Visualizza Versione Completa : Albert Caraco
Aggettivo
03-10-2010, 20: 12
Non sa scrivere; è molto sconclusionato; cerca di imitare Cioran; eccessivamente "ambientalista".
Però alle volte si spinge anche più in là di Cioran... fantastico no? Non c'è nessuno più catastrofista di lui. Dice delle belle cose.
Ha anche il merito di essere morto.
Aggettivo
03-10-2010, 20: 13
Si è suicidato, tra l'altro. Vuol dire che era intelletualmente onesto.
Tu cosa ne pensi Audere?
il primo che offenderà i due confabulatori lo SAPONIFICO
audere est facere, mtrfckr
03-10-2010, 21: 55
oh oggettivo, adesso ho poco tempo. domani dico di più. per adesso, ti dirò che la sua coerenza non è che mi interessa molto. mi interessa più quello che scrive.
sulla scrittura sei un po' ingeneroso, il suo francese per me è eccezionale, riesce a scrivete decine di pagine a forza di nessi causali "questo è così, quindi quest'altro colà" ecc ecc senza perdere in eleganza. eleganza geometrica. come il barocco prmitivo che a lui mi sembra piacesse. poi ti dico: è ovvio che, in linea di massima, ha ragione. il destino dell'uomo è lo sterminio per guerra. 'è rimedio. si può sperare che avvenga il più tardi possibile (o forse no). non mi convince molto la strumentazione con cui legge la società, ma questo vale anche per cioran. poi in due righe ti dico. secondo me fa capire molto più clastres, dei primitivi e dei bianchi (capire, serve? spiegare? meglio fare come cioran e caraco, limitarsi a "mostrare"?) ah, la tua foto con cucchiaino è una citazione, me ne sono accorto. accidenti a te a pagnocco e a gonars
audere est facere, mtrfckr
03-10-2010, 22: 08
dico in fretta dove non im piace. il problema, per me, è c che se è vero che nella società moderna è ricomparsa l'incertezza (caos, insomma quello che vuoi) lui sottovaluta come esistano forme per produrre ordine dal caos, ossia, le strutture della società che, come dire?, mangiano caos e producono ordine. occhio! ordine non in senso assiologico! non significa che la società funzioni bene o la meglio. anche perchè la società è troppo complessa e, ad esempio, l'ordine dell'economia può essere distruttivo per la politica o per il diritto ecc ecc
per ora, basta.
a te, clastres
audere est facere, mtrfckr
04-10-2010, 09: 59
che poi caraco, restando in tema di filosofia della storia, quindi lasciando da parte l'aspetto, diciamo così, di filosofia morale, fa questo:
1) toglie l'essere umano dal centro del cosmo. lo presenta come una specie tra altre. così supera l'antropocentrismo di nietzsche
2) poi dice che di uomini ce ne sono troppi, per colpa di varie cose, tra cui la tecnologia è solo una delle cause. in generale, diciamo che la paura della morte porta l'uomo ad ingegnarsi per campare di più, a fare altri uomini, e in questo modo porta la specie alla rovina. come ogni specie in sovrannumero, infatti, l'uomo è destinato alla auto-distruzione. in questo modo, caraco si differenzia da malthus, perchè mentre malthus pensa a leggi di auto-conservazione per cui quando di uomini ce ne sono troppi, questi muoiono e si ritrova un equilibrio, caraco scrive quando la termodinamica ha scoperto il principio dell'entropia, quando all'idea di un equilibrio che si può perdere ma si ritroca, subentra l'idea di una tendenza al caos. quindi caraco può pensare ad una catastrofe che porti alla fine della specie umana non in nome di un equilibrio da recuperare ma così, senza uno scopo, solo come pura conseguenza
3) la guerra, per caraco, è lo strumento attraverso la quale la specie si autodistruggerà. è interessante che lui non pensi a guerra come igiene del mondo. ma a guerra come liberazione del mondo (dagli umani). ancorà più interessante è che questa idea non si accompagna con una morale da proto-ultra' ambientalista, per cui è bene per il mondo che l'uomo sparisca, per salvare il mondo: dell'uomo e anche del suo proprio destino, al mondo non gliene frega niente
4) ecco, qui il miglior caraco si ha proprio nel concetto di indifferenza, che non svilippa ma che emerge nei suoi scritti. nietzsche, e secondo meanche cioran, sono mossi da amore per l'uomo (quindi disprezzo per gli umani) caraco non ha amore ma credo nemmeno disprezzo: se ne frega. in questo senso non sono d'accordo con te (aggettivo) quando dici che per caraco l'apocalisse è una soluzione: io credo che per lui l'apocalisse, intesa come morte di tutti, sia una conseguenza inevitabile del timore della morte di ogni uomo. però, e qui sta la novità di C., solo conseguenza, senza conseguenze essa stessa
arrivo al punto debole: vabbè che lui se la cava con la storia che non deve di-mostrare, ma solo mostrare, e quindi può presentare la sua filosofia della storia come dato di fatto. a me però non soddisfa proprio questo: non spiega com'è che, nonostante si sia nell'era dell'incertezza (o caos, e io sono d'accordo) qualche forma di ordine comunque si produce. com'è che funziona, questa cosa? lui si limita a non vedere l'ordine e per me confonde una auto-descrizione della società (caos, incertezza) con quello che accade nella società (ordine dal caos). in questo modo non ammette che la distruzione possa avvenire anche dall'ordine, non arrivare presentarsi come trionfo del caos
Giallobalordo
04-10-2010, 12: 28
Altra categoria Audere. Seriamente mi inchino. Avercene.
