Visualizza Versione Completa : dialet mudnes
partigiano
21-02-2008, 22: 10
Possiamo aprire una discussione che abbia come scopo quello di preservare quel poco di dialetto modenese che ancora è rimasto? L'idea mi è venuta leggendo il messaggio di Tanaia su San Damaso (Piazza grande - Bello? magari no, ma ce vole). Perchè non portare qui notizie, motti, barzellette, indovinelli, proverbi, modi di dire, in dialetto?
Tra l'altro sto cercando, ma non l'ho ancora trovato, un saggio della Rivista di criminologia di Lombroso, che negli anni trenta confrontava la parlata dei muratori carpigiani con quella del dialetto carpigiano e dei muratori piemontesi, per dimostrare che questa parlata consentiva la comunicazione tra muratori, mentre aveva pochi legami con il dialetto. C'erano delle frasi veramente strepitose. Ma lo trovo, sicuro!
profeta
21-02-2008, 23: 03
esordiamo con stile
http://it.youtube.com/watch?v=Kk1FBGF-Ru8
modenaest
22-02-2008, 06: 15
amber una bel idea parca ammè mi piac molt ciacarer in dialet
esordiamo con stile
http://it.youtube.com/watch?v=Kk1FBGF-Ru8
purtroppo è un brutto esordio. perchè è una copiatura di una zirudela di quartiere.
per un pir, un pam e un persegh,
per 'na brogna e 'na rumela (e non rumleina...)
nueter a-sam d'la sirenela...
PS.
cambierei il titolo
dialat.
o indialat addirittura. sentito spesso, soprattutto da persona anziane dire "descarrer in indialat"...
partigiano
22-02-2008, 07: 46
infatti: volevo chiedere agli amministratori se modificano il titolo correttamente, come propone Tanaia
profeta
22-02-2008, 08: 34
esordiamo con stile
http://it.youtube.com/watch?v=Kk1FBGF-Ru8
purtroppo è un brutto esordio. perchè è una copiatura di una zirudela di quartiere.
per un pir, un pam e un persegh,
per 'na brogna e 'na rumela (e non rumleina...)
nueter a-sam d'la sirenela...
perchè brutto esordio?
se pensate che non meriti una citazione per me va bene cancellare
esordiamo con stile
http://it.youtube.com/watch?v=Kk1FBGF-Ru8
purtroppo è un brutto esordio. perchè è una copiatura di una zirudela di quartiere.
per un pir, un pam e un persegh,
per 'na brogna e 'na rumela (e non rumleina...)
nueter a-sam d'la sirenela...
perchè brutto esordio?
se pensate che non meriti una citazione per me va bene cancellare
Va benissimo. Tra l'altro la versione originale che avevo sentito io era nuetr a sam dla maduneina.
Piuttosto normale modificare i testi di canzoncine popolari.
mio padre, che come prima tappa da campogalliano a modena si fermò alla madonnina, anche lui ricorda "maduneina" (e "rumleina", che in effetti rima...)
a proposito di zirudele ho sentito mille versioni di a-gh'era na vecia ( o come si scriv... ).
A gh'era na vecia sotta na piopa con na padela as grateva la gnoca, passa un signore distinto vestito di nero ( non so perchè ma me la cantavano cosìù in italiano ), agh pessa in dal cul admanda sa piov...
PS.
cambierei il titolo
dialat.
o indialat addirittura. sentito spesso, soprattutto da persona anziane dire "descarrer in indialat"...
ho sempre pensato che fosse dovuto all'italianizzazione.
tresette
22-02-2008, 10: 51
Ma come cazzo parlate, non si capisce, ma come cazzo parlate
partigiano
22-02-2008, 10: 59
non avevo pensato a questo; così escludiamo il gruppo degli avellinesi. Insomma, ci toccherà aprire una discussione sul dialetto campano?
Ricordo un cartello su una serranda a Napoli: "siccome oggi aggie guadagnato assai, me ne sono iuto al mare"
tresette
22-02-2008, 11: 01
Grande partigiano, siamo o no in tempo di par condicio (anche se mi pare che Ppdl e Pd abbiano deciso unilateralmente che gli spazi televisivi non vanno equamente divisi...)
profeta
22-02-2008, 11: 24
Ma come cazzo parlate, non si capisce, ma come cazzo parlate
qui non si parla
sol caiunèdi ciàcri e zirundèll
*Canarina*
22-02-2008, 14: 12
e me podi verer na cunversasion in cremunees?
callaghan
22-02-2008, 14: 14
no
*Canarina*
22-02-2008, 14: 15
uffa..sarebbe un ottimo scambio culturale!
