Visualizza Versione Completa : Seduti a quel caffè…
partigiano
07-03-2008, 21: 55
Sono state postate qui sopra alcune immagini del bar Grand’Italia di largo Garibaldi, luogo di ritrovo del mondo beat di Modena. Lì si ritrovavano personaggi come Guccini, Equipe 84, Nomadi, Bonvi, ecc. Nel 1974 questi e altri musicisti fecero un disco, Grande Italia appunto (che io avevo, che qualcuno mi ha ciulato e che non riesco più a trovare). Mi piacerebbe raccogliere qui le storie dei gruppi musicali e delle persone che hanno in qualsiasi modo frequentato qul luogo ‘mitico’.
trivèla
08-03-2008, 14: 38
http://www.hostingfiles.net/files/032008/20080308023101italiajpg.jpg (http://www.hostingfiles.net/)
E' questo?
partigiano
08-03-2008, 14: 59
yes
trivèla
10-03-2008, 20: 41
EQUIPE 84
Componenti la Band nelle varie formazioni
Maurizio Vandelli (1963-1978): voce solista, chitarra, tastiere
Victor Sogliani (1963-1978): voce, basso
Alfio Cantarella (1963-1970, 1973-1976): batteria
Franco Ceccarelli (1963-1970): voce, chitarra
Mike Shepstone (1970): batteria
Franz Di Cioccio (1970-1971): batteria
Ruggero Stefani (1972): batteria
Paolo Siani (1976-1977): batteria
Dario Baldan Bembo (1970-1972): tastiere
Thomas Gagliardone (1972-1978): tastiere
Storia
Le origini
Il gruppo nacque nel 1963 dall'unione di due gruppi modenesi: i "Giovani Leoni" e "Paolo & i Gatti". Prima del 1957 Victor Adolfo Maria Sogliani e Pier Farri avevano suonato in un gruppo chiamato "Hurricanes"; con alcuni cambiamenti di formazione mutarono anche il nome in "Le Tigri", che erano composte da Maurizio Vandelli (voce, chitarra), Victor Sogliani (basso, sax), la sorella di Victor che suonava la chitarra e Pierluigi "Pier" Farri (batteria).
Nel 1960 al posto della sorella di Victor entrò alla chitarra Franco Ceccarelli, e nello stesso anno lo stesso Sogliani abbandonò il gruppo per passare ai "Marinos" ,che in quell'occasione cambiarono il nome prima in "Gatti" e poi in "Paolo & i Gatti", dove suonavano Alfio Cantarella alla batteria, Franco Fini e Francesco Guccini alle chitarre, Marino Salardini al pianoforte e Paolo Guarnera (proveniente dai "Golden rock boys" guidati da un giovanissimo Andrea Mingardi) alla voce e al sax; questo gruppo era sicuramente più avviato de "Le Tigri", in quanto effettuavano già molte serate nel nord Italia (mentre l'altro complesso, essendo costituito da studenti delle superiori, non poteva ancora dedicarsi alla musica in modo semiprofessionistico). Il posto di Sogliani ne "Le Tigri" (che cambiarono ancora una volta il nome in "Giovani Leoni") fu preso da Luigi Simonini, mentre al posto di Farri (che preferì dedicarsi all'organizzazione degli spettacoli del gruppo dell'amico Sogliani) entrò alla batteria Claudio Dotti.
I due gruppi proseguirono in questo modo fino agli inizi del 1962: in questo periodo si ebbe una crisi nel gruppo "Paolo & i Gatti", dovuta da un lato alla partenza di Guccini per il servizio militare, e dall'altro dalla volontà di Salardini e Fini di abbandonare la musica: è a questo punto che Pier Farri convinse Guarnera, Sogliani e Cantarella a prendere nel gruppo come voce e chitarra Maurizio Vandelli che, interessato alla musica in maniera più coinvolgente rispetto agli altri membri del suo gruppo, entra in "Paolo & i Gatti"... ma Ceccarelli non è d'accordo, e tramite un suo amico studente di legge, Corrado Bacchelli (in seguito produttore di Alan Sorrenti e fondatore della casa discografica CBO) minaccia di denunciare Vandelli per danni; a questo punto, in accordo con gli altri, si decide di proporre anche a Ceccarelli l'ingresso nel gruppo.
