Visualizza Versione Completa : [Foto Storiche] Modena & Provincia
angelo schiavio
28-08-2011, 01: 07
MODENA - Via Emilia, Piazza Muratori, animata, 1900 circa.
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angelo schiavio
28-08-2011, 01: 09
Modena città - giardino pubblico:
http://img225.imageshack.us/img225/3897/94720521.th.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/225/94720521.jpg/)
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angelo schiavio
28-08-2011, 01: 18
Modena (Palazzo Borsari?):
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trivèla
03-09-2011, 10: 34
1930 - Lavori di abbattimento tra via Albinelli e via Mondadora per la costruzione del mercato coperto.
http://img706.imageshack.us/img706/7707/1930lavoridiabbattiment.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/706/1930lavoridiabbattiment.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
03-09-2011, 10: 39
1931 - Il mercato di via Albinelli in costruzione.
http://img684.imageshack.us/img684/5944/1931mercatocopertodivia.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/684/1931mercatocopertodivia.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
03-09-2011, 10: 42
1931 - 28 ottobre, inaugurazione del mercato coperto di via Albinelli, al centro il Sindaco Sandonnino.
http://img263.imageshack.us/img263/3086/193128ottobreinaugurazi.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/263/193128ottobreinaugurazi.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
03-09-2011, 10: 44
1931 - Mercato coperto di via Albinelli, i banchi del pesce.
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trivèla
03-09-2011, 10: 46
1931 - Mercato coperto di via Albinelli, venditori in posa.
http://img268.imageshack.us/img268/5944/1931mercatocopertodivia.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/268/1931mercatocopertodivia.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
03-09-2011, 10: 49
1931 - 28 ottobre, inaugurazione del mercato coperto di via Albinelli.
http://img26.imageshack.us/img26/3086/193128ottobreinaugurazi.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/26/193128ottobreinaugurazi.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
03-09-2011, 10: 50
1931 - Mercato coperto di via Albinelli, la pulizia alla chiusura.
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trivèla
03-09-2011, 10: 54
1931 - La statua del Graziosi " La portatrice di frutta" degli anni 20 sulla fontana al centro del mercato, si dice che sia stata posizionata sopra ad un antico pozzo rasoio.
http://img834.imageshack.us/img834/1980/mercatocopertodiviaalbi.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/834/mercatocopertodiviaalbi.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
03-09-2011, 10: 56
Mercato coperto di via Albinelli, un giovane venditore alle prese con una Stadera, sarà precisa?
http://img853.imageshack.us/img853/1980/mercatocopertodiviaalbi.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/853/mercatocopertodiviaalbi.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
03-09-2011, 11: 19
ma secànd tè?
era volutamente ironico il testo, ma di spirito e volontà lo era sicuramente.
trivèla
09-09-2011, 12: 52
1915 - Arcivescovado, Il primo fu costruito dal Vescovo Teodosio successore di San Geminiano nel IV secolo, nel periodo di costruzione del duomo (XI secolo) fu riedificato e rimase unito alla fiancata sud del duomo fino al 1898.
http://img196.imageshack.us/img196/7811/arcivescovadoprimadeire.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/196/arcivescovadoprimadeire.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
18.15 Griffin's Crew
09-09-2011, 12: 55
Belle le foto del mercato: una delle poche cose rimaste invariate nei decenni!
18.15 Griffin's Crew
09-09-2011, 12: 57
Questa foto secondo me è più recente, notasi la copertura e l'illuminazione.
1931 - La statua del Graziosi " La portatrice di frutta" degli anni 20 sulla fontana al centro del mercato, si dice che sia stata posizionata sopra ad un antico pozzo rasoio.
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trivèla
09-09-2011, 12: 58
1938 - L'Arcivescovado dopo i lavori di restauro, all'esterno è stata tolta l'intonacatura e portato faccia a vista.
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trivèla
09-09-2011, 13: 05
Griffin's, vero , anche le cassette sotto al banco sembrano di plastica, cmq mi sono fidato della data riportata sulla foto anche perchè l'argomento era la fontana.
trivèla
09-09-2011, 13: 07
1937 - L'Arcivescovado restaurato lato Canalchiaro.
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trivèla
09-09-2011, 13: 09
1937 - L'arcivescovado lato Canalchiaro e Piazza Grande.
http://img641.imageshack.us/img641/6894/arcivescovadolatocchiar.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/641/arcivescovadolatocchiar.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
09-09-2011, 13: 11
1939 - Novembre, incidente sotto al voltone dell'Arcivescovado.
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trivèla
09-09-2011, 13: 16
13 maggio 1944 - L 'Arcivescovado colpito da una bomba che non esplode e di rimbalzo colpisce la Porta dei principi del Duomo distruggendo l'affresco che si trovava nella nicchia.
http://img69.imageshack.us/img69/9222/arcivescovadoedirimbalz.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/69/arcivescovadoedirimbalz.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
dagialloblu
09-09-2011, 13: 17
bellissime foto!
trivèla
12-09-2011, 21: 23
1900 - Corso Duomo con i banchi del fustagno.
http://img856.imageshack.us/img856/4782/1900corsoduomoconibanch.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/856/1900corsoduomoconibanch.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
12-09-2011, 21: 25
1906 - Corso Duomo
http://img809.imageshack.us/img809/6504/1906corsoduomo.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/809/1906corsoduomo.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
12-09-2011, 21: 27
1935 - Corso Duomo.
http://img692.imageshack.us/img692/9334/1935corsoduomo.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/692/1935corsoduomo.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
12-09-2011, 21: 30
1937 - Corso Duomo angolo via S.eufemia con il negozio di Armando Modena che per tutti i Modenesi era - Mùdnatta -
C'è anche il banchetto dei limoni che ha resistito fino agli anni 60.
http://img37.imageshack.us/img37/5049/1937corsoduomoangolovia.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/37/1937corsoduomoangolovia.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
12-09-2011, 21: 36
1942 - Corso Duomo con i camion che trasportano il grano degli orti di guerra in piazza Grande per la trebbia.
http://img585.imageshack.us/img585/4166/1942corsoduomoconicamio.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/585/1942corsoduomoconicamio.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
19-09-2011, 22: 27
1906 - Corso Duomo, Vittorio Emanuele III in visita al Duomo.
http://img641.imageshack.us/img641/9343/1906ilrevittorioemanuel.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/641/1906ilrevittorioemanuel.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
19-09-2011, 22: 30
1906 - Corso Duomo, celebrazione del VIII centenario della costruzione del Duomo.
http://img508.imageshack.us/img508/9434/ottavocentenariodelduom.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/508/ottavocentenariodelduom.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
19-09-2011, 22: 33
1949 - Corso Duomo, l'edicola Panini.
http://img821.imageshack.us/img821/7729/edicoladeifratellipanin.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/821/edicoladeifratellipanin.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
malandrino
20-09-2011, 08: 20
Scusa trivèla ma la foto è dei primi anni 50 dato che il film in programma all'odeon (inferno bianco) è del 52. resta il fatto che sono foto FANTASTICHE grazie trivèla
trivèla
20-09-2011, 10: 09
Grazie per la precisazione Malandrino, ho controllato meglio, la data era riferita all' edicola vecchia che si vede nella pagina precedente (Corso Duomo con i banchi del fustagno) ammodernata nel 1949 dai fratelli Panini, evidentemente (vedi il film) la foto è successiva.
