mutina
04-03-2008, 08: 55
MARTEDÌ, 04 MARZO 2008
Pagina 11 - Cronaca
Quattro secondi per evitare la trappola fotored
Tempo del giallo scelto dal Comune, senza considerare i diversi tipi di incrocio
Siamo andati a controllare con telecamera e cronometro l’intervallo tra verde e rosso
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Quattro secondi scarsi. Questa il tempo su cui sono tarati gli impianti semaforici cittadini sorvegliati da fotored e t-red. Un tempo uguale per tutti e deciso, discrezionalmente, dall’amministrazione comunale. A quanto debba ammontare la durata dell’intervallo tra verde e rosso la legge non lo stabilisce: valutazione e scelta sono lasciate ai Comuni che decidono quanti secondi far durare il giallo. A seconda del traffico, dei limiti di velocità imposti, delle particolarità delle intersezioni l’automobilista che arriva sotto al semaforo impiegherà un tempo diverso per arrestarsi o sgomberare l’incrocio, a seconda dei casi, prima di entrare in situazione di pericolo. Per questo giunta e assessori competenti, in ogni città e a seconda di ogni situazione, sono tenuti a decidere dove e come modularne i secondi prima dell’arrivo del rosso e, in questi casi, anche prima dello scatto fotografico da fotored. Gli incroci dei quali abbiamo voluto rilevare la durata del giallo sono molto diversi tra loro: si passa dall’intersezione tra viale Italia e la tangenziale Pablo Neruda con il “traffico veloce” che la contraddistingue, all’incrocio di via Emilia Est con via Cucchiari, spesso bloccata da lunghe file nelle ore di punta. E ancora, come paragonare tra loro i due incroci via la Marmora - Staffette Partigiane e il famigerato via Emilia Ovest - via Cucchiari (cavalcavia Madonnina) di cui, pare, sia rimasto vittima illustre anche il sindaco Giorgio Pighi? Mentre per il primo si tratta dell’intersezione tra due strade periferiche, una delle quali accompagna le auto all’imbocco della tangenziale il secondo è un’intersezione a T, ai piedi di un cavalcavia ea pochi metri da un altro semaforo (quello che incrocia con la strada nazionale per Carpi). Nonostante queste differenze, a volte estreme, però, la durata del giallo rilevata è matematicamente identica: quattro secondi meno qualche frazione per tutti...(come si può vedere sul sito della Gazzetta all’indirizzo www.gazzettadimodena.it)
Una scelta come un’altra, forse, quella modenese, che uniforma a tempo stabile tutti i”gialli” ma in epoca di polemiche sull’uso dell’occhio elettronico e davanti al giudizio impassibile di uno strumento che rileva le infrazioni solo in termini di tempo e spazio forse qualche distinguo sarebbe potuto essere positivo anche perchè «il giallo è quell’intervallo durante cui l’automobilista deve decidere se decelerare ed arrestrarsi in sicrezza o attraversare l’intersezione». Così si legge in uno studio elaborato dal Cnr, secondo il quale dunque, fotored o meno, il giallo sembra essere soprattutto un momento decisivo per la sicurezza. Nel 1992 lo stesso studio, (b.u. nº150 12 dicembre 92) pur con molti distinguo, dichiarava: «..3,4 o 5 secondi deve essere la sua durata in relazione alle condizioni dell’incrocio». Modena, a prescindere dalle condizioni, nel 2008, semra essersi posizionata nel mezzo... ma la ragione sta sempre lì? (alessia pedrielli)
Pagina 11 - Cronaca
Quattro secondi per evitare la trappola fotored
Tempo del giallo scelto dal Comune, senza considerare i diversi tipi di incrocio
Siamo andati a controllare con telecamera e cronometro l’intervallo tra verde e rosso
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Quattro secondi scarsi. Questa il tempo su cui sono tarati gli impianti semaforici cittadini sorvegliati da fotored e t-red. Un tempo uguale per tutti e deciso, discrezionalmente, dall’amministrazione comunale. A quanto debba ammontare la durata dell’intervallo tra verde e rosso la legge non lo stabilisce: valutazione e scelta sono lasciate ai Comuni che decidono quanti secondi far durare il giallo. A seconda del traffico, dei limiti di velocità imposti, delle particolarità delle intersezioni l’automobilista che arriva sotto al semaforo impiegherà un tempo diverso per arrestarsi o sgomberare l’incrocio, a seconda dei casi, prima di entrare in situazione di pericolo. Per questo giunta e assessori competenti, in ogni città e a seconda di ogni situazione, sono tenuti a decidere dove e come modularne i secondi prima dell’arrivo del rosso e, in questi casi, anche prima dello scatto fotografico da fotored. Gli incroci dei quali abbiamo voluto rilevare la durata del giallo sono molto diversi tra loro: si passa dall’intersezione tra viale Italia e la tangenziale Pablo Neruda con il “traffico veloce” che la contraddistingue, all’incrocio di via Emilia Est con via Cucchiari, spesso bloccata da lunghe file nelle ore di punta. E ancora, come paragonare tra loro i due incroci via la Marmora - Staffette Partigiane e il famigerato via Emilia Ovest - via Cucchiari (cavalcavia Madonnina) di cui, pare, sia rimasto vittima illustre anche il sindaco Giorgio Pighi? Mentre per il primo si tratta dell’intersezione tra due strade periferiche, una delle quali accompagna le auto all’imbocco della tangenziale il secondo è un’intersezione a T, ai piedi di un cavalcavia ea pochi metri da un altro semaforo (quello che incrocia con la strada nazionale per Carpi). Nonostante queste differenze, a volte estreme, però, la durata del giallo rilevata è matematicamente identica: quattro secondi meno qualche frazione per tutti...(come si può vedere sul sito della Gazzetta all’indirizzo www.gazzettadimodena.it)
Una scelta come un’altra, forse, quella modenese, che uniforma a tempo stabile tutti i”gialli” ma in epoca di polemiche sull’uso dell’occhio elettronico e davanti al giudizio impassibile di uno strumento che rileva le infrazioni solo in termini di tempo e spazio forse qualche distinguo sarebbe potuto essere positivo anche perchè «il giallo è quell’intervallo durante cui l’automobilista deve decidere se decelerare ed arrestrarsi in sicrezza o attraversare l’intersezione». Così si legge in uno studio elaborato dal Cnr, secondo il quale dunque, fotored o meno, il giallo sembra essere soprattutto un momento decisivo per la sicurezza. Nel 1992 lo stesso studio, (b.u. nº150 12 dicembre 92) pur con molti distinguo, dichiarava: «..3,4 o 5 secondi deve essere la sua durata in relazione alle condizioni dell’incrocio». Modena, a prescindere dalle condizioni, nel 2008, semra essersi posizionata nel mezzo... ma la ragione sta sempre lì? (alessia pedrielli)