirlandina, ma non era più quella originale che invece era stata messa in un museo. Nella sala affrescata appena entrati c'era stata messa questa copia, senonchè proprio qualche mese prima l'assessore alla cultura di Modena aveva deciso di rimettere la Secchia originale nella cella storica e quella fasulla nella cella blindata del museo!! Noi non lo sapevamo, ma durante una nostra "visita", guardandola bene, capimmo che era parecchio antica.Per poterla vedere si andava in Comune dalla custode idiota che è originale modenese, lei ti chiudeva dentro e ti veniva ad aprire dopo un lasso di tempo stabilito. Peccato che i modenesi non si erano mai accorti che dall'interno la porta si apriva! Loro ti chiudevano dentro, però all'interno c'era solo un catenaccio che bastava far girare e tu uscivi! Allora mandai Anderlini e Roberto Baroni vestiti da bravi bambini con le insegne sotto il trench a farsi accompagnare all'interno della torre, dopodichè noi abbiamo bussato non appena la vecchia era lontana e loro ci hanno aperto. E pensare che poco prima eravamo stati nel bar della Piazza e i modenesi, per prenderci per il culo ci avevano chiesto: "Ma siete venuti qui per rubare la secchia?" e noi,candidi: "Certamente!". Dopo 10 minuti Nodulus e Baroni sono usciti, la custode ha richiuso la porta convinta che dentro non ci fosse nessuno e così io e Francesco Quaglio abbiamo avuto mano libera per aprire la cella della Secchia e l'abbiamo tirata giù facendo un casino immondo e cagandoci addosso perchè eravamo convinti che ci avesse sentito tutta la città; poi abbiamo sostituito la secchia con una boccia di pesci rossi dopodichè ci siamo presi la Secchia, e lì ci sono venuti gli ultimi tentennamenti: la portiamo via o la lasciamo lì? Siccome in quel periodo c'era ancora parecchio astio nei confronti della Goliardia da parte di certi magistrati, decidemmo di non portarla via per evitare di incorrere nei rigori della legge, anche se é prevista la Ioci Causa, quindi non-reato, ma a scanso di equivoci, proprio perchè la Goliardia era ancora nell'occhio del mirino, evitammo di portarcela a casa.Allora ci arrampicammo dentro la torre campanaria dove c'era una colonna con una nicchia in alto: impilammo tutta una serie di oggetti traballanti, salii sulla schiena di Quaglio con la Secchia e la nascosi là dentro, e poi uscimmo tranquilli lasciando la torre aperta. Demmo la notizia ai giornali, e inizialmente si disse che avevamo rubato la Secchia fasulla, poi l'assessore che era sull'orlo delle dimissioni e della disperazione cominciò a ululare "No, no, no! E' quella buona!" Difatti misero la foto in prima pagina della cella blindata del museo con quella falsa. Per circa una settimana andarono avanti le trattative tra noi e il Comune di Modena, tramite il Questore di Bologna, persona illuminata e vecchio Goliarda, riuscimmo a reprimere il magistrato che era subito intervenuto per furto di beni storici e culturali, minacciando di trasferirlo a S.Luca Calabro, finchè non arrivammo alla restituzione della Secchia, nella vecchia stazione di posta proprio al confine tra le due città vicino a Castelfranco, sul Panaro. Pagarono 2 prosciutti, 1 forma di Grana e 50 bottiglie di lambrusco alla presenza di un centinaio di persone e noi consegnammo la mappa che avrebbe permesso loro di ritrovare il prezioso uccellato. Al che siamo partiti per Modena, siamo arrivati sotto la torre, abbiamo assistito alla scalata per il recupero della Secchia, quindi siamo stati ricevuti dal sindaco dove ci siamo distinti (a detta del giornale) con canti indicibili e irripetibili; in seguito fummo fatti tutti Conti della Secchia.Gli autori furono il sottoscritto Riccardo "Petardus Satirus", Francesco "Francessus I di Maisazia" (Cardinale Camerlengo), Stefano "Nodulus Emorroidalicus" e Roberto Baroni".
E domani? Bho... non trovo più alcune foto storiche che avevo da parte...

agheranavecia!
02-04-2008, 11: 01
ahah

agheranavecia!
02-04-2008, 11: 04
in effetti si potrebbe ritentare una sortita goliardica in quel di bologna.

agheranavecia!
02-04-2008, 11: 07
Un blog di goliardi

http://gianpaolopadovani.blogspot.com/

agheranavecia!
02-04-2008, 11: 10
La prima è del 1968, anno in cui la Balla del Nettuno rapì Rita Pavone prima di un concerto al Palazzo dello sport. Infatti la vedete ritratta in braccia a Guidus Pravus ed altri mantati... La foto proviene da un mensile studentesco chiamato "Test" che Roberto Sottile mi ha gentilmente scansionato e mandato qualche anno fa.

momoz
02-04-2008, 11: 29
questa fu rubata come gesto di stizza dai modenesi dopo l'ennesima sconfitta in una battaglia alle porte di Bologna e da allora simboleggia la rivalità tra Bologna e Modena


Siamo sicuri che quella battaglia l hanno vinta loro?

