Visualizza Versione Completa : E' Morto Gianfranco Funari
Steeezzz
12-07-2008, 11: 40
E' MORTO GIANFRANCO FUNARI MILANO - Gianfranco Funari, cabarettista e showman televisivo, è morto questa mattina nell'ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari.
http://www.ansa.it/webimages/mida/medium/13/8ffa9e637240c7beb84d32583f2881ea.jpg
azz, mi spiace.
Mi era simpatico
dispiace anche a me.
r.i.p
callaghan
12-07-2008, 13: 14
lo seppelliscon nella sua bentley?
L'Homer
12-07-2008, 14: 34
R.i.p.
era un uomo senza peli sulla lingua.
RIP
spiace anche a me.
Mitiche le capocciate.
Steeezzz
13-07-2008, 09: 56
IL GIORNALE DI OGGI, DOMENICA 13 LUGLIO 2008 (http://quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/gazzettadimodena/a.chk?Action=updateLight&selArchivio=13_Luglio_2008&giornale=gazzettadimodena) › ATTUALITÀ
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Addio all’inventore del talk show politico
Il «cattivo presentatore» si è spento a Milano era ricoverato da mesi per problemi cardiaci
MILANO. Se n’è andato nel silenzio della morte, quel silenzio a cui non era abituato perché dell’immagine schietta e della parola forte aveva fatto una bandiera che ha cambiato la storia della televisione italiana. Gianfranco Funari è spirato ieri mattina all’ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari. Nonostante fosse malato da molti anni non aveva mai smesso di fumare e in una delle sue tante inteviste aveva persino dichiarato che nella bara voleva proprio un pacchetto di sigarette.
Aveva 76 anni ed era nato a Roma, è stato conduttore, opinionista televisivo e direttore di un quotidiano ma la sua carriera era iniziata a fine anni Sessanta come cabarettista dopo aver svolto anche il lavoro di croupier. La moglie, Morena Zapparoli, 41 anni, sposata nel 2004, gli è stata accanto notte e giorno durante il lungo ricovero. «Gianfranco mi ha dato l’energia che solo un ragazzo poteva darmi». E Funari, prima di entrare in coma, aveva proprio parlato dell’amore di sua moglie: «E’ da mesi che Morena dorme qui su una sedia, mi spiace lasciarla. Con lei ho conosciuto il grande amore, quello vero che dà tutto e non chiede niente».
Caustico, aggressivo, talvolta volgare ma sempre sincero con un pensiero trasparente e un modo naturale di dialogare con il pubblico. Spesso i suoi atteggiamenti hanno suscitato polemiche ma anche riconoscimenti. «Ha cambiato il rapporto tra tv e pubblico», ha detto Pippo Baudo, aggiungendo che Funari «sulla malattia ci scherzava, la esorcizzava ridendoci sopra». Secondo Baudo la tv di Funari «ha fatto a cazzotti con la tv ortodossa, che da questo punto di vista si è dovuta adeguare. Il suo stile ha avuto successo». Molti i commenti addolorati e di stima professionale sono giunti da uomini di spettacolo, dirigenti televisivi e commentatori, tra cui Maurizi Costanzo: «Era un grande talento naturale capace di provocazioni, improvvisazioni e slogan fulminanti. Tavolta sembrava che tutto ciò fosse a sua insaputa per come poi continuava a farsi del male. Penso con tenerezza alla donna che gli è stata accanto in questi ultimi anni e per la quale si augurava di morire sorridendo». E per Carlo Freccero, ex direttore di Raidue, il «rivoluzionario» Funari portò «il pubblico che prima era scenografia e tappezzeria, a diventare protagonista dei programmi. Funari inventò la prima versione del talk-reality dove il pubblico interagiva, si vendicava e poneva domande».
Anche molti politici hanno salutato la morte di Funari con dolore ricordando le sue straordinaeie doti di provocatore genuino. «Era un uomo bravo, fatto a modo suo ma di grande simpatia», ha detto Umberto Bossi. Mentre per Bobo Craxi: «Funari era un socialista che ha accompagnato con al sua invettiva gli anni della falsa rivoluzione italiana».