13 maggio 1944 - L 'Arcivescovado colpito da una bomba che non esplode e di rimbalzo colpisce la Porta dei principi del Duomo distruggendo l'affresco che si trovava nella nicchia.
http://img69.imageshack.us/img69/9222/arcivescovadoedirimbalz.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/69/arcivescovadoedirimbalz.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
Trivèla cosa sono i casottini in mezzo alla piazza? Grazie
18.15 Griffin's Crew
22-09-2011, 15: 31
13 maggio 1944 - L 'Arcivescovado colpito da una bomba che non esplode e di rimbalzo colpisce la Porta dei principi del Duomo distruggendo l'affresco che si trovava nella nicchia.
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Trivèla cosa sono i casottini in mezzo alla piazza? Grazie
immagino siano prese d'aria per rifugi antiaerei ricavati sotto la piazza.....un'altro esempio di piaceri che ci hanno fatto i liberatori
trivèla
22-09-2011, 16: 50
Si, sono le prese d'aria dei rifugi antiaerei, i lavori vennero iniziati del 1943.
1943 - Piazza Grande, lavori per l'allestimento dei rifugi antiaerei.
http://img831.imageshack.us/img831/5473/1943costruzionedeirifug.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/831/1943costruzionedeirifug.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
22-09-2011, 17: 04
1940 - Segnalazioni a pittura sul tetto del duomo per segnalare un monumento, cioè tirale un po più in la!
I rifugi vennero costruiti in tutte le piazze e nei viali, al''incrocio tra via Tagliazucchi e viale Reiter sulla casa in angolo, c'è ancora la scritta in nero RIFUGIO, a circa 2,5 mt da terra.
http://img821.imageshack.us/img821/2079/1940segnalazionisultett.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/821/1940segnalazionisultett.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
22-09-2011, 21: 56
13 - Maggio 1944 difatti ecco la Porta dei Principi vista dall'interno del Duomo dopo il bobmbardamento.
http://img69.imageshack.us/img69/6673/internodelduomodopoilbo.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/69/internodelduomodopoilbo.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
22-09-2011, 21: 59
1944 - 13 maggio, Le canoniche lato est del Duomo in vicolo Lanfranco dopo il bombardamento.
http://img607.imageshack.us/img607/9046/194413maggiolecanoniche.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/607/194413maggiolecanoniche.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
22-09-2011, 22: 01
1944 - 13 maggio, Le canoniche lato ovest di vicolo Lanfranco dopo il bombardamento.
http://img809.imageshack.us/img809/9046/194413maggiolecanoniche.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/809/194413maggiolecanoniche.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
bertani roberto
23-09-2011, 07: 42
foto fantastiche ....rinnovo i complimenti ...
secondo me non avevano tempo di stare a guardare i disegnini sui tetti....ahahahahah....
occhiamandorla
23-09-2011, 16: 14
eh si tipico dei ns. cari alleati...
trivèla
26-09-2011, 10: 55
Stando ai resoconti dell'epoca i bombardieri seguivano una rotta sud- nord con l'obiettivo di bombardare la stazione Grande, una direttrice era da viale Rimembranze e difatti le prime bombe caddero proprio lì, poi in via S.Paolo, via Balugola, piazzale Torti, piazzetta dei Servi dove distrussero la chiesa di S. Salvatore, il palazzo Forni in via F. Selmi, colpirono l'Arcivescovado e il Duomo, la fiancata sn dell'Accademia e un palazzo tra viale Crispi via dell' Abate.
Un' altra direttrice colpì la zona del Gallo, poi via Adelardi, via della Cerca, via Taglio, piazza Matteotti ,via monte Kosica e la Conceria Pellami di via m. Fanti.
Un'altra la zona dell'autodromo, la zona del cinema Scala, la cittadella e villa Pentetorri.
trivèla
26-09-2011, 12: 12
1942 - Costruzione di un rifugio in piazzale S. Francesco.
http://img196.imageshack.us/img196/3194/1942costruzionediunrifu.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/196/1942costruzionediunrifu.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
26-09-2011, 12: 15
1943 - Costruzione di un rifugio in viale delle Rimembranze.
http://img59.imageshack.us/img59/6168/1943costruzionediunrifu.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/59/1943costruzionediunrifu.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
26-09-2011, 12: 16
1943 - L'entrata di un rifugio in viale delle Rimembranze.
http://img713.imageshack.us/img713/3893/1943entratadiunrifugioi.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/713/1943entratadiunrifugioi.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
26-09-2011, 12: 21
1944 - 13 maggio, le macerie della chiesa di S. Salvatore dopo il bombardamento.
http://img62.imageshack.us/img62/7687/1944irestidellachiesadi.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/62/1944irestidellachiesadi.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
26-09-2011, 12: 23
1944 - 13 maggio, la chiesa di S. Salvatore dopo il bombardamento.
http://img51.imageshack.us/img51/7687/1944irestidellachiesadi.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/51/1944irestidellachiesadi.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
i rifugi sono ancora in essere?
trivèla
26-09-2011, 21: 29
Quelli nelle piazze sono stati sicuramente dismessi, durante l'ispezione sotterranea in piazza Roma di alcuni anni fa, per l'eventuale costruzione di posti macchina, sono sono venute alla luce le mura del castello medioevale Estense in primis e i pavimenti con mura perimetrali alte circa 2 mt. dei rifugi, quindi a quanto sembra hanno demolito le volte e interrato il tutto.
Quelli sui viali non lo so, ma penso che anche quelli siano stai riempiti per evitare crolli negli anni a venire.
trivèla
28-09-2011, 08: 42
1943 -La fiancata sud del Duomo con le protezioni anti bombe.
http://img851.imageshack.us/img851/1166/1943lafiancatasuddelduo.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/851/1943lafiancatasuddelduo.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
28-09-2011, 08: 48
1943 - La facciata del Duomo con le protezioni anti bombe.
http://img97.imageshack.us/img97/5015/1943lafacciatadelduomoc.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/97/1943lafacciatadelduomoc.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
28-09-2011, 08: 50
1943 - Il Duomo, lavori di protezione alla porta Regia.
http://img40.imageshack.us/img40/6990/1943laportaregiadelduom.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/40/1943laportaregiadelduom.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
28-09-2011, 08: 52
1943 - Lavori di protezione terminati alla Porta Regia.
http://img31.imageshack.us/img31/6990/1943laportaregiadelduom.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/31/1943laportaregiadelduom.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
28-09-2011, 08: 55
1943 - Protezioni anti bombe a un altare all'interno del Duomo.
http://img831.imageshack.us/img831/6550/altaredellestatuineindu.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/831/altaredellestatuineindu.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
29-09-2011, 15: 42
1900 - Piazza Grande (al tempo maggiore o delle Erbe), un banco del mercato durante una nevicata.
http://img7.imageshack.us/img7/9126/1900piazzagrandechiamat.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/7/1900piazzagrandechiamat.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
29-09-2011, 16: 25
1900 - Piazza Grande, (Maggiore o delle Erbe) il banco della Sarachèra.
http://img23.imageshack.us/img23/3590/1900piazzagrandeilmerca.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/23/1900piazzagrandeilmerca.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
Caricatura di G. Reggianini.
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La Sarachèra di Marcello Morselli detto Cèlo ed S. Stein.
Al cul a trè piàz d'sòvra un bancàt, al stàmèg a balòun,
al scaldèin d'brès ed sàta la stanèla,
i mèz guant negr'ed lana tarulìda,
i dì rusghè dai zlòun,
la facia ed teracòta culurèda,
la stà, come la regina Taitù,
fra el bàl ed bacalà,
el sarach e l' anguelà marinèda.