Quando, dopo le serate estive, nell'autunno del 1962 anche Guarnera decide di lasciare il complesso, i quattro restanti decidono di cambiare nome: nasce l'Equipe 84
PRIMO DISCO
Pare che il nome sia stato suggerito da Pier Farri, e che sia dovuto al desiderio di avere un qualcosa che desse un richiamo internazionale, "equipe"; sul numero 84 invece si disse, sui giornali dell'epoca che era la somma delle età dei componenti del gruppo (ma Ceccarelli nella biografia della band "Io ho in mente te" sostiene che nacque dall'idea di essere chiamati a pubblicizzare il noto liquore "Stock 84").
Dopo una serie di prove e di serate, i quattro riuscirono ad arrivare in sala d'incisione: il debutto avvenne per una casa discografica di Modena, ed il primo 45 giri inciso, "Canarino va", era l'inno della squadra del Modena allora in Serie A, mentre sul retro vi era "Liberi d'amare"; anche se distribuito non in maniera eccelsa, questo disco attirò l'attenzione di Armando Sciascia, che stava cercando un gruppo per la sua casa discografica, la Vedette, e fu così che l'Equipe 84 finalmente firmò un vero contratto discografico.
Proprio in quel periodo, però, Sogliani fu chiamato per il servizio militare; si decise allora di farlo sostituire per i primi due 45 giri dal modenese Romano Morandi, che suona in "Papà e mammà" (sul retro "Quel che ti ho dato", cover di "Tell me" dei The Rolling Stones) uscito nel 1964 e in "Ora puoi tornare", pubblicato nel 1965.
NOTORIETA
I 45 giri si succedono nel 1965, addirittura 5 in un anno, con un discreto successo, al punto che la Vedette decide di pubblicare un album che esce nello stesso anno e che li racchiude, oltre a qualche inedito ,come "Sei felice", cover di "Tired of waiting" dei The Kinks.
Nel febbraio del 1966 partecipano al Festival di Sanremo con "Un giorno tu mi cercherai", che sul lato B contiene una canzone scritta qualche anno prima da Guccini, L'antisociale cantata da Victor.
È proprio subito dopo questo disco che il gruppo decide di rompere il contratto con Sciascia e di firmare con la Dischi Ricordi che, essendo un casa discografica più grande rispetto alla Vedette, permette loro di raggiungere un successo più vasto: infatti il primo 45 giri inciso per la nuova casa discografica, Io ho in mente te (versione italiana di "You were on my mind" , scritta da Sylvia Fricker (del duo folk Ian & Sylvia) per i We Five, ma nota soprattutto per la versione di Barry McGuire) vince il Cantagiro nel 1966; sul retro del disco un'altra canzone molto celebre, Resta (cover di Stay di Maurice Williams, cantata anni dopo anche da Jackson Browne).
In realtà le prime copie del disco avevano "Resta" come lato A, ma visto che "Io ho in mente te" era più richiesta dal pubblico, la Ricordi decise di ristamparlo con l'ordine invertito ed una nuova copertina.
Altro successo dello stesso anno è Bang bang (dall'omonimo hit di Sonny Bono inciso da Cher) che ha sul lato B un'altra canzone dell'amico Guccini, Auschwitz, in una versione con il testo leggermente modificato rispetto all'originale.
Tutte queste canzoni sono contenute nell'album “Io ho in mente te”, pubblicato al luglio dello stesso anno.
Il 1967 si apre nel migliore dei modi, con il grande successo di una canzone scritta da Mogol e Battisti: 29 settembre, la storia di un tradimento, celebre anche per il parlato stile giornale radio (che tra l'altro spiega il titolo); sul lato B ancora Guccini, con È dall'amore che nasce l'uomo.
Ancora di Battisti l'altro successo dello stesso anno, Nel cuore nell'anima.
Nel 1968 la casa discografica Dischi Ricordi pubblica il loro terzo album, intitolato Stereoequipe, che racchiude i 45 giri dell'ultimo anno e mezzo più 4 inediti.
Nel 1969 l'Equipe 84 partecipa al Cantagiro con un'altra canzone di successo: Tutta mia la città cover italiana scritta da Mogol del brano Blackberry Way della band inglese The Move.
Successivamente il gruppo decide di non fare più concerti.
