geppo
01-05-2010, 08: 48
Fusione con Reggio, Pighi possibilista
«Ma prima si discutano i contenuti». Alessandri (Ln): non se ne parla
“Bene integrarsi ma è prematuro” Il leghista: essere reggiani o modenesi è un vero valore
“Vedo positivamente i processi di integrazione tra i territori di Modena e Reggio Emilia, per andare a fare massa critica, ma prima delle formule bisogna pensare ai contenuti”. Così, il sindaco Pighi commenta l’ipotesi di fusione tra le province di Modena e Reggio Emilia lanciata mesi fa da dall’assessore Graziano Pini e dalla presidente della Provincia di Reggio, Sonia Masini. Per Pighi, una maggiore sinergia tra i due territori farebbe nascere “la prima realtà a livello regionale”.
Secondo Giorgio Pighi, intervenire su una economia che ha grandi omogeneità potrebbe portare “ad avere maggiore propensione all’export, che è la nostra forza”. Ma da qui ad arrivare ad un’unica provincia per il primo cittadino la strada è ancora lunga.
Per Pighi, dunque, prima di pensare all’assetto istituzionale bisogna aver ben chiari gli obiettivi da raggiungere, che cosa si vuole fare ed i contenuti delle proposte.
Il sindaco vede di buon occhio le sinergie con Reggio Emilia, e crede che un sodalizio a tutti i livelli possa trovare terreno fertile. Per Pighi un esempio di questo si può trovare nell’ateneo. “Quello che è stato fatto con l’università rappresenta una scelta innovativa, è l’unico ateneo a rete di sedi che c’è in Italia, risponde bene a un territorio che ha caratteristiche importanti di omogeneità”.
Il sindaco, dunque, suggerisce di “sfruttare quello che c’è già”, in particolare “dal punto di vista della ceramica”, il distretto infatti è già interprovinciale. C’è poi tutto il tema dell’università, che comprende la ricerca e il trasferimento tecnologico, il trasporto pubblico, con la prossima fusione delle due aziende del Tpl, le Camere di commercio, che possono continuare a lavorare sull’agroalimentare, e più in generale tutto quello che riguarda l’intervento pubblico nell’economia.
Ma c’è chi critica la possibile operazione, considerata una baracconata burocratico-politica.
“Mascherare i fallimenti dei Parchi Regionali inventandosi baracconi nazionali o unire allo stesso modo le Province di Reggio Emilia e Modena sono operazioni di palazzo, frutto più delle mire di pochi che della richiesta popolare”.
Così, in una nota, Angelo Alessandri, deputato reggiano della Lega Nord e segretario emiliano del partito, replica al sindaco di Modena possibilista (anche se ha ribadito “prima decidiamo i contenuti”) in merito all’ipotesi di fusione delle Province di Modena e Reggio Emilia.
“Un conto è mettere insieme energie, idee ed esperienze, un altro è costruire disastrose aggregazioni politiche ed economiche”, aggiunge Alessandri.
“Ogni tanto riemerge il tentativo di far credere che grandi aggregazioni ci rendano più forti - spiega ancora il parlamentare - invece tutto questo serve spesso a mascherare le incapacità degli amministratori di saper ridare slancio e stimoli adatti a infondere entusiasmo ai territori, obiettivi che gli emiliani, quando c’erano amministratori veri, sapevano raggiungere, oggi invece cade il loro modello e il velo ipocrita che lo avvolge”.
Per Alessandri “essere reggiani o modenesi è un valore e da questo valore bisognerebbe ripartire, se ne sono capaci”.
Il parlamentare del Carroccio prende ad esempio “le municipalizzate, che oggi sono spa sempre più protese a fare business che a investire sul territorio: Meta è finita nel paiolo Hera, Enia addirittura a Torino”.
Alessandri chiede dunque agli amministratori locali di centrosinistra di fare un passo indietro: “Fermatevi, menti politiche contorte, e se il buon senso non vi basta ascoltate almeno la nostra gente che con dignità vi chiederà di fermarvi e di rimettervi a fare il vostro mestiere, se ancora esiste in voi traccia della classe politica che vi ha preceduto”.