Steeezzz
13-07-2008, 09: 57
IL GIORNALE DI OGGI, DOMENICA 13 LUGLIO 2008 (http://quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/gazzettadimodena/a.chk?Action=updateLight&selArchivio=13_Luglio_2008&giornale=gazzettadimodena) › ATTUALITÀ
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Bonolis: «Nessuno come lui»
Guzzanti: «Tanto affetto scattato dopo una sola telefonata»
Secondo Pippo Baudo «ha fatto a cazzotti con la tv ortodossa e questa si è dovuta adeguare: il suo stile ha avuto successo»
ROMA. Altro che trash: Gianfranco Funari, dice quello che molti considerano il suo vero erede, Paolo Bonolis, «ha sempre combattuto - televisivamente parlando - il politicamente corretto, che è molto peggio di qualunque trash».
Bonolis, che aveva ospitato Funari due volte negli ultimi anni al «Senso della vita», parla di un uomo che «se ne è andato dopo aver spremuto ogni energia dalla sua vita con grande intelligenza e forza. Ricordo le sue ultime interviste da me, quasi un testamento, in cui mostrò grande maturità verso l’idea della morte, una rarità di questi tempi in cui tutti ne siamo terrorizzati. Affrontava insieme con serenità e anche paura quel dubbio supremo verso ciò che ci aspetta e che non conosciamo».
Tornando al suo mondo, la tv, Bonolis sottolinea che Funari per il piccolo schermo «ha fatto tanto: qualcuno lo ha accusato di essere uno dei creatori del trash, che per me è assenza di anima dentro al prodotto tv, proprio l’opposto di quello che faceva Funari che di anima ne ha messa tanta in quello che faceva e combatteva il politically correct, cosa ben più pericolosa. Ha fatto la tv ma non ci stava tanto - dice Bonolis - molti, invece, ci stanno e non la fanno. Ha spostato il limite un pò più avanti, sia nella forma che nei contenuti».
Quanto all’eredità, Bonolis non trova giusto «che si pensi ad eredi, io certamente non lo sono, ognuno è irripetibile. Lui era un giornalista e un uomo di cultura che interveniva anche su temi politici o sociali che io non sono in grado di affrontare. In comune abbiamo solo un certo atteggiamento gigione che a volte vuol dire solo tentare di semplificare un concetto per farlo passare».
Affettuoso e tenero è il ricordo che Corrado Guzzanti ieri sera a Romafictionfest ha dedicato a Gianfranco Funari. E l’artista che del mattatore tv lanciò la più irresistibile delle imitazioni svela un particolare: «L’unica volta che abbiamo parlato al telefono - racconta Guzzanti - mi offrì di fare una trasmissione insieme». Gianfranco Funari, «è un personaggio che ha cambiato effettivamente la tv nel bene e nel male, e ha cambiato anche se stesso, attraverso tante trasformazioni - dice l’attore - E’ stato croupier, comico, imbonitore televisivo, poi si è occupato di politica ed era l’epoca in cui io ne facevo la parodia. Sembra passato tanto tempo ma era solo 10 anni fa. Era il momento in cui lui si sentiva tradito da Fininvest e si lanciava in invettive contro Berlusconi. E’ stato il primo a mescolare il linguaggio da promozione della telemortadella con quello dell’attacco politico».
Per l’attore, Funari era «una persona affascinante. Negli anni ci siamo scambiati messaggi d’affetto. Certo per lui l’ultimo periodo è stato travagliato. Sia professionalmente, quando ha finito quella strana trasmissione di Cugia, sia per i suoi problemi di salute».
Steeezzz
13-07-2008, 09: 57
IL GIORNALE DI OGGI, DOMENICA 13 LUGLIO 2008 (http://quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/gazzettadimodena/a.chk?Action=updateLight&selArchivio=13_Luglio_2008&giornale=gazzettadimodena) › ATTUALITÀ
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QUEL BRUTALE PALADINO DEGLI INDIFESI
«La televisione è come la merda, bisogna farla ma non guardarla». In questo aforisma c’è tutto Gianfranco Funari, cinico di fondo e però schietto fino alla brutalità, «corporale» come un personaggio della vecchia Roma e a volte commosso paladino degli indifesi, capace di autodefinirsi «il più grande giornalista del mondo» e tuttavia pronto a farsi prudente appena fiutava un interlocutore più fulminante di lui.