Chi fa a so mòd scampa un an d-pio.
La prema aqua l'è quàla egh bagna.
Dal mel di èter a-n s'in god menga.
Roba rubèda l'a-n fa parèda.
La manèina maàta
la pèccia chi la càta
la càta al so padròun
l'a-gh mòla du s'ciafòun
nanèin nanèin
fa la nàna al mè putèin
nanèin cucàtta
che la mama l'è andèe a Màssa
al papa l'è andèe al marchèe
al putèin l'è indurmintèe.
P.S.
ciao nonno.
marcy#12
22-02-2008, 16: 20
e se io ho problemi di scrittura dialettale???
ovvero:il dialetto lo parlo praticamente ogni giorno coi miei nonni...ma non saprei come scriverlo...chi mi aiuta?
marcy#12
22-02-2008, 16: 21
La manèina maàta
la pèccia chi la càta
la càta al so padròun
l'a-gh mòla du s'ciafòun
nanèin nanèin
fa la nàna al mè putèin
nanèin cucàtta
che la mama l'è andèe a Màssa
al papa l'è andèe al marchèe
al putèin l'è indurmintèe.
P.S.
ciao nonno.
davvero fantastica!
partigiano
22-02-2008, 17: 04
e se io ho problemi di scrittura dialettale???
ovvero:il dialetto lo parlo praticamente ogni giorno coi miei nonni...ma non saprei come scriverlo...chi mi aiuta?
tu scrivi, ci pensa Tanaia...
Chi fa a so mòd scampa un an d-pio.
La prema aqua l'è quàla egh bagna.
Dal mel di èter a-n s'in god menga.
Roba rubèda l'a-n fa parèda.
ahahahahah
ma che cazzo fai? leggi il lunario di giorgio?
e se io ho problemi di scrittura dialettale???
ovvero:il dialetto lo parlo praticamente ogni giorno coi miei nonni...ma non saprei come scriverlo...chi mi aiuta?
ci sono poche regole. se prendi un "purista" ti dirà che è necessaria l'accentazione corretta. io invece penso che non sia così. che sia solo un giudizio cattedratico più che altro rivolto a tenere lontane le persone. anche perchè il dialetto è poco scritto e tanto orale.
va "vissuto".
è la storia dell'italiano. a seconda delle regioni (ma anche delle provbincie, si pensi al rosso e al verde reggiano o al sette parmigiano o al nostro sposo in italiano che fa a pugbi addirittura con il dialetto). l'accento cade come il sale della rezdora: a piacere.
servono alcune regole, chiaro. ma sono semplici.
chi ha scritto nanein-cucatta lo ha fatto in maniera davvero egregia.
per i detti. mia nonna ne diceva uno che non ho mai più sentito. e che è tipico della zona pre-collinare di modena:
chi-gh'n'ha, l'è di rangoun,
chi-n-gh'n'ha, l'è di caioun.
o, se vi piacciono le zirudelle, ho una persona 93nne, ancora lucidissima che ne conosce a baius. sempre della zona di pozza/fiorano.
PS.
come diceva giulio bertoni, il dialetto non si divide, in emilia, in modo verticale (ovvero per province, anche se...), ma in modo orizzontale. ovvero quello della bassa, quello "cittadino" (e aggingerei l'arioso per modena) e quello della montagna.
se vi interessa vi riprendo alcni testi anche solo per la grafia dei suoni.
ma chi scrive "s'ciafoun" credo abbia buone conoscenze (altri a modena e in altre zone, tipo in romagna, lo esprimo s-ciafoun").
e per chi vuole davvero divertirsi col dialetto, consiglio di andare alla delfini e fotocopiare (non lo danno in prestito)
La storia dal magoun
di Celo da San Stein (al secolo marcello morselli).
topic più bello del forum!
ottimo!
p.s. finchè ci sono...sapete anche se in qualche libreria di modena vendano un italiano-dialetto modenese e viceversa?
