Lamù
22-02-2008, 11: 53
1) Auto
Divertirsi, cuccare, fantasticare. Ma dove vai se l'auto di lusso non ce l'hai? Per il calciatore l'automobile di lusso è un must. Se fino a qualche anno fa il Cayenne era l'oggetto del desiderio, oggi è un macchinone che, con qualche affanno e parecchie rate, compra pure il giocatore di C. E non tira più tanto.
MODA Ora vanno Cadillac, Bentley, Jeep Escalade, Corvette, non tramontano mai le Bmw, le Mercedes. I calciatori le pagano, ma l'aiutino c'è sempre. E pure importante. Difficile che un impiegato possa strappare uno sconto del 16 per cento. Difficile pure che l'impiegato possa avere il privilegio di una stupenda macchina in uso per sei mesi per fare il fenomeno davanti ai compagni e alle donne. Ai calciatori succede. Difficile che all'impiegato capiti di sposarsi e avere le berline che trasportano le persone gratis. A Totti è capitato.
CONCESSIONARIO Siamo andati alla concessionaria Autosei di viale Certosa a Milano dove Sergio Spairani, amministratore unico, tifoso interista ed ex sponsor nerazzurro, ci ha spiegato come vanno le cose: «A noi fa anche gioco che un campione dell'Inter o del Milan giri con un'automobile di lusso. Sa quanto ci ha fatto vendere Ronaldo quando era fortissimo? I giocatori usufruiscono soprattutto di questo trattamento. Macchina in uso per un certo periodo. Possono andare avanti per anni con questo sistema». Che fine fanno poi quelle auto? «Semplice: vengono rivendute come usato». Oggi vanno anche gli accordi di sponsorizzazione con le società ». Il Milan lo ha con l'Audi, l'ha avuto con la Opel e i giocatori hanno l'auto aziendale. In caso di acquisto lo sconto è salito anche al 25. A Milanello chi ha l'auto aziendale ha il parcheggio di classe A, chi non ce l'ha è meno agevolato.
COMPRATORI I calciatori comprano pure. Ma con lo sconto. «Arriviamo al 15-16 per cento» spiega Spairani. Un botto. «Generalizzare è sbagliato — aggiunge Giovanni Malagò da Roma, per anni concessionario Bmw, oggi a contatto con Ferrari e Maserati —. Io mi regolo a seconda del rapporto che ho con la persona».
2) La moda
Grandi Firme a prezzi stracciati
La moda. L'ultima tentazione. Quella che veramente ha cambiato usi e costumi dei nostri calciatori.
SPONSOR Oggi conti se hai un contratto da testimonial o le mitiche tessere sconto delle grandi firme. Oddo, Toni, Kakà, Quagliarella, Lippi, Andreolli, Giuly, Inzaghi, sono testimonial. Vieri, Maldini, Totti, Di Natale si sono creati delle linee proprie e a ogni occasione si presentano in pubblico o in tv col pataccone. Ma naturalmente sono dotati di tessere sconto che vanno dal 30 al 45 per cento. Dirk Bikkembergs, sponsor di Giuly, da poco, ha concesso ai romanisti una sorta di buono per prendere dei capi delle sue collezioni. Sono privilegi.
SCONTI La Diesel concede una tessera del 30 o del 45 per cento. I calciatori ambiscono tanto ad Armani, Dolce & Gabbana e DSquared. Da «re Giorgio» solo Kakà con la moglie Caroline, testimonial, e Figo hanno il cosiddetto budget. Tradotto: si vestono gratis e anche i familiari sono al sicuro. Ai calciatori delle grandi squadre, e a qualcuno ben introdotto, è concessa la tessera del 30 per cento.
Da Dolce & Gabbana lo sconto, tanto cercato, lo hanno solo i milanisti (gli stilisti sono gold sponsor e versano 4 milioni e mezzo l'anno) e i nazionali. Pochi altri. Qualche capo omaggio viene dato, ma solo a discrezione degli stilisti. Un qualcosa di personale. Piuttosto, nel negozio di corso Venezia a Milano c'è un privè dove i giocatori sono coccolati e godono di un servizio bar. Non solo, al lunedì, giorno di riposo e shopping viene concesso ai campioni di intrattenersi oltre l'orario di chiusura. E' un privilegio, ma anche un modo per dribblare tifosi e scocciatori. I fratelli Dean e Dan Caten, DSquared, vestono la Juve. Agevolazioni per i bianconeri, ma anche per altre stelle che spesso ricevono delle scarpe o della maglie gratuitamente. La tessera, naturalmente per i top, è del 30 per cento.
ODDO E TONI Massimo Oddo e Luca Toni, vestiti da Fred Mello, sono stati un incredibile traino. Molti compagni vedendo i loro capi hanno desiderato qualcosa. Accontentati. L'azienda ha fornito felpe e magliette a giocatori di parecchie squadre.
su tutte. Fa gioco e pubblicità.