S't'egh vè a tìr, a des metr'at càsca al nès,
mo mè, ch'a l'ò tolta in cunfidèinzaam fèrem quand a pòs, a fèr dò cìacher,,
a sèdr'ed sòvra un pàch ed chèrta zàla.
E lè l'am còunta( s'a ghè poc da fèr) ed la sò vèta
ed come ragazàta l'à ereditè da sò pèder stè mistèr,
di zìnch fradè ch'là tirè sò dal gnìnt:
adès i èin tot spusè, con un mistèr e chi pòlen stèr tot a l'unòr dal mànd.
A ghè dmand perchè anca lè l'an s'è spusèda.
L'am guèrda mè, l'às dà n'ucèda a lè,
a pèins ch'la cràda ch'a la tòga in gìr,
a m'aspèt 'na batùda ed chèl salèdi.
T'è vòja d'èser zòvna e forsi anch bèla.
S't'gh'è sèimper intòrna tot st'udòr 'd' saràca,
t''en tròv un càn ch'at pèsa in dla stanèla.
Epòr chla vòlta i s' èren ciapè bèin cun al biundèin alègher e spensierè,
al sbàfi malandreìn e un poch galèra!
E mèinter lè la pèrla ed chla sò vòs ch'la pòl smarìr tot i fachèin ed pìaza,
la s'fà màn màn sutìla e apasciunèda.
A srà mo quand l'am pèrla ed chal sò biundèin che al ghè mort ed spagnòla in dal desèrt,
bèin, l'òia propria da dir?
trivèla
29-09-2011, 16: 29
1900 - Piazza Grande ( Maggiore o delle Erbe) con il mercato.
http://img41.imageshack.us/img41/3590/1900piazzagrandeilmerca.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/41/1900piazzagrandeilmerca.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
29-09-2011, 16: 31
1910 - Il mercato di Piazza Grande e l'Arcivescovado.
http://img850.imageshack.us/img850/2412/1910piazzagrandeconilme.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/850/1910piazzagrandeconilme.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
29-09-2011, 16: 36
1917 - Piazza Grande, lo sgombero della neve che fino alla fine degli anni 50 veniva effettuato aprendo le botole dei canali e scaricata direttamente.
http://img820.imageshack.us/img820/7504/1917piazzagrandelosgomb.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/820/1917piazzagrandelosgomb.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
1900 - Piazza Grande, (Maggiore o delle Erbe) il banco della Sarachèra.
http://img23.imageshack.us/img23/3590/1900piazzagrandeilmerca.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/23/1900piazzagrandeilmerca.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
Caricatura di G. Reggianini.
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La Sarachèra di Marcello Morselli detto Cèlo ed S. Stein.
Al cul a trè piàz d'sòvra un bancàt, al stàmèg a balòun,
al scaldèin d'brès ed sàta la stanèla,
i mèz guant negr'ed lana tarulìda,
i dì rusghè dai zlòun,
la facia ed teracòta culurèda,
la stà, come la regina Taitù,
fra el bàl ed bacalà,
el sarach e l' anguelà marinèda.
S't'egh vè a tìr, a des metr'at càsca al nès,
mo mè, ch'a l'ò tolta in cunfidèinzaam fèrem quand a pòs, a fèr dò cìacher,,
a sèdr'ed sòvra un pàch ed chèrta zàla.
E lè l'am còunta( s'a ghè poc da fèr) ed la sò vèta
ed come ragazàta l'à ereditè da sò pèder stè mistèr,
di zìnch fradè ch'là tirè sò dal gnìnt:
adès i èin tot spusè, con un mistèr e chi pòlen stèr tot a l'unòr dal mànd.
A ghè dmand perchè anca lè l'an s'è spusèda.
L'am guèrda mè, l'às dà n'ucèda a lè,
a pèins ch'la cràda ch'a la tòga in gìr,
a m'aspèt 'na batùda ed chèl salèdi.
T'è vòja d'èser zòvna e forsi anch bèla.
S't'gh'è sèimper intòrna tot st'udòr 'd' saràca,
t''en tròv un càn ch'at pèsa in dla stanèla.
Epòr chla vòlta i s' èren ciapè bèin cun al biundèin alègher e spensierè,
al sbàfi malandreìn e un poch galèra!
E mèinter lè la pèrla ed chla sò vòs ch'la pòl smarìr tot i fachèin ed pìaza,
la s'fà màn màn sutìla e apasciunèda.
A srà mo quand l'am pèrla ed chal sò biundèin che al ghè mort ed spagnòla in dal desèrt,
bèin, l'òia propria da dir?
come sempre godibilissimo morselli.
trivèla
29-09-2011, 21: 14
Si, un grande !!
Nato a Modena nel 1912, laureato in giurisprudenza è entrato alla Gazzetta di Modena nel 1946 con Guglielmo Zucconi direttore.
Nel 1950 diventò direttore fino al 1961 quando passò al Corriere della Sera con direttore Giovanni Spadolini e vi rimase fino al 1973.
Opere principali "La storia dal Magòun" - La nascita dello zampone - tante poesie dialettali e romanzi come : L'impero delle tre estati - Hoop-là davanti alla morte -
Gli Angeli non sono in paradiso - Un solo ricordo - La testa sulla rotaia - La moria - ecc.
Scriveva con lo pseudonimo "Cèlo èd San Stèin"
E' morto a Modena nel 1986 !!!
trivèla
30-09-2011, 14: 26
1928 - Piazza Grande, la "Giornata del Riso" organizzata dalla Società del Sandrone.
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trivèla
30-09-2011, 14: 29
1938 - Piazza Grande, la festa dell'Uva.
http://img853.imageshack.us/img853/6748/uvaz.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/853/uvaz.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
30-09-2011, 14: 30
1960 - Piazza Grande trasformata in parcheggio, meglio i banchi del mercato!!!
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trivèla
30-09-2011, 14: 32
1960 - Piazza Grande, altra panoramica sul parcheggio.
http://img571.imageshack.us/img571/8193/1960piazzagrandegrandep.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/571/1960piazzagrandegrandep.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
30-09-2011, 14: 36
1940 - Anche precedentemente si parcheggiava in Piazza Grande, ecco gli autobus urbani che stavano sostituendo i tram.
http://img846.imageshack.us/img846/5038/1940piazzagrandelecorri.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/846/1940piazzagrandelecorri.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
NONNOBALLOTTA
30-09-2011, 19: 13
sei sicuro che le foto col parcheggio in piazza grande risalgano al 60 ?
mi insospettisce la facciata del palazzo della cassa di risparmio, non lo so ma avrei giurato che la facciata attuale risalisse al ventennio
comunque era molto più bello nella foto che adesso, si sa come e perchè fu demolito/rifatto ,tutto o solo la facciata ?
Si, un grande !!
Nato a Modena nel 1912, laureato in giurisprudenza è entrato alla Gazzetta di Modena nel 1946 con Guglielmo Zucconi direttore.
Nel 1950 diventò direttore fino al 1961 quando passò al Corriere della Sera con direttore Giovanni Spadolini e vi rimase fino al 1973.
Opere principali "La storia dal Magòun" - La nascita dello zampone - tante poesie dialettali e romanzi come : L'impero delle tre estati - Hoop-là davanti alla morte -
Gli Angeli non sono in paradiso - Un solo ricordo - La testa sulla rotaia - La moria - ecc.