LE VICISSITUDINI
Nel 1970 Alfio Cantarella viene trovato in possesso di qualche grammo di hashish ed è arrestato: la Rai decide quindi di escludere il gruppo dai suoi programmi; c'è però in ballo la sigla televisiva del programma "Il sapone, la pistola, la chitarra e altre meraviglie" (la canzone omonima scritta da Vito Pallavicini e Paolo Conte), e la Ricordi riesce ad ottenere un accordo, per cui Alfio non apparirà più in televisione, e il gruppo cambierà nome: così il disco viene inciso con Mike Shepstone dei Rokes alla batteria, e mentre nell'estate 1970 Franco Ceccarelli abbandona il gruppo (e tenta con Ricky Gianco di formare una nuova versione dell'Equipe 84 che durerà pochissimo e non inciderà dischi), Vandelli e Sogliani decidono di farsi aiutare in sala d'incisione per l'incisione del progettato LP ID dal tastierista dei Dik Dik Mario Totaro, dal cantante Donatello alla chitarra e dal batterista de I Quelli (diventati in quel periodo "Krel") Franz Di Cioccio; il disco è fortemente influenzato dal genere progressive, ma un po' per il boicottaggio operato dalla rai, un po' per il mutamento di genere, passa inosservato (diventando una vera e propria rarità discografica).
Vandelli tenta di darsi alla carriera solista, pubblicando l'album L'altra faccia di Maurizio Vandelli; decide poi con Sogliani di proseguire con il gruppo come "Nuova Equipe 84".Con Franz Di Cioccio alla batteria e Dario Baldan Bembo alle tastiere, al Festival di Sanremo nel 1971 la nuova formazione si classifica terza in coppia con Lucio Dalla cantando la sua canzone 4 marzo 1943; subito dopo viene pubblicato l'album Casa Mia, con la canzone omonima che partecipa al Disco per l'estate dello stesso anno e riscuote un buon successo.
A quel punto, però, Di Cioccio abbandona il gruppo per ritornare a suonare con i vecchi compagni nella Premiata Forneria Marconi, ed entra nella formazione (per un solo 45 giri uscito nel 1972) Ruggero Stefani.
Con il cambio di casa discografica ed il passaggio all'Ariston Records, torna Cantarella, e Baldan Bembo è sostituito da Thomas Gagliardone alle tastiere (Baldan Bembo vuole iniziare la carriera solista, ma scrive per il vecchio gruppo la musica di un nuovo successo, "Diario", su testo di Vandelli).
Per un breve periodo, collabora in studio anche il tastierista Luciano Stella.
Nel 1973 il gruppo riprende il nome di Equipe 84. Alle percussioni negli album Dr. Jekyll e Mr. Hyde e Sacrificio collabora Paolo Siani (componente dei Nuova Idea), che entrerà poi nel gruppo come batterista dal 1976 al 1977.
Nel 1979 l'Equipe 84 partecipa, ma non suona al concerto in memoria di Demetrio Stratos. Dopo l'estate 1979, Vandelli vorrebbe rimettere insieme la formazione storica, ma non riescono ad esibirsi mai.
LO SCIOGLIMENTO E LA RIFORMAZIONE
Nella primavera 1981, Vandelli annuncia lo scioglimento del gruppo.
Tre anni dopo, però, Sogliani e Ceccarelli riformano l'Equipe 84 con Cantarella per esibirsi al concerto in onore di Francesco Guccini del giugno 1984 a Bologna, dove presentano "Auschwitz" cantata da Sogliani; Cantarella però abbandona il gruppo per dedicarsi all'attività di manager musicale, seguendo tra l'altro i concerti dei due compagni che, con altri musicisti, incidono un nuovo LP nel 1989, intitolato "Un amore vale l'altro".
Nel 1995 una nuova frattura nel gruppo: Sogliani fonda l'Equipe Extra-D.
Nell'ottobre dello stesso anno, Victor Sogliani muore per un' aneurisma e Ceccarelli continua ad usare il nome dell'Equipe 84.
Vandelli invece, pur ritornando a fare dischi e serate dalla fine degli anni '80, non ha mai voluto partecipare alle ricostituzioni della band.