Il Nerz
22-02-2008, 18: 37
topic più bello del forum!
ottimo!
p.s. finchè ci sono...sapete anche se in qualche libreria di modena vendano un italiano-dialetto modenese e viceversa?
L'unico che conosco bene è:
A. Neri, Vocabolario del dialetto modenese, Forni Editore, 1981.
Non credo sia in vendita, ma chi me l'ha passato dice che può essere acquistato direttamente presso la casa editrice, che si trova a Sala Bolognese. Credo sia rintracciabile su internet.
L'autore è di Vignola, io sinceramente non sono in grado di cogliere eventuali scarti rispetto al modenese "cittadino".
Apro una pagina a caso:
"Cuntèr com al du ed capp quand brescla l'è bastòun"
tresette
22-02-2008, 19: 02
Nella Bassa c'è un volume di Piero Gigli che racchiude le parole dialettali.
Negli ultimi anni sono poi uscite pubblicazioni della Cdl (Pippo e Tanaia hanno conosciuto l'editore) che partendo dai detti dialettali ripercorre la storia e le usanze della mia terra
blablandina come amadei
22-02-2008, 19: 41
am pies cal thread chè
partigiano
22-02-2008, 21: 12
ma pensa te...
FER BARACA, che usiamo per dire fare baldoria, bisboccia, ecc., non viene da baracca, intesa come osteria, ma deriva dall'arabo "baragà" (che vuol dire 'mangiare lautamente'). Dall'arabo il termine è passato allo spagnolo e trasformato in "barajar" e poi arrivato da noi nel 1600 al seguito delle truppe spagnole dove, trasformato in baraca, è rimasto nel nostro dialetto.
Dalla stessa radice 'sbarachèda' (grande mangiata) e 'sbaracadòr' (chi ha l'abitudine di partecipare a cene o pranzi dove si mangia in abbondanza)
partigiano
22-02-2008, 21: 14
l'ho visto adesso, perchè sto sfogliando il libro di Ugo Preti e Roberto Vaccari, Folklore e tradizione nei detti modenesi, pubblicato a Modena nel 1975.
partigiano
22-02-2008, 21: 18
questa non l'ho mai sentita: ANDER IN GOGA E MAGOGA. Il detto era molto usato dai modenesi fino all'inizio del secolo, ed ha origine dai brani biblici dell'Apocalisse, in cui si parla dell'ultimo combattimento tra le forze del bene e quelle del male.
ecco un passaggio del libro di morselli
"An e anorum a scupié 'na guera
ona del tanti tra Bulégna e Modna,
e come i teimp antigh a sucediva
i div ed l'Olimpo e anch quelch diva,
i-s'divertiven a gnir a tor el pert
ed l'un o l'eter di du cuntindeint,
a secand che la gh'gireva in ch'al mumeint.
Acsè è suces che Apollo, Marte e Vener,
chi s'eren mes cun Modna e coi mudnes,
i-s truvén a durmir in d'n'osteria
ch'l'è a la man dretta entrand in Castelfranch.
Per a-n-der trop in d'l'oç a tot chi lanz
e a ch'l'etra suldadaia ch'l'era in gir,
la diva Vener la s'era travestida
cun breghi a sbof, capel piumé e farsat,
che t'l'arés tolta per un garzunat.
A dirla s'ceta a l'ost a gh'vins un dobi
in dal vader ch'la guanza alabastreina,
i cavì a bachel, l'oç trop languidat
e la baca a sresa purpureina.
Tre cos al mand nisun ha mai fermè:
l'amor, al scagai e la curiosité.
Tant'è vera che la mateina dap
l'ost, ch'l'era sguerz, petaghel e bulgnes,
al va a l'os d'la cambra dal ragaz
e al mat l'oç al bus d'la ciavadura,
propria in dal meinter che la diva Vener
la tira el gamb de-d-sata al piumoun
e la s'lasa blisgher zò dal paioun.
Svelta la cor in sò la pataina
fata ed merlat e batisteina fina
mitand in mastra di particoler
che anca vò a fé prest a imaginer.
...
La-n'è menga roba da tot i dè
pser vader Vener in desabigliè!
......
Mè a v'al degh, mo la n'è gnanch da crader,
davanti a ch'la visioun spetacoler
l'ost l'è armes incantè sol da l'umbreghel.