Scriveva con lo pseudonimo "Cèlo èd San Stèin"
E' morto a Modena nel 1986 !!!
lo conosco. la storia dal magoun ce l'hanno alla delfini (non fanno prestiti). è semplicemente stupenda
trivèla
30-09-2011, 21: 05
Opss, nella foto del 60 c'è il vecchio palazzo di Giustizia e non la Cassa di Risparmio, il palazzo di Giustizia divenne operativo nel 1897, nel 1963 venne demolito perchè ritenuto non funzionale e al suo posto venne edificata la sede della Cassa di Risparmio che abbiamo tuttora.
Alla pagina 90 trovi tutto quanto riguarda i due palazzi.
"An e anorum a scupié 'na guera
ona del tanti tra Bulégna e Modna,
e come i teimp antigh a sucediva
i div ed l'Olimpo e anch quelch diva,
i-s'divertiven a gnir a tor el pert
ed l'un o l'eter di du cuntindeint,
a secand che la gh'gireva in ch'al mumeint.
Acsè è suces che Apollo, Marte e Vener,
chi s'eren mes cun Modna e coi mudnes,
i-s truvén a durmir in d'n'osteria
ch'l'è a la man dretta entrand in Castelfranch.
Per a-n-der trop in d'l'oç a tot chi lanz
e a ch'l'etra suldadaia ch'l'era in gir,
la diva Vener la s'era travestida
cun breghi a sbof, capel piumé e farsat,
che t'l'arés tolta per un garzunat.
A dirla s'ceta a l'ost a gh'vins un dobi
in dal vader ch'la guanza alabastreina,
i cavì a bachel, l'oç trop languidat
e la baca a sresa purpureina.
Tre cos al mand nisun ha mai fermè:
l'amor, al scagai e la curiosité.
Tant'è vera che la mateina dap
l'ost, ch'l'era sguerz, petaghel e bulgnes,
al va a l'os d'la cambra dal ragaz
e al mat l'oç al bus d'la ciavadura,
propria in dal meinter che la diva Vener
la tira el gamb de-d-sata al piumoun
e la s'lasa blisgher zò dal paioun.
Svelta la cor in sò la pataina
fata ed merlat e batisteina fina
mitand in mastra di particoler
che anca vò a fé prest a imaginer.
...
La-n'è menga roba da tot i dè
pser vader Vener in desabigliè!
......
Mè a v'al degh, mo la n'è gnanch da crader,
davanti a ch'la visioun spetacoler
l'ost l'è armes incantè sol da l'umbreghel.
E a dirla s'ceta a gh'era la ragioun:
picol, apeina rilevè, rutand,
miracol ed cesel, d'architetura,
d'invenzioun, armonia e cumpusizioun;
cap d'ovra ch'al pol fer sol la natura
quand la n'ha voia e quand la dis daboun.
Con i oç ancara pin ed ch'la visioun,
l'ost al cors ed vuleda zò in cuseina,
e per paura ed pserla descurder,
al tols d'in dal tuler un pò d'pastleina,
al gh'mitè in dal mez un pzigh ed pest,
al pighè la pastleina in diagonel,
al s'la girè in dal di come un anel.
al le sfilé e al guardé s'l'era gnù bein.
e ades s'a-vli, ciamela por furtuna:
seinza saverel ch'l'ost ed la malora
acsè per ches l'iva inventè al turtlein!
Bela forza, anca mè a srev stè boun;
cun qual ch'l'ha vest, set tè che ispirazioun!!!
trivèla
30-09-2011, 21: 16
Forte "Cèlo"...... bellissima anche perchè si capisce che è scritta con un dialetto datato.
datato? boh, a me non sembra, anzi.
il bello è la rima sciolta tenuta per tutto il libro
trivèla
30-09-2011, 21: 35
Si si filante scorrevole e anche farcito di cultura, io dicevo per alcune parole che non sono più usate nel dialetto che si parla adesso.
Tempo fa un mio amico poeta dialettale e scrittore mi prestò alcuni libri del Morselli e mi ricordo che alcuni passaggi li dovevo rileggere più volte per capire, intendevo datato in quel senso.
NONNOBALLOTTA
01-10-2011, 06: 23
Opss, nella foto del 60 c'è il vecchio palazzo di Giustizia e non la Cassa di Risparmio, il palazzo di Giustizia divenne operativo nel 1897, nel 1963 venne demolito perchè ritenuto non funzionale e al suo posto venne edificata la sede della Cassa di Risparmio che abbiamo tuttora.
Alla pagina 90 trovi tutto quanto riguarda i due palazzi.
grande !
grazie, e complimenti per le bellissime foto che posti
trivèla
18-11-2011, 15: 47
1955 - 5 novembre. Apertura del sarcofago di S. Geminiano nella cripta del Duomo.
http://img718.imageshack.us/img718/4217/apertura.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/718/apertura.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
L'apertura del sarcofago compiuta nel 1955 il 5 novembre, ha permesso di constatare che è certamente quello in cui originariamente è stato deposto il corpo del santo dopo la sua morte.
Il sarcofago presenta tutte le caratteristiche costruttive, di stile e di materiali che rispecchiano le condizioni esistenti alla fine del IV sec.
La grandezza di Geminiano si manifesta proprio nel piú che millenario culto verso di lui e delle espressioni appassionate dell'antica liturgia modenese che lo invoca a difensore contro le avversità: a qui nos ab errore duxit ad rectum tramitem, habeamus defensorem contra cunctam adversariam potestatem".
La Relatio translationis S. Giminiani, manoscritto del sec. XII, conservato nell'Archivio capitolare, descrive la traslazione e la ricognizione del corpo di s. Geminiano avvenute il 30 aprile ed il 7 ottobre 1106, alla presenza di papa Pasquale II, Matilde di Canossa e di tutta la cittadinanza modenese.
Dopo questa segue un'altra ricognizione per opera di Papa Lucio III, il 12 luglio 1184, quando, in viaggio per Verona, si fermò a Modena per consacrare il duomo, la ricognizione e la visita papale è testimoniata dalla iscrizione sulla parete esterna del duomo.
Dopo il 1184 nessun'altra ricognizione fu compiuta fino al 1955, all'interno del sarcofago vennero trovate due piccole croci d'argento, un anello e una settantina di monete d'argento dell'epoca comunale coniate in data anteriore al 1184, non sono state trovate monete modenesi o di altra provenienza in circolazione dopo il 1200.
trivèla
18-11-2011, 15: 50
1955 -5 novembre. Apertura del sarcofago di S. Geminiano
http://img15.imageshack.us/img15/9757/1955aperturadelsarcofag.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/15/1955aperturadelsarcofag.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
18-11-2011, 15: 57
1955 - 5 novembre - Apertura del sarcofago di S. Geminiano.
http://img84.imageshack.us/img84/1350/aperturadelsarcofagodis.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/84/aperturadelsarcofagodis.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
18-11-2011, 15: 59
1955 - 5 novembre
I resti di S. Geminiano ricomposti prima della richiusura del sarcofago.
http://img844.imageshack.us/img844/6210/1955irestidisgeminianoc.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/844/1955irestidisgeminianoc.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
18-11-2011, 16: 01
1955 -
Il sarcofago di S. Geminiano nella cripta del duomo dopo la richiusura.
http://img651.imageshack.us/img651/9243/1955tombadisgeminianone.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/651/1955tombadisgeminianone.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
18-11-2011, 16: 03
Il sarcofago di S. Geminiano nella cripta del duomo come si presenta attualmente.
http://img338.imageshack.us/img338/4674/tombadisgeminiano.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/338/tombadisgeminiano.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
18-11-2011, 16: 14
La fonte di S. Geminiano a Cognento.
http://img338.imageshack.us/img338/7171/fontedisgeminianoacogne.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/338/fontedisgeminianoacogne.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
In voto per la cessazione dell' epidemia di colera del 1836, i Modenesi vollero erigere un tempietto sulla sacra fonte di S.Geminiano a Cognento.
