geppo
04-12-2010, 08: 16
«Niente soldi per neri in mutande» Padova, consigliere provinciale nega i fondi alla maratona del Santo CLAUDIO BACCARIN
PADOVA. Era il 13 maggio quando Pietro Giovannoni, consigliere provinciale della Lega Nord, motivando il suo «no» alla mozione sull’omofobia, affermò che «i gay sono culattoni». Ma il tono era scherzoso: «Non avevo nessuna intenzione di offendere».
L’altra sera Giovannoni ha chiesto lo stop ai contributi pubblici alla maratona del Santo, «cui partecipano tanti extracomunitari in mutande». Qual è la tesi di Giovannoni, che guida un’azienda alimentare a Caselle d’Altivole? «La maratona costa ormai un milione di euro. La Regione ci mette 350mila euro, il Comune 200mila, la Provincia 50mila. Buona parte di questi soldi va a pagare le “borse” di atleti che in gran parte arrivano dall’est o che sono africani: somali, keniani, etiopi. Le “lepri” costano 1500 euro, per le “star” si sale a 10-15mila. “Caro Pietro”, mi ha detto martedì il ministro Sacconi, “qui non c’è un euro”. In questo contesto il pubblico non può più buttare via i soldi. Se li vogliono questi atleti li paghino gli industriali». Per la presidente della Provincia, Barbara Degani del Pdl, «Giovannoni ha espresso opinioni strettamente personali che non possono coinvolgere nel modo più assoluto né la giunta provinciale né tanto meno la presidenza. Ritengo non sia corretto confondere i valori universali dello sport con considerazioni che possono essere strumentalizzate politicamente».
«Ormai è inarrestabile - afferma il sindaco Flavio Zanonato, Pd - la corsa a chi dice la stupidaggine più grossa, meglio se atroce, per finire sulle prime pagine. Padova non può essere rappresentata da personaggi che hanno un solo modo per farsi notare: lasciarsi andare ad affermazioni che contraddicono i valori più profondi della nostra gente».
Reazioni sdegnate e richiesta di dimissioni: Pd, Idv e Sel chiedono a Pietro Giovannoni di abbandonare il consiglio provinciale. Ciò che più preoccupa è l’immagine rozza e ridicola che i due politici hanno dato di Padova, finita sui tg e i sit web di tutto il mondo come esempio di razzismo e intolleranza verso i maratoneti africani e gli zingari Rom. «Apartheid in salsa padana», dice il Pd.
PADOVA. Era il 13 maggio quando Pietro Giovannoni, consigliere provinciale della Lega Nord, motivando il suo «no» alla mozione sull’omofobia, affermò che «i gay sono culattoni». Ma il tono era scherzoso: «Non avevo nessuna intenzione di offendere».
L’altra sera Giovannoni ha chiesto lo stop ai contributi pubblici alla maratona del Santo, «cui partecipano tanti extracomunitari in mutande». Qual è la tesi di Giovannoni, che guida un’azienda alimentare a Caselle d’Altivole? «La maratona costa ormai un milione di euro. La Regione ci mette 350mila euro, il Comune 200mila, la Provincia 50mila. Buona parte di questi soldi va a pagare le “borse” di atleti che in gran parte arrivano dall’est o che sono africani: somali, keniani, etiopi. Le “lepri” costano 1500 euro, per le “star” si sale a 10-15mila. “Caro Pietro”, mi ha detto martedì il ministro Sacconi, “qui non c’è un euro”. In questo contesto il pubblico non può più buttare via i soldi. Se li vogliono questi atleti li paghino gli industriali». Per la presidente della Provincia, Barbara Degani del Pdl, «Giovannoni ha espresso opinioni strettamente personali che non possono coinvolgere nel modo più assoluto né la giunta provinciale né tanto meno la presidenza. Ritengo non sia corretto confondere i valori universali dello sport con considerazioni che possono essere strumentalizzate politicamente».
«Ormai è inarrestabile - afferma il sindaco Flavio Zanonato, Pd - la corsa a chi dice la stupidaggine più grossa, meglio se atroce, per finire sulle prime pagine. Padova non può essere rappresentata da personaggi che hanno un solo modo per farsi notare: lasciarsi andare ad affermazioni che contraddicono i valori più profondi della nostra gente».
Reazioni sdegnate e richiesta di dimissioni: Pd, Idv e Sel chiedono a Pietro Giovannoni di abbandonare il consiglio provinciale. Ciò che più preoccupa è l’immagine rozza e ridicola che i due politici hanno dato di Padova, finita sui tg e i sit web di tutto il mondo come esempio di razzismo e intolleranza verso i maratoneti africani e gli zingari Rom. «Apartheid in salsa padana», dice il Pd.