E a dirla s'ceta a gh'era la ragioun:
picol, apeina rilevè, rutand,
miracol ed cesel, d'architetura,
d'invenzioun, armonia e cumpusizioun;
cap d'ovra ch'al pol fer sol la natura
quand la n'ha voia e quand la dis daboun.
Con i oç ancara pin ed ch'la visioun,
l'ost al cors ed vuleda zò in cuseina,
e per paura ed pserla descurder,
al tols d'in dal tuler un pò d'pastleina,
al gh'mitè in dal mez un pzigh ed pest,
al pighè la pastleina in diagonel,
al s'la girè in dal di come un anel.
al le sfilé e al guardé s'l'era gnù bein.
e ades s'a-vli, ciamela por furtuna:
seinza saverel ch'l'ost ed la malora
acsè per ches l'iva inventè al turtlein!
Bela forza, anca mè a srev stè boun;
cun qual ch'l'ha vest, set tè che ispirazioun!!!
topic più bello del forum!
ottimo!
p.s. finchè ci sono...sapete anche se in qualche libreria di modena vendano un italiano-dialetto modenese e viceversa?
L'unico che conosco bene è:
A. Neri, Vocabolario del dialetto modenese, Forni Editore, 1981.
Non credo sia in vendita, ma chi me l'ha passato dice che può essere acquistato direttamente presso la casa editrice, che si trova a Sala Bolognese. Credo sia rintracciabile su internet.
L'autore è di Vignola, io sinceramente non sono in grado di cogliere eventuali scarti rispetto al modenese "cittadino".
Apro una pagina a caso:
"Cuntèr com al du ed capp quand brescla l'è bastòun"
direi che il miglior vocabolario sia:
*Vocabolario modenese-italiano / compilato dal prof. Ernesto Maranesi. - Rist. anast. dell'ed. 1893 coi tipi della Società tipografica-Antica-tipografia Soliani, ora Mucchi editore. - Modena : Mucchi, \1997!. - XXIII, 448 p. ; 29 cm.
che è stato ripreso da questo:
*Vocabolario modenese-italiano / compilato dal prof. Pietro Maranesi ; coadiuvato, per il riscontro della lingua parlata fiorentina, dal prof. Pietro Papini. Disp. 12-26. - Modena : Tip. Della Società Tipografica Antica Tip. Soliani, 1893. - 4. p. 89-208. ((CENT. 10 la dispensa.
non so se verrà ristampato.
poi c'è quello di Sandro Bellei: "Dizionario Enciclopedico del Dialetto Modenese" (costoso).
quello di attilio neri è bello anche per le citazioni (tra l'altro è il figlio di nettore, poeta romagnolo abbastanza noto).
segnalo poi un bellissimo libretto sui "false friends" dialettali.
il tempo di trovarlo...
questo doppio sonetto è di flaminio modena, comparso su "il Borso d'Este" per il natale del 1904, ad opera di flaminio modena (Miss Tucheina - si noti lo speudonimo, soprattutto per quelli di una certa età). questa è la forma del dialetto nel quale si sono cimentati i migliori autori dalla fine del 1800 alla metà del secolo scorso. dalle varie pubblicazioni (giornali dell'epoca, ma anche libri, come quello di Arginelli) ne ho parecchie centinaia.
NADEL
In ca’ d’un sgnor
Sgagèv Tugnina a plèr chi du capon
ch’a-j’ho da fèr al pést per i turtlein,
perparè la stagneda pr’i zampon,
e dapp pistèm la chèrna e i figadein.
E vo, Iusef, csa fèv con ch’al stergion?
andè in curtil, ciapè du pulastrein….
per la fruta, pr’al frétt e pr’i bumbon,
l’è méi asptèr ch’a-s leva al padrunzein.
Intant ch’a vag in piaza pr’i liquor,
purtem zo dal graner tri o quater zoch
ed chi piò gross, e sèch ch’i brusen prest.
Andamm, ragazz, zerchèm ed fèrs unor,
ch’la sia ‘na zeina propria con i fioch,
s’a vlomm che dapp i-s dagh’n el boni fest.
In ca’ d’un puvrett
Lassem cusir st’el mèzi sol, Ruseina,
a piant sti sovertach e a-j-ho finì:
cun quel ch’a ciap, a-gh s’rà da fer cuseina
da impier al fogh, da fer Nadel cumpì.