Fu incaricato l'architetto Angelo Mignoni che progetto il Tempietto in stile neogotico e il 7 novembre 1841 venne posata la prima pietra.
Terminato nel 1880 dall' ing. Antonio Vandelli venne inaugurato il la prima domenica di maggio del 1881.
trivèla
18-11-2011, 16: 18
Fonte di S. Geminiano.
La statua del santo di Mainoni.
http://img100.imageshack.us/img100/3691/fontedisgeminianostatua.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/100/fontedisgeminianostatua.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
18-11-2011, 16: 19
Fonte di S. Geminiano a Cognento.
la lapide all'esterno del tempietto.
http://img26.imageshack.us/img26/5448/400pxmodenalapideallasa.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/26/400pxmodenalapideallasa.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
20-11-2011, 22: 06
1886 - Famiglia Pavironica, nella foto Pellegrino Orlandini era la Pulonia, Emilio Preti Sgorghiguelo e Carlo Preti era Sandrone.
La nascita delle maschere viene ricondotta a una usanza Ducale, in quanto, era tradizione che alla corte durante il carnevale venisse invitato un contadino per prendersene gioco, a quanto sembra, un certo Alessandro Pavironi fu molto meno sprovveduto di quanto si aspettassero e con arguzia e detti popolari invertì le parti, così nacque la famiglia Pavironica.
Altra versione narra che fu il burattinaio Giulio Preti a creare la famiglia Pavironica.
http://img140.imageshack.us/img140/6573/1886afinesecololafamigl.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/140/1886afinesecololafamigl.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
20-11-2011, 22: 09
1923 - Antonio Goldoni nelle vesti di Sandrone, era un famoso fotografo.
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trivèla
20-11-2011, 22: 13
1923 - Sgorghiguelo era Giovanni Pelli e Pulonia era Carlo Fusina.
http://img600.imageshack.us/img600/7901/1923sgorghigueloeracarl.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/600/1923sgorghigueloeracarl.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
fantastiche queste foto grazie per quello che fai. mauro di.. carpi
come si intitola ? di che anno è - grasie
fèev un paltunsèin s av sintì ?
trivèla
21-11-2011, 23: 00
come si intitola ? di che anno è - grasie
Ciao Morris, scusa ma non capisco!
trivèla
21-11-2011, 23: 02
Anni 20 - Sandrone e Sgorghiguelo.
http://img832.imageshack.us/img832/2431/anni20sandroneesgorghig.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/832/anni20sandroneesgorghig.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
21-11-2011, 23: 11
1946 . Lo sproloquio di Sandrone al balcone del palazzo Solmi.
Dal 1886 al 1929 gli sproloqui di Sandrone venivano recitati dalla Preda Ringadora o dal balcone di palazzo Solmi, lo sproloquio del 29 fu l'ultimo a causa della censura del regime che non gradiva le battute della famiglia Pavironica, ripresero nel 1946 da Palazzo Solmi per poi dal 1947 fino ai giorni nostri dal balcone del palazzo Comunale.
http://img341.imageshack.us/img341/9057/1946lafamigliapavironic.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/341/1946lafamigliapavironic.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
21-11-2011, 23: 14
1947 - La famiglia Pavironica dal balcone del palazzo Comunale.
http://img197.imageshack.us/img197/8990/1947discorsodisandroned.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/197/1947discorsodisandroned.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
24-11-2011, 14: 19
Anni 20 - La famiglia Pavironica al carnevale.
http://img850.imageshack.us/img850/253/anni20ilcarnevaleconlaf.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/850/anni20ilcarnevaleconlaf.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
24-11-2011, 14: 21
Anni 20 - Il corso dei carri mascherati che si svolgeva in via Pallamaglio.
http://img21.imageshack.us/img21/4749/anni20carnevaleconlasfi.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/21/anni20carnevaleconlasfi.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
28-11-2011, 12: 10
1910 - Sfilata dei carri carnevaleschi al Pallamaglio.
http://img210.imageshack.us/img210/9629/1910pallamagliosfilatad.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/210/1910pallamagliosfilatad.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
28-11-2011, 12: 12
1915 - Sfilata dei carri carnevaleschi al Pallamaglio.
http://img231.imageshack.us/img231/2875/1915pallamagliosfilatad.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/231/1915pallamagliosfilatad.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
28-11-2011, 12: 16
1930 - Sfilata dei carri carnevaleschi in viale dei Caduti.
http://img97.imageshack.us/img97/4334/1930carricarnevaleschii.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/97/1930carricarnevaleschii.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
28-11-2011, 12: 18
1923 - Sfilata dei carri carnevaleschi sui viali.
http://img338.imageshack.us/img338/498/1923sfilatacarnevalesca.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/338/1923sfilatacarnevalesca.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
trivèla
28-11-2011, 12: 20
1947 - Sfilata sui viali della famiglia Pavironica e i carri carnevaleschi.
http://img843.imageshack.us/img843/935/1947sfilatacarnevalesca.jpg (http://imageshack.us/photo/my-images/843/1947sfilatacarnevalesca.jpg/) Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
che belle le foto vecchie mettono malinconia
Quadretto di Natale - L’assaggiatore del cappelletto dic 2011
di Mauro D’Orazi - Carpi dorry@libero.it
Mi piace ricordare che in occasione del pranzo di Natale vengo sempre chiamato in cucina per svolgere un compito di altissimo livello: si tratta di assaggiare un cappelletto di prova. Già avevo dato il mio preventivo parere sul pesto e sul brodo. Ma adesso, giunti alla fine del complesso percorso: mi viene offerto un cucchiaio con un esemplare fumante. Con delicatezza lo assaggio, anche per non ustionarmi. Mi piace che sia ancora abbastanza consistente e che il dente affondi con una leggera, ma ben percettibile resistenza. Ne tasto la compattezza, schiacciandolo delicatamente coi molari … due secondi di assoluto silenzio, sguardo estatico e ispirato rivolto all’infinito.
Gli occhi delle cuoche mi guardano spalancati, fissi e preoccupati … in attesa. “L’è còot!! Chèeva!! “… pronuncio in modo solenne, col cucchiaio alzato e benedicente. “Si proceda all’immediato scodellamento!”. L’antico e benedetto rito ha inizio: tutti si siedono e si preparano ad allungare i piatti. La rezdóora (“Attenti! A gh è la pgnaata buiinta!”) colloca la grande pentola fumante sulla tavola e con un capiente mestolo comincia a servire. Una catena di piatti comincia a muoversi con adeguata ritmica cadenza, per agevolare l’operazione; passano di mano in mano, prima vuoti e poi pieni. “Attenzione a non rovesciare il brodo!” è la raccomandazione. Finché ognuno ha davanti la sua minestra. “Chi vuole il formaggio grattugiato ?” Finalmente si mangia e i cucchiai si immergono avidi e veloci nei piatti che prestissimo saranno di nuovo vuoti.