Torre
02-04-2008, 11: 31
forte sta roba...bravo Aghera!

agheranavecia!
02-04-2008, 11: 32
ahah .....ti attacchi a tutto eh ?

Bè magari Irving direbbe che hanno vinto i Modenesi

agheranavecia!
02-04-2008, 11: 33
Direi che sapere che sono decine di anni che i Modenesi e i Bolognesi si ruban la secchia e si fanno scherzi reciproci dà alle figure di Kokko e Tirre una aura di PERSONAGGI STORICI

Torre
02-04-2008, 15: 52
guarda che dicevo sul serio..mi piace questa storia dei goliardici...ammetto di non essere mai stato a conoscenza e , credimi ...mi piace ..non essere sempre incazzato.Buona giornata

agheranavecia!
02-04-2008, 16: 00
Vè che parlavo a Momoz....sol che non lo ho quotato

canna-rina
02-04-2008, 22: 43
Meraviglioso.
Io l'unica volta che ho visto i goliardi ero in piazza del nettuno a bologna, ma fu abbastanza triste e deludente, perchè chiamarono i vigili con la gru per mettere in testa al enttuno il cappello da goliardo poi andarono a bere, niente di più. Penso fosse il 2004.
Poi avevo letto qualcosa, mi pare in "Modena d'una volta"...
grande aghera comunque!

Il Nerz
02-04-2008, 22: 53
Contributo sul tema di Andrea Mingardi nel suo "Permette un ballo, signorina?" (Mondadori, 2007).

(Spero di aver allegato file leggibili)

blablandina come amadei
02-04-2008, 23: 13
i nipoti di aghera leggeranno eccitati le gesta mie e di tirre a seguire i gialli

canna-rina
03-04-2008, 11: 37
Uno dei punti che mi piacerebbe capire meglio è il problema della politicizzazione, vera o presunta.
A me l'idea della "burla perfetta" attrae molto. Fra l'altro mi ricorda -come schema di pensiero- un personaggio verso il quale ugualmente provo ammirazione, D'Annunzio e la sua ricerca del "bel gesto" (e qui si potrebbe aprire una discussione sul personaggio D'Annunzio...).
Voi che ne dite?

agheranavecia!
09-04-2008, 12: 51
Io dico che politica e goliardia sono due universi alternativi che si sono spesso permeati, pur rimanendo alieni.

Di certo c'è che la goliardia bolognese degli anni 60 non era certo orientata a sinistra se non altro per il fatto che a praticarla erano figli della borghesia bene fuorisede con tanto tempo a disposizione e che vivevano negli studentati.

In quegli anni gli studenti "sinistrorsi" avevano altre ambizioni che non fossero rapire Rita Pavone per chiedere un riscatto in prosciutti al comune.

Le Balle poi erano più che altro divise per facoltà piuttosto che per "area di provenienza" degli universitari.

In questo la Goliardia aveva l'effetto di favorire l'integrazione tra studenti di ogni pare d'italia. Semmai la discriminante era appunto il fatto che le Balle di solito erano dominate da gente abbastanza "dotata" dal punto di vista economico.

Questo rendeva l'atteggiamento delle Balle abbastanza "spocchioso" nei confronti degli studenti "normali" e acuiva la sensazione di distacco dalla massa e quindi anche dai gruppi universitari attigui alla sinistra.

agheranavecia!
09-04-2008, 12: 56
C'è anche un altro aspetto, la goliardia è fortemente gerarchizzata, seppure a livello puramente teorico, riprende grottescamente una certa tendenza della massoneria di attribuire titoli altisonanti pressochè ad ognuno.

Ovviamente anche questa gerarchizzazione totale nella goliardia è DISSACRATORIA, PARODISTICA, ma questo non appariva proprio chiaro a chi Goliardo non era, per cui i RITI goliardi all' esterno apparivano chiusi e iniziatici; quasi da cavalieri Teutonici, cosa che non favoriva la commistione con i gruppi universitari di sinistra.

