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Visualizza Versione Completa : Su Nieztsche e sulla Coscienza



Aggettivo
28-10-2010, 14: 33
L'errore di Nieztsche è stato quello di schierarsi con troppa veemenza.

Millantando l'apollineo con toni eccessivamente pesanti, egli, di fatto, ha solo scelto un lato della barricata; ha superato e sconfitto l'occidente, sì, ma non ne ha mai mostrato le limitatezze realmente osservabili.

L'assioma dell'uomo bianco: "nell'uomo conta solo la coscienza; tutto il resto è solo un supporto ed esiste in funzione di essa", è, ebbene, uno dei principali nemici con cui i guerrieri del Gufo si devono fronteggiare. Nietzsche, al Sacro Spirito del Gufo, non è servito ad un bel niente, perchè ha detto soltanto: "scegliete il lato oscuro della forza", proprio come qualsiasi altro pagliaccio intergalattico.

Quello che Nieztsche avrebbe dovuto dire è che il solo fatto di possedere una coscienza particolare non ci permette di essere più di quello che siamo; noi siamo solo degli animali, delle nullità (pensanti). E io aggiungo: la coscienza, il pensiero, è solo una parte della nostra costituzione animale, al pari delle budella, dell'ano e dei polmoni.

E' assurdo che bianchi come Dante e Platone attribuiscano a quella, alla facoltà di pensare e di produrre idee maldestre, uno status particolare: se è vero che essa, così com'è, è proprietà esclusiva degli uomini, allora dobbiamo desumere che la storia, che è una dimensione esclusivamente umana, è frutto, soprattutto, della coscienza stessa. Ebbene, e a proposito della storia: ve la sentite di dare un giudizio univoco su di essa? Ve la sentite di dire, come Hegel, "è una gran cosa", e basta? Io no, se non altro per una questione di dati e statistica (quanti crimini hanno avuto la storia come palcoscenico? Tutti i crimini!).

Le idee, i pensieri, il "materiale mentale", possono essere considerati oggetti carini, degni di un qualche tipo di attenzione. Chi dice il contrario? Il punto è che anche il resto dell'organismo, il retto, soprattutto, dopo secoli di infamie e intimidazioni, merita versi ed elegie.

Guur
28-10-2010, 14: 34
ma piantala e vieni di la' a parlare del bunga bunga

Aggettivo
28-10-2010, 14: 35
Ok però Audere e agheranavecia devono rispondere qui.

Aggettivo
28-10-2010, 14: 40
Anche Giallobalordo.

Cesco
28-10-2010, 14: 44
ma piantala e vieni di la' a parlare del bunga bunga

:ahahahha: :ahahahha:

lightouse
28-10-2010, 15: 06
Il punto è che anche il resto dell'organismo, il retto, soprattutto, dopo secoli di infamie e intimidazioni, merita versi ed elegie.

E' per questo che esistono le scoreggie !

audere est facere, mtrfckr
29-10-2010, 07: 52
L'errore di Nieztsche è stato quello di schierarsi con troppa veemenza.

Millantando l'apollineo con toni eccessivamente pesanti, egli, di fatto, ha solo scelto un lato della barricata; ha superato e sconfitto l'occidente, sì, ma non ne ha mai mostrato le limitatezze realmente osservabili.

L'assioma dell'uomo bianco: "nell'uomo conta solo la coscienza; tutto il resto è solo un supporto ed esiste in funzione di essa", è, ebbene, uno dei principali nemici con cui i guerrieri del Gufo si devono fronteggiare. Nietzsche, al Sacro Spirito del Gufo, non è servito ad un bel niente, perchè ha detto soltanto: "scegliete il lato oscuro della forza", proprio come qualsiasi altro pagliaccio intergalattico.

Quello che Nieztsche avrebbe dovuto dire è che il solo fatto di possedere una coscienza particolare non ci permette di essere più di quello che siamo; noi siamo solo degli animali, delle nullità (pensanti). E io aggiungo: la coscienza, il pensiero, è solo una parte della nostra costituzione animale, al pari delle budella, dell'ano e dei polmoni.

E' assurdo che bianchi come Dante e Platone attribuiscano a quella, alla facoltà di pensare e di produrre idee maldestre, uno status particolare: se è vero che essa, così com'è, è proprietà esclusiva degli uomini, allora dobbiamo desumere che la storia, che è una dimensione esclusivamente umana, è frutto, soprattutto, della coscienza stessa. Ebbene, e a proposito della storia: ve la sentite di dare un giudizio univoco su di essa? Ve la sentite di dire, come Hegel, "è una gran cosa", e basta? Io no, se non altro per una questione di dati e statistica (quanti crimini hanno avuto la storia come palcoscenico? Tutti i crimini!).