Qualcuno, ad alta voce dichiara ufficialmente: “Ohh in dimondi bòun st’aan! Anch al bròod! L’è ed capòun, ruspàant, cumprèe da un mè amigh cuntadèin in campagna! Al furmaj dal pist, po’…, l’è ed primma qualitè! “Un 30 mesi” specièl dal caseifisì cun dùu nummèr, propria giust giust per fèer di gràn’ caplètt.” Una serie di conferme segue immediata, con espliciti e convinti movimenti assertivi delle teste. Le bocche, infatti, NON parlano, impegnate nella degustazione. Le cuoche, che Dio a i bendissa in seculaseculorum, sorridono soddisfatte; chi ha procurato con esperienza e astuzia i preziosi e pregiati ingredienti … anche. Chi mangia … ancora di più.
Ehee sì!! Sono rari simili momenti di gioia collettiva e condivisa.
Circa l'uso di informaggiare il cappelletto è antica e irrisolta questione. “Bròod ed galèina buìnt e caplètt ... ma s te ne gh mèet na branchèeda ed parmigiano insima ... per me ... t e ruvìin tùtt.” Questo è un punto fermo per il consumatore tradizionale, che aggiunge il pregiato elemento per completare e arrotondare il sapore del piatto.
Invece c’è chi, come me, lo evita con motivata decisione: questo perchè si desidera gustare il sapore puro, sia del brodo, che del cappelletto.
Se il brodo è buono, preferisco sentirne a pieno il gusto originale e vederlo bello, giallo e limpido cun un quelch occ'; ma … la mia è una posizione di consapevole minoranza. S a gh mèet al furmaj a vòol dìir ch n a andòom mja dimondi bèin e c'è da correggere qualcosa che è scarso.
Per evitare che i cappelletti non serviti i se spapèelen (si spappolino), vanno subito tirati su dal brodo con apposito attrezzo forato e a richiesta serviti per un bis con aggiunta di successiva mestola di solo brodo ancora caldo.
Chi potrà resistere a un secondo piatto di questa prelibatezza ?
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L’unica ombra di tristezza, sta nel guardare e rendersi conto dei posti vuoti ai bordi del lungo e ricco tavolo natalizio. Qualcuno non c’è più! E la sua assenza fisica si fa sentire nel profondo dei nostri sentimenti, sembra spezzare il cuore e l’anima; ma nel pensiero è e resterà più che mai in mezzo a noi. Ch s pièesa o no, bisòogna andèr avanti …
wollas67
28-12-2011, 17: 17
Fantastico!!
bolognamerda
28-12-2011, 17: 32
posso dire che le piante cosi' come sono ora "rovinano" i viali?
18.15 Griffin's Crew
29-12-2011, 07: 18
peccato che a Modena si chiamino tortellini
Quadretto di Natale - L’assaggiatore del cappelletto dic 2011
di Mauro D’Orazi - Carpi dorry@libero.it
Mi piace ricordare che in occasione del pranzo di Natale vengo sempre chiamato in cucina per svolgere un compito di altissimo livello: si tratta di assaggiare un cappelletto di prova. Già avevo dato il mio preventivo parere sul pesto e sul brodo. Ma adesso, giunti alla fine del complesso percorso: mi viene offerto un cucchiaio con un esemplare fumante. Con delicatezza lo assaggio, anche per non ustionarmi. Mi piace che sia ancora abbastanza consistente e che il dente affondi con una leggera, ma ben percettibile resistenza. Ne tasto la compattezza, schiacciandolo delicatamente coi molari … due secondi di assoluto silenzio, sguardo estatico e ispirato rivolto all’infinito.
Gli occhi delle cuoche mi guardano spalancati, fissi e preoccupati … in attesa. “L’è còot!! Chèeva!! “… pronuncio in modo solenne, col cucchiaio alzato e benedicente. “Si proceda all’immediato scodellamento!”. L’antico e benedetto rito ha inizio: tutti si siedono e si preparano ad allungare i piatti. La rezdóora (“Attenti! A gh è la pgnaata buiinta!”) colloca la grande pentola fumante sulla tavola e con un capiente mestolo comincia a servire. Una catena di piatti comincia a muoversi con adeguata ritmica cadenza, per agevolare l’operazione; passano di mano in mano, prima vuoti e poi pieni. “Attenzione a non rovesciare il brodo!” è la raccomandazione. Finché ognuno ha davanti la sua minestra. “Chi vuole il formaggio grattugiato ?” Finalmente si mangia e i cucchiai si immergono avidi e veloci nei piatti che prestissimo saranno di nuovo vuoti.
Qualcuno, ad alta voce dichiara ufficialmente: “Ohh in dimondi bòun st’aan! Anch al bròod! L’è ed capòun, ruspàant, cumprèe da un mè amigh cuntadèin in campagna! Al furmaj dal pist, po’…, l’è ed primma qualitè! “Un 30 mesi” specièl dal caseifisì cun dùu nummèr, propria giust giust per fèer di gràn’ caplètt.” Una serie di conferme segue immediata, con espliciti e convinti movimenti assertivi delle teste. Le bocche, infatti, NON parlano, impegnate nella degustazione. Le cuoche, che Dio a i bendissa in seculaseculorum, sorridono soddisfatte; chi ha procurato con esperienza e astuzia i preziosi e pregiati ingredienti … anche. Chi mangia … ancora di più.
Ehee sì!! Sono rari simili momenti di gioia collettiva e condivisa.
Circa l'uso di informaggiare il cappelletto è antica e irrisolta questione. “Bròod ed galèina buìnt e caplètt ... ma s te ne gh mèet na branchèeda ed parmigiano insima ... per me ... t e ruvìin tùtt.” Questo è un punto fermo per il consumatore tradizionale, che aggiunge il pregiato elemento per completare e arrotondare il sapore del piatto.
Invece c’è chi, come me, lo evita con motivata decisione: questo perchè si desidera gustare il sapore puro, sia del brodo, che del cappelletto.
Se il brodo è buono, preferisco sentirne a pieno il gusto originale e vederlo bello, giallo e limpido cun un quelch occ'; ma … la mia è una posizione di consapevole minoranza. S a gh mèet al furmaj a vòol dìir ch n a andòom mja dimondi bèin e c'è da correggere qualcosa che è scarso.
Per evitare che i cappelletti non serviti i se spapèelen (si spappolino), vanno subito tirati su dal brodo con apposito attrezzo forato e a richiesta serviti per un bis con aggiunta di successiva mestola di solo brodo ancora caldo.
Chi potrà resistere a un secondo piatto di questa prelibatezza ?
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L’unica ombra di tristezza, sta nel guardare e rendersi conto dei posti vuoti ai bordi del lungo e ricco tavolo natalizio. Qualcuno non c’è più! E la sua assenza fisica si fa sentire nel profondo dei nostri sentimenti, sembra spezzare il cuore e l’anima; ma nel pensiero è e resterà più che mai in mezzo a noi. Ch s pièesa o no, bisòogna andèr avanti …
per me che non soffro di " campanile" ma amo il dialetto di carpi, modena, reggio, bologna , ecc ....... è uguale. potete sostituire la parola cappelletto con tortellino .NON c'è nessun problema. anzi è un onore., potersi capire e cambiare le esperienze.