DISCOGRAFIA
33 giri
1965 - Equipe 84 (Vedette)
1966 - Io ho in mente te (Dischi Ricordi)
1968 - Stereoequipe (Dischi Ricordi)
1970 - ID (Dischi Ricordi)
1971 - Casa Mia (Dischi Ricordi)
1973 - Dr. Jekyll e Mr. Hyde (Ariston Records)
1974 - Sacrificio (Ariston Records)
1989 - Un Amore Vale l'Altro (Rose Rosse, ROSE 5031)
45 giri
1964 - Canarino va / Liberi d'amare
1964 - Papà e mammà / Quel che ti ho dato
1965 - Ora puoi tornare / Prima di cominciare
1965 - Notte senza fine / Se credi a quello che...
1965 - La fine del libro / Cominciamo a suonare le chitarre
1965 - Sei già di un altro / La den da da
1966 - Un giorno tu mi cercherai / L'antisociale
1966 - Mi fa bene / Goodbye my love
1966 - Io ho in mente te / Resta
1966 - Bang bang / Auschwitz
1967 - 29 settembre / È dall'amore che nasce l'uomo
1967 - Nel cuore, nell'anima / Ladro
1968 - Un anno / Nel ristorante di Alice
1968 - Un angelo blu / Nella terra dei sogni
1969 - Tutta mia la città / Cominciava così
1969 - Pomeriggio: ore 6 / E poi...
1970 - Il sapone, la pistola, la chitarra e altre meraviglie / Devo andare
1971 - 4 marzo 1943 / Padre e figlio
1971 - Casa mia / Buffa
1971 - Una giornata al mare / Quel giorno
1971 - Pullman / Non si può
1973 - Diario / Senza senso
1973 - Clinica Fior di Loto S.p.a. / Meglio
1974 - Mercante senza fiori / Sigaretta e via
1974 - Risvegliarsi un mattino / Se c'è
1975 - Sogni senza fine / Meditazione
1975 - Vai, amore vai / Signor playboy
1977 - Opera d'amore / Anguilla rock
trivèla
10-03-2008, 21: 59
I NOMADI
La storia dei NOMADI
Correva l’anno 1963 e Augusto Daolio, cantante e Beppe Carletti, tastierista, due ragazzi di 16 anni, fondavano il gruppo de "I Nomadi", inizialmente composto da sei persone, poi ridotte a cinque l’anno seguente.
Da subito è vita ontheroad, serate, balere.
E' il 1965 l’anno dell’ingresso nel mercato discografico con "Donna, la prima donna", un 45 giri che fa conoscere questo affiatato quintetto.
L’anima novellarese del complesso è rappresentata, oltre che da Augusto Daolio, nato e vissuto nella nostra terra, da Franco Midili e da Gabriele "Bila" Copellini, Beppe Carletti è di Novi di Modena, ma a Novellara si sposa, Gianni Coron invece risiede a Modena.
Stiamo parlando della formazione storica della band, quella per intenderci che ha spopolato con pezzi quali "Come potete giudicar", "Dio è morto", "Noi non ci saremo", "Canzone per un’amica", che ha presentato al grande pubblico, con una buona dose di coraggio, il genio compositivo di Francesco Guccini.
Con la fine degli anni sessanta si chiude un epoca, scompaiono anche nel campo musicale molti artisti. I Nomadi vedono ripagata la loro scelta impegnata, l’avere dato un particolare rilievo ai testi dei loro brani e si presentano con una formazione parzialmente rinnovata al nuovo decennio con un successo travolgente "Io vagabondo (che non sono altro)" scala le classifiche di vendita.
E' il 1972 e la fama del gruppo varca i confini nazionali, i Nomadi incidono anche in spagnolo, si recano in Inghilterra, a Londra.
Con l’ausilio del produttore Dodo Veroli, con loro dal 1966 percorrono nuovi sentieri, incontrano nuovamente Francesco Guccini, con il quale registrano dal vivo "Album concerto", ennesimo successo.
Della formazione originaria ormai rimangono solamente Beppe Carletti e Augusto Daolio.
Alla fine del 1984 entra nella formazione un giovanissimo bassista di Fabbrico, Dante Pergreffi, una ventata di allegria e di entusiasmo.