3) Nei locali non si fa la fila e si entra gratis
Qualche mese fa Alan Carlet, attaccante della Torres Sassari di C1, in un'intervista ha dichiarato di essere uno dei pochi calciatori di C che non fa file ed entra gratis all'Hollywood. Un privilegio per uno come lui. Ma Carlet è inserito nel «circuito» dei grandi. Perché anche nella notte dei sogni godono solo i top.
FILE La discoteca è il divertimento. Fare serata la domenica per i calciatori è un qualcosa da raccontare alla «ripresa » del martedì. Soprattutto se ci scappa il «colpaccio » con qualche velina. A Milano sono ancora Hollywood e Tocqueville a dettare legge, a Roma Gilda e Art Cafè, a Porto Cervo il Sottovento, a Milano Marittima Pineta, Pacifico e Papeete. Com'è il rapporto coi calciatori? Pagano? Bevono? Fanno la fila? «Non fanno la fila, entrano gratis, e gli vengono offerte le bevande analcoliche », spiega Alessandro Nuccetelli, 38 anni animatore delle notti romane e della Costa Smeralda. «Questa è la verità. Se prendono la bottiglia di Crystal la pagano eccome ». Gli italiani senza problemi, i brasiliani con qualche resistenza. I sudamericani sono molto più taccagni degli italiani. Pensano spesso che sia tutto gratis. «Gli italiani ti chiedono sempre "quanto ti devo?"», racconta Davide Guglielmini dell'Hollywood dove i calciatori hanno una priorità per il tavolo. «Una consumazione la offriamo, la seconda la pagano ». Adriano saldava sempre a fine serata. Generosissimo e diverso dai suoi connazionali. Su Batistuta ci sono racconti e leggende. Ne riparleremo. Al Tocqueville, da Giuliano Lucchetti, succede la stessa cosa. Giocatori viziati e coccolati, ma anche nominati più volte dallo speaker. Giusto che abbiano delle attenzioni. E quando arrivano tutti si spostano e lasciano passare come fosse una macchina con la sirena.
PINETA «Per me è come se Vieri, Inzaghi Ambrosini, Corradi, Fiore, Giannichedda, Tacchinardi, Iuliano venissero a casa» racconta Chicco Cangini, titolare del Pineta di Milano Marittima, la discoteca più frequentata dai calciatori in estate. «Offro spesso da bere, sono ospiti. Con alcuni abbiamo organizzato anche i compleanni». E le donne? E' vero che gli vengono presentate? «Si muovono da soli con facilità».
da La Gazzetta dello Sport
Divertirsi, cuccare, fantasticare. Ma dove vai se l'auto di lusso non ce l'hai? Per il calciatore l'automobile di lusso è un must. Se fino a qualche anno fa il Cayenne era l'oggetto del desiderio, oggi è un macchinone che, con qualche affanno e parecchie rate, compra pure il giocatore di C. E non tira più tanto.
MODA Ora vanno Cadillac, Bentley, Jeep Escalade, Corvette, non tramontano mai le Bmw, le Mercedes. I calciatori le pagano, ma l'aiutino c'è sempre. E pure importante. Difficile che un impiegato possa strappare uno sconto del 16 per cento. Difficile pure che l'impiegato possa avere il privilegio di una stupenda macchina in uso per sei mesi per fare il fenomeno davanti ai compagni e alle donne. Ai calciatori succede. Difficile che all'impiegato capiti di sposarsi e avere le berline che trasportano le persone gratis. A Totti è capitato.
CONCESSIONARIO Siamo andati alla concessionaria Autosei di viale Certosa a Milano dove Sergio Spairani, amministratore unico, tifoso interista ed ex sponsor nerazzurro, ci ha spiegato come vanno le cose: «A noi fa anche gioco che un campione dell'Inter o del Milan giri con un'automobile di lusso. Sa quanto ci ha fatto vendere Ronaldo quando era fortissimo? I giocatori usufruiscono soprattutto di questo trattamento. Macchina in uso per un certo periodo. Possono andare avanti per anni con questo sistema». Che fine fanno poi quelle auto? «Semplice: vengono rivendute come usato». Oggi vanno anche gli accordi di sponsorizzazione con le società ». Il Milan lo ha con l'Audi, l'ha avuto con la Opel e i giocatori hanno l'auto aziendale. In caso di acquisto lo sconto è salito anche al 25. A Milanello chi ha l'auto aziendale ha il parcheggio di classe A, chi non ce l'ha è meno agevolato.
COMPRATORI I calciatori comprano pure. Ma con lo sconto. «Arriviamo al 15-16 per cento» spiega Spairani. Un botto. «Generalizzare è sbagliato — aggiunge Giovanni Malagò da Roma, per anni concessionario Bmw, oggi a contatto con Ferrari e Maserati —. Io mi regolo a seconda del rapporto che ho con la persona».
2) La moda
Grandi Firme a prezzi stracciati
La moda. L'ultima tentazione. Quella che veramente ha cambiato usi e costumi dei nostri calciatori.