T’èt fata der el mnester stamattina?
ala parochia al pan l’hani spartì?
Mo alora con du artai l’è fat la zeina,
e a-gh vanza i sold pr’un léter, m’et capì?
Povra cécca , a vad bein t’e-n n’è cunteinta!
csa vot? A-m vin da pianzer anch’a me,
s’a peins a cla puteina acsè desgrazieda!
Già che i ragazz j-en zò da la Clemeinta,
va a vader a l’uspdel sl’ha migliurè,
e portegh bein, puvreina, un pcon d’spungheda.
Al mé ritrat
Me a son al Sugaman e-ch’sta in cusena,
impiché atach a un ciold int’un canton,
fat, senza fotti, ed tela casalena
ch’a sugh e a spaz, mo senza simiton.
A-m’in stagh semper là , come in vedrena
e tott al giorn a sugh serv e padron,
fin ch’a finess pr’ander ‘na quelch matena
cun d’l’etra roba sporca int’al casson.
Mo quand a-m tos in man la bugadera
e l’a-m sternacia cun chi bèe diden,
quand la me strecca stand in znocc per tera
fin ch’a sia pulì come un ruben,
a son feliz almanch ‘na mezz’urtena
d’esser al sugaman e-ch sta in cusena.
Questo sonetto è tratto da “Tela casalena”, di Giuseppe Vellani (al Sugaman). Questa opera in versi, edita dallo Stuffler dopo la sua morte avvenuta nel 1911 (era nato a Modena nel 1872). Il sonetto che segue è ancora attuale per chi come il sottoscritto naviga intorno ai 40 anni e, come tanti, ha vissuto la sua adolescenza per le strade.
Tott i-gh’han al so sant.
L’era un scavazacoll, ‘na scherpa alzera,
une d’chi lazaron ca vin so incoo,
che nott e dè al studiava la manera
ed fer murir d’disperazion i soo.
In dal curtil, per streda, sta galera
al turminteva vècc e ragazzo.
E cun la sframbla l’avre ratt vluntera
tott i lampion ch’tin fora i’arvindroo.
L’etra sira, però, cl’iva sbraghèe
al lampion d’un budgher, a g’arrivé
‘na sfilza d’scupazzon propria ben dèe.
Inn’eren sacrosant infin cha s’vol?
Mo eppur, per feres grand, ach fò chi gè:
- Bela forza picer un ragazzol!... -
e poi basta sennò scrivo solo io.
preferirei contributi di altri.
il bazza
23-02-2008, 11: 57
qualcuno ricorda una storiella che parlava di un certo "pirein pimp'ata", dove in mezzo c'era una cantilena che faceva: "le mort,le mort, al poza com'un porch...."
la raccontava il mio povero nonno, ma ricordo purtroppo poco......
sflinga
23-02-2008, 12: 39
fat tri fetti, bav un pistoun
e st'è na pegra et divent un leoun
non mi ricordo cos'era, forse lo slogan di un venditore di cudghein, o forse una pubblicità progresso pro consumo di zampone e lambro.
scusate gli errori di scrittura
vein d'un de'.
furmai d'un an
e una vecia ed vinzinc an in dal let.
Sul forum vedo spesso vocaboli come togo, cabò e bacucco. A parte Tanaia chi è che sa dirmi significato e derivazione?
Sul forum vedo spesso vocaboli come togo, cabò e bacucco. A parte Tanaia chi è che sa dirmi significato e derivazione?
cabo'l'aveva spiegata partigiano nell'altro forum.
mi sembra che derivi dall'ebraico.
partigiano
24-02-2008, 20: 52
ne approfitto per segnalare il libro di Luisa Modena, Il dialetto del ghetto di modena e dintorni, pubblicato dal Fiorino nel 2001, che affronta tra le altre cose anche la presenza di voci giudaiche nel dialetto modenese. Ad esempio hanno radici ebraiche le parole dialettali 'bacàier' per dire chi chiacchera a voce alta; 'bacòcch' per dire vecchio rimbecillito; 'peoden' per le basette; 'togo' per bello; 'cabò' per dire fuga; 'parpaia' farfalla.
trivèla
08-05-2008, 16: 18
Onore alla Ghirlandina..... Tgnìv strècch a c'la piopa pianteda in'dlumbrèghel ed Modna cl'as' ciama Ghirlandeina, così dice sempre Sandrone.