Il primo luglio del 1990 nel vecchio campo sportivo di Novellara, la band, dopo un forzato stop di nove mesi, partorisce una nuova formazione: ad Augusto, Beppe e Dante, si aggiungono Cico Falzone, chitarrista e Daniele Campani, batterista.
E’ una serata memorabile, una vera rinascita, nel segno di "sotto il cielo di Novellara batte un cuore NOMADE", espressione coniata da Augusto ed impressa su centinaia di adesivi per suggellare l’evento.
Ricomincia un successo stupefacente. Una rinnovata energia vitale pervade il gruppo: nascono brani destinati a divenire delle colonne portanti della storia del gruppo. "Gli aironi neri", "Ma noi no", i Nomadi tornano nelle classifiche di vendita, i concerti si susseguono senza interruzione.
Il 1992, preannunciatosi come anno di ulteriori grandi successi, è invece il più nero, il più nefasto della storia dei Nomadi. Il 14 maggio in un incidente stradale muore Dante Pergreffi, trent’anni.
Entra nel gruppo la giovanissima Elisa Minari, di professione studentessa, bassista per passione.
L’8 agosto a Masone di Genova Augusto si esibisce per l’ultima volta in uno spettacolo.
Stroncato da una malattia Augusto si spegne il 7 ottobre.
Non è semplice descrivere chi era e cosa rappresenta ancora oggi il cantante dei Nomadi. Migliaia di fans vengono continuamente a rendergli omaggio, a ringraziare quello che è stato uno degli artisti di maggior rilievo nel panorama musicale italiano.
Un artista completo. Augusto Daolio cantante sì, ma anche compositore, pittore, scultore, uomo dalle mille risorse e dalla grande umanità, costituisce sicuramente un pezzo rilevante della storia nel nostro paese.
La morte di Augusto sembra segnare la fine del gruppo.
Il 13 marzo 1993 è un’altra data cruciale nella storia della band.
La ripresa dell’attività avviene in quel di Levico, nel Trentino, in un teatro tenda stracolmo.
Entrano nel gruppo Danilo Sacco, voce e chitarra e Francesco Gualerzi, voce e polistrumentista.
Nel giugno del 1993 a Novellara si celebrano trent’anni di Nomadi, una tre giorni di spettacoli, con l’intervento di ospiti vari.
I Nomadi tornano a varcare i confini nazionali, anche e soprattutto per iniziative umanitarie: Tibet, Cuba e Palestina sono gli esempi più recenti.
Nasce una collaborazione con il gruppo cileno degli Inti Illimani.
L’Italia pullula di Nomadi fans club (oltre 140). Da sempre al di fuori dei grandi circuiti commerciali, i Nomadi nuovamente in sei, come agli inizi, rispondono sul campo, partendo dalla gente e con la gente, attraversando piccole comunità e paesi come Novellara, poggiando sul calore degli amici, che affollano i concerti, con la stessa energia, la stessa carica, gli stessi sogni di trent'anni fa.
Unico complesso italiano ad avere attraversato 30 anni di storia rock, i Nomadi sono uno straordinario caso di "grateful dead padani": da sempre radicati nella loro terra emiliana, fedeli a semplici parole d'ordine musicali e un rapporto con il pubblico fatto di complicità, di fiducia, di sincero affetto che è unico nel suo genere.
Questo spiega la straordinaria longevità artistica e l'amore accanito di decine di migliaia di fans sparsi negli angoli più remoti d'Italia, quelli che il circuito musicale ama trascurare e che i nomadi invece hanno particolarmente a cuore.
I NOMADI DISCOGRAFIA
1967 - Per quando noi non ci saremo
1968 - I Nomadi
1971 - Mille e una sera
1971 - So che mi perdonerai
1972 - Io vagabondo (che non sono altro)
1973 - Un giorno insieme
1973 - I Nomadi cantano Guccini
1974 - I Nomadi interpretano Guccini
1974 - Canzoni d'oltremanica e d'oltreoceano
1975 - Gordon
1976 - Collezione
1977 - Noi ci saremo
1978 - Naracauli ed altre storie
1979 - Album concerto (dal vivo con Francesco Guccini)
1980 – I Nomadi
1980 - I Nomadi special
1981 - Sempre Nomadi
1981 - I Nomadi 1
1982 - Ancora una volta con sentimento
1983 - I Nomadi 2
1985 - Ci penserà poi il computer
1986 - Quando viene sera
1987 - Nomadi in concerto
1987 - I Nomadi 3
1988 - Ancora Nomadi
1990 - Solo Nomadi
1991 - Gente come noi
1992 - Ma noi no!