La politica era una gran passione se amava ricordare che il padre vetturino era di idee socialiste e la madre comunista. Nel suo modo di fare televisione c’era sempre, al fondo, un impasto populistico di difesa dei deboli e di ammiccamento qualunquista ai potenti, ostentato al pari di quella dentatura bianca che metteva volentieri in primo piano come il famoso Dentone annunciatore in tv di un film di Alberto Sordi, fratello maggiore in romanità da commedia.
Certo, Gianfranco Funari portava in video un’esperienza di vita sofferta e complessa. Fino ai 35 anni era stato uomo di mestieri arrangiati o avventurosi, prima rappresentante di acque minerali, poi croupier a Saint Vincent e, addirittura per sette anni, a Hong-Kong. Alla satira da cabaret c’era approdato nella sua città a Roma in un locale di destra, lui che veniva da una famiglia di sinistra. L’avevano notato e fatto andare, altra contraddizione, a Milano, al Derby dove agiva il meglio dei cabarettisti meneghini, dai Gufi a Teocoli, da Jannacci a Franco Nebbia, fino ai più giovani Cochi e Renato, e dove il suo accento marcatamente romanesco faceva da contrasto.
Ma dovevano passare altri anni ancora prima che Funari, dentone e un po’ vantone («Er vantone» era il titolo che Pier Paolo Pasolini aveva dato alla sua traduzione in romanesco del «Miles gloriosus» di Plauto), facesse il botto bucando fragorosamente il video. Altro che pubblico selezionato del cabaret: milioni di fan, di tifosi al cui livello sarebbe stato pronto a sdraiarsi pur di avere successo, pur di vendicarsi coi miliardi di una giovinezza mica tanto allegra. E il botto lo fece a Tmc con «Torte in faccia», animatore di litigi, contrasti, telerisse e poi in Rai con «Aboccaperta» su di una Raidue oggi irriconoscibile, diretta da Massimo Fichera, giovanile e sperimentale, fortemente laica. Con un fiuto televisivo formidabile e tempi, ritmi incalzanti, parolacciaro sempre al limite dell’eccesso. Padrone senza cedimenti della scena e della telecamera giusta (uno dei pilastri della divertentissima imitazione di Corrado Guzzanti).
Poi la Rai cambiò, in peggio, e lui sposò la televisione commerciale. Al punto che inaugurò un genere televisivo in cui il presentatore era anche il protagonista dello spot pubblicitario e si identificava col prodotto reclamizzato, fosse la mortadella o un pigiama.
Litigò con Berlusconi e lo attaccò su di un network di 75 piccole emittenti. Anche in ciò inaugurando un genere, un modo di fare tv. In seguito si sarebbe riappacificato e sarebbe tornato nelle ben remunerate trasmissioni berlusconiane. Ma c’era la solita passionaccia politica a bruciargli dentro. Arrivò a formare una Lista Funari per le elezioni comunali a Milano, lui, il più romano dei romani, candidato-sindaco. Diceva che la donna che aveva amato di più (e ne aveva conosciute) era la politica. Poi lasciò, sciolse la lista dicendo di aver avuto - dopo ottimi sondaggi - «pressioni fortissime» in quel senso. «Sono un pentito del centrodestra e un deluso del centrosinistra», confessava di recente. Aveva tentato anche la direzione di un quotidiano con «L’Indipendente», senza successo. Allora ci aveva ironizzato su con «L’edicola di Funari», giornalaio e non giornalista. Amaramente.
Negli ultimi tempi irrompeva da corsaro in questa o in quella trasmissione, malato, quasi macilento e però sempre provocatorio, fortissimo nel tenere il video. «I piaceri me li sono goduti tutti e se in paradiso c’è l’ergastolo, io me lo prendo». Potrebbe essere, in fondo, il suo epitaffio.