Drètta, impaleda,
èlta, slanzeda,
la-s dirèv nèda da 'na sassèda ch'la birichèina d'la Ghirlandeina,
ch'la fà la bleina sira e matèina !
E sè ch'lè un bris ch'l'hà i cavii gris,
mò a gh'è indavis d' esser ancarà un sfris !
E lèe l' incanta,
lèe la descanta e a per ch'la's vanta ed tòtt qui ch'la canta!
Ascolta al me ambròs ,
beda al me spòs,
incòo in dal ròs,
d'man in dal nòs!
Se in dal me còr, puvràtt al sgnor,
tòt l'è un amor basta a-n sn'intor !
S'la t'và a fasòl cuma la vin tòl...
Piov o a ghè al sol la và a chi pol !
Viva ch'la scorza ch'lè la me forza,
mèrem ch'al smorza,
mèrem ch'al rinforza...
E al campanoun,
sord e bruntloun al- gh-dà ragioun,
Sintiv? don.... don.....
Chiedo la consulenza di Tanaia per come è scritta, cmq l'ho copiata come era.
canna-rina
08-05-2008, 20: 59
I miei mi cantavano sempre (scritto un po´come mi pare, uso anche lettere tedesche...)
"Nanäin, cucàtta
la mè mâma l'è andèda a màssa
al papà l' è andè a sasòl
par cumprèr un bel sibiòl
al sibiòl sünèva tròp
e la mâma l'ha fàt al gnoc
al papà l'ha magnèe tòtt
e la mâma l'al ga dê di...PÖGNI!"
p.s. sacànd me a 's scrèvv dialàtt...
Dialatt mudnes giusto
Sassol Sassuolo
Secand me a se...
canna-rina
08-05-2008, 21: 36
Il bavarese mi sta influenzando molto, però va detto che alcuni espedienti fonetici son poi comodi eh...
ah, c'era anche una bella canzone, Ghirlandèina vêta mia, chi se la ricorda tutta?
Luciano-Svizzero
08-05-2008, 21: 38
Il bavarese mi sta influenzando molto, però va detto che alcuni espedienti fonetici son poi comodi eh...
ah, c'era anche una bella canzone, Ghirlandèina vêta mia, chi se la ricorda tutta?
Mi' nonà!
trivèla
08-05-2008, 22: 04
Cùma t’è bèla, chèra Ghirlandèina,
Te pèr un quel d’insàni, una vision!
Bianca, in tla préma lus ed la matèina,
Et pèr un’urazioun.
Rit. Ghirlandèina, véta mia,
T’è por bèla, acsè t’em piès!
Vè che tarr! Che meravia!
Ciàpa, to’, ch’at bott un bès!
Bianca, slanzèda, cun la punta al zél
Al campanoun ch’al t’fa totta termer
Guardian piò vigilant e piò fedel
An gh’è dobbi cater
Dal bianchi balaostri, pò… che vésta!
La zitè satta, i mont e al mèr luntan
Du fiom lusent, i camp in bèla vésta:
La tèra di zemiàn.
Come sei bella, cara Ghirlandina,
Mi sembri un sogno, una visione!
Bianca, nelle prime ore della mattina,
Sembri una preghiera.
Rit. Ghirlandina, vita mia,
Sei proprio bella, come mi piaci!
Guarda che torre! Che meraviglia!
Prendi, to’, che ti butto un bacio!
Bianca slanciata, con la punta al cielo
Il campanone che ti fa tremare tutta
Guardiano più vigilante e più fedele
Senza dubbio non si trova.
Dalle bianche balaustre, poi.. che vista!
La città sotto, i monti e il mare lontano
Due fiumi lucenti, i campi in bella vista:
La terra dei geminiani.
non sono la nonna di Luciano :sorriso:
canna-rina
08-05-2008, 22: 06
Trivèla, ti adoro!
La metto nella mia presentazione di mercoledì...
p.s. mercoledì mia prima lezione su Modena alla gioventù austriaca e bavarese.