1992 - Ma che film la vita
1993 - Contro
1993 - I Nomadi
1994 - La settima onda
1995 - Tributo ad Augusto
1994 - Chiedi chi erano i Nomadi*
1995 - La musica dei '70 (La rabbia, l'amore, la poesia)
1995 - Lungo le vie del vento
1996 - Quando ci sarai
1997 - D'amore e altre storie
1997 - Le strade, gli amici, il concerto
1998 - In Italia erano i Nomadi
1998 - Una storia da raccontare
1999 - SOS con RABBIA e con AMORE
2000 - Liberi di volare
2002 - Amore che prendi amore che dai
2003 - Quaranta
2003 - Platinum collection
2004 - Corpo Estraneo
2006 - Con me o contro di me
2007 – Un giorno insieme
partigiano
10-03-2008, 22: 35
Ambra Borelli
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Ambra Borelli nasce a Modena nel 1945 e comincia a cantare sin da bambina. Figlia d'arte, debutta a tredici anni nel complesso I marines, dove suonano due suoi fratelli, cantando e suonando il basso.
Nel 1963 presenta al concorso per voci nuove di Castrocaro una cover di Louis Armstrong, ma per un voto non riesce ad entrare tra i finalisti. L’anno dopo incide il suo primo singolo e partecipa a varie manifestazioni canore e trasmissioni televisive.
Nel 1967 firma un contratto con la Ricordi e cambia il nome d'arte da Ambra a La ragazza 77. Incide il primo singolo che contiene il successo beat di Sonny e Cher "The beat goes no" che diventa "Il beat...cos'è?". Nel 1969 fonda un gruppo "La ragazza 77 e le gatte" che ha durata breve, poi cambia nome d'arte in Ambra borelli ed incide un nuovo singolo per la Ricordi, "Mela acerba", prodotto da Lucio Battisti che le fa il controcanto nel finale della canzone.
Nel 1970 lascia la Ricordi e con i fratelli fonda gli Ursa Major che sono i primi a lanciare la moda dei gruppi spaziali e psicadelici. Successivamente con la nascita di due figli preferisce dedicarsi alla famiglia senza mai abbondonare però il canto.
Nel 2000 è tornata ad esibirsi in pubblico in un tributo a Lucio Battisti dove propone una intensa versione di "Io vivrò senza te" accompagnandosi al pianoforte Oggi gestisce una agenzia di spettacoli.
partigiano
10-03-2008, 22: 46
Altre immagini di Ambra Borelli
Nel complesso Jhonny e i marines
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Ambra e le sue gatte nel 1968
http://img528.imageshack.us/img528/2057/scansione0006bp0.jpg
partigiano
10-03-2008, 22: 50
Più complicate da trovare notizie su:
Romano 'Roman rock' Morandi (1960)
Gianni Borelli (1959)
Paolo e i gatti (1962)
I Condors (1961)
I sei nomadi (1963)
I tuoni (1966)
Gli arcieri (1966)
The snakes (1964)
I diavoli neri (1969)
I rags (1968)
I blaah! (1970)
trivèla
10-03-2008, 23: 09
QUANDO MODENA ERA "BEAT"
Rivivono in un libro gli anni Sessanta e il Bar Grande Italia, dove si incontravano Francesco Guccini e Bonvi, Dodo Veroli e Pier Farri, Tony Verona e Carlo Savigni
Un brivido di chitarre e batterie, di occhi truccati con la matita e di minigonne, di capelli lunghi e di pantaloni a tubo.
Il cuore era a Londra, o a Liverpool, il resto - tutto il resto - a Modena, in quel Bar Grande Italia che negli anni Sessanta era il punto di riferimento o, come direbbe Guccini, la "préda ringadora", di studenti turbolenti e di giovani creativi.
C'erano Roman Rock, Gianni Borelli, i Monelli, i Gatti, i Giovani Leoni. E in un attimo le carte si mescolarono e spuntarono l'Equipe 84, i Nomadi, i Marines di Johnny e le Gatte di Ambra, alchimie concepite con l'apporto di altri avventori del Bar: Dodo Veroli e Pier Farri, Tony Verona e Francesco Guccini, Bonvi e Carlo Savigni.