SPONSOR Oggi conti se hai un contratto da testimonial o le mitiche tessere sconto delle grandi firme. Oddo, Toni, Kakà, Quagliarella, Lippi, Andreolli, Giuly, Inzaghi, sono testimonial. Vieri, Maldini, Totti, Di Natale si sono creati delle linee proprie e a ogni occasione si presentano in pubblico o in tv col pataccone. Ma naturalmente sono dotati di tessere sconto che vanno dal 30 al 45 per cento. Dirk Bikkembergs, sponsor di Giuly, da poco, ha concesso ai romanisti una sorta di buono per prendere dei capi delle sue collezioni. Sono privilegi.
SCONTI La Diesel concede una tessera del 30 o del 45 per cento. I calciatori ambiscono tanto ad Armani, Dolce & Gabbana e DSquared. Da «re Giorgio» solo Kakà con la moglie Caroline, testimonial, e Figo hanno il cosiddetto budget. Tradotto: si vestono gratis e anche i familiari sono al sicuro. Ai calciatori delle grandi squadre, e a qualcuno ben introdotto, è concessa la tessera del 30 per cento.
Da Dolce & Gabbana lo sconto, tanto cercato, lo hanno solo i milanisti (gli stilisti sono gold sponsor e versano 4 milioni e mezzo l'anno) e i nazionali. Pochi altri. Qualche capo omaggio viene dato, ma solo a discrezione degli stilisti. Un qualcosa di personale. Piuttosto, nel negozio di corso Venezia a Milano c'è un privè dove i giocatori sono coccolati e godono di un servizio bar. Non solo, al lunedì, giorno di riposo e shopping viene concesso ai campioni di intrattenersi oltre l'orario di chiusura. E' un privilegio, ma anche un modo per dribblare tifosi e scocciatori. I fratelli Dean e Dan Caten, DSquared, vestono la Juve. Agevolazioni per i bianconeri, ma anche per altre stelle che spesso ricevono delle scarpe o della maglie gratuitamente. La tessera, naturalmente per i top, è del 30 per cento.
ODDO E TONI Massimo Oddo e Luca Toni, vestiti da Fred Mello, sono stati un incredibile traino. Molti compagni vedendo i loro capi hanno desiderato qualcosa. Accontentati. L'azienda ha fornito felpe e magliette a giocatori di parecchie squadre.
su tutte. Fa gioco e pubblicità.
3) Nei locali non si fa la fila e si entra gratis
Qualche mese fa Alan Carlet, attaccante della Torres Sassari di C1, in un'intervista ha dichiarato di essere uno dei pochi calciatori di C che non fa file ed entra gratis all'Hollywood. Un privilegio per uno come lui. Ma Carlet è inserito nel «circuito» dei grandi. Perché anche nella notte dei sogni godono solo i top.
FILE La discoteca è il divertimento. Fare serata la domenica per i calciatori è un qualcosa da raccontare alla «ripresa » del martedì. Soprattutto se ci scappa il «colpaccio » con qualche velina. A Milano sono ancora Hollywood e Tocqueville a dettare legge, a Roma Gilda e Art Cafè, a Porto Cervo il Sottovento, a Milano Marittima Pineta, Pacifico e Papeete. Com'è il rapporto coi calciatori? Pagano? Bevono? Fanno la fila? «Non fanno la fila, entrano gratis, e gli vengono offerte le bevande analcoliche », spiega Alessandro Nuccetelli, 38 anni animatore delle notti romane e della Costa Smeralda. «Questa è la verità. Se prendono la bottiglia di Crystal la pagano eccome ». Gli italiani senza problemi, i brasiliani con qualche resistenza. I sudamericani sono molto più taccagni degli italiani. Pensano spesso che sia tutto gratis. «Gli italiani ti chiedono sempre "quanto ti devo?"», racconta Davide Guglielmini dell'Hollywood dove i calciatori hanno una priorità per il tavolo. «Una consumazione la offriamo, la seconda la pagano ». Adriano saldava sempre a fine serata. Generosissimo e diverso dai suoi connazionali. Su Batistuta ci sono racconti e leggende. Ne riparleremo. Al Tocqueville, da Giuliano Lucchetti, succede la stessa cosa. Giocatori viziati e coccolati, ma anche nominati più volte dallo speaker. Giusto che abbiano delle attenzioni. E quando arrivano tutti si spostano e lasciano passare come fosse una macchina con la sirena.
PINETA «Per me è come se Vieri, Inzaghi Ambrosini, Corradi, Fiore, Giannichedda, Tacchinardi, Iuliano venissero a casa» racconta Chicco Cangini, titolare del Pineta di Milano Marittima, la discoteca più frequentata dai calciatori in estate. «Offro spesso da bere, sono ospiti. Con alcuni abbiamo organizzato anche i compleanni». E le donne? E' vero che gli vengono presentate? «Si muovono da soli con facilità».
da La Gazzetta dello Sport