C'è pure un alemannisch a dire il vero, ma ok.
trivèla
08-05-2008, 22: 21
per an fer dal discussioun con la canna-rina a sun a dispusizioun!!!!
http://img232.imageshack.us/img232/7032/alim0011gb7.th.jpg (http://img232.imageshack.us/my.php?image=alim0011gb7.jpg)
partigiano
09-05-2008, 18: 32
mio padre recita spesso a mia madre il seguente ritornello: ma và a caghèr in mez un elta! Mi sono sempre chiesto come si fa...
trivèla
09-05-2008, 20: 20
Chi bèin bàv bèin al dòrem.
Chi bèin dòrem al mel a'n'ghe pèinsa e mel a'n'fà.
Chi mel a'n'fà in Paradis l'andrà.
Alora bvi bvi che in paradis andri!!!
bellissime queste cose...
Ma vorremmo tralasciare il più grande di tutti??
PAR UN PIR UN POM UN PERSEGH, PAR NA BROGNA E NA RUMLEINA, NUETER A SAM DLA GHIRLANDEINA, NUETER A SAM DA RISPETER!!!
:metal:
trivèla
11-05-2008, 11: 29
L' òv e la galèina
Qui ch'la sàn lònga, ch'an studièe, i artèsta,
i disen tòtt che l'òv al sia,
in natura,
"l'opera la più intensa, la più pura",
ch'as sia mai vèsta.
A gh' èra ed còo al giurnel de stamatèina,
- a dis nà galèina-
Mo, chi l' avrèv mai dètt che un lavòr acsè bèl al fòssa frut dal mèe zervèl,
o, meglio ancora,
ed c'lèter arnès ch'as dròva a màttrel fòra!!!
Benedetto Benedetti
trivèla
14-05-2008, 17: 20
Torta da spos
(rizèta per campèr bèin)
Dòunca, n'à bèla zamna' a-gh vòl 'd buntè,
ed cativèria sol 'na gratadèina,
dal bòun sèins mitigh'n a volontè,
e cuminciè a stemprèr in 'na terèina.
A pòch a pòch a gh'è po da zuntèr amor e onestè a profusiòun.
Ed pazinzia a gh'in vol un bèl cucèr;
intant l'è già dvintè un bèl pastòun.
L' unt ed gàmet a-gh vòl per cundimèint,
per indùlzirel dò caràz e un bès,
suris d'un ragazòl per ornamèint,
e infin per alvador a-gh vol la pes.
Edda Panini Leoni
per chi non lo sa, una zamna è una presa a due mani, una grossa manciata.
trivèla
14-05-2008, 21: 40
La Zaclòuna
La me cà la vol spazèda,
ma an gh'ho brisa la granèda,
bisgnarèv sùgher i piàt mo an gh'ho gn'anch al buràz,
e pò a gh'àrev da stèrger el scràn mo sa dròvia al màn?
Adès a cùs al rùdel, ma an gh'ho la gàcia e gn'anch al didèl,
a srà mèi ca fàga da disnèr che mezdè al stà per sunèr,
a fagh subèt al sufrèt,
mo an min'và òna per al drèt,
ann'ho mènga tòlt al lèrd cum'a faghia ades ch'lè tèrd?
e pò am'vlìva di fasoo,
'dla pasta,
anch'al pan an nè brìsa a basta,
oddìo,
a gh'è bèle me mari,
allora a vagh a lèt,
Dio che mèl a la tèsta,
che fèvra am'vìn a doss,
e che brìvid in'di oss,
acsè da magnèr al'min fa lò,
e dap a m'alvarò a magnèr al rèst,
perchè a guarìr a fagh prèst,
e s'al fòsa ed malavòia,
e al dvès magnèr la fòia?
lò a''m'darà 'na battùda,
e mè agh'darò la ricèvuda !!!!!!
trivèla
20-05-2008, 11: 03
La pòpla
Incò a'gh'è dal sorpresi,
come quand ed vo quel e pò et pegh al spesi,
A degh ch'a vad un bel ghignein,
propria 'na pòpla,
cla sta tòta cumposta in n'autobus cl'è n'opla
causa al giiaz cal le sposta
e me a la guerd a mod un boun quert d'ora,
incantè dal profil da maduneina:
'na pòpla, ecco, Dio la stradora, sutila, delicheda, zivileina.