Le idee, i pensieri, il "materiale mentale", possono essere considerati oggetti carini, degni di un qualche tipo di attenzione. Chi dice il contrario? Il punto è che anche il resto dell'organismo, il retto, soprattutto, dopo secoli di infamie e intimidazioni, merita versi ed elegie.

credo che tu perda tempo, a meno che segnare una differenza con chi ti sfotte (ed offrire a chi ti sfotte la possibilità di rendersi ridicolo sfottendoti) sia importante per te. comunque posso dire che hai ragione. Penso anche che tu utilizzi Nietzsche in modo un po' furbesco, da bianco: il N. della "tragedia" è un conto e vabbè; però io mi aspetto che tu lo vada a superare, ma invece chiudi il post richiamando in modo evidentissimo il N. dello "Zarathustra".
Non mi sfugge che il concetto di "bianco" sia una trasposizione giocosa ed estensiva (N.avrebbe apprezzato) del concetto di filosofo decandente del "crepuscolo". in generale, ti consiglierei di non sopravvalutare le differenze tra Cioran e Nietzsche di cui scrive Cioran, io credo per ritagliare un posto alla sua ricerca oltre N.
quarto paragrafo: vedi l'episodio del cavallo.
non ho tempo per riprendermi N. ma adesso la mia idea è questa. se hai tempo tu, oltre a Clastres, consiglio G.Bataille. Ah, e M.Leiris! Al pari di Clastres mi stupisco del fatto che tu lo trascuri (se lo trascuri)

Gioventù
29-10-2010, 14: 41
aggettivo parla pure di culi e di sburrate, ma nieztsche lascialo stare.
non è cosa.

Aggettivo
29-10-2010, 17: 54
Penso anche che tu utilizzi Nietzsche in modo un po' furbesco, da bianco: il N. della "tragedia" è un conto e vabbè; però io mi aspetto che tu lo vada a superare, ma invece chiudi il post richiamando in modo evidentissimo il N. dello "Zarathustra".
Non ho capito molto bene questo pezzo. Posto che, in effetti, ho letto lo Zarathustra e poco altro.


in generale, ti consiglierei di non sopravvalutare le differenze tra Cioran e Nietzsche di cui scrive Cioran, io credo per ritagliare un posto alla sua ricerca oltre N.
Neanche a me piace tanto quello che Cioran dice su Nieztsche (è un po' ingrato). Però penso che si possa perdonare: è uno di quei casi in cui si fa un'analisi un po' "libera" sulla psicologia e sull'approccio di un altro autore.

E' una moda molto '900esca, secondo me (Cioran non è il solo colpevole...).

Milhouse_VanHouten
29-10-2010, 18: 23
quanta confusione.

Aggettivo
29-10-2010, 18: 35
Sei quello dei Simpson?

audere est facere, mtrfckr
29-10-2010, 22: 24
dico:
Penso anche che tu utilizzi Nietzsche in modo un po' furbesco, da bianco: il N. della "tragedia" è un conto e vabbè; però io mi aspetto che tu lo vada a superare, ma invece chiudi il post richiamando in modo evidentissimo il N. dello "Zarathustra". [/QUOTE]

dici:
Non ho capito molto bene questo pezzo. Posto che, in effetti, ho letto lo Zarathustra e poco altro.

ridico:
ma scusa: non è un tema costante nello Z. quello che l'uomo sia nato per vivere sulla terra, essendo la sua esistenza esclusivamente corpo. Ricorderai che Z. dice “io sono corpo tutto intero e nient’altro“, e poi richiama accoratamente a restare fedeli alla terra. a me sembra che questa roba sia tanto lontana dal tuo post

dico:
in generale, ti consiglierei di non sopravvalutare le differenze tra Cioran e Nietzsche di cui scrive Cioran, io credo per ritagliare un posto alla sua ricerca oltre N.

dici:
Neanche a me piace tanto quello che Cioran dice su Nieztsche (è un po' ingrato). Però penso che si possa perdonare: è uno di quei casi in cui si fa un'analisi un po' "libera" sulla psicologia e sull'approccio di un altro autore.
E' una moda molto '900esca, secondo me (Cioran non è il solo colpevole...)

ridico:
guarda, per quello che ricordo io Cioran non è così cattivo con il baffone. Ne ammette il genio. Per Cioran il problema di Nietzsche è che è giovanilmente ingenuo. Poco sgamato, insomma. Cioran, infatti, dice che Mentre N, è impertinente come un giovanotto arguro lui è vecchio, molto più vecchio. Intende dire, secondo me, che dopo quello che lui ha visto (le guerre mondiali) e che N. non ha potuto vedere, lo slancio ottimistico dell'oltre-uomo appare ingenuo. Cioran ha visto più mondo, lui dice, e ne deriva quello che pensa dell'uomo ecc. ecc.