geppo
20-02-2010, 07: 23
di ROBERTO GRIMALDI
PROVENTI delle multe, che fine fanno? Secondo il codice della strada devono essere investiti in sicurezza stradale (in particolare educazione stradale, manutenzione e messa in sicurezza della viabilità). Il Comune di Modena si adegua a questa disposizione di legge? Non del tutto secondo il consigliere comunale della Lega Nord Nicola Rossi (nella foto), che ha continuato il suo lavoro di ricerca paragonando la gestione delle multe dei vigili di Modena con quella degli altri comuni della regione. Nei giorni scorsi, dalle ricerche di Rossi era risulato che un milione e mezzo di euro era utilizzato dai vigili per l’esternalizzazione del servizio di gestione e contabilità delle contravvenzioni. Per l’esponente del Carroccio, è un classico esempio di come non si dovrebbero utilizzare gli incassi delle multe.
«Il nuovo codice della strada — dice Nicola Rossi — non prevede la destinazione degli introiti a società esterne per la gestione e riscossione delle multe. Forse il Comune di Modena ha dovuto utilizzare questi fondi per mancanza di risorse? O per toglierli alla educazione stradale che avrebbe portato ad una diminuzione delle infrazioni e dunque delle multe e dunque degli incassi? O per ragioni meramente politiche? Il servizio — prosegue Rossi — è costosissimo e aumenta sempre più, perché ha un costo per ogni verbale di 14,11 euro, senza prevedere un forfait. Aumentano le multe e aumentano i costi, almeno con l’appalto scaduto il 31 gennaio 2010. Ma perché negli altri anni questo non accadeva? Perché i comuni di Bologna, Reggio Emilia e Parma non utilizzano i soldi delle multe per meglio incassarne i proventi futuri? Più sono le multe, meno convenienza ad esternalizzare si ha, a meno che non si rivedano i criteri». Poi gli esempi concreti degli altri comuni: «A Reggio la destinazione delle risorse da multe è illustrata in modo molto più specifico. Lì non si scappa. A Bologna la formulazione è più generica. A Parma esternalizzano il servizio, ma non con i proventi delle multe». Tornando a Modena, secondo Rossi c’è dell’altro: «La spesa per affidamento al servizio esterno è passata dai 701.176 euro del 2007 ai 1.413.405 impegnati nel 2009. E’ raddoppiata in tre anni, ma gli incassi non sono raddopiati. Perché? Incredibile poi come nel contratto di appalto non si sia previsto un limite massimo oltre al quale il compenso del Comune sarebbe stato forfettizzato».
Il consigliere denuncia nuovamente quella che, a suo dire, è «una vergognosa abitudine di utilizzare le multe a puri fini di fare cassa per coprire i buchi di bilancio». L’esponente del Carroccio ricorda che «il bilancio del comune prevede incassi nel 2010 per ben nove milioni di euro da contravvenzioni per violazioni al codice della strada e che da una sua ricerca è emerso che ogni modenese dovrà pagare 50 euro a titolo di tassa occulta per multe previste, guadagnandosi la medaglia di bronzo fra i 9 comuni di provincia dell’Emilia Romagna nella gara tra i cittadini più vessati».
PROVENTI delle multe, che fine fanno? Secondo il codice della strada devono essere investiti in sicurezza stradale (in particolare educazione stradale, manutenzione e messa in sicurezza della viabilità). Il Comune di Modena si adegua a questa disposizione di legge? Non del tutto secondo il consigliere comunale della Lega Nord Nicola Rossi (nella foto), che ha continuato il suo lavoro di ricerca paragonando la gestione delle multe dei vigili di Modena con quella degli altri comuni della regione. Nei giorni scorsi, dalle ricerche di Rossi era risulato che un milione e mezzo di euro era utilizzato dai vigili per l’esternalizzazione del servizio di gestione e contabilità delle contravvenzioni. Per l’esponente del Carroccio, è un classico esempio di come non si dovrebbero utilizzare gli incassi delle multe.
«Il nuovo codice della strada — dice Nicola Rossi — non prevede la destinazione degli introiti a società esterne per la gestione e riscossione delle multe. Forse il Comune di Modena ha dovuto utilizzare questi fondi per mancanza di risorse? O per toglierli alla educazione stradale che avrebbe portato ad una diminuzione delle infrazioni e dunque delle multe e dunque degli incassi? O per ragioni meramente politiche? Il servizio — prosegue Rossi — è costosissimo e aumenta sempre più, perché ha un costo per ogni verbale di 14,11 euro, senza prevedere un forfait. Aumentano le multe e aumentano i costi, almeno con l’appalto scaduto il 31 gennaio 2010. Ma perché negli altri anni questo non accadeva? Perché i comuni di Bologna, Reggio Emilia e Parma non utilizzano i soldi delle multe per meglio incassarne i proventi futuri? Più sono le multe, meno convenienza ad esternalizzare si ha, a meno che non si rivedano i criteri». Poi gli esempi concreti degli altri comuni: «A Reggio la destinazione delle risorse da multe è illustrata in modo molto più specifico. Lì non si scappa. A Bologna la formulazione è più generica. A Parma esternalizzano il servizio, ma non con i proventi delle multe». Tornando a Modena, secondo Rossi c’è dell’altro: «La spesa per affidamento al servizio esterno è passata dai 701.176 euro del 2007 ai 1.413.405 impegnati nel 2009. E’ raddoppiata in tre anni, ma gli incassi non sono raddopiati. Perché? Incredibile poi come nel contratto di appalto non si sia previsto un limite massimo oltre al quale il compenso del Comune sarebbe stato forfettizzato».
Il consigliere denuncia nuovamente quella che, a suo dire, è «una vergognosa abitudine di utilizzare le multe a puri fini di fare cassa per coprire i buchi di bilancio». L’esponente del Carroccio ricorda che «il bilancio del comune prevede incassi nel 2010 per ben nove milioni di euro da contravvenzioni per violazioni al codice della strada e che da una sua ricerca è emerso che ogni modenese dovrà pagare 50 euro a titolo di tassa occulta per multe previste, guadagnandosi la medaglia di bronzo fra i 9 comuni di provincia dell’Emilia Romagna nella gara tra i cittadini più vessati».