geppo
04-03-2011, 06: 46
Nuova legge salva-premier ma è caos nella maggioranza giallo sulla prescrizione breve Presentato un provvedimento che taglia i tempi del processo per tutti coloro che hanno più di 65 anni e sono incensurati DANIELE FERRAZZA
ROMA. Giustizia, spunta la prescrizione «brevissima». Ma è subito giallo, perchè sembra una polpetta avvelenata sul percorso della riforma complessiva dell’ordinamento giudiziario promessa dal governo per la settimana prossima.
Un deputato del Pdl, Luigi Vitali, presenta una proposta di legge nella quale «il giudice diminuisce sempre la pena quando l’imputato è incensurato o ha superato il sessantacinquesimo anno di età». Riproponendo il meccanismo delle attenuanti che prendono obbligatoriamente il sopravvento sulle aggravanti, di fatto per gli incensurati e coloro che hanno compiuto i 65 anni, la pena è ridotta e la prescrizione si rivela brevissima.
La norma, insomma, sembra fatta apposta per togliere il premier dalla graticola processuale: le attenuanti per gli over 65 incensurati potrebbero essere il grimaldello con cui neutralizzare i processi che vedono imputato Berlusconi.
Peccato che, giusto il giorno il cui nel consiglio dei ministri il titolare della Giustizia illustra le linee generali della riforma, qualcuno faccia uscire l’indiscrezione che il Pdl lavora a questa ipotesi.
Apriti cielo: il legale del premier, Nicolò Ghedini, cade dalle nuvole e chiede all’oscuro deputato di ritirare immediatamente la proposta per scongiurare «strumentalizzazioni» da parte delle opposizioni. Giura di non conoscere i termini della proposta anche Silvio Berlusconi: «Non ne so nulla». Ma l’opposizione è sul piede di guerra e in Parlamento promette battaglia: «Basta con le leggi ad personam per salvare Berlusconi». «Come volevasi dimostrare - commenta Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd - E’ una nuova legge su misura per Silvio Berlusconi. Una norma che lo salvi dai suoi processi. È una vergogna, che dimostra come la maggioranza parlamentare sia solo schiava delle necessità e delle paure del premier». «Una norma che serve solo a salvare Berlusconi dai processi - aggiunge Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori -:il governo, al solito, pensa agli affari suoi: vergogna!».
Insomma, l’opposizione affila le armi e dentro al Pdl si scatena la guerra tra falchi, falchissimi e colombe.
Ma gli ingredienti del giallo ci sono tutti: la proposta di prescrizione «brevissima» sembra, oltre che un distinguo dalla linea legistiva della coppia Ghedini/Alfano, anche una dritta fatta uscire per mandare a monte la riforma. Proprio alla vigilia di un delicato rimpasto di governo che rischia di andare incontro alle richieste dei responsabili e di mortificare molti parlamentari «lealisti» del Pdl.
Sempre con l’occhio rivolto ai processi di Berlusconi, il governo ha deciso di far votare il referendum sul legittimo impedimento in una data diversa da quella delle amministrative di maggio. Difficile che si raggiunga il quorum del 50 per cento: in questo modo resterà in vigore l’attuale legge voluta propria per proteggere Berlusconi dai processi.
Insomma, la strategia salva premier si dispiega su più fronti.
ROMA. Giustizia, spunta la prescrizione «brevissima». Ma è subito giallo, perchè sembra una polpetta avvelenata sul percorso della riforma complessiva dell’ordinamento giudiziario promessa dal governo per la settimana prossima.
Un deputato del Pdl, Luigi Vitali, presenta una proposta di legge nella quale «il giudice diminuisce sempre la pena quando l’imputato è incensurato o ha superato il sessantacinquesimo anno di età». Riproponendo il meccanismo delle attenuanti che prendono obbligatoriamente il sopravvento sulle aggravanti, di fatto per gli incensurati e coloro che hanno compiuto i 65 anni, la pena è ridotta e la prescrizione si rivela brevissima.
La norma, insomma, sembra fatta apposta per togliere il premier dalla graticola processuale: le attenuanti per gli over 65 incensurati potrebbero essere il grimaldello con cui neutralizzare i processi che vedono imputato Berlusconi.
Peccato che, giusto il giorno il cui nel consiglio dei ministri il titolare della Giustizia illustra le linee generali della riforma, qualcuno faccia uscire l’indiscrezione che il Pdl lavora a questa ipotesi.
Apriti cielo: il legale del premier, Nicolò Ghedini, cade dalle nuvole e chiede all’oscuro deputato di ritirare immediatamente la proposta per scongiurare «strumentalizzazioni» da parte delle opposizioni. Giura di non conoscere i termini della proposta anche Silvio Berlusconi: «Non ne so nulla». Ma l’opposizione è sul piede di guerra e in Parlamento promette battaglia: «Basta con le leggi ad personam per salvare Berlusconi». «Come volevasi dimostrare - commenta Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd - E’ una nuova legge su misura per Silvio Berlusconi. Una norma che lo salvi dai suoi processi. È una vergogna, che dimostra come la maggioranza parlamentare sia solo schiava delle necessità e delle paure del premier». «Una norma che serve solo a salvare Berlusconi dai processi - aggiunge Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori -:il governo, al solito, pensa agli affari suoi: vergogna!».
Insomma, l’opposizione affila le armi e dentro al Pdl si scatena la guerra tra falchi, falchissimi e colombe.
Ma gli ingredienti del giallo ci sono tutti: la proposta di prescrizione «brevissima» sembra, oltre che un distinguo dalla linea legistiva della coppia Ghedini/Alfano, anche una dritta fatta uscire per mandare a monte la riforma. Proprio alla vigilia di un delicato rimpasto di governo che rischia di andare incontro alle richieste dei responsabili e di mortificare molti parlamentari «lealisti» del Pdl.
Sempre con l’occhio rivolto ai processi di Berlusconi, il governo ha deciso di far votare il referendum sul legittimo impedimento in una data diversa da quella delle amministrative di maggio. Difficile che si raggiunga il quorum del 50 per cento: in questo modo resterà in vigore l’attuale legge voluta propria per proteggere Berlusconi dai processi.
Insomma, la strategia salva premier si dispiega su più fronti.