Aggettivo
04-10-2010, 18: 09
Secondo me tendi ad attribuire un grado quanto meno sovrabbondante al valore della componente "scientifica" e analitica dell'osservazione del testo. Stiamo parlando del Breviario del Caos. Personalmente, in tutta modestia, posso dire di ritenere di non avervi trovato un solo inserimento concettuale da scrittore degno di essere pubblicato.
Sono convinto che la "cosmologia" di Caraco sia imprecisa, mancante, e -pertanto- irrilevabile; sono altresì convintissimo che, per quanto riguarda le sue pubblicazioni, una lettura "accorta" debba tenere conto del fatto che, in tutto e per tutto, Albert aveva dei punti fermi. Non delle semplici influenze. Manca una visione nitida e schematizzabile proprio perchè prende in affitto un disegno preconfezionato, già fatto: quello della caduta. Cioran. Proprio lui.
La farina del suo sacco è solo fantasia apocalittica. E il bello è che tu sembri affibiargli particolari doti di rigore concettuale... per certi versi, mi ricorda un po' (nel modus scribendi, non certo nella profondità dei contenuti) il Pessoa ortonimo più "mistico", il poeta bucolico-pagano-crowleyriano Reis.
Caraco è un menestrello della catastrofe. Niente altro. Insomma, un sotto-Cioran tout court. Emil scriveva "Siate buffoni della caduta. Siate estremamente leggeri": Caraco è proprio leggero, affrettato, (volutamente?) esagerato.
Voglio dire... quando fa quelle categorizzazioni tipo: "spirituali", "erranti"... dov'è il rigore? E' un linguaggio di intuizione, un linguaggio autoreferenziale, "elitario" (per i giovani omosessuali, della serie: "amico, tu sai bene a cosa mi riferisco, eh?" -e bada che, in effetti, parla spesso de "i suoi giovani lettori", "i suoi discepoli assatanati"-). E non parliamo neanche -per esempio- di quando si mette a monare con la "massa di perdizione"... non è mica S. Agostino! 1) Cos'è la massa di perdizione? Non lo dice! (è facile supporre che gli sia venuto il ghiribizzo sentendo gli schiamazzi del clochard di turno sotto casa sua... ma se parliamo di rigore metodologico...); 2) Il fatto stesso che parli di uomini "perduti" richiama inevitabilmente (per tornare al discorso di prima) al paradiso perduto, al cupo ambientalismo che definisce "auspicabile" la decrescita (e checchè tu ne dica questo apre la strada anche alla visione della morte e della catastrofe come forme di soluzioni) e, indirettamente alla "bruttezza" (lui stesso dice "mondo brutto") di tutte le nostre città (e anche qui c'è dell'ambientalismo).
E riguardo all'Indifferenza, o ti sbagli o ti confondi. L'indifferenza ai mali del Caos moderno è proprio il carattere della stessa fantomatica massa di perdizione. E a Caraco degli uomini FREGA, nel senso che questa loro indifferenza lo fa star male.
Ci sono tante altre cose che vorrei scrivere ma ormai non mi sto divertendo più (e comunque il succo lo hai già afferrato).
Non interpretare male. Adoro Caraco. Per certi versi è più divertente di Cioran (è un milione di volte più maldestro).
Però non puoi ammicare ad Albert e sminuire Emil, uno scrittore del Gufo.
Aggettivo
04-10-2010, 18: 15
Vado a pisciare dalla finestra.
zwiniek
04-10-2010, 19: 32
vai a fare un disegno . mi sembra ti vengano bene
Aggettivo
04-10-2010, 19: 40
vai a fare un disegno . mi sembra ti vengano bene
A livello prettamente artistico sto elaborando solo alcuni ciondoli.
zwiniek
04-10-2010, 19: 47
vai a fare un disegno . mi sembra ti vengano bene
A livello prettamente artistico sto elaborando solo alcuni ciondoli.
questo lo hai fatto tu ?
http://www.artonline.it/download.php?over=xcollects&down=3703
lo spirito del gufo osserva un grappolo di piccoli uomini. (bianchi naturalmente)
Aggettivo
04-10-2010, 19: 50
Bellino.
audere est facere, mtrfckr
05-10-2010, 07: 11
Secondo me tendi ad attribuire un grado quanto meno sovrabbondante al valore della componente "scientifica" e analitica dell'osservazione del testo. Stiamo parlando del Breviario del Caos. Personalmente, in tutta modestia, posso dire di ritenere di non avervi trovato un solo inserimento concettuale da scrittore degno di essere pubblicato.