agheranavecia!
09-04-2008, 13: 02
la Battaglia di Curtatone e Montanara Prima guerra d'indipendenza italiana dall’appassionata partecipazione dei 389 goliardi pisani alla prima guerra d’Indipendenza italiana (29 maggio 1848): partirono il 22 marzo 1848 dal cortile della Sapienza di Pisa con i loro professori, avendo trovato nell’ambiente intellettuale cittadino le sollecitazioni culturali necessarie alla realizzazione dell’idea di una nuova nazione: l’Italia. Molti studenti pisani del Battaglione Universitario sono ricordati nella cronaca della battaglia con i loro goliardici soprannomi di Orombello, Montagnola, Re di Prato, Re di Picche, Limoncino, Generale, Buggerio, Sacrilegio, Morino, Cicoria, Cittone, etc. Alla battaglia di Curtatone risale anche la tradizione dei "sospesi" (come nei famosi caffè napoletani e milanesi, ovvero di caffè lasciati pagati a favore di avventori) che, all'Ussero, sono lasciati a favore degli studenti (notoriamente sempre squattrinati) che hanno il beneficio del caffè se gridano al conduttore: W l'Ussero, W l'Italia - Un sospeso.

agheranavecia!
09-04-2008, 13: 04
Secondo lo storico francese Jacques Le Goff [2], studioso della storia e della sociologia del Medioevo, l'origine del termine goliardo è molto incerta. Sono da considerare fantasiose quelle etimologie che fanno derivare il termine da Golia, che rappresenterebbe nella versione biblica lo stesso diavolo [3] o da gula, la gola, intendendo quindi il goliardo colui che è dedito ai piaceri della gola.

Più sicura invece la loro origine storica che può rintracciarsi intorno al XII secolo, quando la rinascita economica delle attività commerciali rompe le strutture immobilistiche dei secoli precedenti e introduce un'ampia mobilità sociale. Già il fatto di non poter inquadrare i goliardi in un preciso schema sociale, come accadeva nell'alto medioevo dove ognuno occupava il suo definito ruolo sociale , genera sospetto e scandalo nei benpensanti del tempo. I goliardi sono appunto dei clerici vagantes, degli intellettuali vagabondi che per le loro condizioni economiche e sociali sono esclusi dalla carriera dei maestri delle università medioevali e dagli stessi studenti che possono permettersi di seguire in modo continuativo le lezioni dei professori. Essi quindi sono degli studenti poveri che vivono d'espedienti o al servizio di quelli ricchi o inventandosi il mestiere di giocolieri, quando ioculator voleva dire essere uno spostato o un ribelle della buona società. Si danno quindi a una sorta di vagabondaggio intellettuale seguendo gli spostamenti del loro maestro preferito o recandosi dove insegnano professori famosi. L'esperienza di luoghi e uomini diversi ne fa quasi naturalmente degli spiriti liberi e la loro giovinezza li spinge a ricercare i piaceri ad essa associati. Di questa loro tendenza all'amore, al gioco e al vino ne rimane traccia nei loro componimenti poetici, nei Carmina Burana dove all'esaltazione dei piaceri carnali si associa la critica alla Chiesa medioevale fustigatrice dei costumi libertini.

I goliardi sono i naturali anarchici oppositori di tutti coloro che si riconoscono nelle caste sociali medioevali, non solo quelli associati al potere come l'ecclesiastico o il nobile ma anche quelli chiusi nella loro grettezza sociale e intellettuale come il contadino. I goliardi nella loro feroce critica antipapale e antiromana vengono spesso associati al partito ghibellino ma in realtà essi vanno oltre: nel papa essi vedono non solo l'ipocrita tutore della tradizione morale ma l'esponente di una gerarchia organizzata sulla nuova forza del denaro:

« L'ordine del clero ai laici è in mala fama:

la sposa di Gesù divien venale


donna pubblica or è, lei che era dama. »


Ma anche nel clero i goliardi fanno distinzioni: i parroci sono risparmiati dalla loro critica corrosiva perché essi sono povere vittime della gerarchia e della avidità dei frati che con la loro ipocrita professione di umiltà e povertà in realtà fanno concorrenza ai preti togliendo loro ingenui fedeli e prebende grazie alle quali gozzovigliano nel chiuso dei loro conventi.
I goliardi danno inizio a tutta una letteratura che vede nel fratacchione l'esponente tipico di una vita condotta sotto l'insegna dei piaceri carnali nascosti da una tonaca falso segno di una rinuncia ai beni terreni per quelli celesti. Ai veri o falsi valori fratreschi di una vita contemplativa i goliardi contrappongono l'ideale di una vita attiva tutta umana e laica.

