pippo
24-10-2008, 15: 43
Partigiano... hai un'idea di chi possa essere costui, che fu tra i dirigenti del Modena tra il 20 e il 22?
Io l'unico Cabassi Emilio che ho trovato è questo citato qui.
http://www.voce.it/edicola/index.html?section=articolo&id=254&artid=8204
IL RICORDO - Quel 22 aprile in cui liberammo la città
di Oliviero Saetti*
Il giorno 22 aprile 1945 Carpi fu liberata a furor di popolo armato. Per le contrade di Carpi, per le strade e nelle frazioni, uomini e donne - molti armati - si sono adoperati per cacciare i Tedeschi. Nelle vicinanze del parco delle Rimembranze, quella mattina ci fu uno scontro a fuoco e i Tedeschi ebbero la peggio, fuggendo.
Quando la Brigata "Diavolo" arrivò a Carpi, la città era già liberata.
Dopo la Brigata "Diavolo" arrivarono gli Americani i quali diedero il comando per l'ordine al comandante della Brigata "Diavolo" Giambattista Tapparelli, il quale fu incaricato di disarmare tutti quelli che possedevano armi.
Ricordo che alcuni giorni prima del 22, io e il presidente del Cln, Emilio Cabassi, decidemmo di accettare la proposta della Guardia di Finanza: 12 uomini in tutto per il loro passaggio armi e bagagli nella Brigata. Io e Vladimiro Ruozi, in bicicletta, ci recammo a casa del partigiano Camellini, a Limidi, e da lì ci recammo, sempre in bicicletta e preceduti dalla staffetta Olema Righi che ci condusse al comando della Brigata, a casa di "Sfilza" (così lo chiamavano: credo che il suo vero nome fosse Valter Vaccari o Ascari). Ci incontrammo con "Zeta", nome di battaglia di Tapparelli e l'accordo fu preso: i 12 finanzieri dovevano partire da Carpi, dal loro comando che era nell'albergo tre Corone, per Soliera, attraversando i campi la notte del 22 aprile. Cosa che non avvenne, perché il 22 aprile ci fu la Liberazione e i finanzieri rimasero al loro posto.
Mi ricordo in particolare il giorno 23, con la piazza piena di gente, alcuni personaggi parlano ai manifestanti dal balcone del Comune e di questi uno fu il dottor Colli, arrivato a Carpi dopo essere stato liberato dalle Brigate Nere. Mentre parlava dal balcone del Municipio, il dottor Colli aveva al suo fianco il partigiano che lo aveva liberato, che aveva il nome di battaglia di "Topo". Da quel balcone parlò anche don Zeno, dicendo alla massa di gente che l'ascoltava queste parole: Fèe du mùcc (fate due mucchi).
Dopo pochi giorni fu eletto il Consiglio comunale, con il presidente Emilio Cabassi, democristiano, e assessori e consiglieri dei diversi partiti Dc, Pci, Psi, Partito d'Azione. Questo Consiglio amministrò Carpi fino alle elezioni che si svolsero nel 1946.
* classe 1914, unico vivente del Cln di Carpi
Idee? suggerimenti?
Io l'unico Cabassi Emilio che ho trovato è questo citato qui.
http://www.voce.it/edicola/index.html?section=articolo&id=254&artid=8204
IL RICORDO - Quel 22 aprile in cui liberammo la città
di Oliviero Saetti*
Il giorno 22 aprile 1945 Carpi fu liberata a furor di popolo armato. Per le contrade di Carpi, per le strade e nelle frazioni, uomini e donne - molti armati - si sono adoperati per cacciare i Tedeschi. Nelle vicinanze del parco delle Rimembranze, quella mattina ci fu uno scontro a fuoco e i Tedeschi ebbero la peggio, fuggendo.
Quando la Brigata "Diavolo" arrivò a Carpi, la città era già liberata.
Dopo la Brigata "Diavolo" arrivarono gli Americani i quali diedero il comando per l'ordine al comandante della Brigata "Diavolo" Giambattista Tapparelli, il quale fu incaricato di disarmare tutti quelli che possedevano armi.
Ricordo che alcuni giorni prima del 22, io e il presidente del Cln, Emilio Cabassi, decidemmo di accettare la proposta della Guardia di Finanza: 12 uomini in tutto per il loro passaggio armi e bagagli nella Brigata. Io e Vladimiro Ruozi, in bicicletta, ci recammo a casa del partigiano Camellini, a Limidi, e da lì ci recammo, sempre in bicicletta e preceduti dalla staffetta Olema Righi che ci condusse al comando della Brigata, a casa di "Sfilza" (così lo chiamavano: credo che il suo vero nome fosse Valter Vaccari o Ascari). Ci incontrammo con "Zeta", nome di battaglia di Tapparelli e l'accordo fu preso: i 12 finanzieri dovevano partire da Carpi, dal loro comando che era nell'albergo tre Corone, per Soliera, attraversando i campi la notte del 22 aprile. Cosa che non avvenne, perché il 22 aprile ci fu la Liberazione e i finanzieri rimasero al loro posto.
Mi ricordo in particolare il giorno 23, con la piazza piena di gente, alcuni personaggi parlano ai manifestanti dal balcone del Comune e di questi uno fu il dottor Colli, arrivato a Carpi dopo essere stato liberato dalle Brigate Nere. Mentre parlava dal balcone del Municipio, il dottor Colli aveva al suo fianco il partigiano che lo aveva liberato, che aveva il nome di battaglia di "Topo". Da quel balcone parlò anche don Zeno, dicendo alla massa di gente che l'ascoltava queste parole: Fèe du mùcc (fate due mucchi).
Dopo pochi giorni fu eletto il Consiglio comunale, con il presidente Emilio Cabassi, democristiano, e assessori e consiglieri dei diversi partiti Dc, Pci, Psi, Partito d'Azione. Questo Consiglio amministrò Carpi fino alle elezioni che si svolsero nel 1946.
* classe 1914, unico vivente del Cln di Carpi
Idee? suggerimenti?