Sono convinto che la "cosmologia" di Caraco sia imprecisa, mancante, e -pertanto- irrilevabile; sono altresì convintissimo che, per quanto riguarda le sue pubblicazioni, una lettura "accorta" debba tenere conto del fatto che, in tutto e per tutto, Albert aveva dei punti fermi. Non delle semplici influenze. Manca una visione nitida e schematizzabile proprio perchè prende in affitto un disegno preconfezionato, già fatto: quello della caduta. Cioran. Proprio lui.
La farina del suo sacco è solo fantasia apocalittica. E il bello è che tu sembri affibiargli particolari doti di rigore concettuale... per certi versi, mi ricorda un po' (nel modus scribendi, non certo nella profondità dei contenuti) il Pessoa ortonimo più "mistico", il poeta bucolico-pagano-crowleyriano Reis.
Caraco è un menestrello della catastrofe. Niente altro. Insomma, un sotto-Cioran tout court. Emil scriveva "Siate buffoni della caduta. Siate estremamente leggeri": Caraco è proprio leggero, affrettato, (volutamente?) esagerato.
Voglio dire... quando fa quelle categorizzazioni tipo: "spirituali", "erranti"... dov'è il rigore? E' un linguaggio di intuizione, un linguaggio autoreferenziale, "elitario" (per i giovani omosessuali, della serie: "amico, tu sai bene a cosa mi riferisco, eh?" -e bada che, in effetti, parla spesso de "i suoi giovani lettori", "i suoi discepoli assatanati"-). E non parliamo neanche -per esempio- di quando si mette a monare con la "massa di perdizione"... non è mica S. Agostino! 1) Cos'è la massa di perdizione? Non lo dice! (è facile supporre che gli sia venuto il ghiribizzo sentendo gli schiamazzi del clochard di turno sotto casa sua... ma se parliamo di rigore metodologico...); 2) Il fatto stesso che parli di uomini "perduti" richiama inevitabilmente (per tornare al discorso di prima) al paradiso perduto, al cupo ambientalismo che definisce "auspicabile" la decrescita (e checchè tu ne dica questo apre la strada anche alla visione della morte e della catastrofe come forme di soluzioni) e, indirettamente alla "bruttezza" (lui stesso dice "mondo brutto") di tutte le nostre città (e anche qui c'è dell'ambientalismo).
E riguardo all'Indifferenza, o ti sbagli o ti confondi. L'indifferenza ai mali del Caos moderno è proprio il carattere della stessa fantomatica massa di perdizione. E a Caraco degli uomini FREGA, nel senso che questa loro indifferenza lo fa star male.
Ci sono tante altre cose che vorrei scrivere ma ormai non mi sto divertendo più (e comunque il succo lo hai già afferrato).
Non interpretare male. Adoro Caraco. Per certi versi è più divertente di Cioran (è un milione di volte più maldestro).
Però non puoi ammicare ad Albert e sminuire Emil, uno scrittore del Gufo.
specifico solo che il rigore lo riconosco nella scrittura, non nei concetti. proprio come dici tu, nell'autoreferenzialità. che poi è l'unica forma di ordine possibile. autoreferenzialità in questo senso: che la sua scrittura è una costruzione autoportante, dove ogni frase viene legata a quella precedente fino a creare l'idea di una catena infinaita di enunciati. e questo non è facile da produrre. ma scusa un attimo: tu citi "caos" che è senz'altro l'opera meno sistematica, meno filosofica, meno concettuale, forse meno interessante di caraco. io parlo di "...intransigeants", "Phénoménologie de l’Apocalypse", "Le tombeau de l’histoire". il "caos" è una raccolta di pensierini, diciamo così, di aforismi. Ma non puoi basare la critica al pensiero di un filosofo su un libro di massime che è per definizione non sistematico. Se pensi ai suoi testi maggiori, a cui penso io, la categoria dell'indifferenza verso l'esistente è più che importante, è la base stessa della sua filosofia, perchè a lui l'indifferenza serve per poter rifiuto di ogni principio di ordine e di ogni trascendenza che per lui sono frutti marci di una società putrefatta perchè già morta. il rifiuto di ogni principio di ordine non è un vezzo: è il presupposto fondamentale per pensare senza fare alcun riferimento alla tradizione di una cultura che per sfuggire alla morte produce morte. l'indifferenza è il presupposto per arrivare al superamento, in senso nichilista classico, dell'esistente, con cui non puoi fare i conti perchè appena ci provi ti infetti, ma che puoi solo oltrepassare.
Giallobalordo
05-10-2010, 10: 49
Tocca legerlo a sto punto.
E' un peccato che in molti di questo forum no si rendano conto del privilegio che hanno ad avere una chiaccherata come questa gratuitamente fruibile.
Aggettivo
05-10-2010, 13: 19
L'adelphi ha solo il Breviario. Azzurrino con le pagine scritte tutte a metà (fantastico, no?).
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