Il goliardo amante della pace, condizione prima dei piaceri, non può non essere antagonista del nobile cavaliere dedito alla professione della guerra di fronte al quale lo studente intellettuale contrappone la sua superiorità mentale e persino le sue maggiori capacità di seduzione sulle donne:


« Come vogliono la scienza e il nostro onore,

come impongono l'usanza e il dovere,
riconosciam che il chierico in amore,


vale assai, assai più del cavaliere. »
(Canzone di Fillide e di Flora)

Fin dall'inizio era prevedibile che i goliardi fossero ridotti ai margini del movimento intellettuale. La loro critica solo distruttiva, l'incapacità di istituzionalizzarsi nelle università , le persecuzioni e le condanne che li hanno colpiti, il loro amore per una vita libera e libertina li ha fatti scomparire dalla cultura dei secoli seguenti alla quale tuttavia essi hanno lasciato in eredità le loro idee che rivivranno negli intellettuali dell'Umanesimo e del Rinascimento.

agheranavecia!
09-04-2008, 13: 05
Credo che alla luce di quanto scritto sopra inquadrare i Goliardi a Destra o Sinistra sia almeno riduttivo

agheranavecia!
09-04-2008, 13: 05
Nelle università italiane lo spirito goliardico, molto forte sin dal medioevo quando le più antiche furono fondate, ha avuto un apice negli anni cinquanta e sessanta del Novecento, per poi subire un declino, definito "sonno", dalla metà degli anni settanta fino alla fine degli ottanta, quando l'interesse per le associazioni goliardiche fu progressivamente sostituito, nell'immaginario collettivo studentesco, dall'impegno politico.

È con gli anni novanta che gli ordini iniziano a riaprire, le nuove generazioni di studenti cercano gli anziani capi-ordine e capi-città, ancora custodi di manti, placche e papiri storici; per i goliardi la continuità della tradizione è un elemento imprescindibile ed è considerata fondamentale l'approvazione degli anziani affinché un ordine possa riaprire.

Il più antico episodio goliardico conosciuto è descritto da Ersilio Michel in “Maestri e scolari dell'Università di Pisa nel Risorgimento nazionale” (Sansoni, Firenze, 1949) ed è relativo all'anno 1820: “ - In Pisa li Scolari clamorosi, e amanti del disordine composero una Satira contro quei compagni loro, che sdegnando di seguirli nelle sregolatezze cercavano di vivere modestamente [...]. Era questa Satira in Sestine [...]. L'Autore figurava, che questi Scolari divisi dal resto dei sussuratori si adunassero in Casa di uno di loro, per formare una specie di Governo Monarchico fra questo ceto; da essi caratterizzato col soprannome di Beccaccini, perché amanti di portare al collo de' fazzoletti sopraffini colle becche del solino pinzute, e fuori della Corvetta, perché ricusavano mostrarsi al pubblico in Cacciatora verde, che è il distintivo Carbonico [...]. Fanno poi che [il Re dia] delle Cariche di Corte, e istituisca un Ordine Cavalleresco detto dei Somari, satarizzando per nome tutti coloro a cui si distribuiscono l'impieghi. Un certo Ricci Studente Livornese in pubblico Caffè dell'Ussero salì sopra un tavolino, e lesse questa Satira. Il giorno dopo ebbe due ore di tempo a partire. -”

Numerose le testimonianze goliardiche all'interno del più celebre Caffè pisano - ed uno dei più longevi d'Italia, accanto al Florian di Venezia, al Pedrocchi di Padova e al Greco di Roma - in cui gli studenti vennero ad improvvisare le proprie allegre Feriae Matricularum: dall'aretino Antonio Guadagnoli, il quale, improvvisando quartine scherzose fece una penosa impressione al Leopardi, che vi accenna nello Zibaldone, al monsummanese Giuseppe Giusti, l'eterno fuoricorso, venuto, come scrisse lui stesso, a studiar Legge di contraggenio; dal maremmano, ma pisano d'elezione, Renato Fucini, che in questo locale scoprì la propria vena poetica, al primo italiano vincitore di un Premio Nobel, il versiliese Giosuè Carducci, il quale, dopo aver superato brillantemente un esame, corse all'Ussero a improvvisare - come lui stesso scrive nelle memorie - un poema eroicomico: "Eroe dell'epopea, ch'io un po' cantavo, un po' declamavo, era un vaso etrusco personificato, il quale entrava nell'Ussero e spaccava le tazze, i gotti, e simili buggeratelle moderne".

È inoltre importante ricordare che a Pisa, tra l'inizio del seicento e la metà del settecento, fiorirono numerose accademie: si possono, tra molte altre, ricordare quelle degli Svegliati, dei Disuniti, degli Irresoluti e dei Lunatici, quest'ultima nata dalla fusione di quelle degli Informi, dei Rozzi (o dei Sordi) e degli Occulti. "Un gruppo dei Lunatici che si era dedicato all'arte scenica fu denominato “degli Stravaganti” nel 1670, il primo cenacolo della goliardia pisana" (da F.Vallerini, Le 25 Accademie Pisane dagli Svegliati all'Ussero, seduta scientifica della Società Storica Pisana del 27 marzo 1981).