«Ma prima si discutano i contenuti». Alessandri (Ln): non se ne parla
“Bene integrarsi ma è prematuro” Il leghista: essere reggiani o modenesi è un vero valore
“Vedo positivamente i processi di integrazione tra i territori di Modena e Reggio Emilia, per andare a fare massa critica, ma prima delle formule bisogna pensare ai contenuti”. Così, il sindaco Pighi commenta l’ipotesi di fusione tra le province di Modena e Reggio Emilia lanciata mesi fa da dall’assessore Graziano Pini e dalla presidente della Provincia di Reggio, Sonia Masini. Per Pighi, una maggiore sinergia tra i due territori farebbe nascere “la prima realtà a livello regionale”.
Secondo Giorgio Pighi, intervenire su una economia che ha grandi omogeneità potrebbe portare “ad avere maggiore propensione all’export, che è la nostra forza”. Ma da qui ad arrivare ad un’unica provincia per il primo cittadino la strada è ancora lunga.
Per Pighi, dunque, prima di pensare all’assetto istituzionale bisogna aver ben chiari gli obiettivi da raggiungere, che cosa si vuole fare ed i contenuti delle proposte.
Il sindaco vede di buon occhio le sinergie con Reggio Emilia, e crede che un sodalizio a tutti i livelli possa trovare terreno fertile. Per Pighi un esempio di questo si può trovare nell’ateneo. “Quello che è stato fatto con l’università rappresenta una scelta innovativa, è l’unico ateneo a rete di sedi che c’è in Italia, risponde bene a un territorio che ha caratteristiche importanti di omogeneità”.
Il sindaco, dunque, suggerisce di “sfruttare quello che c’è già”, in particolare “dal punto di vista della ceramica”, il distretto infatti è già interprovinciale. C’è poi tutto il tema dell’università, che comprende la ricerca e il trasferimento tecnologico, il trasporto pubblico, con la prossima fusione delle due aziende del Tpl, le Camere di commercio, che possono continuare a lavorare sull’agroalimentare, e più in generale tutto quello che riguarda l’intervento pubblico nell’economia.
Ma c’è chi critica la possibile operazione, considerata una baracconata burocratico-politica.
“Mascherare i fallimenti dei Parchi Regionali inventandosi baracconi nazionali o unire allo stesso modo le Province di Reggio Emilia e Modena sono operazioni di palazzo, frutto più delle mire di pochi che della richiesta popolare”.
Così, in una nota, Angelo Alessandri, deputato reggiano della Lega Nord e segretario emiliano del partito, replica al sindaco di Modena possibilista (anche se ha ribadito “prima decidiamo i contenuti”) in merito all’ipotesi di fusione delle Province di Modena e Reggio Emilia.
“Un conto è mettere insieme energie, idee ed esperienze, un altro è costruire disastrose aggregazioni politiche ed economiche”, aggiunge Alessandri.
“Ogni tanto riemerge il tentativo di far credere che grandi aggregazioni ci rendano più forti - spiega ancora il parlamentare - invece tutto questo serve spesso a mascherare le incapacità degli amministratori di saper ridare slancio e stimoli adatti a infondere entusiasmo ai territori, obiettivi che gli emiliani, quando c’erano amministratori veri, sapevano raggiungere, oggi invece cade il loro modello e il velo ipocrita che lo avvolge”.
Per Alessandri “essere reggiani o modenesi è un valore e da questo valore bisognerebbe ripartire, se ne sono capaci”.
Il parlamentare del Carroccio prende ad esempio “le municipalizzate, che oggi sono spa sempre più protese a fare business che a investire sul territorio: Meta è finita nel paiolo Hera, Enia addirittura a Torino”.
Alessandri chiede dunque agli amministratori locali di centrosinistra di fare un passo indietro: “Fermatevi, menti politiche contorte, e se il buon senso non vi basta ascoltate almeno la nostra gente che con dignità vi chiederà di fermarvi e di rimettervi a fare il vostro mestiere, se ancora esiste in voi traccia della classe politica che vi ha preceduto”.