Le figurine - I faciutèin
di Mauro D’Orazi - Carpi
v 15 del 5-1-2011
Frutto del lavoro di ricerca sul web, con suggerimenti e con il contributo costante del Gruppo di Facebook “Chi parla dialetto carpSàan” e del rughlètt di affezionati del bar Tazza d’Oro alle 7 del mattino e di tanti altri amici e amiche sempre pronti a portare la loro esperienza personale e familiare al servizio di un dialetto che deve e può continuare a essere parlato e vissuto.
2006 francobollo commemorativo delle Edizioni Panini
Il Parco e l’Oratorio dell’Eden, oltre che a scuola, erano i luoghi preposti per lo scambio delle figurine. Il mantra: “Cèlo, manca! Cèlo, manca! “ veniva ripetuto quasi all’infinito, fino alla visione e all’esame completo dal spiglutèin ed faciutèin (mazzetto di figurine) che io o i miei coetanei ci eravamo portati dietro per gli scambi. Lo scambio di figurine è un momento centrale del collezionista, soprattutto di bambini e ragazzi. Durante l'incontro, mentre uno mostra le figurine del "mazzo delle doppie", l'altro ne cerca una che non ha. Questo rito ha coniato i termini del "Celo" e "Manca", corrispondenti alle frasi "Ce l'ho" e "Mi manca", che si riferiscono alle possibili risposte di chi nello scambio cerca una figurina mancante.
Un rughlètt ed ragàas degli anni ‘70
Oggi le mode sono cambiate, ma ci fu un tempo in cui le figurine occupavano un posto di primo piano nella gerarchia dei valori del mondo visto con gli occhi di un bambino. Erano gli anni '50, '60, '70. La tv aveva solo due canali Rai e al pomeriggio interrompevano le trasmissioni fino alle 17, l'ora della "TV dei ragazzi". Svolti i compiti, si andava al Parco o all'Oratorio e lì in alcuni periodi dell'anno le figurine erano protagoniste assolute.
Quello delle figurine è un mondo, a forte prevalenza maschile, che ci fa sempre sentire bambini, ci riporta indietro nel tempo: ai soldi rubati ai genitori per comprarsi una bustina per poi nasconderla e guardarsi le figurine di nascosto. Mi ricordo le figurine scambiate, vinte e perse davanti al cancello della scuola o al Parco. Le grida del maestro quando, tra compagni ci si cambiava le figurine in classe. Un mondo che sembrava fosse sparito, svanito nel nulla, con il trascorrere degli anni. Quelle grida, le litigate con i genitori (‘Sa strasinèet tutt chi bèesi per gninta? Cosa butti via quei soldi per niente?), i pianti, le corse dal giornalaio non le ricordavo, non le sentivo più. Ma un giorno rovistando fra vecchie cose a sèelta fòora il vecchio album del 1961 che celebrava in modo elegante il Centenario dell’Unità d’Italia edito dalla B.E.A./Album d'Arte. In un attimo tutti i ricordi … limpidissimi … mi si parano davanti. L’album vuoto e cinque bustine mi furono regalati, da chi non ricordo … purtroppo, il giorno della cresima, mentre tornavo dal Duomo, sotto il portico di Corso Fanti, lì dove c’è il piletto, all’altezza dell’allora salumeria di Gaulandi.
Mio padre scosse la testa, voleva restituire l’album al gentile offerente, ma mia madre, forse per educazione o per un’inconscia propensione al collezionare, insistette per tenerlo. Quello fu uno di quei piccoli e formidabili punti di snodo della mia esistenza e mi cambiò la vita.
Mio padre, ovviamente, brontolò, così come fece puntualmente in futuro per tutte le mie passioni: un nemico costante e implacabile che, per legittima difesa, per sopravvivenza, mi sarei ingeniato continuamente a eludere, con una certa limitata e idiota astuzia o, se proprio messo alle strette, a combattere coi miei scarsi mezzi.
È per questo che, anche oggi, quando vedo un bambino che è sostenuto dal genitore in un hobby particolare, lo invidio moltissimo e penso con amarezza (stupida fin che si vuole) al mio passato denso di incomprensioni e ruvidi attriti.
Nei mesi successivi mi impegnai a fondo, per la prima volta nella mia vita, a intraprendere in prima persona “un’impresa” e a portarla a termine da solo. Completare l’album … ecco … quello era lo scopo da raggiungere ad ogni costo; la cosa che mi riuscì con inventiva, costanza e notevole sforzo.
1961 Collezione Centenario ed. B.E.A.
Ma non fu il solo. Sempre lo stesso anno, nel 1961, la Panini pubblicò il primo album di figurine sul campionato di calcio. Anche questa raccolta era impegnativa e così decisi di mettermi i società col mio amico Angelo che era già partito con la collezione.
Ecco la copertina della prima raccolta di figurine Panini
per il campionato di calcio 1961-62, raffigurante Nils Liedholm
Questa raccolta aveva però un problema molto serio, non si riusciva a finire, perché mancava la figurina dell’intera squadra dell’Udinese. L’editore per problemi tecnici (non aveva la foto!!) era partito a stampare le figurine senza quella della squadra bianconera friulana.
1961 Scudetto dell’Udinese – Figurine Panini
Per parecchio tempo questa figurina divenne un miraggio e un incubo; era ricercata da tutti e al Parco e all’Oratorio era continuo oggetto di discussioni, illazioni e sospetti. Si ripeteva il caso della figurina del Feroce Saladino del 1934.
1934 la rarissima figurina del Feroce Saladino
Finalmente la Panini ovviò all’inconveniente e l’Udinese fu diffusa. La vidi per la prima volta all’Eden da un bambino che me la fece vedere, ma solo in mano sua.
Ma la Panini aveva adottato anche un’altra accattivante astuzia: ogni tanto nella bustina si trovava una figurina speciale con il verso occupato da un riquadro rosso con la scritta “ VALIDA” in blu.
1961 Figurina VALIDA Panini
Con 100 di queste ambite figurine si vinceva un pallone di cuoio del numero 5 di gran marca: uno di quei mitici oggetti fra i più desiderati da un ragazzino, anche se si gonfiava in un modo maledettamente difficoltoso con un ago e con una pompa.
Le VALIDE al mercato di scambio valevano dalla tre alle cinque volte una normale. Incollarne poi una sull’album, dava un’atroce sofferenza di spreco: era meglio lasciare il buco vuoto, in preda a un orribile dubbio, ancora oggi irrisolto.
Purtroppo Angelo e io, nonostante l’impegno profuso, arrivammo solo a 63 VALIDE, un numero che mi è rimasto ben impresso nella memoria anche dopo cinquant’anni.
Le figurine si attaccavano con una colla che si trova dentro un barattolino in alluminio, la Coccoina, dotato di apposito pennellino a setole biancastre. L’odore di questa colla era … fantastico di cocco!
Barattolo di colla Coccoina
In carenza di colla, mia zia Valentina mi aveva insegnato a usare la farina, sciolta con un po’ d’acqua, a farne una pasta semiconsistente. Funzionava benissimo.
Negli anni ’60 il costo di una bustina era di 10 £
-ps le immagini col copia e incolla non vengono :=)
Giochi con le figurine
* Oltre all'attività di collezione e scambio, i faciutèin (figurèin o figurèini) svolgevano anche una funzione di fiches o di denaro sussidiario e come tali venivano messi in palio in vari giochi di abilità o d’azzardo.
I giochi erano vari, ecco la descrizione di alcuni di essi, suggeritami da alcuni amici.
Batmùrr (battimuro). Più anticamente si usavano monete, sassi, biglie o tappi. Il vantaggio della figurina è per vincere non si va spanne, ma è prevista la chiara sovrapposizione di un cartoncino su un altro.