agheranavecia!
09-04-2008, 13: 06
La tradizione goliardica vuole che l'anzianità di un goliarda sia misurata in base all'anzianità universitaria, che si misura in "bolli". La tradizione nasce dall'usanza, in vigore presso le università italiane, di apporre un timbro (bollo) per ogni anno di frequenza di uno studente presso l'ateneo. Oltre ai "bolli" effettivi, che sono computati in base alla frequenza universitaria, è possibile ricevere dal Capo-Città dei "bolli" onoris causa (c.d. bolli HC), per straordinari meriti. I "bolli" sono anche di frequente utilizzati per determinare, in una disputa dialettica che finisce in parità o in determinate situazioni formali, chi deve offrire da bere. Da qui il motto "pagat semper minus bolli". Alle maggiori cariche goliardiche è commisurato un numero simbolico di bolli (al Capo-Città ne spettano solitamente n+1, che sta a significare che il Capo-Città ha sempre un "bollo" più di chiunque altro)che ne rappresenta l'importanza. I goliardi sono pertanto così chiamati in base al loro numero di "bolli" effettivi:

1 bollo - "Putridissima matricola";
2 bolli - "Famelico fagiolo";
3 bolli - "aurea colonna";
4 bolli - "nobile anziano";
5 bolli - "divino laureando";
6 bolli - "sidereo fuoricorso".
Il goliarda che sia ammesso alla goliardia pur frequentando l'ultimo anno di liceo è chiamato "bustina". La tradizione più antica della goliardia vuole che il primo bollo sia conseguito dopo almeno un anno di frequentazione goliardica e non universitaria, pertanto si può creare uno sfasamento tra i bolli effettivi "accademici" e "goliardici" ed inoltre al conseguimento della laurea i bolli sono azzerati. Tale tradizione era ricollegata all'uscita definitiva del laureato dalla goliardia per effetto del suo ingresso nel mondo del lavoro. Il numero di bolli effettivi è sempre visibile a tutti ispezionando la feluca del goliarda. Qui le tradizioni possono differire da città a città, ma sostanzialmente sono così riassumibili:

1 bollo - nessun ammennicolo può essere apposto sulla feluca (fanno eccezione lo stemma della città, dell'ordine di appartenenza ed eventualmente il giglio);
2 bolli - possono essere apposti sulla feluca solo ammennicoli non pendenti;
3 bolli - può essere apposto qualsivoglia ammennicolo alla feluca;
4 bolli - può essere apposto qualsivoglia ammennicolo alla feluca;
5 bolli - può essere apposta una frangia dorata su un lato della feluca;
6 bolli - può essere apposta una frangia dorata su entrambi i lati della feluca.
Per tradizione gli ammennicoli dovrebbero essere sempre donati, così come la feluca, o comunqe dovrebbero rappresentare un evento, preferibilmente goliardico o connesso alla goliardia.

pippo
10-04-2008, 08: 37
forte sta roba...bravo Aghera!
La battaglia è quella di Zappolino 1325 e fu vinta dai modenesi ( imperiali ) contro i bolognesi ( guelfa ). La secchia fu presa in quella occasione.

ABO
10-04-2008, 20: 46
forte sta roba...bravo Aghera!
La battaglia è quella di Zappolino 1325 e fu vinta dai modenesi ( imperiali ) contro i bolognesi ( guelfa ). La secchia fu presa in quella occasione.

....e come dice la bea i bolognesi se la sono presa nel culo.:toh:

blablandina come amadei
11-04-2008, 19: 33
a sto punto la metto anche qua..

http://ertigrepol.altervista.org/_altervista_ht/vitelli/soldatesse.jpg

mannarus
04-06-2008, 12: 22
salve a tutti...
vorrei fare un po' di chiarezza, ma è molto più semplice prendervi per i fondelli, anche perchè, da “minus quam merdam" non so se vi meritate il mio tempo...

non voglio passare per altezzoso o per uno stronz... qualsiasi, ma questo è il modo più semplice per spiegarvi che cos'è la Goliardia, che, ben inteso, altro non è che un gioco, ricordatevelo

un gioco dove tutto rientra e tutto ne fa parte, a iniziare da te stesso e se non riesci a metterti in gioco tu, figurati se puoi accettare che qualcuno ti chiami con una altro nome...perché in Goliardia (un tempo non era così, è vero, ma come dissero a me i “vecchi" non ci sono più i goliardi di una volta e ora lo dico io che di anni ne ho solo 28) si rinasce, si viene battezzati e nella migliore delle ipotesi si viene pure “inculati", in senso buono, cioè che qualcosa nel di dietro prima o poi te lo prendi (metaforicamente parlando...), perchè uno più furbo di te non è che forse c'è, è sicuro, un po' come nella vita...

quello che non si riesce a capire da fuori (brutta locuzione, scusate) è che i goliardi prendono in giro tutto, a partire da se stessi, e soprattutto le istituzioni, la politica (poi vi spiego cos'è la politica per i goliardi), i professori, la gente, mamma, papà, sorella e imbianchino...