Steeezzz
13-07-2008, 09: 57
IL GIORNALE DI OGGI, DOMENICA 13 LUGLIO 2008 (http://quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/gazzettadimodena/a.chk?Action=updateLight&selArchivio=13_Luglio_2008&giornale=gazzettadimodena) › ATTUALITÀ
Pagina 2 - Attualità Stampa questo articolo (http://quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/gazzettadimodena/a.chk?Action=updateLight&url=NZDA2PO_VA702.html&data=13_Luglio_2008&sezione=Attualit%E0&giornale=gazzettadimodena&isLocale=false#) LA CARRIERA
Dal Derby al flop dell’Apocalipse
Fu Aboccaperta, quando nel 1984 arrivò su Raidue, dopo essere nata per Telemontecarlo, a dare a Gianfranco Funari la grande popolarità, grazie a un certo populismo che non guardava in faccia nessuno e a una forte comunicativa.
Nato a Roma nel 1932, aveva debuttato nel 1967 al Derby di Milano, dove si è esibito per sei anni interpretando monologhi satirici di costume. La sua prima apparizione come conduttore televisivo risale al 1980, dagli schermi di Telemontecarlo, con il programma Torte in faccia, di cui era anche autore.
Verranno poi, in un crescendo di popolarità che ne farà uno degli animali da tv più apprezzati e controversi, Mezzogiorno,sempre su Raidue (1987-90) e, poi con Mediaset, Mezzogiorno italiano su Italia 1 (1991).
Allontanato dal gruppo Fininvest in seguito a una polemica con Berlusconi, escogitò una soluzione inedita pur di riapparire in video proponendo una trasmissione, Zonafranca, che andava in onda su 75 emittenti locali sparse in tutta Italia.
Nella 1993-94 tornò però a Retequattro per presentare Funari news, Punto di svolta e L’originale, trasmissioni con le quali ritrovò un contatto diretto col pubblico e una grande popolarità che ne fece, tra l’altro, il re delle telepromozioni.
Dopo una breve e sfortunata parentesi come direttore del quotidiano L’Indipendente e il fallimento delle trattative con la Rai e i grandi network privati, si ritirò su Odeon Tv per presentare il nuovo programma del mezzogiorno, L’edicola di Funari, e la striscia quotidiana Funari live nel tardo pomeriggio.
Nel 1996 tornò a Raidue come conduttore della controversa trasmissione Napoli Capitale (in onda la domenica pomeriggio), talk show politico che offriva ai candidati alle elezioni un’arena per liberi sfoghi.
Con la chiusura anticipata - fra tante polemiche, specialmente con l’allora direttore di Raidue Gabriele La Porta - di Napoli Capitale, Funari iniziò un lungo periodo di lontananza dal piccolo schermo.
Nel 2005 subisce un delicato intervento al cuore, ma non demorde. Nell’aprile 2007 l’ultima avventura tv: l’Apocalipse Show sui temi ambientalisti che avrebbe dovuto rivoluzionare il sabato sera di Raiuno e che invece si rivelò un grande flop.
blablandina come amadei
13-07-2008, 11: 56
uno dei miei idoli.. riposa in pace Gianfrà
bridget
13-07-2008, 17: 26
un grande. R.i.p.
B ad Modna
13-07-2008, 20: 25
rip
Steeezzz
13-07-2008, 20: 26
R.i.p.
Giallobalordo
14-07-2008, 10: 55
76 anni.
c'è poco da dispiacersi.
Bravo lui, vita sregolata, e 76 anni raggiunti.
Ottimo obiettivo.
peccato abbia inventato la televisione di merda.
callaghan
14-07-2008, 11: 07
bel mortorio.
se sei ancora vivo quando crepo io, mi fai il mio?
te pareva che giallopuzzone non fosse d'accordo col necrologio
il_biondo
14-07-2008, 11: 22
idolo!
mitiche le interviste con le iene che da qualche anno a sta parte gli facevano l'intervista funebre...
dipende sempre da CHI muore a quell'età...per dire se sia l'età giusta per crepare.
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