Si sorteggia con una classica conta il giocatore che comincia e l'ordine di gioco.
Si concorda, non senza polemiche, e si traccia una linea per terra alla distanza di 5-6 passi dal muro. E’ la linea di tiro, dietro la quale si dispongono i giocatori. Il primo di essi lancia la propria figurina verso il muro. Vince le figurine a terra, colui che riesce a toccare con la sua figurina lanciata una di quelle già sparpagliate a terra, ma solo dopo avere toccato il muro con la propria. Perché il tiro sia considerato valido, la figurina deve obbligatoriamente colpire il muro e rimbalzare indietro. Se ciò non avviene, a seconda delle regole prefissate, essa è persa o si ripete il tiro, eventualmente perdendo il turno. L’abilità è fondamentale per essere un bravo lanciatore, soprattutto per far percorre al cartoncino l’ampia la distanza di lancio richiesta all'inizio della sessione di gioco. Il lancio va fatto di taglio, tenendo di solito un angolo del cartoncino, fra il medio e l’anulare, parallelo al terreno, con un rilascio dato da un movimento secco con uno scatto della mano. Il tiro deve essere ben calibrato e con la forza giusta. L'abilità richiesta è notevole, così come la difficoltà a colpire la parete per rendere valido il tiro. Troppa forza o troppo poca sono … letali e infauste.
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Il tabaccaio del Corso racconta che si poteva giocare anche solo a chi tirava la figurina più lontano. Una disciplina di alta abilità per la quale si utilizzavano le tecniche più raffinate, acquisite con perizia ed esperienza nel corso di lunghe sedute di gara e in allenamenti solitari.
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Un’altra variante è quella di giocare appoggiando la figurina direttamente sul muro, facendola poi cadere da una certa altezza prestabilita o nei limiti concordati. Di solito l’altezza era libera, ma il limite minimo era invalicabile: “T’i in brùusa!” era la frase pronunciata contro chi tentava di giocare sporco.
Anche in questa disciplina, vince tutte le figurine già a terra, chi riesce a coprirne una, anche parzialmente, con la sua appena lanciata. La strategia da seguire è che ciascuno deve pensare a lanciare la propria figurina lontano dal muro, per non essere facile preda dei giocatori che seguiranno, ma allo stesso tempo deve mirare verso una delle figurine che giace in terra
Per raggiungere questo obiettivo, i ragazzi più bravi usavano collaudate e segrete tecniche, che prevedevano arcuature più o meno accentuate della figurina a seconda della traiettoria che le si voleva conferire.
Graziano Forghieri, campione del mondo in gioventù anche in questa specialità e noto esperto in calcoli di traiettorie con gli oggetti più svariati, ricorda che se la carta da raggiungere era vicina al muro, quella da rilasciare doveva essere lasciata pari, ma se era lontana, la propria andava adeguatamente piegata, aumentando così i volteggi e la gittata.
Battimuro
Ugualmente se si giocava per primi, si accentuava la curvatura per far svolazzare la figurina, per mandarla il più lontano possibile.
L’operazione dell’incurvatura veniva fatta all'ultimo momento prima del lancio, in modo discreto col palmo della mano, in base alla dislocazione delle carte per terra e della altezza del rilascio.
Mi è doveroso annotare che il problema balistico affrontato con intuito e applicazione dai ragazzi di un tempo era ed è tutt'altro che banale.
A tutt'oggi, anche con i computer potentissimi e il genio dei migliori cervelli umani dei matematici, infatti, è impossibile calcolare e prevedere l’algoritmo della traiettoria di discesa di un semplicissimo foglio di carta che cade.
Per credere, basta provare alcune volte e vi accorgerete subito che a ogni caduta il foglio si comporta in modo diverso. Siamo dentro a una delle branche della matematica più affascinanti e sconvolgenti: quella del caos e dalla casualità.
Chi ragàas i n avrèeven mai pinsè a un lavòor dal gèner.
Biàanch o ròss: si gioca in due e si mette in palio un ugual numero di figurine che vengono lanciate in aria dopo avere scelto mêrca o lìssa per indicare la facciata o il retro della figurina stessa. Ogni giocatore raccoglie e vince le figurine cadute di fronte o di retro. Ricorda molto il classico testa o croce.
Un altro gioco era la piàala. si mettevano le figurine tutte assieme in terra, una o più per ogni giocatore. Poi ogni partecipante tirava il suo sasso e quello che si avvicinava di più vinceva tutte le figurine. L'abilità stava nell'andare più vicino possibile alle figurine, mentre il rischio era quello che se i sassi, a volte anche belli grossi, cadevano proprio sopra alle figurine le rovinavano un po'. Però l'autore del colpo formidabile era pressoché sicuro di aver vinto e di portare a casa al spiglutèin ed faciutèin.
Sacaagna - Al sacàagn, è quella pietra a parallelepipedo che si pone a una distanza di 10-15 metri dai lanciatori di piàala e che deve essere abbattuta. Una delle tante varianti del gioco consiste nell’avere ciascuno posizionato il suo sacàagn su una linea perpendicolare al lancio. Il vincitore della gara è chi, alla fine dei lanci, vede il propria pietra ancora in piedi. Il primo a lanciare è chi più si è avvicinato ad un riferimento prefissato, in genere posto in prossimità della linea di lancio.
Citiamo il gioco in questa sede, perché ha anche una variante con l’utilizzo de i faciutèin: ognuno mette la sua posta sul sacàagn (in caso di vento si pone un sassolino sopra al spighlòot), si stabilisce nei modi tradizionali l’ordine di lancio. A questo punto possono esserci due tipi di regole: vince tutto chi abbatte il sacàagn, oppure si incassano solo le figurine che sono a contatto con la piàala del lanciatore, in questo modo il gioco dura più a lungo e vi possono essere più vincitori.
Negli '40 e '50, mutuato dall'analogo gioco con le carte da briscola, lèevapataia o chèevapataia, c'era poi anche questa sfida fra gli inquieti ragazzi di Via De Amicis di Carpi . si giocava con le figurine e prendeva il nome di … chevapatajaù.
I due sfidanti dovevano avere lo stesso numero di figurine da giocare, 20, 30 o 40, impilate e tenute nascoste dietro la schiena. Esse venivano sistemate dritte o capovolte, mescolate, ben impilate nel pacchetto, senza farsi scorgere dall'avversario. Preparati i rispettivi mazzetti, si portavano davanti, ma sempre ben protetti con le mani dalla vista dell'avversario.
Il primo giocatore disponeva sul marciapiedi la prima figurina così come l'aveva preparate nel suo mazzo. Il secondo giocatore calava poi la sua. E così via, a turno. Se la figura era rivolta come quella dell'altro, il giocatore vinceva e prendeva tutto il mazzetto, se era messa al contrario si procedeva, intercalandosi nei turni delle calate. Vinceva tutto chi riusciva a far terminare il mazzetto all'avversario. A volte il gioco, andava per le lunghe e finiva con una situazione bilanciata, anche perché a gnìiva siira e ormai a n se gh vdiiva quèesi più. Da notare che la tecnica di intercalare le figurine dritte o rovesce, dietro la schiena, avveniva senza guardare, ma solo palpandole con mano. Ciò era fondamentale per la segretezza e la vittoria finale; ognuno aveva la sua tecnica.
Giochi con le figurine
siamo molto legati alla Panini
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