dico questo perché quello che vedete fare a certa gente con la feluca in testa (si chiama feluca, ma anche goliardo, ma anche pileo ecc) poi lo volete per forza schematizzare con archetipi mentali che utilizzate nella vita di tutti i giorni e spesso non solo non si comprende appieno lo spirito con cui si fa, ma si fa presto, a volte prestissimo, a dare un giudizio che in fin dei conti non si meritano

la Goliardia non nasce in seno all'università, è l'università stessa: il goliarda è il primo studente dell'università (basta prendere un vocabolario...) quando ancora questa non aveva la sede fissa e non c'erano gli esami, è un po' come l'uovo e la gallina, chi è nato prima non ce ne frega poi molto, ma li associamo comunque mi sembra, perché volete scindere la Goliardia dall'università, invece?

parlate, e fate bene, di tante cose che la riguardano, la criticate, la cercate, ma poi, alla fine, non sapete cos'è...è molto superficiale come analisi e lascia trasparire un atteggiamento che non condivido e vedo purtroppo spesso nella nostra società...

vi ripeto, la Goliardia è solo un gioco, al pari della briscola e del tresette...come fate a dire che vi piace giocare a carte se l'avete solo visto fare agli altri? si può dire che il calcio è uno sport violento senza aver mai corso dietro ad una palla? si può dire che i calciatori sono degli uomini insulsi solo perché vediamo la parte gossippara e ricca che ci spiattellano sulle copertine dei giornali paparazzati? e tutto quello che questi uomini vivono ogni giorno? i divieti, le rinunce, le diete, gli allenamenti, i primi passi, i provini... tutto questo, non ha un valore per chi “guarda" da fuori, ma per chi è dentro è importante, forse è la parte più importante... e fidatevi, se chi li osserva li critica senza conoscerli, anche i calciatori ci rimangono male...

detto questo passiamo alla politica
troppe volte passeggiando con altri goliardi mi sono sentito uralre dietro fascista, o comunista (per noi ha la stessa valenza, e di solito rispondiamo con una battuta, una risata, qualsiasi cosa, perché sono tute cose venute dopo, che non ci appartengono culturalmente) che vorrei spiegarmi, qui, ancora una volta dopo averlo fatto in metà dei bar e delle osterie d'Italia
i goliardi, in quanto persone, hanno la loro idea politica, votano (è uno scandalo?), parlano, litigano, manifestano...come tutti, immagino...ma non stanno assieme perché la pensano allo stesso modo su berlusconi o veltroni, non stanno assieme perché c'è un partito che li chiama a raccolta, non stanno assieme perché c'è un'ideologia che devono difendere o promuovere...tutto questo a noi non ci tocca...noi stiamo assieme perché siamo diversi, soprattutto tra di noi, magari ci odiamo, a volte ci amiamo (di solito tra uomini e donne, anche se, ultimamente, ho saputo di nuove tendenze, accettate pure quelle...), perché ci consideriamo “fratelli"...(non ha nulla a che vedere cone le confraternite americane, copia sbiadita della Goliardia, mixata come meglio non si poteva fare con la massoneria, che non c'entra nulla nemmeno lei con noi)
all'interno della goliardia, è vero, bravi, c'è una sorta di gerarchia da rispettare, ma l'unica regola, le altre sono tutte giocabili e quindi sovvertibili, è quella dell'anzianità, ovvero, più bolli universitari hai, più conti nelle discussioni (la chiamano esperienza, un po' come i punti a D&D, per chi ne è erudito)... ma la gerarchia c'è anche nella vita, quindi non è criticabile, o non ve ne rendete conto? quando tu inizi un nuovo lavoro, cosa sei, forse il capo? di solito inizi dal basso, come “nuovo" (noi li chiamiamo novizi, appunto, se non matricole, quelli del primo anno, che sono niente, per noi), poi man mano che diventi più bravo sali di grado, ti aumentano lo stipendio ecc, vi sembra una cosa che sia identificabile con destra e sinistra? o con un colore? a proposito di colori, noi siamo i depositari delle tradizioni universitarie, gli unici ancora oggi che sanno che colori e perchè hanno le varie facoltà, noi siamo quelli che hanno dato i nomi alle aule dove studiano i ragazzi, noi, ancora, siamo coloro i quali hanno scritto i Carmina Burana (poi musicati da carletto orafo), noi siamo quelli che al rettore lo chiamiamo per nome, siamo quelli che al sindaco gli mandiamo la lettera con cui lo deleghiamo a governare il vile popolo, basta che ci lasci governare le taverne e le risate delle pulzelle, siamo quelli che quando un professore non ci va a genio lo rapiamo e gli paghiamo la mignotta, per fargli capire che l'unica materia che ci interessa è anatomia e che l'unica professoressa che rispettiamo è la mona, nostra signora e padrona...siamo quelli che han dato i nomi ai vini e han scritto trattati sulle origini della vite, siamo quelli che hanno conquistato San Marino (gli unici nella storia) a suon di spade di legno e qualche burla verbale...siamo quelli che portano addosso i colori degli atenei (molti non sanno che colore abbia bologna ad esempio...bianco e rosso, mica rossoblu) e le insegne storiche delle città, riconoscendo, magari canzonandola, la storia dei vari ducati, marchesati, dogati, tribunati, gonfalonierati ecc...e magari invertendo la gerarchia proprio per prenderci gioco di quelle cose che decidiamo di volta in volta di sbeffeggiare, e allora c'è il Paroco della Parochia Veneta (io ero il 7°) che è il capo di una balla bolognese, che sta sopra al cappellano e ai vescovi, mentre la chiesa mette ovviamente prima i vescovi del prete di paese, no?
sono cavolate, è vero, ma si fanno proprio in Goliardia perché è quello il momento per farle, su questo ne sono convinto: il goliarda nasce quando entra all'università e “muore" quando si laurea (non avete mai visto i funerali del laureato con tanto di cassa da morto e fiori secchi?), in quel periodo può fare tutto, deve fare tutto questo, perchè poi, una volta “dottore", si entra nel mondo vero, non c'è più tempo per scherzare, prendersi in giro, bisogna farsi il mazzo tutti i giorni e le osterie se va bene le vedi una volta a settimana, e non ti rimane che scrivere due cavolate su internet, quando capita....