Quegli anni rivivono ora nelle 128 pagine del volume "Seduto in quel caffè: fotocronache dell'era beat", che a cura di Massimo Masini raccoglie fotografie di Carlo Savigni, Franco Vaccari e Oscar Goldoni e testi di Edmondo Berselli,Giò Barbieri, Franco Fini Storchi, Francesco Guccini, Maria Roberta Olivieri, Carlo Savigni, Franco Tedeschi e Franco Vaccari.
Realizzato in collaborazione con Sottomarino Gialloblu e con il contributo degli assessorati alla Cultura e agli Interventi economici del Comune e della società di promozione del centro storico Modena Amore Mio, il libro è pubblicato dalle Raccolte fotografiche modenesi Giuseppe Panini ed è in vendita a 25 euro. "Eravamo appena usciti dalla convenzione del melodico moderno di Gianni Morandi e dai sussurri e le grida di Rita Pavone, dal ballo del mattone, dal pullover, dal barattolo, dal cane di pezza, da giovane-giovane-giovane, dal cha-cha-cha: e davvero la deflagrazione mondiale di 'Please Please Me' aveva scompigliato le nebbie della provincia", ricorda Edmondo Berselli. "Era decollata un'altra epoca, e la capitale del mondo riconosciuto era ovviamente Londra con le sue cavern. La modernità era un brivido di chitarre e batterie: c'era in giro un'eccitazione mai sentita prima". Era venuto il momento in cui si potevano indossare "le giacchettine striminzite, i pantaloni a tubo, i berrettini, le camicie eccentriche, e farsi crescere moderatamente o smodatamente i capelli, e comprare religiosamente ogni settimana Ciao Amici o Giovani".
I segni di una disinvoltura nuova. "Quando il nostro gruppo (allora si diceva la compagnia) cominciò ad occupare uno spicchio di quel territorio, alla fine dei '50, quel bar presentava parecchi vantaggi", ricorda Franco Tedeschi: "era talmente vasto che potevamo posizionarci ai margini senza essere costretti a consumare; ci si poteva scindere in sottogruppi secondo gli affetti del momento; era una comoda sosta fra una 'vasca' e l'altra o, verso le 12 e 30, al ritorno da scuola; c'era un gran passeggio di ragazze, da lì si vedeva quasi tutto e, soprattutto, ci si faceva vedere". I giovani avventori del Grande Italia leggono Steinbeck, Salinger, Camus, Kafka, Orwell, ma anche fumetti, fantascienza, Wodehouse e un po' di poesia: Pavese, Lorca, Ungaretti, Dylan Thomas e, più tardi, Corso e Ginsberg.
Amano anche la prosa e il cabaret, vanno a Municipale e allo Storchi per vedere Glauco Mauri e la Moriconi, Romolo Valli e Alberto Lionello, Lina Volonghi e Franco Parenti, gli spettacoli di Strehler, Visconti, Dario Fo, di Paolo Poli.
Ma la vera passione è la musica, soprattutto il pop americano e i suoi territori adiacenti.
Il più autorevole del gruppo è Francesco Guccini, poeta e scrittore in erba, ma soprattutto grande animatore di gruppi musicali dilettanti che spaziano dal repertorio di Modugno e Buscaglione al rock&roll.
Con Alfio Cantarella e Victor Sogliani, Guccini suona con successo alle terme di Salvarola con "I Gatti".
Poi parte per il servizio militare e viene sostituito da Maurizio Vandelli. Con l'arrivo di Franco Ceccarelli, sul finire del 1963 i ragazzi si ribattezzano "Equipe 84" e, in pochissimo tempo, complice l'onda d'urto Beat proveniente d'oltremanica, raggiungono la celebrità. "Il gruppo (allora però si diceva 'complesso') ottenne in poco tempo un successo incredibile", ricorda Carlo Savigni. "Io cominciai a seguirli ovunque: nei concerti, nella villa di Via Bodoni a Milano dove erano andati a stare e, per un intero mese al mare, a San Felice Circeo". Scattava foto a centinaia, che venivano pubblicate su spartiti, giornali copertine di dischi.