Infati, quand infin la's leva sò,
sicurameinit stuneda dal so e zò,
la vera la bucheina rococò
e tot a psam sintìr al sò bla bla
da fer invedia a un dla legion straniera:
òna bièstama sàca e buonasera!
Giancarlo Montanari
trivèla
29-05-2008, 17: 56
La Trivèla
I m'an dètt che la Trivèla
l' è 'na bèla Associaziòun.
democratica, a la man
e ch' la dà sudisfaziòun!
I so sòzi i scrèv'n in vèrs e,
sicàm i èin tòtt zemian,
i te scrèven in dialàtt,
cal dialàtt ch'an s' è mai pèrs.
E va bèin.., anca mè, alora
che dò rèm a màtt in cròs,
andrò là da cla Giuria
a fèr sèinter la mèe vòs.
Ma me vràni? em scultaràni?
an sò tòr 'na decisioun.
E s'i rèden? s'i me schèrten?
che figura da poch bòun!
Mo va là, a vòi tintèr,
l'an srà pò la fin dal mànd
che, 'na volta ràtt al giaz,
andrò avanti fin in fànd.
S'i m'acèt' n a sòun a post,
s'in me vòl'n a dirò acsè:
" I mè sgnòr, tgnim chè listàs,
tgnim listàs anca mè chè,
che, s'an sò, come chi èter,
dir s'as pròva dèint'r al còr,
a prò sèimper bat'r el man
ai piò brèv ch'is fan unòr!"
Marta Bossetti Baldacci
trivèla
04-06-2008, 13: 04
La Dèlusioun
A Modna a sè sta bèin, an ghè gnint da fèr,
mèi che in muntagna e mèi che al mèr,
In di sit atorna a Modna a ghè tot,
dalla maglieria al matonèl, la mecanica,
l'asè balsamich, al furmai grana, al srèsi,
la langoria, la murtadèla, al pèrsot, al zàmpoun,
i turtlein e al lambrosch clè un gran vèin boun.
Oltre a tota sta roba, a g'am di mecanic
chi fan i pè al masch dal gran chi èn brèv.
Ma qual ca gam ed piò important lè la Ferrari chi fan a Maranèl.
Tot i volén savèr gl' ultmi nuvitè e per savèrli da ogni pèrt dal mand i vinèn chè.
Infati l'étèr dè è gnu un zuvnot fora dall' autostrèda
e guardandèm in di oc al me dmandè:
"vaghia bèin per la Bruseda?"
canna-rina
06-06-2008, 18: 27
ho trovato questo, che commozione! video...Ghirlandèina (http://it.youtube.com/watch?v=H2vFRvcFVRo&feature=related)
trivèla
06-06-2008, 19: 29
Video Super, brava Canna-rina :clap1::clap1:
Dialetto
In casa nostra si è sempre parlato il dialetto, una parola italiana veniva letta come una presa in giro, uno scherno, una offesa, detta magari in tono sarcastico. Il dialetto, come il latino, in pochissime parole dice tutto, l'italiano è ridondante, retorico, non essenziale, fondamentalmente una lingua di supporto che rimarrà nei testi letterari, ma non certo nell'uso quotidiano, tanto piu' che già ora è mescolata con altre lingue, minoritaria, sovvertita nella sua struttura
"mo pensa te"a lesignana.:ahahahha:
LA NEVLA http://www.youtube.com/watch?v=_2TZoU59-BI
pregasi cambiare dialet con dialat
e due "t" finali sarebbe meglio
SUPERCALDAIA
01-08-2008, 15: 14
ho trovato questo, che commozione! video...Ghirlandèina (http://it.youtube.com/watch?v=H2vFRvcFVRo&feature=related)
Cùma t’è bèla, chèra Ghirlandèina,
Te pèr un quel d’insàni, una vision!
Bianca, in tla préma lus ed la matèina,
Te pèr un’urazioun.
Ghirlandèina, véta mia,
T’è por bèla, csa t’em piès!
Vè che tarr! Che maravia!
Ciàpa, to’, ch’at bott un bès!
Bianca, slanzèda, cun la punta al zél
Al campanoun ch’al t’fa totta termer
Guardian piò vigilant e piò fedel
An gh’è dobbi cater
Dal bianchi balaostri, pò… che vésta!
La zitè satta, i mont e al mèr luntan
Du fiom lusent, i camp in bèla vésta:
La tèra di zemiàn.
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