Mannarus Etilometrusmortazza Bagninus Unvalloemezzo Clemente VII Roncofrittus
Paroco della Parochia Veneta de li Studenti Veneti in Bologna

p.s. a Modena, cari miei, c'è ancora la Goliardia...si fanno cene e si organizzano scherzi e trasferte... vi rimando al sito più frequentato www.goliardia.it
ciao e a presto

canna-rina
04-06-2008, 12: 41
Ciao mannarus, benvenuto!
Il tuo post mi è piaciuto molto, e mi fa pensare che forse ho perso un'occasione non partecipando alla goliarida ai tempi debiti...
Ho aperto la discussione non per polemizzare, ma per discutere della storia di questa istituzione. In quanto storica, mi piacerebbe nella mia dissertazione poter scrivere qualcosa sulla goliardia, che per quanto sto cercando di capire qua in Austria non c'è...
qualsiasi contributo, anche causticamente goliardico, è il benvenuto!!

ABO
04-06-2008, 22: 31
benvenuto a mannarus.:pesceinfaccia:

agheranavecia!
05-06-2008, 09: 15
Ciao Mannarus

A me il tuo intervento è molto piaciuto

Mi ha dato l'esatto senso di come sia evoluta, gerarchizzata e sclerotizzata la goliardia al giorno d'oggi.

Credo che se fossimo stati negli anni 50 0 60 ti saresti fermato al mandarci affanculo o al massimo ad invitarci a bere con te.

La pubblicazione di una nota SERIA di un Goliardo sulla goliardia è una ricorsione che si autoelide; non solo non può per definizione avere valenza, ma si AUTOANNULLA,non può esistere.

Una affermazione seria di un goliardo sulla Goliardia è una contraddizione in termini che dovrebbe mettere in pericolo il continuum spaziotemporale dell' Universo.

Il fatto che siamo ancora qui mi fa porre delle domande.

Solo uno che non fa parte della goliardia dovrebbe potere fare AFFERMAZIONI e potere elaborare COSTRUTTI riguardanti la Goliardia.

Ed essendo percezioni esterne e distorte, la risultante affermazione risulterebbe FALSA e quindi l'UNIVERSO non rischierebbe di annichilarsi in una contraddizione inestricabile.

Benvenuto nel nostro Forum.

Qui siamo tutti ERISIANI ANARCHISTI DISCORDIANI, e rifiutiamo ogni genere di organizzazione, gerarchia e imposizione e soprattutto TITOLO. Qui siamo tutti assolutamente uguali. E io sono il Capo e Sovrano Unico ed Indiscutibile di questo forum.