La cronologia che Masini ha ricostruito si arresta annunciando il 1967: un po' perché la preziosa ed esclusiva documentazione fotografica di Carlo Savigni si arresta improvvisamente; ma soprattutto perché dall'anno seguente il Beat, che ha raggiunto l'apice, si trasforma. "D'ora in poi ci chiameremo Hippies, o Figli dei Fiori".
Già nel maggio '68 si partiva dal Bar Italia alla volta della storica "Liberté de Parole", manifestazione dell'avanguardia artistica che si svolgeva al Colombier di Parigi, "mentre gli artisti stranieri che facevano tappa nella Modena del Grand'Italia - racconta Giò Barbieri - si sentivano a casa propria: stesse idee, musica, argomenti, interessi e aspirazioni, tanto da sentir definire la nostra città una piccola Londra".
Prima del giro di boa, il Beat modenese nel 1967 snocciola "Dio è morto", la discesa in campo di Guccini e "29 settembre"."La musica leggera - spiega Masini - corre ora verso un orizzonte d'impegno sessantottino, oppure d'individualismo intimista 'mogolbattistiano'. Quando avrà voglia d'impegnarsi, ovviamente.
In un'Italia che musicalmente s'è finalmente desta grazie anche al Grand'Italia, restandosene comodamente 'seduto in quel caffè' il Beat si congeda". I miti degli anni Sessanta si materializzano nel megaconcerto di Woodstock. "L'onda d'urto dell'evento - ricorda Franco Vaccari - fece diverse volte il giro del pianeta ed al suo passaggio sull'Europa produsse il Pop Festival dell'Isola di Wight. In agosto partii anch'io col sacco a pelo d'ordinanza per partecipare al grande rito collettivo.
Non immaginavo, allora, che quell'esperienza non sarebbe stata mai più possibile".
Più complicate da trovare notizie su:
Romano 'Roman rock' Morandi (1960)
è una ruota che gira.. adesso c'è il gruppo romano 'roman amadei olè'
trivèla
12-03-2008, 16: 48
http://www.hostingfiles.net/files/032008/20080312043921i-nomadi-agli-iniziijpg.jpg (http://www.hostingfiles.net/)
partigiano
14-03-2008, 21: 04
http://www.hostingfiles.net/files/032008/20080308023101italiajpg.jpg (http://www.hostingfiles.net/)
E' questo?
qualcuno di voi ce l'ha, questo disco? Si riesce a trovare?
agheranavecia!
19-03-2008, 10: 07
Urzino,..batterista, era mio maestro di Batteria e Casagrande carlo anche,..son tutti nella foto
Urzino è morto,...casagrande lo vedo lunedì e glielo chiedo
B ad Modna
19-03-2008, 10: 15
[QUOTE=partigiano;18982]Altre immagini di Ambra Borelli
Nel complesso Jhonny e i marines
http://img528.imageshack.us/img528/8338/scansione0007tk3.jpg
A me quello con gli occhiali appoggiato alla tastiera ricorda qualcuno del forum... :D
[QUOTE=partigiano;18982]Altre immagini di Ambra Borelli
Nel complesso Jhonny e i marines
http://img528.imageshack.us/img528/8338/scansione0007tk3.jpg
A me quello con gli occhiali appoggiato alla tastiera ricorda qualcuno del forum... :D
:D uguale!
sarà il padre di sentenza.
B ad Modna
21-03-2008, 18: 59
allora non me lo ero immaginato solo io!!!!
:D:D:D:D
Il Nerz
21-03-2008, 20: 07
Un paio di anni fa sono andato al Forum Monzani (credo) per una serata organizzata forse dalla Banca Popolare in ricordo di un tizio scomparso; questo tizio (scusate se non ricordo il nome) era negli anni '60 appunto nel gruppo di Guccini, Nomadi ecc., e infatti il "grande nome" della serata era proprio il Gucc, che suonò verso mezzanotte, palesemente stanco e mezzo ubriaco, due-tre pezzi con Flaco Biondini alla chitarra.
Quella sera suonarono anche alcuni citati sopra: Ambra Borelli, Johnny Borelli (fantastica imitazione di Louis Armstrong) e altri che non ricordo.
Qualcuno di voi c'era?
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