Agheranavecia, principe di Mostro Magneto, detto Giorgio Bolli fù Reto

mannarus
06-06-2008, 13: 37
salve a tutti...spero solo di non aver turbato le vostre discussioni da bar, perché questo è un pochino un bar dove c'è chi siede, chi consuma e chi entra solo per un caffè, poi, magari perché gli piace l'ambiente (di solito perché c'è la barista bona) ci torna volentieri...

per farla breve, il concetto che ho io di goliardia me lo tengo per me, visto che non potrebbe essere altrimenti, in quanto chi gioca, gioca solo per se stesso il più delle volte...

quello che ho voluto, o per meglio dire provato, darvi in pasto è un'infarinatura della Goliardia, se non per concetti, almeno per concretezze, non che ve ne siano molte in questa vita qua, solo per sfatare quei pregiudizi che magari uno appiccica addosso a chi non conosce...

il discorso “da fuori non si comprende ciò che avviene dentro" ha una valenza solo per chi voglia conoscere una cosa, per chi invece non gliene frega niente è liberissimo di fermarsi all'ingresso, e chi lo vieta?!?
non ho scritto queste righe per creare aspettative enormi rispetto a una cosa che so bene non sia per tutti, sapeste quanti ne ho processati...ah questa vi mancava, vero? per entrare in Goliardia si deve passare un processo... non è un rito di iniziazione o altre cavolate del genere, non partite subito a spada tratta, ma è semplicemente quello che ho scrtto, un processo... a cosa, vi chiederete voi...ovviamente alla persona imputata, che è accusata di non essere un goliarda... e che dovrà dimostrarlo...le armi di solito sono la dialettica, la fantasia, la cultura, l'umorismo, quasi mai la fisicità, anche se, due tette sono sempre bene accette da vedere...
perché la gente deve entrare in Goliardia? boh?!? è una domanda trabocchetto? non lo so perché, dipende da quello che poi uno ci trova dentro...perché uno dovrebbe giocare a briscola, mi chiedo io...quello che so è che una volta dentro puoi fare quello che vuoi, hai una specie di bonus infinito per fare minchiate o anche solo pensarle, sbattendone allegramente di tutto quello che la società ti impone...come l'etichetta, ad esempio...io quando andavo dal sindaco o dal rettore di Bologna, che di solito ricevono la mattina, ci andavo con la vestaglia senza nulla sotto, una volta ancora con lo spazzolino in bocca, per far capire che mi ero appena svegliato e che se non c'era del buon vino, qualche gnocca sollazzatrice o un altro buon motivo, avrei fatto ben presto ad andarmene via...tanto per far capire... oppure usando contro i burocrati le loro stesse armi, come quando abbiamo spiegato (ci sono volute circa due ore) che via dei Monari a Bologna fosse nostra, essendo noi “i monari", ovvero cercatori di mona, con tanto di certificazione del Comune... per farla breve l'abbiamo sbarrata e a chi entrava chiedavamo un dazio...

per rispondere alla richiesta di canna-rina, invece, devo contraddirti, in Austria c'era la Goliardia, così come in tutte le Università d'Europa...che vi sia rimasta traccia non ne ho sentore(probabilmente ci sarà un museo dello Studente, come in altre città), ma so che lì ha un altro nome, così come in Francia, in Belgio, in Spagna...non in Inghilterra, però, che a tutt'oggi non è Europa vera e propria, amministrativamente parlando...in Germania ad esempio era molto più “bellicosa", con veri e propri duelli di spada e botte da orbi...in Spagna sono invece più marcatamente “canterini", con costumi medievali da paura e omaggiati perfino dal Re ogni anno con una partecipazione a corte... cambiano i colori, le insegne, i mantelli (ad esempio quelli ce li abbiamo solo noi, gli altri studenti magari hanno mentellina, spillette, coccarde ecc) e anche i cappelli, il nostro (la feluca) ha la forma del copricapo di Robin Hood ad esempio...in Belgio sembra la cappelletta dei cardinali...
questo perché un tempo sia il colore che la forma erano il “lasciapassare" per gli scholari che seguivano il maestro in giro per l'Europa, che come tutti sapete era spezzettata in mille e più staterelli minchia, ognuno con le proprie leggi, confini e dogane...passavano solo Re, regine, preti e studenti...

per i “titoli", invece rispondo a Reto Bolli Dj: anche a me stanno antipatici, ma solo per dirtene una, com'è che io sono un semplice “scuriosatore" e tu un eccellentissimo “administrator"? non siamo tutti uguali, come dici tu? (non prendertela a male...)

agheranavecia!
06-06-2008, 16: 34
per i “titoli", invece rispondo a Reto Bolli Dj: anche a me stanno antipatici, ma solo per dirtene una, com'è che io sono un semplice “scuriosatore" e tu un eccellentissimo “administrator"? non siamo tutti uguali, come dici tu? (non prendertela a male...)

Noi siamo settari, siamo tutti identici finchè stiamo zitti. Poi, dal momento in cui uno parla e scrive prevale il darwinismo sociale spinto ed è per questo che io st(ò) in cima alla catena alimentare del forum.

Sono la mente più eccelsa.

Un giorno potrei essere scalzato dal mio ruolo.

per adesso non c'è nulla di paragonabile a ME nell' intera IPERRETE

VIVA VIVA VIVA

Marshall
06-06-2008, 17: 33
abbattetelo :D